conosci

Paesi | Asia | Asia meridionale | Nepal

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kathmandu
Superficie (km²): 147180
Densità (ab/km²): 185
Forma di governo: Repubblica federale
Sito ufficiale del Governo: http://www.nepalgov.gov.np/
Moneta: Rupia nepalese
Membership:

ADB, BIMSTEC, CP, FAO, G-77, IBRD, ICAO, ICC, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURCAT, MINUSTAH, MONUC, NAM, OPCW, SAARC, SACEP, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNIFIL, UNMIL, UNMIS, UNMIT, UNOCI, UNOMIG, UNTSO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il Paese, dal contorno approssimativamente rettangolare con una lunghezza massima da est a ovest di circa 850 km e una larghezza da nord a sud mai superiore a 250 km, occupa la sezione centrale dell'ampio versante meridionale dell'Himalaya, tra i fiumi Kali e Tista; il confine settentrionale, definito dal trattato cino-nepalese del 1961, segue per lo più l'erto spartiacque principale, mentre quello meridionale è prevalentemente artificioso. Circa i 4/5 del territorio sono costituiti da catene montuose aspre ed elevate, prevalentemente orientate in direzione ovest/nord-ovest ed est/sud-est, separate da lunghe vallate, e comprendenti, oltre all'Everest Annapurna (8.091 m). Nel Nepal si possono riconoscere le quattro principali unità tettoniche dell'Himalaya: da sud a nord, la zona dei Siwalik, o Subhimalaya, la zona dell'Himalaya Minore o Medio Himalaya, la zona del Grande Himalaya e la zona del Transhimalaya o Himalaya tibetano. Le formazioni rocciose sono quanto mai varie, dalle rocce metamorfiche e granitiche del basamento cristallino alle potenti serie sedimentarie marine, spesso riccamente fossilifere, di età variabile dal Paleozoico al Cenozoico, dislocate in poderose falde di ricoprimento e interessate da complessi piegamenti e fratture. La fascia collinosa dei Siwalik, monotona successione di creste inferiori ai 1.000 m, separate da ampie valli longitudinali dette (8.846), alcune delle massime vette del mondo come il Kanchenjunga (8.603 m), il Makalu (8.481 m), il Dhaulagiri (8.172 m) e l'dun , è modellata in depositi argillosi, sabbiosi e conglomeratici del Miocene e del Pliocene. A essa fanno seguito le catene del Medio Himalaya, di altezza nel complesso non superiore ai 3.000 m: formate dal sovrascorrimento di terreni eterogenei di età compresa dal Precambriano al Cretaceo, con abbondanza di rocce metamorfiche e granitiche, presentano una topografia aspra e tormentata, incise come sono da una miriade di valli e vallecole; vi si aprono però anche piccoli bacini, tra cui quello di Katmandu. Più oltre si incontra l'area montuosa per eccellenza, dominata dalle enormi piramidi rocciose delle cime più elevate, massicci formati prevalentemente da poten ti coltri scistose e sedimentarie paleozoiche e da intrusioni granitiche risalite nel Cenozoico: la parte sommitale di diverse tra le massime cime è formata da lembi di coltri di ricoprimento sovrascorse verso sud dal Tibet. Il margine settentrionale del Nepal presenta una morfologia molto meno aspra: si tratta di serie sedimentarie marine paleozoico-mesozoiche, sollevatesi senza sensibili dislocazioni a partire dall'Oligocene fino all'altezza attuale di circa 5.000 m. L'unica regione pianeggiante del Nepal si trova lungo il margine meridionale: è il terai, conca tettonica colmata da sedimentazioni fluviali e scossa frequentemente da movimenti sismici conseguenti ai processi di assestamento lungo la fascia di faglie che ne interessa il basamento . Ricca di acque sorgive e solcata da numerosi fiumi, è un'area esposta alle inondazioni, in più punti paludosa e ancora per vasti tratti ricoperta da dense foreste di sal (Shorea robusta).

 

Clima e flora. Il monsone estivo risale la piana gangetica da sud-est a nord-ovest scaricando man mano la sua umidità sui versanti esposti delle catene che incontra: la parte orientale, quindi, direttamente investita dalle masse d'aria umida, risulta abbondantemente irrorata dalle piogge (2.000-2.500 mm annui) rispetto a quella occidentale (1.000-2.000 mm annui). Ciò vale per la fascia più bassa poiché i Siwalik e soprattutto le catene del Medio Himalaya costituiscono un formidabile baluardo alla penetrazione dell'aria monsonica, cos ì come i possenti rilievi del Grande Himalaya bloccano le correnti di aria fredda che giungono da nord; d'inverno le cime più elevate sono investite dalle correnti a getto occidentale e alle perturbazioni che le accompagnano si devono copiose precipitazi oni nevose, mentre le vallate del Grande Himalaya e la zona del Transhimalaya sono caratterizzate da clima arido. Al rilievo si deve la notevole diversificazione del Nepal, altrimenti rientrante, data la latitudine (26-30° nord), nella fascia dei climi tropicali. È possibile distinguere diversi orizzonti climatici altitudinali: il clima umido tropicale è presente nel terai, nei versanti e nei fondivalle fino ai 1.000-1.500 m, dove domina la foresta decidua di sal ; quello temperato caldo, tra i 1.500 e i 2.500 m, corrisponde a gran parte del Medio Himalaya, la zona più favorevole all'insediamento umano e pertanto profondamente alterata dalla presenza dell'uomo che ha notevolmente ridotto la foresta sempreverde, formata in prevalenza da querce, da una pianta affine al castagno, la Castanopsis indica , e da pini; il temperato freddo giunge fino a quote di 3.300-3.500 m con vegetazione costituita da foreste di conifere che man mano sono sostituite a quote maggiori dalle betulle; il subnivale, caratterizzato da vegetazione arborea rada e da associazioni arbustive ed erbacee di tipo alpino, si spinge fino al limite delle nevi permanenti, e infine il nivale, al di sopra dei 5.000 m, è il dominio incontrastato dei ghiacci. Le temperature, elevate nel terai con punte che oltrepassano i 50 °C, diventano moderate nella parte mediana del Paese (a Katmandu, posta a 1.301 m di altitudine, la temperatura media di gennaio è di 10 °C, quella di luglio di 23 °C) e toccano valori a rtici sulle cime più elevate.

 

Idrografia. Le lingue glaciali confluenti nelle alte valli longitudinali formano giganteschi ghiacciai vallivi che alimentano poderose fiumane; adeguandosi ai motivi strutturali del rilievo, le acque confluiscono nei bacini longitudinali del Medio Himalaya, ma per la notevole ripidità complessiva del versante meridionale himalayano tendono a defluire verso la piana gangetica, aprendosi il varco definitivo attraverso la zona collinosa dei Siwalik. Il territorio è drenato da tre sistemi idrografici principali, tutti tributari del Gange: gran parte dei corsi d'acqua che li costituiscono, compresi i più significativi, ha origine nel Tibet, dato che lo spartiacque principale corre a nord delle cime più elevate. A ovest i corsi d'acqua, tra cui il Karnali e il Bheri, fanno capo al Ghaghara (Gogra) che varca i Siwalik per poi defluire nel Gange; al centro le acque sono raccolte dal Gandak, che raggiunge il Gange a Patna, e a est dal Kosi.

Ambiente umano

Testo completo:

Gruppi etnici. La composizione etnica del Nepal è assai complessa dato che in epoca storica si sono insediate popolazioni di cultura e origini diverse, giunte in ondate successive praticamente da tutte le regioni all'intorno. Solo i discendenti delle più antiche popolazioni nepalesi appartenenti al ceppo mongoloide, tra cui soprattutto i Newar, da tempo immemore diffusi nella valle di Katmandu, possono essere considerati autoctoni. Al di sopra dei 3.000 m lungo la frontiera tibetana e nelle alte valli himalayane predominano altri gruppi mongoloidi indicati come Bhotia (o Bhote), ai quali si deve l'introduzione della cultura tibetana e del buddismo lamaista; a essi si possono riallacciare i famosi Sherpa, formidabili camminatori e portatori, la cui abilità è stata spesso provata durante le ascensioni ai massicci himalayani. Sempre mongoloidi e di religione buddista sono altri gruppi tribali come i Gurung a ovest, i Magar e i Thakali al centro, e i Kirati, comprendenti i Rai nel bacino del Sun Kosi e i Limbu a contatto col Sikkim, nella parte più orientale del Nepal. Nella zona mediana del territorio oltre alle antiche tribù autoctone sono stanziate popolazioni di origine indoeuropea venute dalla piana del Gange, alcune prima dell'era cristiana, come i Khasi, altre in tempi più recenti per l'incalzare delle invasioni musulmane dei secoli XII e XIII. Queste popolazioni non si sono insediate oltre i 2.500 m perché incapaci di adattarsi alla dura vita di m ontagna. Si deve loro l'introduzione dell'induismo, che contempla la suddivisione della popolazione in caste, e di idiomi indeuropei come il nepali, la lingua diffusa a livello nazionale da un gruppo etnico appartenente ai Khasi, i Gorkhali, famosi guerr ieri che sovente furono impiegati come soldati mercenari dagli Inglesi e dagli Indiani e che nella seconda metà del XVIII secolo conquistarono il Nepal. Il risultato dell'incontro di popolazioni indeuropee e mongoloidi è la presenza nel Nepal di due aree culturali, buddista a nord e induista a sud, che si fondono nel Medio Himalaya, soprattutto nella Valle di Katmandu, cuore del Paese.

 

Demografia e insediamenti. Il Nepal è il più popolato degli Stati himalayani; oltre il 70% della popolazione abita le regioni delle colline e delle valli e il terai. L'incremento demografico è stato notevole: la popolazione è passata dai 5,5 milioni del 1934 agli 8,5 milioni del 1954 e agli oltre 23 milioni odierni. La popolazione, prevalentemente rurale, vive per lo più in villaggi, ma nelle zone più elevate è frequente l'insediamento sparso. Sola città è la capitale Kathmandu , centro commerciale e nodo di comunicazioni, famosa per i monumenti e i santuari; altri centri importanti, sedi monasteriali che fungono anche da mercati, sono Lalitpur, Biratnagar e Bhaktapur.

Aspetti economici

Testo completo:

Chiuso per secoli a ogni contatto con l'estero, reso ancor più inaccessibile da una morfologia estremamente impervia, il Nepal presenta un marcatissimo sottosviluppo.

 

Profilo generale. Povertà e arretratezza continuano a gravare sul Paese himalayano: il basso prodotto lordo pro capite lo pone agli ultimi posti nella graduatoria mondiale; l'analfabetismo riguarda gran parte della popolazione, che deve la propria sussistenza a una stentata agricoltura, alla pastorizia e, in misura molto minore, alle attività commerciali di transito tra Tibet (Cina) e India. Oltre al problema di affrancare il Paese dal suo cronico sottosviluppo, rimane vivo quello di sottrarlo alla tutela indiana: problema esso pure di non facile soluzione a causa degli stretti legami esistenti tra il Nepal e l'India, dato che con quest'ultimo Stato si svolge parte del commercio estero nepalese e che in particolare il porto indiano di Calcutta è l'unico sbocco al mare per il Nepal. In tale ottica comunque acquista particolare rilievo l'accordo commerciale stipulato nel 1981 dal Nepal con la Cina, accordo che tra l'altro consente il traffico su ben 21 strade lungo la frontiera tibeto-nepalese. Determinanti continuano comunque ad essere gli aiuti esteri; da essi, forniti soprattutto da India, Cina, Paesi dell'Unione Europea ecc., dipendono per il 60% i finanziamenti destinati soprattutto al potenziamento dell'attività agricola e alla creazione di adeguate opere di irrigazione.

 

Agricoltura. Nonostante la relativamente limitata estensione delle terre coltivabili (circa il 17% della superficie nazionale) e la necessità di praticare un fitto terrazzamento dei versanti montuosi, nonché di ricorrere all'irrigazione nelle zone aride, l'agricoltura rimane la struttura portante dell'economia nepalese, sia perché impiega gran parte della popolazione attiva sia perché partecipa in buona misura alla formazione del prodotto nazionale e in misura determinante contribuisce alle esportazioni. Un notevole impulso all'espansione agricola è stato comunque ottenuto con la valorizzazione della fascia pianeggiante meridi onale, il terai , grazie soprattutto al grandioso sbarramento del Sun Kosi, realizzato con l'aiuto dell'India che in parte ne beneficia. L'agricoltura viene però praticata con criteri molto diversi da zona a zona in relazione alle notevoli differenze ambientali del Nepal. Al di sotto dei 1.800 m, cioè nel terai e nelle valli intermontane, prevale il riso, la cui coltivazione estiva si alterna con quelle invernali di leguminose, frumento e miglio; oltre alla risicoltura, nel terai si vanno diffondendo talune colture industriali come quelle di canna da zucchero, tabacco, iuta, colza e altre oleaginose. Secondo importante cereale è il mais, coltivato sino ai 2.500-2.800 m; più oltre, sino ai 3.500 m, sono solamente possibili, e unicamente d'estate, le coltivazioni di orzo, grano saraceno e patate.

 

Foreste e allevamento. Le foreste, ricche di essenze pregiate tropicali, di latifoglie e di conifere, occupano il 40% ca. della superficie territoriale; ne consegue un discreto sfruttamento. Per il trasporto del legname si fa ampio ricorso alla fluitazione. In tutto il Paese è diffuso l'allevamento, specie quello bovino; ma, mentre nel bassopiano esso è complementare o subordinato all'agricoltura, al di sopra dei 3.000 m l'allevamento diventa l'attività economica di base (predomina qui lo yak, che, oltre a fornire lana, pelli, carne e latte, viene usato come animale da soma e da sella). Si allevano inoltre bufali, ovini e caprini oltre a un discreto numero di volatili da cortile.

 

Risorse minerarie e industria. Il Nepal possiede solo modesti giacimenti di mica, ferro, lignite e rame; il Paese può in parte sopperire alla mancanza di minerali energetici grazie al cospicuo potenziale idrico dei suoi fiumi, ma attualmente la produzione d'energia elettrica è molto modesta. Non è meno carente il settore industriale; basate sulla lavorazione dei prodotti locali e prevalentemente concentrate nella Valle di Kathmandu, le industrie comprendono soprattutto oleifici, zuccherifici, manifatture di tabacchi, birrifici, caseifici, impianti tessili, calzaturifici, cartiere, oltre ad alcuni cementifici, a fabbriche di ceramiche, a piccoli stabilimenti meccanici.

 

Comunicazioni e commercio. La rete delle vie di comunicazione è del tutto insufficiente, così come assolutamente inadeguati alle esigenze moderne rimangono i mezzi di trasporto, che su gran parte del territorio sono tuttora rappresentati dagli animali da soma se non addirittura dagli uomini. La rete stradale, che ha uno sviluppo complessivo di 9.600 km, s'impernia su Kathmandu; la capitale è raccordata sufficientemente bene sia a nord con il Tibet sia a sud con l'India ed è toccata dall'asse stradale longitudinale, che verso est giunge sino al Sikkim (India), verso ovest a Pokhara, donde si diparte una diramazione per il confine indiano; nel Nepal occidentale sono in costruzione vari tronchi stradali per realizzare il collegamento trasversale del Paese. Due brevi diramazioni (poco più di 100 km in tutto) della rete ferroviaria indiana pen etrano in territorio nepalese. Più efficienti sono i servizi aerei (compagnia di bandiera è la Royal Nepal Airlines ), che collegano Katmandu, sede di un aeroporto internazionale (Tribhuvan), con vari centri del Nepal, nonché con l'India, lo Sri Lanka e la Thailandia. Abbastanza modesto è il commercio, sia interno sia estero; quest'ultimo è gravato da pesanti passivi. Le esportazioni (cereali, pellami e altri prodotti zootecnici, iuta, legname, semi oleosi, tappeti ecc.) coprono in genere circa la metà delle importazioni (apparecchiature industriali di base, macchinari e mezzi di trasporto, combustibili, prodotti chimici ecc.); un discreto apporto valutario proviene dal turismo himalaiano.

Storia

Testo completo:

Gli eventi del Nepal sono avvolti, fino ad un'epoca relativamente recente, nelle nebbie delle leggende popolari e della mitologia. Il primo fatto storico certo pare sia da considerare il regno dei Kiranti (700 a.C.-100 d.C.), sotto il quale nacque il Buddha nelle basseterre nepalesi del terai adiacenti alla valle del Gange, e cioè nell'attuale villaggio di Lumbinī. Nel periodo di apogeo del buddhismo, al tempo del sovrano indiano Aśoka (273-232 a.C.), la zona fu meta di pellegrinaggi, ma successivamente, così come in India, il buddhismo fu eliminato da gran parte del Nepal, salvo che nelle zone isolate adiacenti il Himalaya e il Tibet, a seguito della ripresa dell'induismo, rimasto fino ad oggi ­ con larghe commistioni di elementi buddhisti e popolari ­ il cardine dell'orientamento etico e sociale dei Nepalesi.
Assai vaghe sono comunque le notizie sul Nepal anche per il periodo successivo ad Aśoka: incluso nei domini dei Licchavi (350-630 d.C.), si rese indipendente sotto la dinastia dei Thākurī (VII secolo), di origine indiana, e intrattenne ottimi rapporti con India, Cina e Tibet. Dopo un oscuro periodo, alla metà dell'XI secolo prese il potere la seconda dinastia Thākurī, che verso il 1200 fu detronizzata dai Malla. Questi, nel 1475, divisero il Paese in quattro piccoli regni, tre dei quali durati fino al 1768-1769, cioè fino alla conquista gurkha.
La storia del Paese assunse una propria fisionomia distinta soltanto a partire dal XVIII secolo, quando la stirpe bellicosa dei Gurkha, sotto la guida del loro sovrano Prithvi Narayan, mosse verso oriente e, con campagne militari condotte con energia e ferocia, riuscì a conquistare tutto il Nepal, fino al Sikkim a oriente e alle basseterre del terai nella valle del Gange. Incoraggiati da questo successo, i Gurkha tentarono di estendere i loro territori: questa iniziativa si scontrò con la reazione della Cina, cui furono costretti a pagare tributo per lungo tempo.
Più che con la distante corte di Pechino, il Nepal si trovò tuttavia ad avere occasione di contatto e frizione con gli interessi britannici in India, tanto che tra il 1814 e il 1816 si giunse a una guerra, conclusasi con il trattato di Segauli che ridusse il Nepal ai confini attuali, ne riconobbe l'indipendenza e stabilì un residente inglese a Kathmandu (Kāthmāndãu). Dopo questo incidente i rapporti tra il Nepal e il Regno Unito si normalizzarono.
Il personaggio che maggiormente contribuì a instaurare la collaborazione con la Gran Bretagna fu Jang Bahadur, che ricoprì la carica di primo ministro tra il 1846 ed il 1878: questi riorganizzò lo Stato sul modello mārāthā e diede inizio alla dinastia dei Rānā, primi ministri (mahārājā) ereditari. Soltanto l'indipendenza dell'India nel 1947 e la sostituzione dell'influenza indiana al protettorato britannico di fatto ruppero l'equilibrio che manteneva i Rānā al potere: nel 1951, a seguito di una serie di disordini ispirati dai nazionalisti indiani, fu avviato un processo di trasformazione della vita politica che privò i Rānā del potere e, ripristinando la funzione del re, gettò le basi di una democratizzazione dall'alto e di iniziali trasformazioni sociali nella vita del Paese con lo sviluppo di un principio di modernizzazione in alcuni settori economici.
La situazione sociale, la ristrettezza della classe dirigente e la formazione anomala dei gruppi politici diedero al Nepal un regime di instabilità, contraddistinto da continui e complessi giochi di gruppi, partiti, personalità, legati in genere a interessi terrieri o familiari. Su questa situazione si inserivano, inoltre, interventi e pressioni delle grandi potenze, data la posizione decisiva del Nepal nell'equilibrio in Asia.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 29959364
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Popolazione urbana (%): 16,98
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Gruppi etnici:

chhettri 15,5%, bramini (delle colline) 12,5%, magar 7%, tharu 6,6%, tamang 5,5%, newar 5,4%, musulmani 4.2%, kami 3,9%, yadav 3,9%, altri 32,7%, non specificati 2,8% (2001)

La demografia etnica del Nepal è particolarmente complessa. Nei censimenti, la categoria "gruppi etnici" è inclusa nella categoria "caste", considerato che ad ogni gruppo etnico corrisponde una casta. Il primo criterio di classificazione dei gruppi etnici/caste è l'altitudine (montagna, collina, Inner Tarai (piana interna del Tarai) e piana del Tarai); il secondo criterio sono le categorie sociali (gruppo etnico, casta, religione e lingua).

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Lingue:

nepalese 47,8%, maithali 12,1%, bhojpuri 7,4%, tharu (Dagaura/Rana) 5,8%, tamang 5,1%, newar 3,6%, magar 3,3%, awadhi 2,4%, altre 10%, non specificate 2,5%; l' inglese è largamente parlato nell'ambito commerciale e governativo (2001)

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Religioni:

indù 80,6%, buddisti 10,7%, musulmani 4,2%, kirant 3,6%, altre 0,9% unico stato al mondo ufficialmente induista (2001)

Demografia

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Tasso di crescita: 1,87
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Tasso di natalità: 25,58
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Tasso di mortalità: 6,17

Media dell'area geografica: 7.5466666221619 (su un totale di 9 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 42,10
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Tasso di mortalità infantile maschile: 42,20
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Tasso di fecondità totale: 2,95
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Rapporto tra i sessi: 98,44
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 21,43
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Aspettativa di vita maschile: 66,71
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Aspettativa di vita femminile: 68,04

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 157

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 18,98
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 38,08
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Tasso di crescita annua: 3,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 622,50
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.249,11
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 32
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 15
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 53
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -181
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Spesa statale per sanità (%): 7
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Spesa statale per istruzione (%): 18
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Spesa statale per difesa (%): 9
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Tasso di corruzione: 27
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Debito pubblico (%/PIL): 32,89
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Tasso di inflazione : 9,68
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 3.956,12
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Saldo migratorio: -100000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 540
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1260
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 55

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 39
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,40
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Diffusione contraccettivi (%): 48
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Diffusione assistenza prenatale (%): 44
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Assistenza specializzata al parto (%): 19
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Tasso di mortalità materna: 380
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 93
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 87
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 88
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 51
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 27
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 31

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 77
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 87
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 62
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 82
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 86
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 38
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 46

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 34,61
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 2,77
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 43,81
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Numero reti televisive: 9
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 9,00

Trasporti

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Aeroporti:

47

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,0

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Porti:

0

Popoli

Il Nepal è sede dell'incontro di un centinaio di gruppi etnici indiani di origine mongola, indiana e tibetana che mischiano tradizioni induiste con la cultura mongola e buddista, ma anche con quella occidentale.

La popolazione di circa 27 milioni vive per l'84% in zone rurali fino ai 6.000 m di altitudine.

 

Due donne Sherpa al mercato di Namche Bazaar (3440 m.)

Gli sherpa (sherpa o shar - pa significa "uomini dell'est") sono una popolazione delle montagne del Nepal. Vivono nella zona orientale del Nepal. Il loro insediamento nell'attuale Nepal è molto antico e risale ad un primo spostamento a sud della catena himalayana di un gruppo etnico che risiedeva nel Tibet. L'origine tibetana degli sherpa appare evidente nei tratti somatici, nei linguaggi, nella cultura e nella fede religiosa.

 

A scuola

Donne nepalesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Chepang ("colui che può muoversi liberamente nell'universo") o Praja vivono in colline d’alta quota, nelle foreste e nei boschi, lungo i pendii più ripidi del Mahabharat, nel Nepal centrale, soprattutto nei distretti di Makwanpur, Dhading, Chitwan e Gorkha. Sono una piccola comunità ancora poco conosciuta. Nelle loro terre crescono mais e miglio, sufficiente per il loro fabbisogno solo per sei o sette mesi. Per il resto dell’anno attingono dalle risorse della foresta mangiando radici, tuberi, miele, foglie. Vivono in capanne che non hanno finestre, o addirittura in piccole tane. Le attuali condizioni sono di estrema miseria e arretratezza; a questo si aggiunge che in quanto popolazione di origine tribale, i Praja sono oggi considerati in Nepal come degli intoccabili.

Territori urbani

Strada trafficata di Kathmandu

Kathmandu è la capitale del Nepal e la principale città del Paese situata nell'omonima valle. La Valle di Kathmandu è stata riconosciuta è stata riconosciuta come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1979.

 

Patan durante la festa per la nascita di Krishna

Patan è una delle maggiori città del Nepal, conosciuta anche come Lalitpur. La città sorge sull'altra sponda del fiume Bagmati di fronte a Kathmandu

 

Bhaktapur, piazza Durban

Bhaktapur è un'antica città newari situata nella parte orientale della valle di Kathmandu, anche conosciuta come Bhadgaon o Khwopa. Fu costruita sul pendio di una bassa collina e ricorda una conchiglia, uno dei simboli di Vishnu, divinità cara ai sovrani che l’edificarono dal 1200. E’ stata splendidamente restaurata negli anni ‘70 del Novecento dalla cooperazione tedesca e fu set del film di Bertolucci, Piccolo Buddha. Bhaktapur è famosa per l'artigianato di vasi e manufatti di argilla e recentemente per la produzione di mattoni a servizio del boom edilizio di Kathmandu.

Territori rurali

Gulmi è un distretto nepalese conosciuto per essere il più vasto distretto produttore di caffè biologico in Nepal e il più famoso per la produzione di ghee (burro chiarificato) di bufala

 

Terrazze di riso

Circa l'80% della popolazione è adetto al settore primario: l'economia nepalese è basata sulle produzioni agricole.

 

L'allevamento delle capre è un'attività particolarmente importante per le famiglie rurali

Il Terai è la regione maggiormente agricola caratterizzata dalle risaie, ma anche da piantagioni di canna da zucchero, tabacco e juta.

 

Il settore collinare è dedicato alle coltivazioni di mais, orzo, patate e grano saraceno.

 

 

Paesaggio rurale ad ovest di Kathmandu

Flora, fauna e attività umane

Yak utilizzati durante un trekking

In Nepal, possedere uno yak significa assicurarsi latte nutriente, lana per vestirsi, ma anche un indispensabile aiuto nell’aratura dei campi.

 

L'allevamento dei bufali alimenta l'industria di produzione del ghee (un burro chiarificato, utilizzato nella cucina del subcontinente indiano, nella medicina tradizionale e nei rituali induisti) che da sola rappresenta il 14,1% della produzione industriale nepalese.

 

Il Chiuri, l'albero dei Chepang o albero del burro

Le piante selvatiche vengono utilizzate attraverso un sapere tradizionale dal quale si ricavano le proprietà e le tecniche di utilizzo e sono particolarmente importanti nella farmacopea e nella preparazione dei cibi. Tra i Chepang, gli alimenti principali sono il mais e la Eleusine coracana, una varietà di miglio coltivata fino a 2.300 m. di altitudine. Da quest’ultima si ricava il Dhindo, ovvero la polenta di miglio, e il Jand (bevanda fermentata a base di miglio e mais), la bevanda più tipica, bevuta da tutti in famiglia.

 

Giochi

Bagh Chal, il gioco della tigre che si muove, è un gioco da tavolo tradizionale, come pure il Pachisi, di origine indiana

Bagh Chal

Giocatori di Bagh Chal a Kathmandu

 

 

 

 

Il Pachisi

Il carrom è un gioco molto antico la cui paternità è ancora dubbia; si pensa sia un gioco praticato anche dal Buddha Siddharta. Scopo del gioco è imbucare le proprie pedine negli angoli, colpendole con una pedina apposita, fatta muovere con dei colpetti dati con le dita.

Feste

Biskhet Jatra, la festa del nuovo anno

In Nepal sono praticati il buddhismo e l'induismo, oltre ad altre religioni come l'islamismo e il cristianesimo. Fino al 2006, anno della proclamazione della lacità dello stato, il Nepal era l'unico paese al mondo ad aver adottato l'induismo come religione di stato.

 

Sciamano nepalese

Le festività nepalesi sono legate alle religioni indù e buddhista e tengono conto dell'anno nepalese (calendario Bikram Sambat) che inizia verso la metà di aprile.

 

Lo sciamanesimo è un'antica pratica spirituale: un percorso di crescita, di consapevolezza che conduce alla conoscenza del “sacro”, in una visione animistica della natura dove tutto è riconosciuto come manifestazione del “divino”.

Reti stradali e ferroviarie

Monete e banconote

1 rupia nepalese

La moneta ufficiale del Nepal è la Rupia nepalese, il cui valore è legato a quello della Rupia indiana

Arte tradizionale e moderna

La ruota della vita. Dipinto tibetano (tanka) con simbologia buddhista

La Valle di Kathmandu è il crocevia di antiche civiltà dell'Asia. Patrimonio dell'Umanità UNESCO, la Valle è stata presumibilmente abitata fin dal 300 a.C. Secondo la mitologia invece, e precisamente secondo lo Swayambhu Puran, questa splendida e suggestiva Valle un tempo era un vastissimo lago.

Sette sono le meraviglie artistiche che hanno reso famosa questa valle in tutto il mondo:

  1. piazza Durbar di Hanuman Dhoka (Kathmandu),
  2. Patan
  3. Bhaktapur
  4. la Stupa buddhista di Swayambhu e di Bauddhanath
  5. templi indù di Pashupati e Changu Narayan

 

Le prime testimonianze artistiche Nepalesi risalgono all'epoca dei Lichhavi (secoli IV-VI d.C.) ma la maggior parte delle vestigia della valle di Kathmandu risale al periodo Malla (secoli XIV-XVIII d.C.), ed i centri storici di Kathmandu, Patan e Bhaktapur sono buoni esempi della corrente artistica di quel periodo.

 

Una rappresentazione Newari di Vasudhara

Generalmente le figure di stile Newari risultano flessuose, floreali e tondeggianti. Esse sono rigidamente codificate e trovano le loro lontane radici nello stile Gupta indiano.

 

Tra i prodotti artistici dell'artigianato nepalese si annoverano oggetti in ottone dorato ricoperti di piccole pietre di ceramica colorata (animali, scatole), statue di bronzo, tappeti tibetani con disegni simbolici, monili d'argento, pietre, quadri tibetani (tanka), borse, maglie colorate, maschere, burattini. E' possibile reperire ancora oggetti antichi di gran pregio.

 

I tanka sono pitture tibetane che raffigurano la vita del Buddha, divinità protettrici o Mandala

 

I paubha sono dipinti di origine Newari che narrano di tradizioni e di divinità della Valle di Kathmandu; sono meno conosciuti dei tanka, ma sono ugualmente straordinari. Venivano dipinti per esigenze spirituali: il pittore entrava in uno stato meditativo e coi pennelli rappresentava, secondo il rituale prestabilito, le divinità a cui si era rivolto in preghiera (guarda alcuni esempi di paubha)

 

La pagoda è uno degli elementi più caratteristici dell'architettura buddista dell'Asia orientale. La sua invenzione è tradizionalmente attribuita ad Araniko, un architetto di origine nepalese.

 

Musiche e danze

Strumenti della musica classica nepalese

Sukarma é uno dei gruppi più dotati e innovativi nel campo della musica nepalese classica e folkloristica.

 

Il sitar, il sarangi, il flauto e il tabla sono strumenti musicali caratteristici delle melodie nepalesi.

 

L'inno nazionale è il Rastriya Gaan modificato nel 2006 in quanto contenente troppi riferimenti alla monarchia

Fiabe e racconti

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C’era una volta un re molto sensibile, che amava la natura. Una sera sentì un canto melodioso. Subito uscì dal suo palazzo, ma non vide nessuno. Non dormì tutta la notte, pensando a chi poteva essere... (tratto dalla fiaba nepalese "Il mio canto è una preghiera")

"

 

La storia del vicino buono e del vicino cattivo racconta di due vicini, in un villaggio del Tibet, che avevano un carattere completamente diverso. Uno era molto ricco, ma estremamente avaro, l'altro molto povero, ma sempre pronto a dare e ad aiutare chiunque fosse in difficoltà (Racconto tratto da Fiabe di Kathmandu, una raccolta di racconti e fiabe nepalesi, di Karna Sakya e Linda Griffith, Arcana Editrice, 1988)

Cibo, alimentazione e ricette

Garam masala 

E' un mix di spezie usato nella cucina indiana e pakistana ed anche in quella nepalese

La cucina del Nepal è caratterizzata da un uso frequente di peperoncino: il piatto nazionale è piccante e consiste di peperoni in salsa di formaggio.

 

 

 

 

Bhat di Dahl, il piatto nazionale nepalese

Il Bhat di Dhal (letteralmente lenticchie e riso, serviti generalmente con curry e verdure) è alla base di tutti i pasti. Tra le ricette più tipiche ci sono i momo, la carne tibetana o le polpette di verdura fritte o cotte a vapore.

 

Il lassi è una bevanda rinfrescante fatta da yogurt ed acqua che compare in quasi tutti i menu. Tipico del Nepal è il tè mescolato con latte e zucchero, servito caldo e la birra fatta dal riso e orzo.

 

Il ghee è un burro chiarificato di latte di bufala, utilizzato nella cucina del subcontinente indiano, nella medicina tradizionale e nei rituali induisti.

Testimonianze

Bhaktapur, una delle città più importanti del Nepal, sta vivendo un fenomeno di devastazione ambientale, paesaggistica e sociale legato al commercio dell'argilla sotto forma di mattoni, un mercato che serve principalmente il boom edilizio della capitale Kathmandu. Nel corso degli anni le fabbrichette di mattoni si sono moltiplicate e un "esercito di formiche" - tra cui donne e bambine - è impiegato in questo processo di sfruttamento che sta erodendo piane e colline.

 

Gli sherpa sono straordinarie figure umane che attraversano le montagne nepalesi, “facchini delle montagne” in grado di trasportare un carico in pratica equivalente al loro peso: "una cesta (doko) con una cinghia che si lega alla testa, un bastone a forma di “T” (tokma) e una tecnica nell’avanzare del tutto particolare: si cammina per quindici secondi e ci si riposa per quarantacinque appoggiati al supporto di legno".

Personaggi

Sir Edmund e Tenzig Norgay

Il monte Everest è abitato dalla comunità degli sherpa del Tibet, un popolo che si è adattato alle altitudini estreme ed ottimo conoscitore della montagna. Gli sherpa fecero da guida agli alpinisti che fin dall'inizio del Novecento andarono alla scoperta dell'Everest. Edmund Hillary (Auckland 1919 – 2008, alpinista ed esploratore neozelandese, è stato uno dei più noti scalatori e avventurieri del XX sec.) raggiunse per primo la cima nel 1953 insieme allo sherpa Tenzig Norgay.