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Paesi | Asia | Asia occidentale | Arabia Saudita

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Riyadh
Superficie (km²): 2000000
Densità (ab/km²): 11
Forma di governo: Monarchia
Sito ufficiale del Governo: http://www.saudi.gov.sa/
Data dell'indipendenza: 23 September 1932
Indipendenza da: Unificazione del regno
Moneta: Riyan
Membership:

ABEDA, AfDB (membro non regionale), AFESD, AMF, BIS, FAO, G-20, G-77, GCC, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICRM, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IPU, ISO, ITSO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OAS (osservatore), OIC, OPCW, OPEC, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNRWA, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio saudita, benché relativamente vario, ha una sua unità che trova ragione nella particolare struttura geologica della Penisola Arabica, formata sostanzialmente da vasti tavolati che poggiano su un sostrato cristallino, rigido, frammento basale del continente asiatico un tempo saldato all'Africa. La costa occidentale è orlata da rilievi che scendono al Mar Rosso con una ripida scarpata, mentre verso l'interno si distendono a formare vasti tavolati costituiti da formazioni paleozoiche, mesozoiche e cenozoiche, rotte da successivi gradini; nelle parti più depresse le formazioni cenozoiche sono sottoposte a sedimenti recenti, tra cui anche vaste coperture sabbiose, come quelle che formano il deserto del Rub' al Khali. Le formazioni sedimentarie, non avendo subito consistenti deformazioni, hanno permesso l'accumularsi di ricchi ammassi di petrolio nella sezione orientale del Paese.

Clima. Climaticamente l'Arabia Saudita è caratterizzata da una spiccata aridità, con temperature assai elevate (valori medi nella capitale di 34 °C nel mese più caldo e di 24 °C in quello più freddo). Le escursioni termiche sono sensibili nell'interno, e poco lungo le coste che presentano un'elevata umidità. Le precipitazioni si verificano soprattutto in una breve stagione (wasm) da ottobre a novembre; sono debolissime e non superano su gran parte del Paese i 100 mm annui, valore che aumenta fino a 200-250 mm sui rilievi occidentali.

Idrografia. Data l'aridità non esistono veri e propri fiumi, ma solo uidian che, secondo l'inclinazione generale dei tavolati, solcano il territorio da ovest a est; a essi si accompagnano numerose falde acquifere, che soprattutto nella sezione mediana del Paese, il Neged , danno origine a importanti oasi, come quella di Riyadh. Il manto vegetale è poverissimo, rappresentato per lo più da cespugli spinosi e, nelle aree più elevate, soprattutto lungo gli uidian , da tamerici, acacie e altre piante xerofile. Nelle oasi di tutto il Paese domina sovrana la palma da dattero.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. L'Arabia Saudita è un Paese di antico popolamento che conserva ancora, in larga misura, l'elemento etnico originario; i gruppo minoritari si trovano sulle fasce costiere dove si sono avute soprattutto infiltrazioni africane e iraniche. Nomadismo e sedentarietà accentrata nelle oasi sono all'origine della distribuzione della popolazione, che è ancora in larga parte suddivisa in tribù (le kabilah), le stesse che esistevano all'epoca della predicazione di Maometto, cui si deve la loro unificazione dal punto di vista religioso e culturale. Il tribalismo è particolarmente forte tra i nomadi (badawi , beduini), che in gruppi numerosi compiono annualmente tragitti di diverse centinaia di chilometri lungo le tradizionali vie che conducono ai pozzi. I nomadi e i fellahin rappresentano quasi la totalità della popolazione saudita.

Distribuzione. L'espansione delle città è piuttosto recente, benché un urbanesimo di netto stampo islamico, cioè sviluppatosi in funzione religiosa, si sia affermato da tempo nel Paese: La Mecca e Medina sono in tal senso le due più tipiche e antiche città dell'Islam. Al centro delle fasce oasiche e nelle aree costiere esistono cittadine con funzioni commerciali o portuali; in epoca recente alcune di queste cittadine, meglio favorite rispetto alle moderne vie di comunicazione, hanno accresciuto la loro importanza per ragioni diverse; è il caso di Riyadh, divenuta capitale del Paese, di Hofuf, di Gidda. Vi sono infine i centri potenziati dalle attività petrolifere, come Dhahran e Ras Tanura.

Aspetti economici

Testo completo:

L'economia dell'Arabia Saudita si basa quasi interamente sul petrolio. Grazie a esso il Paese ha potuto avviare un processo di trasformazione che è stato ritardato solo dal conservatorismo proprio della dinastia wahhabita, religioso e ideologico nelle sue prime motivazioni, oscurantista e retrivo nella pratica di governo. Con gli anni Ottanta tuttavia l'economia saudita ha dovuto fare i conti con la nuova realtà internazionale di stabilizzazione, se non di calo, dei prezzi petroliferi, che ha portato qualche difficoltà finanziaria persino alla floridissima situazione monetaria del Paese. Pur non essendo il massimo produttore di greggio, l'Arabia Saudita fornisce infatti il contributo più rilevante ai traffici petroliferi internazionali, con circa un decimo del totale. Rimane inoltre lo Stato con le maggiori riserve petrolifere mondiali, che, secondo stime ufficiali largamente al di sotto della realtà, ammontano a 168.800 Mb (1 barile= 159 litri). Per questo l'Arabia Saudita è interessata a far sì che la domanda di petrolio rimanga sostenuta nel lungo periodo, e quindi a tenere bassi i costi del greggio. Contemporaneamente il governo, per ridurre la dipendenza economica dal settore petrolifero, ha iniziato negli anni settanta a promuovere l'industrializzazione del Paese; sono sorti, così, numerosi complessi chimici e petrolchimici, acciaierie, cementifici e così via. Si vogliono, inoltre, sviluppare le industrie relative alla lavorazione dei prodotti agricoli e zootecnici. L'agricoltura, invece, a causa dell'aridità del clima è poco sviluppata. Il governo, tuttavia, finanzia energicamente il settore e addirittura oggi il Paese è esportatore di frumento. Altre colture sono frutta (specie i datteri), verdura e altri tipi di cereali.

 

Nel 1990 la guerra del Golfo provocata dall'Iraq ha comportato un aumento della produzione di greggio per ovviare al blocco di quella irachena e kuwaitiana, ma i maggiori proventi sono stati assorbiti dalle spese di guerra, poiché l'Arabia Saudita ha portato un notevole contributo (stimato a 48.000 milioni di dollari). Per rilanciare l'economia, il re ha deciso nel 1995 di affidare ai nuovi ministri il compito di raggiungere gli obiettivi del sesto piano economico (1995-99) che comprende: l'accelerazione delle privatizzazioni, l'aumento degli introiti non petroliferi, l'aumento del tasso di crescita, con nuovi investimenti per 20 miliardi di dollari all'anno.

Storia

Testo completo:

Già sei anni prima della costituzione dello Stato (1932), Ibn Saʽūd I, emiro del Neged e fondatore del regno, si era assicurato i confini attuali con la conquista dell'Higiaz, strappato agli Hascimiti, e con il protettorato sull'Asīr. Nel 1934 lo Yemen, che vantava anch'esso mire su quest'ultima regione, prese le armi contro i Sauditi. La guerra, durata pochi mesi, si risolse a favore dell'Arabia Saudita che con il trattato di Taʽif regolò in proprio favore le controversie di frontiera con lo Yemen.

Nel 1945 l'Arabia Saudita aderì alla Lega Araba. La profonda rivalità che la opponeva, nonostante la risoluzione delle questioni di confine, alle dinastie hascimite regnanti nell'Iraq e in Giordania spinse Ibn Saʽūd I, morto nel 1953, e il suo successore Ibn Saʽūd II a una politica di avvicinamento all'Egitto. Ma quando Il Cairo divenne il centro di un movimento panarabo rivoluzionario e progressista, l'Arabia Saudita cercò di porsi alla testa delle forze arabe conservatrici e panislamiche. La guerra civile yemenita (1962-70) fu in una certa misura il prodotto della rivalità fra RAU e Arabia Saudita. Nel 1964 Ibn Saʽūd II fu deposto dal fratello Fayṣal, che era stato primo ministro dal 1958 al 1960 e dal 1962 in avanti; Fayṣal promosse all'interno una politica di cauta modernizzazione e all'estero intese risolvere, insistendo sull'opzione conservatrice, i problemi posti dal ritiro degli Inglesi dalla Penisola Arabica. Ma non poté impedire che la già reazionaria Federazione dell'Arabia Meridionale divenisse nel 1967 la progressista Repubblica Democratica Popolare dello Yemen. Quanto allo Yemen vero e proprio, Fayṣal ottenne nel 1967 il ritiro delle truppe egiziane: ma, contro le previsioni, i repubblicani yemeniti prevalsero sui monarchici. Dopo l'uccisione di re Fayṣal (25 marzo 1975) da parte di un nipote, salì al trono il fratellastro Khāled. Alla morte di questi, avvenuta nel 1982, gli succedette il fratello Fahd ibn 'Abd el-'Aziz, promotore di accordi per il raggiungimento della pace in Medio Oriente.

L'affermazione del fondamentalismo sciita in Iran determinava nella regione una decisa modificazione degli equilibri inducendo una generale ricollocazione che riguardava anche la monarchia saudita e la sua politica estera. In particolare la lunga guerra tra l'Iran e l'Iraq, protrattasi per quasi tutti gli anni Ottanta, aveva reso precarie le rotte petrolifere, ma essa era anche la spia di una lotta a più ampio raggio per l'egemonia nell'area e nello stesso mondo arabo. Ufficialmente neutrale, l'Arabia Saudita era comunque costretta a subire alcune conseguenze della guerra per il danneggiamento di petroliere saudite, ma anche per le turbolenze interne scatenate dai gruppi di rito sciita che rivendicavano, invece, uno spostamento a favore dell'Iran. Il timore di un coinvolgimento sempre più diretto spingeva Riyadh al riarmo, mentre si riallacciavano (1987) i rapporti diplomatici con l'Egitto e si operava un più generale riavvicinamento agli Stati Uniti. Nel nuovo clima di distensione dei rapporti Est-Ovest maturava anche la ripresa diplomatica con l'Unione Sovietica e si inaugurava quella con la Cina.

Il precario equilibrio regionale, però, veniva violentemente scosso nell'agosto 1990 per l'invasione irachena del Kuwait. Sentitosi direttamente in pericolo per la presenza delle truppe di Baghdad ai confini e le oscure minacce di Saddam Ḥusayn, re Fahd non aveva esitazioni a chiedere l'intervento diretto degli Stati Uniti. Una mossa in qualche modo obbligata, ma gravida di conseguenze nel mondo musulmano per l'evidente contraddizione generata dalla massiccia presenza di truppe occidentali proprio nella culla dei luoghi più sacri dell'Islam: una contraddizione resa un po' meno stridente per la presenza di altri Paesi arabi e della stessa Arabia Saudita nella coalizione antirachena che rapidamente si costituiva. L'impegno militare statunitense e delle maggiori potenze occidentali determinava la sconfitta dell'Iraq e la liberazione del Kuwait (guerra del Golfo, gennaio-febbraio 1991), ma al contempo l'intera vicenda aveva messo in luce le debolezze strutturali del sistema di difesa saudita che si era mostrato incapace di far fronte ai pericoli provenienti da altri Stati della regione senza l'ombrello statunitense.

Con la nuova situazione, anche al fine di contenere i tentativi destabilizzanti dei gruppi sciiti presenti nel Paese, l'Arabia Saudita riallacciava nel 1991 i rapporti diplomatici con l'Iran mentre riprendeva una politica di sostegno agli Stati arabi in maggiore difficoltà e alla stessa OLP. Ma era l'insufficienza dell'apparato militare ad angustiare il regime di Riyadh essendo evidente che non bastavano i pur cospicui investimenti nel settore (15 miliardi di dollari tra il 1991 e il 1992). Anche dopo la sconfitta irachena, dunque, si rendeva necessaria una presenza statunitense, sia pure fortemente ridimensionata, ma ciò finiva con l'alimentare un'opposizione fondamentalista già abbastanza vivace e che lambiva anche alcuni elementi della gerachia religiosa ufficiale. Una presenza, quella integralista, difficile da estirpare nonostante i numerosi arresti eseguiti tra il 1994 e il 1995 e il più attento controllo degli immigrati (100.000 espulsi nel febbraio 1995). Tali provvedimenti, infatti, non erano sufficienti a impedire l'insorgere di nuovi fenomeni terroristici antistatunitensi che sfociavano nell'attentato alla sede dei consiglieri militari di Riyadh (novembre 1995) e nel più grave attacco alla base aerea di Khobar (giugno 1996) che provocava la morte di 19 militari e il ferimento di molte decine di uomini. Segnali di queste difficoltà interne venivano anche dal travaglio del gruppo dirigente, come dimostrava l'ampio rimpasto con il quale nell'agosto 1995 venivano cambiati 16 dei 28 ministri. A ciò si aggiungevano anche le precarie condizioni di salute di re Fahd che, nel gennaio 1996, cedeva temporaneamente i poteri al fratellastro Abdallah.

Mentre i nuovi rapporti con lo Yemen conducevano nel 2000 a un accordo sui confini (la sovranità esercitata di fatto dall'Arabia Saudita sulle province meridionali dell'Asīr, di Najrān e di Jīzān era stato motivo di ricorrenti contestazioni), non nascoste tensioni si verificavano con gli Stati Uniti, essendo il governo saudita contrario alle incursioni aree americane contro l'Irak, condotte dal 1997 per scalzare S. Ḥusayn, e alla politica statunitense verso i Palestinesi. Sul terreno della politica interna, malgrado il ritiro di fatto dal potere di re Fahd, le tensioni presenti in seno alla famiglia reale impedivano un trasferimento ufficiale del potere, anche se il principe Abdallah consolidava la propria autorità dando impulso a un rinnovamento economico (riduzione del debito pubblico, privatizzazioni, apertura del Paese agli investimenti esteri) affidato a un Consiglio Economico Supremo e a un Consiglio Supremo per le risorse petrolifere e minerarie, creati rispettivamente nel 1999 e nel 2000. Cercando di proporsi come mediatore in molti conflitti del Maghreb (tra Marocco e Algeria per il Sahara Occidentale, tra Stati Uniti e Libia), Abdallah nel contempo proseguiva a opporsi alla reintegrazione dell'Iraq nel mondo arabo e continuava nella politica di riavvicinamento all'Iran, giudicando la vittoria elettorale dei riformatori in questo Paese (2000) un progresso per l'intensificazione degli scambi commerciali e per la stabilità dell'intera regione.

Nel dicembre 2000 l'Arabia Saudita sottoscriveva con Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman ed Emirati Arabi Uniti, membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo, un progetto per la creazione di una moneta comune entro il 2005 e un patto di reciproca difesa diretto a fronteggiare soprattutto la minaccia irachena. La guerra contro l'Iraq, condotta dalla coalizione anglo-americana nel 2003, e la conseguente caduta del regime di Saddam Ḥusayn, vanificavano la minaccia irachena, ma innescavano forti tensioni nel Paese, come dimostravano i gravi attentati terroristici contro alcuni quartieri residenziali abitati da occidentali e arabi e contro palazzi governativi, a Riyadh, avvenuti sia nel corso dello stesso anno sia in quello seguente.

Nel febbraio 2005 si sono tenute, per la prima volta nella storia del regno, le elezioni amministrative, a suffragio universale maschile, limitatamente alla metà dei seggi (il 50% dei quali resta di nomina regia). Il primo agosto dello stesso anno moriva il re Fahd e la corona è passata al principe ereditario Abdullah bin Abdul Aziz; il ministro della Difesa Sultan bin Abdel Aziz è divenuto il nuovo principe ereditario. Nel gennaio 2007 il presidente della Federazione Russa V. Putin si recava in visita ufficiale nel Paese siglando accordi commerciali e di cooperazione tecnologica. Nello stesso anno venivano eseguite 143 condanne a morte, suscitando polemiche nell'opinione pubblica internazionale.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 27448086
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Popolazione urbana (%): 82,30
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Gruppi etnici:

arabi 90%, afro-asiatici 10% (inclusi indiani, pakistani, bengalesi)

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Lingue:

arabo

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Religioni:

musulmani 100%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,65
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Tasso di natalità: 22,09
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Tasso di mortalità: 3,82

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 14,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 22,70
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Tasso di fecondità totale: 3,03
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Rapporto tra i sessi: 124,03
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 25,91
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Aspettativa di vita maschile: 72,24
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Aspettativa di vita femminile: 74,41

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 57

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 597,09
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 687,66
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Tasso di crescita annua: 6,80
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 21.196,30
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 24.411,40
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 2
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 60
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 38
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 158494
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Tasso di corruzione: 44
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Debito pubblico (%/PIL): -47,70
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Tasso di inflazione : 5,30
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 1055517
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 17820
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 24700

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 24
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Diffusione assistenza prenatale (%): 97
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Assistenza specializzata al parto (%): 97
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Tasso di mortalità materna: 24
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 97
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 97
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 93
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 85
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 88
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 76
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 70

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 56,88
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 16,50
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 191,24
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Numero reti televisive: 117
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 47,50

Trasporti

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Aeroporti:

216

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,1

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Porti:

4

Popoli

Beduino al mercato di Abha

Le origini storiche dell'Arabia Saudita risalgono alle più antiche civiltà della Penisola Arabica. La natura desertica del territorio, che per altro ha garantito protezione per secoli, ha influenzato profondamente lo stile di vita delle prime popolazioni, sviluppando in esse un forte senso di indipendenza e di adattabilità nei confronti di un ambiente così avverso.

 

Le popolazioni dell'Arabia Saudita sono di origine araba. Il termine arabo definisce una persona la cui lingua madre è l'arabo

 

Nel periodo pre-islamico, la penisola arabica era abitata da arabi nomadi (come i beduini) e da arabi sedentari

Territori urbani

Strade di Riyad

Riyād (plurale di "rawda", significa "giardini"); è la capitale e la maggiore città dell'Arabia Saudita, nonché il suo principale centro economico

 

Jeddah

Jeddah, sulla costa del mar Rosso, è la "Porta dell'Arabia Saudita": per secoli è stato il punto d'arrivo dei pellegrini diretti alle città sante di Makkah (Mecca) e Madinah (Medina)

 

La Mecca è la capitale religiosa di tutto il mondo islamico ed appartiene al ristretto novero delle città sacre del pianeta

 

Medina, "la città illuminatissima", circondata da una fertile pianura coltivata a ortaggi e frutta, rinomata per i suoi datteri squisiti è la seconda città santa nella quale è sepolto il profeta Maometto

La grande moschea a Makkah

Medina

Territori rurali

Diga Malaki

Negli ultimi trent'anni sono state fortemente potenziate le infrastrutture del settore agricolo. E' stato accresciuto il ricorso alle risorse idriche sotterranee, contestualmente alla costruzione di imponenti dighe e ad una vasta campagna di dissalamento. Ad esempio, il progetto Wadi Jizan comprende la costruzione delle opere relative all’irrigazione di circa 4.500 ettari di territorio a valle della diga Malaki sul Wadi Jizan, nella regione meridionale

 

L'agricoltura è praticata da tempi immemorabili dagli abitanti dell'Asir, che coltivano cereali, ortaggi e frutta nei campi a terrazza. Ciò è consentito da un clima maggiormente piovoso

 

Oasi verdeggianti di palme, come Al-Qatif e Al-Hasa nella provincia orientale, hanno da sempre ravvivato il colore giallo bruno del deserto. Ad est, lungo le rive del Golfo Persico si trova Al Hasa (dall'arabo, "i pozzi"), l'oasi più estesa del mondo (20.000 ha) dove sono situati i più importanti giacimenti di petrolio del paese

 

Nelle province di Hail e Al-Qasim, grandi estensioni di terreno arabile producono cereali e ortaggi, annoverando anche aziende per l'allevamento di bestiame da latte e pollame

Flora, fauna e attività umane

Aloe, pianta endemica dell'Arabia Saudita

Per essere un paese costituito in gran parte da deserti, l’Arabia Saudita possiede una biodiversità piuttosto ricca; gran parte della flora e della fauna è endemica

 

L'aridità dei suoli rende la vegetazione molto rada: palme da dattero e specie arbustive sono le più diffuse. Soltanto nelle oasi e nelle zone dove sono presenti sufficienti riserve d’acqua è possibile coltivare cereali e ortaggi. Il numero delle palme da dattero raggiunge i nove milioni, cioè un decimo del totale mondiale. La produzione di tali frutti, che comprendono 450 specie, ha superato mezzo milione di tonnellate e in gran parte è stata donata per aiuti umanitari internazionali

 

Il territorio è privo di foreste naturali, ma il governo stia attuando piani di rimboschimento

 

La fauna è rappresentata dalla iena, dalla volpe, dal gatto selvatico, dalla pantera, dalla gazzella, dall’antilope e dallo struzzo

 

Il paese è uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio. L’inquinamento da petrolio danneggia le paludi e altri habitat marini particolarmente fragili, in particolare nel golfo Persico

Giochi

Dris Ath-Thalatha è un gioco da tavolo per due giocatori. Questo gioco è conosciuto anche in altri paesi, con altri nomi e versioni, in italiano è il Tre in linea e in inglese Three Men's Morris

Feste

Pellegrinaggio alla Mecca

Le festività che si celebrano in Arabia Saudita sono tutte legate alla religione islamica:

  1. Aid al-Fitr (festa dell'interruzione del digiuno, segna la fine del mese di Ramadan; è detta anche festa piccola)
  2. Aid al-Adha (festa del sacrificio); è una celebrazione talmente importante che è anche soprannominata Aid al-Kabir (festa grande): si commemora il miracolo che Allah compì sostituendo il figlio di Abramo con un montone durante il sacrificio
  3. Capodanno islamico
  4. Ashoura
  5. Mouloud o Aid-Milad-an-Nabi (si commemora la nascita di Moametto)

 

Il più importante periodo del calendario islamico è il Ramadan, cioè il mese del digiuno: nome che si dà al nono mese dell’anno lunare musulmano (Egira)

 

Divieti 

Il regno arabo vieta la celebrazione di feste occidentali, come il giorno di San Valentino, che celebra un santo cristiano martirizzato dai romani nel III secolo

Tra le festività laiche ricordiamo la Festa Nazionale, il 23 settembre, in occasione della quale si commemora la riunificazione dei territori del regno avvenuta nel 1932

 

Corsa dei cammelli

Il Festival di Jenadriynah (nelle vicinanze di Riyad) è un'occasione annuale (febbraio) nella quale si esprimono artisti ed artigiani (vasai, ebanisti, tessitori, ecc.) sauditi. Viene inaugurato da una tradizionale corsa di cammelli e poi prosegue con dimostrazioni dal vivo di artigianato, concerti, gare di poesia, danze folcloristiche. Altre gare di cammelli si svolgono il lunedì nei mesi invernali nello stadio di Riyād

 

Molto diffuse sono anche le corse di cavalli. Ogni anno si svolge il Festival dei cavalli arabi che si tiene nella capitale in inverno e prevede un premio per il cavallo più bello e una gara di resistenza su 75 chilometri di percorso

Reti stradali e ferroviarie

King Fahd Causeway collega Dammam al Bahrain

Strade di Riyad

Tra il 1970 ed il 1989 i primi quattro Piani di Sviluppo hanno dato grande risalto al miglioramento complessivo dei trasporti nel Paese. Attualmente l'Arabia Saudita possiede una delle migliori reti nazionali di comunicazione oltre ad alcuni tra i più sofisticati sistemi di collegamento

 

A partire dal Primo Piano di Sviluppo, varato nel 1970, l'intera rete stradale del Paese è stata realizzata in meno di venti anni

 

Rete ferroviaria (in verde la rete esitente; in blu i progetti futuri)

Per quanto riguarda le ferrovie, riveste particolare rilevanza la linea che da Riyadh attraversa il deserto fino al porto di Dammam, facendo sosta nelle stazioni intermedie di Hofuf e Abqaiq. Ideata da Re Abdul Aziz fin dagli anni quaranta, è stata completata nel 1951 sotto la gestione della Saudi Government Railway Organization (SRO)

 

Monete e banconote

20 Riyal

Il riyal saudita è la valuta dell'Arabia Saudita dalla nascita dello stato e fu la moneta dello Hijaz prima della creazione dell'Arabia Saudita

Arte tradizionale e moderna

Artigiano

L'espressione artistica in Arabia Saudita è profondamente influenzata dalla religione islamica, ma anche da una tradizione storica millenaria fatta di scambi con l'India e l'estremo oriente da un lato e i paesi del Mediterraneo dall'altro

 

Vasellame in argilla

La calligrafia araba è considerata un perfetto esempio di arte islamica, quindi di arte sacra. La scrittura è stata il primo mezzo utilizzato per la preservazione e la diffusione del Corano. A causa del divieto di rappresentare esseri animati in modo realistico come nella pittura e scultura, la calligrafia è il più importante pilastro dell'arte araba. Perciò gli arabi sono molto esigenti alla qualità estetica della scrittura

 

Il Festival di Jenadriynah (nelle vicinanze di Riyad) è un'occasione annuale nella quale si esprimono artisti ed artigiani (vasai, ebanisti, tessitori, ecc.) sauditi

 

Arte murale a Jeddah

Il Museo Nazionale di Riyad presenta una ricca collezione di manufatti e reperti archeologici che vanno dall'età della pietra fino alla nascita dell'Islam

 

 

Musiche e danze

Musiche tradizionali da ascoltare

La musica tradizionale si riconosce nel denominatore comune rappresentato dalla danza delle spade, eseguita da soli danzatori uomini, denominata Ardha

 

Ardha è una danza ballata dai beduini della penisola araba, in particolare negli stati arabi del Golfo Persico. E' la danza nazionale. Tradizionalmente la danza precedeva la partenza per una guerra; attualmente viene messa in scena in occasione di eventi culturali (come il festival di Jenadriyah delle tradizioni e della cultura) o celebrazioni (come i matrimoni). La danza viene eseguita con delle spade o bastoni, accompagnata da percussioni e dalla voce di un poeta

Al-mizmar, danza e musica di la Mecca, Medina e Jeddah

 

Mohammed Abdu Othman Al-A'Asiri è un compositore e cantante saudita: è il simbolo musicale del regno (ascolta)

 

Khaleeji o "danza dei capelli"

Khaleeji (significa "golfo") è una danza (del ventre) degli stati del golfo persico e dell’Arabia Saudita. Le danzatrici portano un ricco ricamato caffettano. Consiste in un passo base su cui la danzatrice applica dei movimenti di spalle, testa e capelli. L'abito tradizionale per questo stile è il "Tobe al nash'ar", un caffetano largo e lungo riccamente ricamato, specie intorno al collo e sulla parte centrale (guarda il video)

Fiabe e racconti

Il vaso fatato è una fiaba saudita che racconta di tre sorelle che vivevano insieme e che, per guadagnarsi da vivere, filavano il lino. La più giovane era la più veloce: filava da sola più delle altre due messe assieme, e, ogni tanto, con il denaro che guadagnava in più, comprava qualcosa per sé (...)

 

Tra le fiabe della tradizione popolare araba più conosciute Gli zoccoli d'oro (versione araba di Cenerentola) o I tre pesci oppure i racconti tratti da Le mille e una notte sono di particolare interesse

 

Città di sale

"Città di sale" è un libro di ʿAbd al-Rahmān al-Munīf che descrive con straordinaria crudezza l'impatto della tecnologia moderna sui placidi ma orgogliosi abitanti d'Arabia. Leggi due brani del libro. Il primo racconta l'arrivo dei macchinari americani per l'estrazione del petrolio e lo spavento dei beduini e il secondo lo sradicamento degli alberi per far spazio alle nuove costruzioni

Cibo, alimentazione e ricette

Il cibo in Arabia Saudita rispecchia le tradizioni, la religione e le abitudini di vita del paese. Per secoli gli abitanti della penisola hanno avuto scambi commerciali con l'India, l'Africa, l'Asia centrale e l'Estremo Oriente; questo ha portato benessere al paese, ma ne ha anche influenzato la cultura e le abitudini alimentari. Nella provincia occidentale di Hijaz si trova la cucina più varia, ricca e cosmopolita di tutto il Regno

 

Caffettiera

 

La cucina araba è molto ricca e varia, così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Per comodità possiamo dividere questo mondo in tre grandi regioni: il Mashreq, l'Oriente che comprende l'Arabia Saudita, gli Stati del Golfo, lo Yemen, l'Irak, la Siria, il Libano, la Palestina, la Giordania e il Maghreb, l'Occidente, che comprende il Marocco, l'Algeria, la Tunisia, la Libia, senza dimenticare Sudan ed Egitto che in un certo senso collegano l'Occidente all'Oriente

 

Tra le bevande, te e caffé sono particolarmente diffusi. Le bevande alcoliche sono severamente vietate

Testimonianze

Attraverso internet qualcosa sta cambiando: sono migliaia le donne saudite che negli ultimi anni hanno invaso la rete delle reti. Attraverso i blog raccontano la loro vita, cosa significa essere donna nel paese più conservatore del mondo, le tante regole a cui devono sottostare

 

Wajeha Al-Huwaider, attivista saudita impegnata per il riconoscimento dei diritti delle donne,in occasione dell'8 marzo 2008 si è fatta filmare al volante, violando uno dei divieti imposti alle donne, guidare

 

Bahija Bint Baha Azzi, segretario generale dell’Organizzazione internazionale musulmana per le donne e la famiglia (Imowf), in un’intervista ha dichiarato che "escludere le donne dagli affari pubblici non aiuta lo sviluppo"; per una vera cresciuta sociale va perseguita una politica di "pari dignità" fra uomo e donna, "senza discriminazioni"

 

The AccoLade

AccoLade, la prima rock-band "in rosa" del regno saudita. Per sfuggire alle rigide norme islamiche, le ragazze provano in luoghi nascosti e distribuiscono la musica sul web. Per la leader del gruppo "suonare è una sfida", ma il sogno nel cassetto è tenere un vero concerto aperto al pubblico a Dubai (ascolta Pinocchio, Destiny e This is not me)

Personaggi

L'attuale re dell'Arabia Saudita

La dinastia Saudita istituita dal Sultano del Najd ʿAbd al-ʿAziz Āl Saʿūd - governa dal 1926 il Regno Arabo Saudita, nato dopo la vittoriosa annessione al Sultanato del Regno hascemita del Hijaz. I personaggi illustri della famiglia reale alla guida del paese sono:

  1. Il defunto Re Fahd, che aveva assunto la guida del Regno dell'Arabia Saudita il 13 giugno 1982, è stato il quinto sovrano a guidare lo sviluppo del paese
  2. L'attuale re, il Principe Ereditario Abdullah, proclamato sesto Re dell'Arabia Saudita il I° agosto 2005
  3. Il Principe Sultan bin Abdulaziz al Saud è stato designato Principe Ereditario del Regno dell'Arabia Saudita; è anche Ministro della Difesa e dell'Aviazione ed Ispettore Generale del Regno dell'Arabia Saudita

 

Mohammed Abdu Othman Al-A'Asiri è un compositore e cantante saudita: è il simbolo musicale del regno (ascolta)

 

ʿAbd al-Rahmān al-Munīf è stato uno scrittore giordano, nato da padre saudita e da madre irachena. Economista di formazione, cominciò a dedicarsi alla letteratura, diventando uno dei più importanti scrittori arabi. E' autore della straordinaria opera "Città di sale" che descrive con straordinaria crudezza l'impatto della tecnologia moderna sui placidi ma orgogliosi abitanti d'Arabia