esplora

Paesi | Asia | Asia occidentale | Iraq

Ambiente

Paludi abitate dai Ma’dan, al confine con l'Iran

Le Paludi della Mesopotamia, nel sud dell'Iraq, erano tra le aree umide più vaste del mondo. In origine coprivano una superficie compresa tra i 12.000 e i 15.000 chilometri quadrati. Oggi, queste aree umide sono a rischio; il progressivo prosciugamento ha messo in grave pericolo le risorse ambientali, territoriali e sociali di questa regione che ha dato orgine all'antica civiltà sumera e alla cultura dei Ma’dan (termine che indica genericamente gli abitanti della pianura), noti come "arabi delle paludi" che ancora oggi abitano questi territori dell’Iraq meridionale.

Il confronto tra le due carte rende evidente la trasformazione delle paludi della Mesopotamia da zone umide zone aride aride

L'opera di prosciugamento è iniziata con le prime bonifiche avviate negli anni cinquanta del Novecento; lo scopo era di rendere disponibili queste terre fertili per l'agricoltura e per le attività di estrazione del petrolio. Ma l'opera di prosciugamento dagli effetti più gravi è stata quella compiuta negli anni Ottanta e Novanta da Saddam Hussein; l'obiettivo dichiarato del suo intervento di bonifica era quello di sanare quel territorio rendendolo maggiormente adatto a certe attività umane e più salubre; in realtà il piano era molto più politico, mirato all'annientamento della popolazione Ma’dan, di religione musulmana sciita, avversaria del regime sunnita. Nel 2003, l'area paludosa occupava solo il 10% della superficie originale.

Nature Iraq 

Nature Iraq è un'organizzazione non governativa irachena fondata nel 2003 da Azzam Alwash con lo scopo di proteggere e ripristinare il patrimonio naturale del Paese, in particolare dell'area delle paludi della Mesopotamia.

Altra causa del prosciugamento della Mesopotamia meridionale è l'eccessivo sfruttamento della risorsa idrica a monte (per approfondimenti vedi acqua in Iraq). Le acque dei fiumi Tigri ed Eufrate provengono dalla Turchia (in particolare dai territori del Kurdistan turco) che ne ha valorizzato il potenziale attraverso un progetto di costruzione di 22 dighe (8 sul Tigri e 14 sull'Eufrate) dotate di centrale idroelettrica. Queste dighe sono quasi tutte funzionanti. Servono per coprire il fabbisogno elettrico ed idrico della Turchia (e si sta pensando di far arrivare l'acqua anche ad Israele). Siria ed Iraq raccolgono invece gli effetti negativi di questo prelevamento a monte compromettendo il loro stesso rifornimento in termini energetici ed agricoli (per approfondimenti leggi l'articolo Tigri ed Eufrate). La scarsità della risorsa idrica è una delle cause del conflitto in Medio Oriente (per approfondimenti vedi nuovi conflitti in Iraq).

Documenti Agenzie ONU

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Informazioni generali e profilo paese.

Documenti di altre Organizzazioni

Parks.it (il portale dei parchi italiani) - Parchi, riserve ed altre aree protette dell'Iraq.

Lago Hammar

Guide tematiche:

Cambiamento climatico

Documenti Agenzie ONU

UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change/Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) - Profilo del Paese relativo alla Convenzione e al Protocollo di Kyoto

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sui cambiamenti climatici; pubblicazioni; carte

UNDP (United Nation Development Programme/Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - L'UNDP in Iraq lavora a programmi di gestione sostenibile delle risorse ambientali ed energetiche e di prevenzione ai cambiamenti climatici

Documenti di altre Organizzazioni

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sul clima e le emissioni di CO2 in Iraq

Guide tematiche:

Inquinamento

Guide tematiche:

Impronta Ecologica

Global Footprint Network - Rete che promuove l’economia sostenibile utilizzando l’impronta ecologica come strumento principe per misurare la sostenibilità; impronta ecologica e biocapacità per persona dal 1961 al 2005

WWF (World Wildlife Fund - organizzazione internazionale per la protezione della natura) - L'organizzazione pubblica il Living Planet Report nel quale viene monitorata e analizzata la capacità del pianeta di mantenere e riprodurre la diversità biologica (il Living Planet Index misura questa capacità).

Carte tematiche:

Foreste/Deserti

Villaggio di Banoka, Kurdistan iracheno

Le risorse forestali sono scarse e situate prevalentemente sugli altipiani e le aree montane del Kurdistan iracheno. Quelle disponibili sono utilizzate come legna da ardere e per la produzione di carbone. Una quantità limitata di legname viene utilizzato nell'industria locale; per rispondere al fabbisogno si ricorre alle importazioni.I progetti di riforestazione miranti a ridurre il fenomeno dell'erosione e per incrementare le aree di foresta non hanno conosciuto un grande successo.

Documenti Agenzie ONU

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Dati ed informazioni sul settore forestale.

UNEP (United Nations Environment Programme/programma dele nazioni unite per l'ambiente) - Dati ed informazioni sulle aree forestali, pianure e zone aride.

Acqua

L'Iraq è la "terra tra i due fiumi", il Tigri e l'Eufrate, che delimitano la pianura della Mesopotamia. I due fiumi nascono in Turchia che ne sfrutta il potenziale idrico attraverso un sistema di 22 dighe (per approfondimenti vedi ambiente in Iraq). Oltre al Tigri e all'Eufrate, l'altra risorsa idrica del territorio iracheno è data dal Grande e Piccolo Zāb. Su ognuno di questi fiumi è stata costruita una diga: la diga di Haditha sull'Eufrate, la diga di Mossul sul Tigri e la diga di Bekhme sul Grande Zāb, non ancora totalmente conclusa.

La diga di Mossul (1980-1984) è sicuramente la più conosciuta. Era denominata diga di Saddam, fino alla sua caduta (per approfondimenti vedi democrazia/dittature in Iraq): rappresenta il bacino idrico di tutto l'Iraq settentrionale ed è la fonte di energia elettrica per la città di Mossul che conta quasi due milioni di abitanti. La diga è una delle risorse più importanti del paese, controllarla è il primo passo per controllare l'Iraq.

Nel 2014, l'acqua e le dighe sono diventate le poste in gioco dello Stato Islamico - ISIS (per approfondimenti vedi nuovi conflitti in Iraq) che ha conquistato prima la diga di Fallujah, poi ha tentato, ma invano, di impadronirsi della diga di Haditha ed ora sempra punti sulla diga di Mossul. Lo Stato Islamico minaccia "l'equilibrio idropolitico" dell'Iraq ed anche della Siria.

Documenti Agenzie ONU

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Profilo Paese relativo alla gestione della risorsa idrica e della sicurezza alimentare.

FAO/AQUASTAT - Informazioni generali su acqua e agricoltura in Iraq e aggiornamento dati.

Guide tematiche:

Carte tematiche:

Biodiversita

Documenti Agenzie ONU

CBD (Convention on Biological Diversity/Convenzione sulla Biodiversità) - Informazioni generali e documentazione su regole e strategie relative alla biodiversità

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sulla biodiversità, pubblicazioni e carte.

Guide tematiche:

Biotecnologie

Documenti Agenzie ONU

 

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore delle biotecnologie

Habitat

"Rendere migliore la qualità della vita di ciascun essere umano è il primo e più importante obiettivo di qualsiasi politica di gestione degli insediamenti umani. Queste politiche devono contribuire in maniera rapida e continua al miglioramento della qualità della vita di ciascuno, a partire dalla soddisfazione dei bisogni primari di alimentazione, alloggio, acqua pulita, impiego, salute, educazione, formazione e sicurezza sociale senza alcuna forma di discriminazione per motivi di razza, colore, sesso, lingua, religione, ideologia, origine nazionale o sociale, in nome della libertà, della dignità e della giustizia sociale". I Principio Generale, Dichiarazione di Vancouver sugli insediamenti umani (1976)

Documenti Agenzie ONU

UN-HABITAT (United Nations Human Settlements Programme/Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Informazioni riguardanti attività e iniziative di ricostruzione di insediamenti umani e relative infrastrutture in Iraq.

UN ESCAP (United Nations Economic and social Commission for Asia and the Pacific/ Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Asia e la regione del Pacifico) - Profilo della sezione responsabile della costruzione di insediamenti umani che contribuiscano alla produttività economica e siano esito di partecipazione dal punto di vista politico, che siano socialmente adeguati ed ecologicamente sostenibili

Documenti di altre Organizzazioni

Ministero per le costruzioni e l'housing - Informazioni utili relativamente alla struttura del ministero e le attività svolte; Politica nazionale in materia di alloggi (2010)

HLRN (Housing and Lands Rights Network) - Organizzazione membro dell'HIC (Habitat International Coalition) che mira alla promozione del diritto umano ad un alloggio adeguato e alla terra e fornisce una carta tematica che rappresenta una mappatura a livello internazionale delle violazioni di tale diritto, in particolare ai casi di sfratto, espropriazione, distruzione e privazione. Guarda i casi più recenti registrati in Iraq qui.

Guide tematiche:

Turismo responsabile

Turismo Responsabile

Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali (Carta di Lanzarote, 1995).

I 18 punti della Carta sanciscono l’indiscutibile necessità di promuovere un turismo che sia occasione di sviluppo equo per le località e le popolazioni residenti, di qualità per i visitatori e di salvaguardia delle risorse culturali e naturali. A tal fine, gli strumenti consigliati sono un'attenta pianificazione, premessa di una gestione globale efficace, lo scambio d’esperienze e d’informazioni e la diffusione di nuovi modelli di comportamento.

Documenti Agenzie ONU

Per saperne di più... 

Ecoturismo, turismo sostenibile, turismo responsabile e turismo naturalistico: quali sono le differenze?

UNWTO (United Nations World Tourism Organization/ Organizzazione Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite) - Programmi e attività dell'UNWTO in Asia Sud-occidentale

STEP (Sustainable Tourism - Eliminating Poverty) - Il programma del UNWTO per il turismo sostenibile ha elaborato 7 meccanismi, cioè sette azioni da praticare per consentire alle popolazioni locali dei paesi svantaggiati di beneficiare del turismo

Documenti di altre Organizzazioni

Wild Asia Responsible Tourism Award 

Premio annuale finalizzato a dare riconoscimento ai servizi turistici che si distinguono per aver contribuito in maniera significativa al turismo sostenibile. Fungendo da spazio di condivisione di buone pratiche nell'ambito del turismo sostenibile tra gli operatori turistici del continente asiatico, il premio dimostra come il turismo responsabile possa divenire la strategia turistica comune a favore di comunità, ambiente e attività economiche

Logo del premio Wild Asia Responbile Tourism

Guide tematiche:

MDG

Stop alla povertà entro il 2015 è la promessa che 182 leader mondiali hanno fatto al Vertice Mondiale del 2000 convenendo nel raggiungimento degli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015. Clicca qui per leggere le notizie più recenti sugli MDG nella regione araba

Documenti Agenzie ONU

The Missing MDG 

L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio Mancante è un'iniziativa di One Young World (forum globale dei giovani) che prevede una petizione ai capi di stato dei Paesi memebri delle Nazioni Unite e ai leader religiosi affinchè riconoscano che gli MDG possono essere completamente realizzati solo con la collaborazione e il dialogo tra le confessioni religiose. Tale iniziativa si basa sul dato secondo il quale i paesi protagonisti di conflitti religiosi, come l'Iraq, progrediscono molto lentamente al raggiungimento degli 8 obiettivi

UN (United Nations/ Nazioni Unite) / Millennium goals - Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio nella regione araba (2007); analisi della questione di genere nel contesto degli Obiettivi del Millennio

UNCT (United nations Country Team Iraq) - Pubblicazioni, mappe e grafici, video e sitografia consigliata relativamente agli Obiettivi del Millennio in Iraq

Poster sul Primo obiettivo del Millennio in Iraq

WB (Banca Mondiale) - Atlante degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

UNDP (United Nations Development Programme/ Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) / MDG - Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Iraq, documenti, informazioni e collegamenti utili;

JAU (Joint-Agency Information and Analysis Unit) - Analisi statistica degli obiettivi del millennio in Iraq (dicembre 2010)

MDG Monitor - Strumento dell' UNDP che fornisce informazioni aggiornate sui progressi riguardanti il raggiungimento degli MDG si a livello globale che locale; profilo dell'Iraq

Diritti umani

Documenti Agenzie ONU

IRIN (Humanitarian news and analysis) - Questo progetto no-profit dell'ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) traccia in questa pagina il profilo dell'Iraq.

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - 2014 Country report on Human Rights Practices, considera diversi indicatori quali: privazione arbitraria o extragiudiziale della vita, torture o altri trattamenti inumani, arresto o detenzione arbitrari, accesso a un processo pubblico equo, rispetto di libertà civili e diritti politici; pubblicato dal Dipartimento di Stato USA.

Documenti di altre Organizzazioni

Amnesty International - Il rapporto del 2010 affronta temi quali: violazioni da parte di gruppi armati, forze di sicurezza e forze armate USA; pena di morte; violenza sulle donne; torture e maltrattamenti.

NCCI (Comitato Coordinativo delle NGO in Iraq) - Un rapporto dell'UNAMI (UN Assistance Mission for Iraq) stilato nei mesi di giugno e luglio 2014 tratta dello scoppio del conflitto intestino che dilania il paese.

HRW (Human Rights Watch) - Dedica questa pagina all'Iraq.

Freedom House - Il rapporto Freedom in the World 2015 analizza presenza e consistenza di diritti politici e libertà civili all'interno del paese.

Diritti delle donne

Tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, mentre i media di tutto il mondo stanno dando informazioni sulle atrocità commesse dallo Stato Islamico, ISIS (per approfondire leggi democrazia/dittature in Iraq), le autorità pubbliche e i media locali confermano che centinaia di donne yazidi e cristiane sono state sequestrate, alcune sepolte vive ed altre vittime di violenza e schiavitù sessuale. Per approfondire leggi gli articoli Isis, a Mosul donne vendute al mercato e sottoposte a mutilazioni genitali dalle milizie del Califfato (2014) e Le yazide fuggite dai campi dell’Isis che rifiutano i figli dello stupro (2015).

Documenti Agenzie ONU

Donne al voto in Iraq

UN Women (agenzia delle Nazioni Unite per la parità di genere e l'empowerment delle donne) - Pagina di informazione sulla situazione delle donne in Iraq.

UNHCR (Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati) - Rapporto del 2014 sul traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo in Iraq.

Documenti di altre Organizzazioni

PeaceWomen - Le donne in Iraq continuano ad essere minacciate ed attaccate quando sono ritenute colpevoli di non adeguarsi agli stretti codici di comportamento. Per approfondire alcune problematiche leggi la scheda paese.

Stop FGM in Kurdistan (progetto internazionale che lotta per l'eliminazione della pratica delle MGF) - Le mutilazioni genitali femminili sono una pratica ancora molto diffusa nel Kurdistan iracheno, in particolare nella provincia di Kirkuk: si ritiene che oltre il 70% delle donne siano mutilate.

HRW (Human Rights Watch) - Nel 2011 è entrata in vigore la legge sulla violenza domestica che conteneva molte disposione e norme per sradicare le mutilazioni genitali femminili, ritenute a livello internazionale una forma di violenza contro le donne. Nonostante il passo in avanti compiuto a livello giuridico, le MGF continuano ad essere praticate. Per approfondire l'argomento, leggi l'articolo "Iraqi Kurdistan: Law Banning FGM Not Being Enforced" (2012)

Diritti dei popoli indigeni e delle minoranze

Immagini da un campo di sfollati nell'area di Abu Ghriab, zona occidentale di Baghdad

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - All'interno del rapporto State of World's Minorities del 2014, la sezione riguardante l'Iraq raccoglie informazioni sulle minoranze etniche e religiose presenti nel paese; pubblicato dal Minority Rights Group International.

Documenti di altre Organizzazioni

ICG (International Crisis Group) - Articolo affronta le problematiche dei combattenti della minoranza curda irachena (peshmerga) e la crisi di Kirkuk.

Internally displaced persons (IDP) 

Per IDP, o sfollati, si intendono quelle persone o gruppi di persone, che sono state obbligate a lasciare le loro abitazioni o luoghi di residenza, in particolare come risultato di conflitti armati, situazioni di violenza generalizzata, violazioni dei diritti umani o calamità naturali, e che non hanno attraversato alcuna frontiera internazionalmente riconosciuta.

IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre) - Nella pagina dedicata all'Iraq troviamo una breve ricostruzione delle cause che inducono una parte considerevole della popolazione a vivere nelle condizioni di sfollati.

MAR (Minorities at Risk Project) - Fornisce diverse informazioni sulla minoranza curda.

Diritti dei bambini

Documenti Agenzie ONU

UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia) - Offre una scheda dettagliata dell'Iraq, delineandone progressi e principali problematiche relative all'infanzia: tasso di scolarizzazione, di mortalità infantile e di violenza su minori. Vengono inoltre elencati attività e risultati ottenuti dall'Agenzia nel paese.

La discarica di Baghdad sta rapidamente diventando una risorsa per gli sfollati.

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - Rapporto del 2013 sulle peggiori forme di lavoro minorile, fornisce dati e normative riguardanti questo fenomeno; pubblicato dal Dipartimento del Lavoro USA.

Documenti di altre Organizzazioni

Save The Children - Fortemente presente in Iraq con diversi progetti, l'organizzazione delinea le principali problematiche per la sopravvivenza e il corretto sviluppo dei minori.

Interessanti informazioni riguardanti fenomeni come: traffico di esseri umani, prostituzione infantile e bambini di strada in Iraq sono rinvenibili nel sito Street Children.

Economia

Documenti Agenzie ONU

Economia informale 

L'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) ha recentemente pubblicato, insieme all'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), un rapporto sull'incidenza che la globalizzazione ha sulle economie dei Paesi in via di sviluppo, prevalentemente basate sul settore produttivo informale, cioè non regolarizzato.

Guide tematiche:

Commercio Equo

Documenti Agenzie ONU

Paesi in via di sviluppo 

P.v.s. é un acronimo comunemente usato nel linguaggio dell'ONU e delle relazioni internazionali per indicare i cd. Paesi in via di sviluppo. A questo termine corrisponde la formulazione inglese "developing countries".

 E' importante sottolineare come, ad oggi, il tema del commercio equo e sostenibile non venga affrontato in maniera sistematica dalle Nazioni Unite. All'interno del sistema ONU non esite un'agenzia specializzata sul fair trade. L'ONU al contrario sembra abbracciare la visione dell'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), che distingue non tanto tra libero mercato e commercio equo, quanto piuttosto tra assenza o presenza di barriere protezionistiche al commercio internazionale. La locuzione fair trade, quindi, nel sistema ONU sta ad indicare un sistema di regole che rendano il rapporto fra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati più bilanciato in termini di accesso al mercato internazionale.

Le 10 regole 

Le associazioni di commercio equo che aderiscono al WFTO (World Fair Trade Organization) adottano 10 regole standard nello svolgimento dei loro programmi

Che cos'è? 

Il commercio equo e solidale è una partnership commerciale fondata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, che cerca di stabilire una maggiore equità nel mercato internazionale. Contribuisce a uno sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali e assicurando i diritti dei produttori e dei lavoratori svantaggiati del Sud del mondo

Documenti di altre Organizzazioni

Lavoro

Documenti Agenzie ONU

L'Iraq é membro dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

Convenzioni fondamentali OIL 

L'Iraq ha ratificato 7 delle 8 Convenzioni fondamentali dell'OIL, tralasciando quella in materia di libertà di associazione e diritto di organizzazione.

RO-Arab States, a Beirut, é l'ufficio regionale OIL per gli Stati Arabi. Le principali aree di lavoro dell'ufficio sono: la promozione degli standard internazionali di lavoro, lo sviluppo del settore imprenditoriale, la lotta alla discrimazione, lo sviluppo dell'occupazione e l'avanzamento dei livelli di sicurezza e protezione sociale.

Anche in questa regione l'OIL promuove la campagna per un lavoro dignitoso (Decent Work).

RO-Arab States ha messo in campo due progetti in Iraq, uno per lo sviluppo del settore privato, e l'altro per la lotta alla povertà in alcune regioni irachene.

Il database dell'OIL permette di accedere a documenti quali il codice del lavoro iracheno (1987).

L'UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha pubblicato una serie di dati sulle peggiori forme di lavoro minorile in Iraq.

Documenti di altre Organizzazioni

Il TUC (Trade Union Congress) britannico ha pubblicato un articolo sulla situazione dei movimenti sindacali in Iraq.

GFIW (General Federation of Iraqi Workers) é una delle maggiori organizzazioni sindacali irachene. Iraqi Labour Campaign é una delle campagne a favore dei lavoratori iracheni, lanciata dal GFIW.

Middle-East Workers' Solidarity é un blog britannico a supporto dei lavoratori iracheni, iraniani e del Medio-oriente. Di questo movimento fa parte anche Iraq Union Solidarity Sclotland, un movimento scozzese a favore dei lavoratori iracheni.

Osservatorioiraq é un progetto italiano nato per diffondere notizie sulla situazione politica, economica, sociale dell'Iraq.

Guerre dimenticate

La "prima guerra del Golfo" 

Approfondisci la "prima guerra del golfo" (2 agosto 1990 – 28 febbraio 1991) leggendo alcune pagine di storia dell'Iraq.

La “seconda guerra del Golfo” lanciata dal presidente George W. Bush è iniziata nel marzo 2003 e si è conclusa nel dicembre 2011 quando il suo successore Barak Obama ha dato l'approvazione per il ritiro ufficiale delle truppe americane. Secondo le dichiarazioni del presidente Bush, la missione sembrava conclusa già un mese dopo il suo inizio. Tuttavia, le forze statunitensi sono rimaste sul territorio iracheno per circa sette anni e mezzo. In seguito alla caduta di Saddam Hussein nel 2003, infatti, numerosi gruppi di ribelli, tra cui anche gruppi terroristici, hanno cominciato a sferrare attacchi in tutto il paese, aggravando le difficoltà di gestione dell'ordine pubblico e della sicurezza per le autorità americane.

Convoglio di truppe statunitensi durante il ritiro dall'Iraq (2011)

Il ritiro delle truppe USA ha lasciato il paese in una condizione di forte turbolenza politica e sociale. Per porre rimedio alla crisi, il Primo Ministro Nuri al-Maliki ha cercato di centralizzare nelle proprie mani il potere commissionando arresti di dissidenti e accusando l'opposizione, composta prevalentemente da uomini politici appartenenti alla comunità sunnita. Inoltre, la popolazione irachena è composta da più etnie e gruppi religiosi, alcuni dei quali, come i Curdi, hanno forti tendenze indipendentiste. Questa pluralità di identità culturali complessifica ulteriormente la gestione della cosa pubblica da parte del governo centrale, in quanto si trova a dover ricostruire una nazione che non si percepisce come tale.

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees/ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - Analisi sul conflitto Iracheno che mette in evidenza i vari attori coinvolti ed il costo umano della guerra.

Documenti di altre organizzazioni

Insight on conflict - Database di Peace Direct sui conflitti e sulle attività di organizzazioni che lavorano per la risoluzione pacifica dei conflitti. Vedi la scheda sulla guerra in Iraq (2003-2011) e la successiva ricostruzione.

International Crises Group - Istituto di ricerca che si occupa di prevenzione dei conflitti. Materiali sull'Iraq.

Flashpoints.info - Portale di geopolitica dei conflitti internazionali. Scheda sulla guerra in Iraq con breve analisi storica e aggiornamenti sugli ultimi sviluppi.

Congressional Research Service (CRS, gruppo di lavoro del Congresso degli Stati Uniti) -  Rapporto The Cost of Iraq, Afghanistan, and Other Global War on Terror Operations Since 9/11 (.pdf, in inglese, dicembre 2014) sui costi delle operazioni militari in Iraq ed Afghanistan e delle operazioni antiterrorismo a livello globale. 

iraq, guerra civile, conflitto

Guide tematiche:

Nuovi conflitti

Un combattente sventola la bandiera del ISIS dopo la conquista di Mosul.

Nello Stato Islamico (vedi democrazia/dittature in Iraq) guidato dal nuovo califfo Abu Bakr al-Baghdadi vige la Shari'a (legge coranica) applicata con un'interpretazione estremista. Attraverso la Shari'a il califfo gestisce ogni ambito della vita delle persone (diritto, sanità, educazione, ecc...) e non permette la divergenza d'opinione. al-Baghdadi usa i suoi guerriglieri per eliminare qualsiasi forma di protesta o elemento di diversità. I mujaheddin dello Stato Islamico hanno chiuso o distrutto i luoghi di culto delle altre confessioni religiose ed anche delle moschee sciite e controllano che la popolazione rispetti l'ideologia da loro promossa.  Nello Stato Islamico non solo le donne vivono una condizione di sottomissione, ma vengono addirittura messe in vendita e rese schiave dei guerriglieri.

I leader del califfato islamico (cioè dell'ISIS), fazione jihadista derivata da al-Quaeda che nel corso degli anni ha cambiato più volte nome, si sono inseriti nel contesto dell'instabilità del paese che da anni lo caratterizza per poi prendere controllo in tempi rapidissimi della zona a nord del Iraq e della zona confinante con la Siria, nazione dilaniata da una guerra incorso dal marzo 2011 (vedi democrazia/dittature in Siria). L'obiettivo di questo gruppo è quello di istituire un califfato in cui viga incontrastata la legge sharaitica interpretata con una visione ultrafondamentalista. Per raggiungere il potere sono ricorsi a metodi violenti e brutali costringendo alla fuga miglia di iracheni.

Combattenti peshmerga

Le prime forze che si sono contrapposte ai guerriglieri dell'ISIS sono stati i Peshmerga (letteralmente significa “guerrigliero che sfida la morte”). Si tratta di combattenti di etnia curda che già in passato si erano schierati a fianco degli Stati Uniti e alle alleanze occidentali, tra i quali militano molte donne.

Conflitti idrici 

Pacific Institute - World's Water (portale informativo sulle riserve mondiali di acqua dolce) - Consulta la mappa interattiva e la cronologia dei conflitti legati alla risorsa dal periodo precedente allo 0 a.C. ad oggi.

La scarsità della risorsa idrica è una delle cause del conflitto in Medio Oriente. L'acqua e le dighe sono poste in gioco strategiche, controllarle è il primo passo per controllare l'Iraq (per approfondimenti vedi Acqua e Ambiente in Iraq).

L'opposizione all'avanzata delle armate dello Stato Islamico è valsa ai guerriglieri curdi forti appoggi da parte della comunità internazionale, la quale, non ancora disposta a spiegare nuovamente truppe straniere in Iraq, ha inviato presto aiuti in armi e provviste. Le forze del ISIS, molto più numerose e meglio equipaggiate, hanno conquistato molto terreno rispetto al loro territorio originale. I governi statunitense e francese hanno lanciato una controffensiva basata su bombardamenti aerei e il dispiegamento di droni militari.

Guide tematiche:

Spese militari

Il territorio dell'ISIS e la risorsa petrolifera

Lo Stato Islamico (ISIS) necessita di ingenti somme di denaro per sostenere il proprio sforzo bellico che raccoglie attraverso diversi metodi. Il primo fra tutti è la vendita di petrolio. Infatti, con la sua espansione, l'ISIS è riuscito ad impossessarsi di diversi pozzi petroliferi dai quali ricava la maggior parte dei suoi introiti. Tramite il contrabbando e la connivenza di alcuni paesi confinanti (gli analisti sospettano la complicità del Qatar), l'ISIS riesce a vendere sul mercato mondiale la sua produzione di petrolio greggio.

La vendita dell'oro nero non è tuttavia l'unica fonte di sostentamento del califfato (vedi nuovi conflitti in Iraq) che beneficia inoltre di donazioni da parte di sostenitori provenienti da tutto il mondo e ricorre anche a metodi violenti come la riscossione di riscatti per liberare i prigionieri (spesso civili stranieri) da loro catturati.

Documenti Agenzie ONU

UN COMTRADE (United Nations Commodity Trade Statistics Database) – Dati sulle importazioni di armi (ad uso militare e civile) e principali partner commerciali

Documenti di altre Organizzazioni

SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) pubblica ogni anno un rapporto su armi, disarmo e sicurezza internazionale. È il rapporto più autorevole in materia spesa militare (1988-2012). L'Istituto mette a disposizione il proprio database a copertura mondiale sulle spese militari per Paese.

Control Arms – Campagna internazionale per l’adozione presso le Nazioni Unite di un Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT), destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani.

Archivio disarmo Istituto di ricerca fondato nel 1982, che studia i problemi del controllo degli armamenti, della pace e della sicurezza internazionale.

Guide tematiche:

Carte tematiche:

Migrazioni

Migranti iracheni in Siria. Nel 2006, il numero di irachenei che lasciava il paese poteva superare le 100.000 persone al mese. In quell'anno, gli iracheni hanno rappresentato il gruppo più importante di richiedenti asilo che raggiunse l'Europa mettendo sotto pressione, in particolare, i vicini Giordania e Siria. Per approfondimenti leggi questo articolo della BBC (10 gennaio 2007)

Documenti agenzie ONU

IOM (International Organization for Migration/ organizzazione internazionale per le Migrazioni) - Programmi e attività della missione in Iraq.

ILO (International Labour Organization/ organizzazione internazionale per il lavoro) - Database con numerose statistiche sulle migrazioni nelle diverse regioni del mondo; per approfondimenti vedi i dati relativi all'Iraq.

Hassan in Wonderland 

Film di Ali Kareem (regista iracheno originario di Karbala, emigrato in Germania) che racconta la storia di Hassan che è in qualche modo la storia di tutti i bambini iracheni che sognano la normalità, ma sono costretti a vivere in uno stato di guerra che distrugge le loro vite ogni giorno (per approfondimenti leggi "Iraq, il paese delle meraviglie".

Trailer del film Hassan in Wonderland (2014)

Guide tematiche:

Profughi/Rifugiati

Profughi cristiani in una chiesa caldea del Kurdistan.

Dal 2011, la campagna militare di conquista del territorio a nord del paese lanciata e condotta dallo Stato Islamico, ISIS (per approfondimenti vedi anche democrazia/dittature in Iraq) a è sfociata anche in Siria traendo vantaggio dal caos politico frutto della guerra in corso (per approfondimenti vedi anche democrazie/dittature in Siria).

Una volta ottenuto il controllo del territorio i miliziani dello Stato Islamico hanno cominciato a colpire anche la popolazione civile. Di tutte le comunità quella maggiormente colpita è stata quella cristiana, la quale ha cominciato a fuggire verso zone in cui il conflitto non è ancora arrivato, nella speranza che la comunità internazionale agisca al fine di porre rimedio alla crisi.

Campo profughi per rifugiati iracheni in Giordania

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - Attività in Iraq (notizie, operazioni, statistiche, finanziamenti, analisi e politiche, carte).

Documenti di altre Organizzazioni

IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre/ centro di monitoraggio sugli spostamenti forzati Interni) - Scheda paese con statistiche, documenti e carte.

FMO (migrazioni forzate on-line, informazione sugli spostamenti umani) - Articoli, risorse ed organizzazioni che operano nel settore delle migrazioni forzate in Iraq.

Refugees International (organizzazione che si occupa di sensibilizzare l'opinione pubblica ed i governi sul tema dei rifugiati) - Panoramica sulla situazione dei rifugiati in Iraq.

Guide tematiche:

Democrazia, dittature

La storia politica più recente dell'Iraq (per approfondire vedi la storia dell'Iraq) porta il nome di Saddam Hussein che governò il paese dal 1979 al 2003, anno della sua caduta. Repubblica dittatoriale governata dal Partito di Rinascita Araba Socialista (Baʿth) di matrice sunnita fino al 2003, l'Iraq è dal 2005 una repubblica parlamentare federale dotata di una Costituzione. Nella Costituzione, la religione islamica è dichiarata religione di stato, cioè fonte di ispirazione fondamentale della legislazione, in essa è vietata l'imposizione di leggi contrarie alla democrazia e ai diritti umani e garantita la libertà religiosa di tutti i cittadini. Nel 2005, l'Iraq sembrava aver intrapreso la difficile strada verso la democrazia attraverso le prime elezioni libere dopo la caduta del regime di Saddam per l'elezione dei deputati del Parlamento che avrebbe dovuto compiere la transizione verso la stabilità.

Il decennio successivo alla caduta di Saddam Hussein però si è caratterizzato per l'instabilità politica e socio-economica che si è intensificata successivamente al ritiro delle truppe americane nel 2011 (per approfondire vedi guerre dimenticate).

Questa situazione ha favorito lo sviluppo di un nuovo gruppo armato di matrice islamica radicale staccatosi da Al Quaeda, denominato ISIS (Islamic State of Iraq and Syria). Dal 2011, i suoi guerriglieri hanno cominciato a sferrare attacchi alla comunità sciita e anche a poliziotti e militari. Da allora l'ISIS ha dato il via ad una campagna militare di conquista del territorio a nord del paese che è sfociata anche in Siria, sfruttando il caos politico frutto della guerra in corso (vedi democrazia/dittature in Siria).

Gruppi etnico-culturali e territori controllati dall'ISIS in Iraq e Siria

Documenti Agenzie ONU

ONU in Iraq - Portale delle agenzie ONU che lavorano in Iraq

Documenti di altre Organizzazioni

Parlamento dell'Iraq - Sito del Parlamento dell'Iraq

Guide tematiche:

Societa civile

Maratona internazionale di Erbil (edizione 2012).

Molti e molte irachene si impegnano civilmente per il riconoscimento e il rispetto delle differenze culturali che sono una ricchezza per un paese come l'Iraq, ma anche origine di guerre e violenze.

La'Onf (in arabo significa "non violenza") è un movimento della società civile irachena che nel 2011 e nel 2012 ha organizzato, insieme all’Iraqi Civil Society Solidarity Initiative, il Forum Iracheno sulla Nonviolenza, sostenuto tra gli altri anche dall’associazione di solidarietà internazionale italiana Un ponte per...

La maratona internazionale di Erbil (2 km, 10 km, 21 km e 42 km) è una delle iniziative della scoietà civile a favore della pace e della non violenza. Idea nata nel 2009 dalla collaborazione con una ONG italiana Sport Against Violence, è stata organizzata per la prima volta nel 2011.

Documenti Agenzie ONU

 

Cos'è una Organizzazione Non Governativa? è parte della Società Civile. E questa cos'è? la FAO risponde a queste domande.

UNDESA NGO Branch (United Nations Department of Economic and Social Affairs Non Governmnental Organization Branch/Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, sezione Organizzazioni Non Governative) - database e fulcro nodale della rete di ONG che lavorano con le Nazioni Unite e/o soddisfano i parametri per ottenere lo status consultivo presso l'ONU. Attraverso la pagina di ricerca avanzata si può ottenere la lista delle ONG ordinata Paese per Paese.

UNODC (United Nations Office for Drugs and Crime prevention/Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del Crimine e del Narcotraffico) - NGO Database - lista delle oltre 2500 ONG attive nella prevenzione del crimine organizzato e del narcotraffico che operano principalmente tramite la diffusione della cultura della legalità e la conoscenza degli stupefacenti e dei danni da essi provocati

UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per Commercio e Sviluppo) - dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa anche di cooperazione tra mondo del commercio e del profitto con il mondo della Società Civile

Documenti di altre organizzazioni

WANGO - Worldwide NGO Directory - archivio mondiale delle Organizzazioni non Governative, diviso per regione. Ospita anche il Manuale per le ONG che contiene definizioni, ambiti d'intervento e margini legali delle ONG.

The NGO Cafè - portale di news e biblioteca virtuale delle ONG. Contiene un meta-archivio regionale delle directory per trovare ONG nel mondo.

Guide tematiche:

Liberta di stampa

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura che promuove la libertà d'informazione e stampa in quanto diritto umano fondamentale.

Freedom House (Osservatorio sulla diffusione della libertà di stampa a livello mondiale) - Mappa (2014) relativa al livello di libertà di stampa dei Paesi del mondo. Breve presentazione della situazione politica dell'Iraq in relazione alla libertà di stampa.

RSF (Reporters sans frontiers/Reporters without border/Reporter senza forntiere) - Organizzazione internazionale impegnata per la libertà d'informazione nel mondo. Stila annualmente una classifica della libertà d'informazione per Paese: nel 2014, l'Iraq è al 153° posto su 180 Paesi.

Press Reference - Informazioni relative ai mezzi di comunicazione (stampa, televisione, radio e giornali, sistema della censura) e all' ingerenza dello Stato nel sistema dei mezzi di comunicazione con riferimento alla legislazione nazionale in materia di libertà di pensiero ed espressione e di diritto di replica.

Guide tematiche: