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Paesi | Asia | Asia occidentale | Israele

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Gerusalemme
Superficie (km²): 22070
Densità (ab/km²): 302
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.gov.il/firstgov
Data dell'indipendenza: 14 maggio 1914
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Nuovo sciclo
Membership:

BIS, BSEC (osservatore), CERN (osservatore), EBRD, FAO, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, OAS (osservatore), OECD (stato in entrata), OPCW (firmatario), OSCE (partner), PCA, SECI (osservatore), UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio di Israele, entro limiti precedenti le con quiste del 1967, è costituito da una larga porzione della Palestina (esclusa la Cisgiordania) e dalla regione del Negev, che si amplia nella penisola del Sinai rastremandosi progressivamente verso sud fino a raggiungere il Golfo di Aqaba. La struttura del territorio si andò definendo nel Cenozoico in seguito ai vasti fenomeni di assestamento verificatisi nel Miocene e nel Pliocene, che portarono alla formazione della fossa tettonica palestinese (sezione della fossa siro-africana). Lo scudo arabo-nubico fu infatti interessato da una duplice serie di fratture parallele, orientate in direzione nord-sud, fra le quali ebbe luogo lo sprofondamento di una lunga zolla relativamente assai ristretta. La totale emersione della regione dal mare si ebbe nel Plioce ne; la fossa palestinese rimase però coperta a lungo da un mare interno molto più esteso dell'attuale Mar Morto; successivamente l'azione erosiva degli agenti meteorici, assai più intensa che ai nostri giorni per le condizioni climatiche notevolmente più umide, portò al graduale ma tuttora incompleto alluvionamento della fossa palestinese e alla formazione della pianura costiera mediterranea, che appare perciò ricoperta da potenti strati sedimentari cenozoici e neozoici. Nelle sue linee generali la morfologia è piuttosto semplice: a ovest si stende una fascia costiera, man mano più ampia verso sud; immediatamente all'interno si elevano i rilievi prevalentemente tabulari della Galilea, della Samaria e della Giudea, che costituiscono il lembo staccato dello scudo arabo-nubico a cui succedono le basse terre della profonda depressione tettonica palestinese; l'intero settore meridionale, infine, è occupato dai tavolati e dalle dorsali del Negev. La pianura costiera si affaccia sul Mediterraneo con una costa bassa, rotta soltanto dal promontorio di Haifa, che rappresenta l'estrema propaggine nord-occidentale del Monte Carmelo; più larga, anzi in aumento, a sud per il costante accumulo dei sedimenti del Nilo, qui convogliati dalle correnti marine, si restringe progressivamente verso nord, formando le piane di Shefela e di Sharon, fino alla strozzatura provocata dal Monte Carmelo, oltre il quale si apre la fertile piana di Esdraelon , naturale saldatura tra la pianura litoranea e la fossa palestinese. Delle alte terre centrali, i rilievi della Galilea sono inclusi in territorio israeliano mentre quelli della Samaria e della Giudea rientrano in massima parte nella Cisgiordania; i versanti occidentali scendono con molli ondulazioni, mentre quelli orientali sono assai più netti, ripidi e di frequente incisi da valli incassate e profonde, che conferiscono un aspetto aspro al paesaggio, strutturalmente tabulare. Della fossa tettonica palestinese appartiene a Israele il settore occidentale dell'alta valle del Giordano con il Lago di Tiberiade, la porzione sud-occidentale del Mar Morto e l'intero tratto occidentale dell'uadi 'Araba, lungo solco vallivo tra il Mar Morto e il Golfo di Aqaba. La valle del Giordano (El Ghor), se si esclude il settore a nord del Lago di Tiberiade, interessato da ampie colate laviche di tipo basaltico, è interamente coperta da potenti strati alluvionali ed è molto fertile; l'uadi 'Araba invece è una valle squallida e desertica con poche oasi. Essa delimita a est la triangolare regione steppica e desertica del Negev, caratterizzata da strutture tabulari con fianchi spesso assai ripidi; lo sovrastano alcune catene montuose fortemente segnate dall'erosione e con cime che superano anche i 1.000 m (Har Ramon, 1.035 m; Har Saggi, 1.006 m).

Clima e flora. Per la modesta estensione del territorio e la mancanza di vere e proprie catene montuose, il clima presenta una certa uniformità; la regione è soggetta agli influssi marittimi del Mediterraneo, cui si contrappongono quelli continentali degli aridi tavolati dell'interno, per cui le condizioni climatiche generali sono la conseguenza dell'alterno prevalere di una di queste due componenti; fanno eccezione il Negev meridionale e la regione di Elat, che presentano caratteri marcatamente tropicali per il netto prevalere degli influssi continentali su quelli marittimi occidentali. Le temperature sono ovunque molto elevate in estate, specialmente nell'uadi 'Araba e nella depressione del Mar Morto, assai miti invece nei mesi invernali. Le precipitazioni sono scarse, irregolari e in prevalenza invernali: sulle alte terre più elevate si registrano valori anche superiori ai 500 mm annui, mentre nella depressione del Mar Morto, nel Negev e nella fascia costiera del Mar Rosso si scende a valori sensibilmente più bassi fino ai minimi rilevati a Elat di 42 mm. La vegetazione naturale, presenta i caratteri della macchia cespugliosa con piante xerofile, ma è stata ormai largamente sostituita dalle colture, tranne che nel Negev. Lembi di bosco sono però presenti sulle alture della Galilea.

Idrografia. Il principale tratto d'acqua è il Giordano , di cui appartiene a Israele solo buona parte del corso superiore; a esso tributano modesti corsi d'acqua dal regime spiccatamente torrentizio, che tendono a prosciugarsi nella stagione asciutta. Oltre al Giordano, ha portata relativamente costante solo il fiume Yarqon, lungo appena 15 km, che scende al Mediterraneo subito a nord di Tel Aviv. È incluso quasi interamente in territorio israeliano il Lago di Tiberiade (Kinneret), in Galilea, che ha per immissario ed emissario il Giordano. Sia lo Yarqon sia il Lago di Tiberiade sono intensamente sfruttati per l'irrigazione di vasti comprensori di bonifica nelle regioni pianeggianti e più fertili della Galilea, della pianura costiera e perfino del Negev (canale Kinneret-Negev). Del Mar Morto (che rappresenta la massima depressione della fossa tettonica palestinese, a -395 m, e massima profondità a 830 m) appartiene a Israele, come si è detto, solo il settore sud-occidentale.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. La Palestina è una terra di antichissimo popolamento; le prime tracce umane risalgono al Paleolitico medio (uomo di Neandertal). Essa è stata anche sede delle più antiche civiltà agricole e urbane che si conoscano, come hanno rivelato gli scavi compiuti a Gerico e che rimandano a un Neolitico affermatosi già nell'VIII-VI millennio a.C. L'arrivo dei popoli semiti inizia già nel III millennio a.C. Gli Ebrei, sovrappostisi ai Cananei, giunsero alla metà del II millennio a.C., in un periodo in cui l'inaridimento climatico induceva molti popoli a esodi verso nuove terre. Essi fondarono centri di vita urbana e di vita religiosa, che oggi gli archeologi israeliani cercano di far rivivere come testimonianze del loro antico rapporto con la terra che in larga misura corrisponde all'attuale Stato d'Israele. Oggi nuovamente la popolazione è in grande maggioranza di lingua e cultura ebraiche, grazie all'intenso movimento immigratorio iniziatosi verso la fine del secolo scorso.

Flussi migratori. All'inizio del nostro secolo gli Ebrei in Palestina erano 50.000 e nel 1947, poco prima della costit uzione dello Stato ebraico, ammontavano a 630.000, formando il 35% della popolazione totale: fra le due Guerre Mondiali l'immigrazione ebraica (364.000 unità tra il 1919 e il 1939) era stata favorita dal Governo britannico. Dopo la Guerra del 1948-49, conseguente alla fine del mandato britannico e alla proclamazione dello Stato di Israele (l'ONU aveva previsto che il territorio palestinese a ovest del Giordano fosse diviso in due Stati, uno arabo e uno ebraico) il rapporto numerico tra Arabi ed Ebrei andò rapidamente mutando in favore di questi ultimi per l'intensificarsi dell'immigrazione. Con i conflitti arabo-israeliani il flusso immigratorio si è alquanto ridotto.

Organizzazione territoriale. Per far fronte a queste poderose ondate immigratorie, fu varato fin dal 1948 un piano di colonizzazione di largo respiro allo scopo di impedire eccessive concentrazioni demografiche nelle aree urbane, e di favorire il decentramento nelle campagne e quindi l'occupazione di tutto il suolo nazionale e un suo razionale e completo sfruttamento (la popolazione peraltro si concentra sulla costa, dove si registrano le densità più elevate). L'insediamento in aree prima steppiche o desertiche e la loro valorizzazione agricola furono possibili solo mediante l'impiego di enormi capitali e grazie all'alto grado di organizzazione e allo spirito pionieristico degli immigrati, che si organizzarono in forme cooperativistiche e collettivistiche di vario genere, adatte alle particolari esigenze ambientali, non ultima la necessità di difesa dalle incursioni provenienti dai Paesi arabi confinanti, che si rifiutavano di riconoscere il nuovo Stato israeliano. Le prevalenti forme dell'organizzazione agricola sono i moshav, cooperative di piccoli proprietari (la terra è messa a disposizione dallo Stato e dal Fondo Nazionale Ebraico, proprietari di quasi tutto il suolo nazionale), i quali affidano alla collettività sia gli acquisti sia le vendite dei prodotti agricoli come pure il rifornimento idrico, l'acquisto e l'uso delle macchine agricole e i servizi assistenziali, e i kibbutzim, villaggi collettivistici dove la proprietà dei beni è in comune e uguale è la distribuzione del lavoro, delle spese e dei guadagni; si hanno poi altre forme miste, come i moshavim shitufim, nei quali sussiste una piccola proprietà familiare accanto a quella collettiva.

Urbanesimo. Con la progressiva espansione dell'economia, che si è venuta gradualmente articolando in forme sempre più complesse, si è però rapidamente sviluppato, contrariamente all'iniziale indirizzo agricolo del Paese, il fenomeno dell'urbanesimo, anche per l'affievolirsi dello spirito pionieristico dei primi tempi e per la preminente qualificazione urbana della maggior parte degli immigrati. Le città principali sono: Gerusalemme, la capitale, una delle più antiche e prestigiose città del mondo, al confine con la Cisgiordania; Tel Aviv-Giaffa, il maggior centro economico e demografico del Paese, e che meglio ne illustra la componente moderna e occidentale delle strutture economiche e sociali; Haifa, il principale sbocco marittimo d'Israele, sede altresì di poderosi complessi petrolchimici; Be'er Sheva, con funzioni amministrative e nodo delle comunicazioni per il Negev; tutte scaglionate lungo la pianura costiera sono Netanya, celebre stazione balneare ma oggi anche "capitale" mondiale dell'industria della lavorazione dei diamanti, Ramat Gan, ormai un sobborgo industriale di Tel Aviv, Petah Tiqwa , massimo centro agrumario, Bat Yam e Holon; sul Mar Rosso è infine il centro turistico e portuale di Elat , che esporta rame, fosfati e potassa.

Aspetti economici

Testo completo:

L'elevata preparazione tecnica e professionale di gran parte degli immigrati e l'appoggio finanziario delle istituzioni ebraiche sparse in tutto il mondo favorirono la nascita e la rapida espansione dell'economia israeliana, nonostante la povertà delle risorse naturali e la scarsa estensione delle regioni a suolo fertile.

 

Profilo generale. Israele si colloca oggi in una posizione del tutto eccezionale nel panorama asiatico (è preceduto da Giappone e Singapore, Paesi arabi produttori di petrolio esclusi), superando anzi diversi Stati europei. L'economia si è sviluppata in modo praticamente ininterrotto a cominciare dal dopoguerra; si è puntato, inizialmente, a sviluppare l'agricoltura poiché si voleva raggiungere l'autosufficienza alimentare, ma in seguito è stata l'attività industriale avere un decisivo impulso, specialmente nei settori a elevato contenuto tecnologico. Tuttavia proprio nell'industria cominciarono a manifestarsi, attorno alla metà degli anni Settanta, gli effetti della recessione mondiale. Le note vicende economiche internazionali (contrazione dei mercati, rincari a raffica delle materie prime e delle fonti energetiche, e così via) determinarono infatti sensibili flessioni della produzione industriale, mentre si aggravava il deficit commerciale. Di fronte al determinarsi di tale situazione, il Governo attuò (1977) un radicale mutamento rispetto agli indirizzi di politica economica fino ad allora seguiti. Abbandonando il moderato dirigismo che dal 1948 aveva orientato la crescita del quadro produttivo, e che era stato accompagnato da forti interventi sociali, è stata imboccata la strada di un ampio liberismo che mira al rilancio della produzione industriale diretta ai mercati esteri e al contenimento dell'inflazione, ma che determina la contrazione dei consumi interni e la diminuzione dei salari reali. Di certo pesano altresì sull'andamento economico complessivo le enormi spese militari, dettate dallo stato di tensione permanente con i confinanti Paesi arabi. Tuttavia i proventi dell'attività economica nei territori occupati recuperano parzialmente le spese annualmente sostenute: infatti per oltre otto anni sono stati in mani israeliane i pozzi petroliferi del Sinai (che sono ritornati all'Egitto nel 1976; nel 1982 è stata completata la restituzione della penisola all'Egitto), come pure è tuttora un possesso israeliano gran parte della fertile regione della Cisgiordania. Il Paese, per risanare un'economia dove l'inflazione tocca livelli paurosi, deve ormai affidarsi a un rigido piano di austerità.

 

Agricoltura. Nonostante stia riducendosi a un ruolo relativamente marginale, l'agricoltura continua a essere per la modernità delle tecniche impiegate e per gli alti livelli di produttività, una delle più progredite del mondo. Fra i suoi punti di forza sono la conduzione in prevalenza collettivistica e cooperativistica e lo sfruttamento razionale delle acque correnti e freatiche per l'irrigazione, al punto che attualmente oltre la metà della terra coltivata (arativo e colture arborescenti occupano il 20% circa della superficie territoriale) è irrigato. In particolare, fertile e ben irrigata è la Galilea, in quanto è la più favorita dalle relativamente copiose precipitazioni; altrove sono state effettuate ingenti bonifiche (per esempio il prosciugamento del Lago di Hula nel nord del Paese), mentre impianti di dissalazione consentono di utilizzare l'acqua marina. Per esigenze alimentari interne si coltivano cereali, specie frumento, patate, prodotti orticoli (tra cui i pomodori alimentano una certa esportazione) e frutticoli (mele, prugne, pesche, banane, ananassi); in sviluppo sono le colture del cotone e della barbabietola da zucchero. Di particolare rilievo nel quadro economico nazionale è l'agrumicoltura (Israele è il secondo produttore mondiale di pompelmi), particolarmente diffusi nella fascia costiera irrigata; nella piana della Giudea e di Sharon è ben rappresentata la vite, mentre l'olivo, presente un po' ovunque, ha la sua area più produttiva nella Galilea occidentale. Colture minori sono quelle del tabacco, delle arachidi, del sisal e del sesamo. L'allevamento del bestiame, specie bovino e dei volatili da cortile, e la pesca, praticata sia in mare sia nelle acque del Lago di Tiberiade, sono sviluppati, ma in misura non ancora adeguata alle esigenze del mercato interno.

 

Risorse minerarie. Scarseggiano le risorse energetiche e minerarie. Del tutto insufficiente ai bisogni sempre crescenti è specialmente il petrolio, che si estrae in modestissima quantità dai pozzi di Helez e di Kokhav, nel Negev settentrionale; esso viene raffinato negli impianti di Haifa e di Ashqelon, che trattano anche il grezzo im portato attraverso il porto di Elat, e lo convogliano alla costa mediterranea mediante oleodotti. Fra gli altri minerali sono estratti in buona quantità i fosfati naturali, il rame, la potassa e il bromo, utilizzati dall'industria chimica e in parte anche esportati; presenti sono pure ferro, salmarino, salgemma e magnesio. È in funzione presso Rishon Le Ziyyon un reattore nucleare.

 

Industrie. Le industrie, concentrate principalmente nelle aree di Tel Aviv-Giaffa e di Haifa, mostrano un panorama assai vario e differenziato. Ben rappresentati sono, oltre ai già nominati settori chimico (acido solforico e nitrico, fibre sintetiche, superfosfati) e petrolchimico, quelli tessile, siderurgico (acciaierie di Akko e Ashqelon), alimentare (specie conserviero), metallurgico, elettrometallurgico, automobilistico (montaggio di autovetture e autoveicoli in genere), della lavorazione dei diamanti (oggi toccati dalla concorrenza russa e indiana) e della produzione di una vasta gamma di articoli di consumo; si annoverano inoltre fabbriche di pneumatici, cartiere, cementifici.

 

Comunicazioni. La rete ferroviaria e specialmente quella stradale sono ben sviluppate; efficienti sono i servizi aerei (compagnia di bandiera è la El Al), che fanno capo agli aeroporti di Lidda (Lod), Tel Aviv-Giaffa ed Elat e quelli marittimi, che si servono dei porti di Haifa, Ashdod ed Elat.

 

Commercio. Gli scambi commerciali, attivi specialmente con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Germania, il Belgio, l'Italia e vari altri Paesi europei, vedono ai primi posti, fra le merci esportate, diamanti lavorati, prodotti chimici, ferro e acciaio, macchinari, agrumi e altri prodotti ortofrutticoli, prodotti tessili; fra quelle importate, materie prime (specie diamanti e petrolio grezzi) e macchinari. A sanare la bilancia commerciale, costantemente in passivo, provvedono varie entrate invisibili, tra le quali il movimento turistico.

Storia

Testo completo:

Dalla nascita dello Stato alla guerra dei sei giorni (1948-1967).

 

Dopo la seconda guerra mondiale le colonie francesi (Siria e Libano) e quelle inglesi (Iraq e Transgiordania) ottennero l'indipendenza, mentre le terre palestinesi continuarono a dipendere dall'Inghilterra (Dichiarazione Balfour). Lo Stato d'Israele nacque il 14 maggio 1948 dalle rovine del mandato inglese sulla Palestina, sulla base di una risoluzione dell'ONU del 1947 che prevedeva la divisione della Palestina in due Stati, uno arabo e uno ebraico. Contestualmente ebbe inizio la guerra d'indipendenza d'Israele o prima guerra arabo-israeliana (maggio 1948-gennaio 1949). Il governo provvisorio, presieduto da David Ben Gurion, coordinò l'azione delle truppe israeliane nel corso del conflitto, che le oppose agli eserciti arabi e ai palestinesi.

Quando nel 1949 furono sottoscritti gli armistizi con i Paesi confinanti, risultò che Israele era riuscito a conquistare un'area più vasta di quella concessagli dal piano delle Nazioni Unite. Le ferite della guerra del 1948 rimangono ancor oggi aperte: 800.000 Arabi abbandonarono i territori occupati da Israele; i Palestinesi rimasti (ca. il 10% della popolazione israeliana fino al 1967) non furono assimilati nel nuovo Stato; gli Stati arabi sottoscrissero armistizi ma non paci. L'ostilità dei vicini e il problema dei profughi non piegarono Israele: forte dell'appoggio delle due massime potenze (Stati Uniti e Unione Sovietica erano stati i primi a riconoscerlo), il governo di Tel Aviv promosse una campagna d'immigrazione ebraica (dal 1948 al 1952 emigrarono in Israele più di un milione di ebrei, una cifra da paragonare a quella dei presenti nel 1947: 650.000) e di colonizzazione e sviluppo del Paese. Il secondo di questi sforzi fu aiutato grandemente da massicce iniezioni di capitali statunitensi. In politica interna Ben Gurion e la formazione socialdemocratica del Mapai conservarono le posizioni chiave, tuttavia la necessità di formare gabinetti di coalizione diede un peso notevole ai tradizionalisti dei partiti religiosi.

Nel 1956 la favorevole congiuntura internazionale permise a Israele di concludere un'intesa segreta con la Gran Bretagna e la Francia e di sferrare nell'ottobre di quell'anno un fortunato attacco contro l'Egitto. Ma i risultati positivi del conflitto consistettero, a breve andare, unicamente nell'installazione delle truppe dell'ONU presso la frontiera con l'Egitto e gli stretti che controllano l'accesso al golfo di ʽAqaba. Di qui la possibilità di sviluppare il porto di Elat e l'apertura di una via marittima meridionale per Israele. In campo internazionale le relazioni di Israele con gli USA e con alcuni Paesi europei (Francia e Repubblica Federale di Germania in particolar modo) andarono rafforzandosi dopo il 1956, mentre invece peggiorarono decisamente i rapporti con l'Unione Sovietica. Una prima crisi s'era avuta agli inizi degli anni Cinquanta a causa del problema dell'emigrazione degli ebrei sovietici, avversata da Mosca: dopo l'affare di Suez gli stretti contatti tra l'URSS e i Paesi arabi approfondirono il solco. Sul piano interno si ebbero nel 1963 la defenestrazione dell'autoritario Ben Gurion e la sua sostituzione con Levi Eshkol: al centro delle coalizioni governative rimase tuttavia il Mapai.

Nei primi anni Sessanta si ebbe un rilancio del problema palestinese: la gara scatenatasi tra gli Stati arabi per un nazionalismo più incisivo, il problema delle acque del Giordano, che Israele voleva utilizzare per il proprio sviluppo, la necessità, sentita da Nasser, di trovare un minimo comun denominatore “negativo” per gli Arabi spiegano la costituzione, nel 1964, dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Frutto di manovre “politiche”, l'OLP acquistò una base “popolare” soltanto dopo il 1967: nel conflitto di quell'anno la componente palestinese ebbe un peso quasi nullo.

L'occasione della guerra fu offerta dalla decisione di Nasser di bloccare il golfo di ʽAqaba e di ammassare le proprie truppe sul confine con Israele allo scopo di far fronte a una presunta minaccia di Gerusalemme contro la Siria. Il 5 giugno Israele scatenò la cosiddetta guerra dei sei giorni, con un attacco preventivo contro l'Egitto e la Siria. Anche la Giordania, trascinata dal bellicismo che eccitava il mondo arabo, intervenne nel conflitto. Ne seguì una guerra su tre fronti: ma fin dal mattino del primo giorno Israele si assicurò la vittoria distruggendo al suolo la quasi totalità dell'aviazione egiziana. Il 10 giugno Arabi e Israeliani accettarono la tregua sollecitata dalle Nazioni Unite (risoluzione 242): nel giro di pochi giorni le truppe d'Israele s'erano impadronite delle alture del Golan, strappandole ai Siriani, della Cisgiordania, di Gaza e del territorio egiziano a E del canale di Suez.

Popolazione

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Popolazione totale: 7418400
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Popolazione urbana (%): 91,88
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Gruppi etnici:

ebrei 76,4% (67,1% di origine israeliana, 22,6% di origine europea/americana, 5,9% di origine africana, 4,2% di origine asiatica) arabi e altri 23,6%

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Lingue:

ebraico (ufficiale), arabo (ufficiale tra la minoranza araba), inglese (prima lingua straniera maggiormente utilizzata)

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Religioni:

ebrei 76,4%, musulmani 16%, cristiani arabi 1,7%, altri cristiani 0,4%, druze 1,6%, non specificate 3,9% (2004)

Demografia

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Tasso di crescita: 2,32
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Tasso di natalità: 21,06
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Tasso di mortalità: 5,65

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 4,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 5,00
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Tasso di fecondità totale: 2,91
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Rapporto tra i sessi: 97,42
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 30,11
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Aspettativa di vita maschile: 78,36
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Aspettativa di vita femminile: 82,87

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 16

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 243,65
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 236,99
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Tasso di crescita annua: 4,70
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 32.350,80
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 31.466,60
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 1907
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Spesa statale per sanità (%): 13
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Spesa statale per istruzione (%): 16
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Spesa statale per difesa (%): 16
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Tasso di corruzione: 60
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Debito pubblico (%/PIL): 67,51
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Tasso di inflazione : 2,16
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Tasso di disoccupazione: 7,05
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 273635
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 28930
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 28070

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
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Tasso di mortalità materna: 7
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 99
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 97
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 96
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 87
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 85

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 32,97
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 46,28
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 121,66
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Numero reti televisive: 7
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 70,00

Trasporti

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Aeroporti:

47

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Densità stradale (km/100 km²):

83,69

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

3,9

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Porti:

4