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Ambiente

(Fonte: irantourismcenter.com/)

La provincia del Golestan ospita l'omonimo parco nazionale. Si trova nel nord-est del Paese, a sud del Mar Caspio, in una zona montuosa ricca di biodiversità tra Elburz eKopet Dag.

Documenti Agenzie ONU

 FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Informazioni generali e profilo paese.

Documenti di altre Organizzazioni

Parks.it (il portale dei parchi italiani) - Parchi, riserve ed altre aree protette dell'Iran.

Guide tematiche:

Cambiamento climatico

Nei pressi del lago Oroumieh (Urmia), nord-ovest dell'Iran. Oroumieh è uno dei più vasti laghi salati del mondo. Nel corso degli ultimi decenni ha perso più dell'80% dei suoi 1.000 km2 a causa del cambiamento climatico, all'espansione dell'irrigazione nelle aree limitrofe e all'indigamento dei fiumi.(Foto: Ebrahim Noroozi; fonte: cbsnews.com/)

Documenti Agenzie ONU

UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change/Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) - Profilo del Paese relativo alla Convenzione e al Protocollo di Kyoto

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sui cambiamenti climatici; pubblicazioni; carte

UNDP (United Nation Development Programme/Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - L'UNDP in Iran lavora a programmi di gestione sostenibile delle risorse ambientali ed energetiche e di prevenzione ai cambiamenti climatici

Guide tematiche:

Inquinamento

Le città iraniane di Teheran e Ahwaz vivono un enorme problema di smog e sono prime nella classifica delle città mondiali più inquinate. L’inquinamento in Iran è causa di morti e malattie respiratorie (Fonte: fararu.com).

Guide tematiche:

Impronta Ecologica

Documenti di altre Organizzazioni

Global Footprint Network - Rete che promuove l’economia sostenibile utilizzando l’impronta ecologica come strumento principe per misurare la sostenibilità

WWF (World Wildlife Fund - organizzazione internazionale per la protezione della natura) - L'organizzazione pubblica il Living Planet Report nel quale viene monitorata e analizzata la capacità del pianeta di mantenere e riprodurre la diversità biologica.

Carte tematiche:

Foreste/Deserti

Carta dei biotopi (Fonte: catsg.org/); per ingrandire clicca qui.

Documenti Agenzie ONU

 FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Dati ed informazioni sul settore forestale

UNCCD (United Nation Conference to Combact Desertification/Conferenza delle Nazioni Unite per la lotta contro la desertificazione) - Stato di ratifica della Convenzione e Rapporti nazionali

Acqua

Crisi idrica in Iran. L'approvvigionamento di acqua potabile è uno dei problemi più gravi ed urgenti che le città, in particolare Teheran, si trovano a dover gestire.

Documenti Agenzie ONU

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Profilo Paese relativo alla gestione della risorsa idrica e della sicurezza alimentare

FAO/AQUASTAT - Informazioni generali su acqua e agricoltura in Iran e aggiornamento dati

Guide tematiche:

Carte tematiche:

Biodiversita

Documenti Agenzie ONU

 

CBD (Convention on Biological Diversity/Convenzione sulla Biodiversità) - Informazioni generali e documentazione su regole e strategie relative alla biodiversità

 

FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sulla biodiversità; pubblicazioni; carte

Guide tematiche:

Cooperazione Internazionale

Habitat

Insediamenti nella capitale Teheran

"Rendere migliore la qualità della vita di ciascun essere umano è il primo e più importante obiettivo di qualsiasi politica di gestione degli insediamenti umani. Queste politiche devono contribuire in maniera rapida e continua al miglioramento della qualità della vita di ciascuno, a partire dalla soddisfazione dei bisogni primari di alimentazione, alloggio, acqua pulita, impiego, salute, educazione, formazione e sicurezza sociale senza alcuna forma di discriminazione per motivi di razza, colore, sesso, lingua, religione, ideologia, origine nazionale o sociale, in nome della libertà, della dignità e della giustizia sociale". I Principio Generale della Dichiarazione di Vancouver sugli insediamenti umani (1976)

Documenti Agenzie ONU

UN-HABITAT (United Nations Human Settlements Programme/Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Informazioni riguardanti attività e iniziative di ricostruzione di insediamenti umani e relative infrastrutture in Iran

Documenti di altre Organizzazioni

Studio che analizza le condizioni dell'housing nella città di Tehran in seguito ai fenomeni migratori dalle campagne alle aree urbane, Dipartimento di Sociologia, Al-Zahra University, Tehran, Iran, 2007

Guide tematiche:

Turismo responsabile

Turismo Responsabile

Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali (Carta di Lanzarote, 1995).

I 18 punti della Carta sanciscono l’indiscutibile necessità di promuovere un turismo che sia occasione di sviluppo equo per le località e le popolazioni residenti, di qualità per i visitatori e di salvaguardia delle risorse culturali e naturali. A tal fine, gli strumenti consigliati sono un'attenta pianificazione, premessa di una gestione globale efficace, lo scambio d’esperienze e d’informazioni e la diffusione di nuovi modelli di comportamento.

Documenti Agenzie ONU

Per saperne di più... 

Ecoturismo, turismo sostenibile, turismo responsabile e turismo naturalistico: quali sono le differenze?

UNWTO (United Nations World Tourism Organization/ Organizzazione Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite) - Programmi e attività dell'UNWTO in Asia meridionale

STEP (Sustainable Tourism - Eliminating Poverty) - Il programma del UNWTO per il turismo sostenibile ha elaborato 7 meccanismi, cioè sette azioni da praticare per consentire alle popolazioni locali dei paesi svantaggiati di beneficiare del turismo

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization / Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, le Scienze e la Cultura) - Breve profilo delle attività di turismo ed ecoturismo offerte nel villaggio iraniano di Masuleh

Documenti di altre Organizzazioni

Wild Asia Responsible Tourism Award 

Premio annuale finalizzato a dare riconoscimento ai servizi turistici che si distinguono per aver contribuito in maniera significativa al turismo sostenibile. Fungendo da spazio di condivisione di buone pratiche nell'ambito del turismo sostenibile tra gli operatori turistici del continente asiatico, il premio dimostra come il turismo responsabile possa divenire la strategia turistica comune a favore di comunità, ambiente e attività economiche

Logo del premio Wild Asia Responbile Tourism

Ministero del turismo - Ufficio governativo responsabile dell'implementazione delle politiche e strategie nazionali in materia di turismo

Iran Paradise - Agenzia turistica specializzata in viaggi di ecoturismo nei principali parchi nazionali e nelle regioni protette dell'Iran

Irpedia - Associazione responsabile dello sviluppo e della promozione del turismo in Iran con l'obiettivo facilitare lo sviluppo di un turismo rispettoso dell'ambiente ed economicamente sostenibile

Guide tematiche:

MDG

Stop alla povertà entro il 2015 è la promessa che 182 leader mondiali hanno fatto al Vertice Mondiale del 2000 convenendo nel raggiungimento degli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015. Clicca qui per maggiori informazioni sulla Campagna del Millennio in Asia

Nel 2000, il Governo iraniano si era impegnato per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio (MDG). Alcuni di questi sono in via di raggiungimento, anche se permane ancora una forte disparità di genere tra uomini e donne (per approfondimenti vedi Diritti delle donne), tra ricchi e poveri e tra giovani e vecchi.

Documenti Agenzie ONU

The Missing MDG 

L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio Mancante è un'iniziativa di One Young World (forum globale dei giovani) che prevede una petizione ai capi di stato dei Paesi memebri delle Nazioni Unite e ai leader religiosi affinchè riconoscano che gli MDG possono essere completamente realizzati solo con la collaborazione e il dialogo tra le confessioni religiose. Tale iniziativa si basa sul dato secondo il quale i paesi protagonisti di conflitti religiosi, come l'Iran, progrediscono molto lentamente al raggiungimento degli 8 obiettivi

Accademia dello sviluppo sostenibile iraniana; poster degli Obiettivi del Millennio

UN (United Nations/ Nazioni Unite) / Millennium goals - Rapporto (2009/10) sui progressi, le sfide e i successi registrati nel raggiungimento degli MDG in Asia

WB (Banca Mondiale) - Atlante degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

MDG Monitor - Strumento che fornisce informazioni aggiornate sui progressi riguardanti il raggiungimento degli MDG a livello macroregionale e di singolo Paese.

ADB (Asian Development Bank)/ UNDP/ UN-ESCAP (United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific) - Il partenariato composto da queste tre organizzazioni, istituito per monitorare i progressi, sostenere la crescita di politiche ed istituzioni e sviluppare competenze nel raggiungimento degli MDG in Asia e nel Pacifico, produce annualmente dei rapporti e gestisce il portale Millennium Development Goals in Asia and Pacific, creato allo scopo di fornire informazioni sulle iniziative sviluppate relativamente agli MDG in questa regione.

Diritti umani

Dopo la morte del leader del clero sciita e parlamentare iraniano Ayatollah Kashani  nel 1962 e con il sostegno dell’Amministrazione statunitense di Kennedy, Reza Pahlavi ripropose con decisione la politica di modernizzazione dall’alto per lo sviluppo economico e sociale dell’Iran, già intrapresa dal padre negli anni precedenti il secondo conflitto mondiale. 

Reza Pahlavi

SAVAK 

Sul versante interno Reza Pahlavi accentrò il potere nelle mani della monarchia evidenziando il carattere dispotico del regime, esautorando il parlamento da alcune dalle proprie prerogative e servendosi della terribile polizia segreta SAVAK per tenere sotto controllo il Paese e reprimere brutalmente sul nascere ogni tipo di opposizione.

 diede vita ad un programma di 19 riforme noto come Rivoluzione bianca da attuare in 15 anni. La riforma agraria doveva abolire il feudalesimo e distribuire le terre ai contadini; la “riforma industriale” mirava a creare una nuova classe imprenditoriale spingendo verso la creazione di nuove industrie, privatizzando le aziende a conduzione statale e consentendo agli operai di partecipare agli utili delle imprese. 

Le riforme previste in quindici anni erano le seguenti: 

L'opposizione alle riforme 

Il clero sciita rappresentava la maggiore opposizione alle riforme. Esse avevano una matrice spiccatamente giurisdizionalista, in contrasto con i privilegi di cui godevano i religiosi, valori contrastanti con molti insegnamenti della religione islamica. La contestazione dei movimenti giovanili durante gli anni settanta coinvolse anche molti giovani iraniani appartenenti all’alta borghesia di Teheran che, inviati dalle famiglie a perfezionare i loro studi in Europa, parteciparono alle manifestazioni studentesche del '68, chiedendo delle riforme democratiche anche per il loro Paese. Tali istanze però si scontrarono con la dura repressione dello scià e ciò contribuirà ad alienare anche le simpatie per il regime della borghesia. 

Anche l’Ayatollah Khomeini nei suoi discorsi si espresse contro le novità della Rivoluzione bianca opponendosi in particolare alla riforma agraria scomoda per il clero iraniano, che all’epoca possedeva molti terreni, e all’introduzione del diritto di voto alle donne; finché, nel novembre 1964 venne arrestato e costretto all’esilio, prima in Iraq e poi a Parigi da dove continuerà ad organizzare le proteste.

  1. la riforma del demanio nazionalizzando foreste, pascoli e fonti idriche;
  2. la riforma del sistema educativo mirata a aumentare l’alfabetizzazione delle masse portando l'educazione pubblica obbligatoria fino a 14 anni e istituendo il cosiddetto "Esercito degli insegnanti" (Literacy Corps) composto da volontari in possesso del diploma di scuola secondaria che, in alternativa al servizio militare di 2 anni, scelgono di recarsi nei villaggi ad aprire delle scuole;
  3. la creazione di un sistema sanitario nazionale, sicurezza sociale obbligatoria per tutti e sostegno della maternità;
  4. l’allargamento della base elettorale consentendo alle donne iraniane di votare;
  5. la lotta alla corruzione nella Pubblica Amministrazione.

Sulla scena internazionale Reza Pahlavi cercò di accrescere il peso politico e militare dell’Iran presentandosi al mondo come un “monarca illuminato" attraverso una forte campagna di promozione personale, intessendo relazioni cordiali con i leader stranieri e attuando una politica di prestigio mirata a rievocare il glorioso passato di Teheran. Questa sua strategia culminerà nelle celebrazioni del 1971 per i 2500 anni della monarchia persiana, e con una politica di accrescimento delle spese per l’armamento dell’esercito, finanziati dalle ingenti rendite petrolifere.

Tra il 1973 e il 1976, grazie alle ingenti entrate dell’industria petrolifera, il Regime acquistò all’estero una grande quantità di beni di consumo, ma tali provviste faticarono a giungere in città a causa della mancanza di porti e strade contribuendo ad accrescere lo scontento popolare nel quale si radicarono i primi germi della rivoluzione. La disoccupazione e l’inflazione dal 1976 aumentarono la frustrazione della gente che sfociò in proteste e manifestazioni contro lo scià. A partire dal 1977 anche alcuni intellettuali cominciarono a far sentire la propria insofferenza per i rigidi controlli a cui le autorità sottoposero i propri lavori e a novembre anche gli studenti reclamarono maggiore “libertà intellettuale”. 

Nonostante la repressione della SAVAK (vedi box), le proteste continuarono a dilagare fino a costituire nel 1978 un vero e proprio fronte rivoluzionario unito, aizzato dai discorsi che l'Ayatollah Khomeini faceva pervenire da Parigi al movimento attraverso delle musicassette contrabbandate. 

Il 19 agosto del 1978 oltre 400 persone morirono a causa di un incendio di origine dolosa scoppiato in un cinema, del quale venne incolpata la polizia segreta agli ordini dello scià. In tutto l'Iran scoppiarono altre sommosse finché l'8 settembre in Piazza a Tehran l'esercito aprì il fuoco sulla folla che stava manifestando in oltraggio al divieto di scendere in piazza.

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Neda Salehi Agha Soltan, studentessa di 27 anni, è presto diventata il simbolo delle proteste che hanno seguito le elezioni presidenziali del 2009, a seguito di un filmato che la riprende negli attimi immediatamente precedenti la sua morte, avvenuta per le strade di Teheran il 20 giugno dello stesso anno, a cuasa di un colpo d'arma da fuoco sparato da un membro della milizia armata iraniana.

Clicca qui per vedere il filmato sugli scontri del giugno 2009 e leggere l'articolo del Times on line che porta la testimonianza del medico che per primo ha soccorso Neda Soltan.

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati) - Rapporto del 2009 sul traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo in Iran; pubblicato dal Dipartimento di Stato USA.

Documenti di altre Organizzazioni

Amnesty International - Il rapporto annuale del 2014/2015 affronta tematiche quali: repressione delle minoranze, discriminazione contro le donne, limitazioni nelle libertà di espressione e associazione, pena di morte, tortura o altri trattamenti inumani o degradanti.

Iran Human Rights (IHR) - Organizzazione finalizzata alla promozione di un movimento per l'abolizione della pena di morte in Iran.

Human Rights Watch - Dopo le elezioni del giugno 2009, si è verificato un giro di vite nei confronti degli oppositori politici: esecuzioni extragiudiziarie, violazione della libertà di associazione ed espressione, arresti e detenzioni arbitrari, torture, violenze e abusi nei confronti dei detenuti. Questo è ciò che denuncia l'organizzazione in questo comunicato stampa.

FIDH (Federazione Internazionale per i Diritti Umani) - Il rapporto Iran\Death Penalty, a state terror policy analizza il fenomeno delle esecuzioni capitali in Iran: numero minimo di esecuzioni annue, fattispecie di reato per cui è prevista questa pena, esecuzioni di minorenni, appartenenti a minoranze etniche e religiose, fattispecie di reato per cui è prevista la lapidazione.

Diritti delle donne

100 anni di storia dell'Iran attraverso le acconciature femminili. Guarda il video qui.

Con la proclamazione della Repubblica islamica nel 1979 (per approfondimenti vedi democrazie/dittature), le riforme modernizzatrici perseguite da Pahlavi vennero bloccate e soppresse. La Guida Suprema del Paese, l'Ayatollah Ruhollah Khomeini (al potere dal 1979 al 1989), sosteneva che politiche aperte e modernizzanti allontanassero la popolazione dai princìpi dell’Islam e intraprese una serie di misure restrittive delle libertà. Soprattutto le donne furono colpite duramente e venne imposto loro un rigido codice di “buon costume” che prevedeva obblighi e divieti:

  1. obbligo di portare il velo (hijab) che coprisse i capelli ed il corpo ad eccezione della faccia e delle mani;
  2. proibizione di usare cosmetici;
  3. divieto di sorridere per strada;
  4. divieto di accedere all'istruzione superiore;
  5. proibizione di lavorare senza il consenso del marito.

Le pene per le donne che trasgredivano le leggi andavano dalla semplice ammonizione verbale, alle frustate fino al carcere e alla morte per lapidazione in caso di condotta sessuale indegna.

Ad oggi, sebbene le pene siano più “lievi” rispetto al passato e alcuni divieti per le donne scomparsi, come il divieto di accedere all'istruzione superiore (oggi il 60% della popolazione universitaria è formata da ragazze) permane una situazione in cui la donna viene discriminata dal Regime degli Ayatollah. La Guida Suprema Khamenei (al potere dal 1989 al 1997) sosteneva che le donne dal punto di vista fisico, psicologico ed emotivo sono troppo deboli rispetto all’uomo per cui non devono avere diritto a un’attività politica e sociale, in quanto il loro unico scopo nella vita deve essere quello di rimanere a casa, di mettere al mondo i bambini, allattarli, crescerli ed educarli.

Le donne iraniane residenti nei paesi occidentali hanno dato vita a varie associazioni che lottano contro la discriminazione a la violenza organizzando anche in Iran manifestazioni contro il misogino Regime islamico. Tuttavia, questa presa di coscienza, sebbene rappresenti un passo avanti rispetto al passato, non basta a modificare una situazione ancora troppo a svantaggio delle donne.

Spose bambine 

Il fenomeno delle “spose bambine” esiste ancora. Le associazioni denunciano il fatto che in Iran l’età legale nella quale le ragazze possono essere date in sposa con il consenso del proprio tutore maschio è di 9 anni.

Documenti di altre Organizzazioni

Il documentario Prostitution in Iran, suddiviso in tre parti, tratta il crescente fenomeno che vede giovani donne iraniane che, in mancanza di un lavoro, sono costrette a prostituirsi per sopravvivere e mantenere i propri figli. Clicca qui per vedere il filmato.

Iran Human Rights Documentation Center - Organizzazione iraniana finalizzata alla conoscenza, promozione e sensibilizzazione in materia dei diritti umani e delle differenze con una particolare attenzione ai diritti delle donne, ma anche delle minoranze religiose, dei prigionieri, delle persone LGBT, ecc.

Iran Chamber Society - Organizzazione iraniana che analizza le cause e le conseguenze della crescita del fenomeno del traffico di donne e bambine in Iran, descrivendo la struttura legale che fa fronte a questo problema e che penalizza fortemente le vittime stesse.

WEF (Forum Economico Mondiale) - Rapporto del 2014 sulle disuguaglianze globali di genere (Global Gender Gap Report) nel quale, attraverso alcuni indicatori, viene misurato il livello di uguaglianza tra uomini e donne (vedi la scheda dell'Iran).

Diritti dei popoli indigeni e delle minoranze

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - All'interno del rapporto State of World's Minorities del 2009, la sezione riguardante l'Iran raccoglie informazioni sulle minoranze etniche e religiose presenti nel paese, le restrizioni nella loro libertà di parola, opinione e stampa, gli arresti, le detenzioni ed esecuzioni arbitrarie. Pubblicato dal Minority Rights Group International.

Documenti di altre Organizzazioni

UNPO (Organizzazione delle Nazioni e dei Popoli non Rappresentati) - Dedica una sezione agli ahwazi e una ai curdi iraniani, due delle minoranze presenti nel paese, analizzandone la situazione politica, economica e le questioni chiave che riguardano queste due popolazioni.

APM (Associazione per i Popoli Minacciati) - In questo articolo si denuncia la diffusa violenza, esercitata soprattutto nei confronti di appartenenti a minoranze etniche, che ha contraddistinto il periodo precedente le elezioni presidenziali del 2009.

Diritti dei bambini

Documenti Agenzie ONU

UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia) - Sviluppo della prima infanzia, educazione delle bambine e responsabilizzazione della donna, prevenzione HIV\AIDS, protezione dell'infanzia; questi sono i principali ambiti d'intervento dell'agenzia delle Nazioni Unite nel territorio iraniano.

Documenti di altre Organizzazioni

SCE (Stop Child Executions) - Fornisce informazioni dettagliate sulle sentenze di morte eseguite ai danni di minori in Iran; all'interno del sito sono inoltre riportati i casi di minori in attesa di esecuzione e prigionieri sottratti all'applicazione della sentenza.

Economia

(Fonte: http://greenreport.it/)

Negli anni '50 del Novecento, nonostante la politica filo-britannica dello scià Reza Pahlavi (per approfondimenti vedi Democrazie e dittature), nel popolo iraniano si manifestò una certa l'avversione per la Anglo-Iranian Oil Company (di seguito AIOC) accusata di sfruttare avidamente le risorse naturali del Paese. Nel 1950 la popolazione e il Parlamento consideravano non più valida la concessione petrolifera della AIOC, validità invece supportata dallo scià e dal Capo del Governo che nel 1951 venne assassinato da un fanatico. Al suo posto il Parlamento elesse come Primo Ministro il principale oppositore dell’AIOC, Mossadeq che nazionalizzò l'industria petrolifera. Questo atto generò l’avversione di Londra che chiese allo scià di provvedere a sostituire il Capo del Governo con una personalità meno radicale e più connivente agli interessi britannici, richiesta esaudita nel 1952. Tuttavia Mossadeq rimase assai popolare e scoppiarono delle proteste di piazza che costrinsero Reza Pahlavi a richiamarlo al Governo. 

Mossadeq riaccese subito il forte contrasto con lo scià, sia sulla politica economica sia sulla delicata questione del controllo dell'esercito che il monarca aveva concentrato su di sé, scontro che si acuì in seguito all'espulsione dell'Ambasciata britannica, accusata di ingerenza negli affari interni. Nel 1953 Mossadeq costringe lo scià a lasciare il paese; mentre Reza Pahlavi era in esilio, a Teheran si verificò un colpo di Stato militare, appoggiato dalla CIA, che destituì il Primo Ministro e ristabilì al trono lo scià che a 34 anni, tornò trionfalmente a Teheran.

L'economia iraniana ha pagato duramente la guerra con l'Iraq di Saddam, durata otto anni, e le sanzioni imposte per colpire il programma nucleare degli Ayatollah.

Scorcio del padiglione dell'Iran ad Expo 2015 (Foto: Bin S.)

Con i recenti accordi sul nucleare, il mercato iraniano, fatto di 80 milioni di consumatori, diventa appetibile per le molte aziende straniere che stanno valutando le possibilità di investimento.

L’Iran presenta un mercato ricco e attraente fatto di giacimenti di petrolio (l’industria petrolifera dopo il 1979 è totalmente statale), prodotti chimici e gasdotti. Altri prodotti fondamentali per l'economia sono: nel settore agricolo pistacchi, zafferano e caviale del Mar Caspio e nel settore tessile i tappeti.

Carta del potenziale energetico dell'Iran (Fonte: limesonline.com/)

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Commercio Equo

Documenti Agenzie ONU

Paesi in via di sviluppo 

P.v.s. é un acronimo comunemente usato nel linguaggio dell'ONU e delle relazioni internazionali per indicare i cd. Paesi in via di sviluppo. A questo termine corrisponde la formulazione inglese "developing countries".

E' importante sottolineare come, ad oggi, il tema del commercio equo e sostenibile non venga affrontato in maniera sistematica dalle Nazioni Unite. All'interno del sistema ONU non esite un'agenzia specializzata sul fair trade. L'ONU al contrario sembra abbracciare la visione dell'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), che distingue non tanto tra libero mercato e commercio equo, quanto piuttosto tra assenza o presenza di barriere protezionistiche al commercio internazionale. La locuzione fair trade, quindi, nel sistema ONU sta ad indicare un sistema di regole che rendano il rapporto fra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati più bilanciato in termini di accesso al mercato internazionale. 

Debito estero

(Fonte: agccommunication.eu)

Secondo un report della Banca Centrale Iraniana (agosto 2015), il debito estero del Paese ammonta a 5,48 miliardi di dollari. Di questi, il 6,8% è detenuto dalle banche dell’Iran mentre il rimanente è in mano a banche estere.

Il rating del debito pubblico iraniano (valutazione della qualità e dell’indice di affidabilità dei titoli emessi da una società, da un’impresa o da uno Stato e, di conseguenza, della sua solidità finanziaria) a novembre 2015 da B sale a B+ con Outlook (aspettative future) rivisto da “stabile” a “positivo”.

Sono i primi effetti positivi della rimozione delle sanzioni internazionali in seguito agli accordi di Vienna sul nucleare di luglio 2015 (per approfondimenti vedi spese militari).

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Microcredito, microfinanza

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Lavoro

Documenti Agenzie ONU

 L'Iran é uno dei membri fondatori dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

Convenzioni fondamentali dell'OIL 

L'Iran ha ratificato 5 delle 8 convenzioni fondamentali dell'OIL, tralasciando quelle sulla libertà sindacale.

L'OIL ha un ufficio regionale per l'Asia e il Pacifico, che si occupa di temi come il lavoro minorile, la creazione di posti di lavoro, la sicurezza e la salute nei posti di lavoro, la libertà di organizzazione sindacale, l'economia informale, i cosiddetti green jobs.

A Nuova Delhi é presente un ufficio sub-regionale dell'OIL, che promuove programmi e progetti in Iran.

Una pubblicazione congiunta OIL/UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e del governo iraniano delinea la strategia di lungo periodo per la crescita dell'occupazione in Iran.

Documenti di altre Organizzazioni

Il sindacalista iraniano Mansour Osanloo

 Il Codice del Lavoro iraniano (1990).

Iran Technical and Vocational Training Organization é un ente, affiliato al Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali in Iran, incaricato di promuovere attività di formazione professionale.

Secondo quanto riportato da ITUC (International Trade Union Confederation), un sindacalista iraniano (Farzad Kamangar) ha subito la pena di morte. Altri articoli sulla repressione sindacale possono essere trovati sul sito dell'ITUC.

Guerre dimenticate

Immagini della guerra tra Iran e Iraq

Negli anni '80 tra l'Iraq e l'Iran si è combattuta un sanguinosa guerra. Il conflitto è cominciato nel settembre del 1980 con l'invasione del territorio dell'Iran da parte delle truppe irachene. Gli scontri armati si sono protratti per circa otto anni, provocando in tutto mezzo milione di vittime. La guerra si è conclusa ufficialmente nell'agosto 1988.

Iran-Iraq come la Grande Guerra 

La guerra tra Iraq e Iran è paragonata dagli storici alla Prima Guerra Mondiale per la brutalità delle tecniche impiegate, il cui uso è bandito dal diritto umanitario di Ginevra e per gli esiti sanguinosi. Trincee difese con filo spinato, mitragliatrici, assalti all’arma bianca (baionette) e impiego indiscriminato di armi chimiche, come i terribili gas nervino e mostarda che vengono usati dall’esercito iracheno sia contro le truppe iraniane che contro i civili e la minoranza interna dei curdi iracheni, dipingono il quadro atroce di quella guerra.

Il 22 settembre 1980, l’Iraq di Saddam Hussein invade via terra e cielo l’Iran reclamando il controllo di alcuni territori di confine ricchi di petrolio della provincia iraniana sud-occidentale di KhouzestanSaddam Hussein riteneva che l neo-insediato Regime degli Ayatollah (per approfondimenti vedi democrazie/dittature) troppo militarmente debole per rispondere al fuoco, inoltre desiderava rimpiazzare l’Iran come Stato dominante il Golfo Persico e contenere la possibilità che la rivoluzione islamica iraniana potesse incoraggiare l’insorgere della minoranza sciita irachena lungamente repressa in favore della maggioranza sunnita. Nonostante gli iracheni fossero più attrezzati militarmente, l'Iran riuscì inaspettatamente ad organizzare una strenua resistenza. 

Le potenze mondiali si schierano a sostegno di uno o dell’altro Paese in guerra e tra gli altri gli Stati Uniti prendono le parti dell’Iraq di Saddam Hussein, supportandolo attraverso dei prestiti e la fornitura di armi e di immagini satellitari degli obiettivi iraniani.

Il conflitto danneggia sia in termini di vite umane che economicamente i contendenti che contano mezzo milione di morti tra i soldati e un numero equivalente di civili, oltre a un numero imprecisato di invalidi di guerra.

Documenti Agenzie ONU

Il ruolo del Consiglio di Sicurezza nella fine delle ostilità 

Nonostante i ripetuti richiami a un cessate il fuoco da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la risoluzione 598 del 20 luglio 1987, accettata da ambo le parti, la quale impone la fine della guerra ristabilendo i confini fissati dagli accordi di Algeri del 1975, le ostilità si protraggono fino al 20 agosto 1988. Il Consiglio di Sicurezza non condanna il ruolo di aggressore dell’Iraq ai danni dell’Iran e nonostante con la risoluzione 612 del 9 maggio 1988 riconosca l'utilizzo di armi chimiche nel conflitto (in violazione delle norme del Protocollo di Ginevra), non specifica che ad usarle sia stato l’esercito di Saddam Hussein ai danni dei civili iraniani e della minoranza interna dei curdi iracheni accusati di volersi scindere da Baghdad. 

Risoluzione 598 del 20/7/1987 - Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che invoca il rispetto del cessate il fuoco tra Iran e Iraq

Risoluzione 612 del 9/5/1988 - Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che condanna l'uso di armi chimiche nella guerra tra Iraq ed Iran, in quanto viola le norme contenute nel Protocollo di Ginevra

Documenti di altre organizzazioni

Department of Peace and Conflict Research Uppsala University - database dei conflitti attuali e passati per macroregione. Vengono rilevati sia i conflitti interstatali che i conflitti armati minori e le "one sided violence" cioè le violenze scatenate da gruppi etnici o clan nei confronti di minoranze quasi sempre impossibilitate a difendersi. Vedi la Scheda Paese dell'Iran. 

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Guide tematiche:

Nuovi conflitti

Accordi di Vienna - 29.10.2015 (Fonte: Il Sole 24 ore)

Venerdì 29 ottobre 2015 si sono svolti i negoziati di Vienna per risolvere politicamente la crisi siriana. Per la prima volta, tra i protagonisti, c'è l’Iran. Gli esponenti della Repubblica islamica, dopo il recente accordo sul nucleare (14 luglio 2015), vengono coinvolti a pieno titolo nel ciclo di dialoghi di alto livello con Stati uniti, Russia, Cina e una serie di paesi mediorientali. Da decenni il regime degli Ayatollah, condividendone la dottrina sciita, è alleato del governo di Damasco e dal 2011 con lo scoppio della guerra in Siria, l'Iran supporta il regime di Bashar al-Assad. L’Iran finanzia il partito tradizionalmente antisraeliano di Hezbollah e invia in Siria reparti scelti dei Pasdaran, un corpo paramilitare islamico, a combattere i ribelli dell’Esercito Siriano Libero (ESL), il gruppo fondamentalista islamico di al-Nusra e lo Stato islamico dell’Iraq e della Siria. Il 29 giugno 2014 il leader dell'IS al-Baghdadi proclama al mondo l’istituzione del califfato nei territori controllati tra Siria e Iraq provocando scompiglio tra i governanti.

 Nel 2015, nella guerra contro l’IS ci sono due coalizioni internazionali che trovano il loro principale terreno di battaglia in Siria: 

  1. la “mezzaluna sunnita” composta da Bahrein, Giordania, Qatar, Turchia, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti con il sostegno di USA e Israele che sponsorizza i ribelli sunniti anti-Assad; 
  2. la “mezzaluna sciita” composta da Iran, Siria, Iraq e milizia libanese di Hezbollah che trova il sostegno della Russia di Putin che sponsorizza il regime sciita di Assad.

Documenti ONU

UNEP (United Nations Environment Programme/Programma Ambientale delle Nazioni Unite) - portale regionale dell'ufficio di collegamento per le iniziative di monitoraggio e gestione ambientale per l'Africa. UNEP si occupa del sostegno e della pianificazione di interventi per la cura dell'ecosistema del pianeta.

UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime/ Ufficio delle Nazioni Unite competente su Droga e Criminalità) - ufficio di supporto alla lotta al crimine internazionale portata avanti dai governi nazionali. Monitora costantemente le principali direttrici del traffico degli stupefacenti ed elabora le mappe mondiali relative: qui le mappe sui principali flussi di eroina e cocaina. UNODC è presente in numerosi Paesi: mappa globale degli uffici UNODC.

Documenti altre organizzazioni

 

I conflitti, spesso ignorati o dimenticati dai massa media, che infiammano tutto il mondo lasciano dietro sé una scia mortale di Mine Antiuomo che continuano a mietere vittime a distanza di anni dalla fine delle ostilità, soprattutto tra coloro che la guerra nemmeno la hanno combattuta. E-Mine promuove la messa al bando delle mine antiuomo e la messa in sicurezza dei territori minati (mappa in pdf). Scheda Paese sulle azioni intraprese da E-Mine.

Pacific Institute - World's Water - pagina informativa sulle riserve mondiali di acqua dolce, presenta una mappa interattiva e una cronologia dei conflitti legati alla risorsa destinata a scarseggiare sempre più nei prossimi anni.

Guide tematiche:

Spese militari

1957. E' l'anno zero del nucleare in Iran. L'allora presidente degli USA Eisenhower decise di donare a Teheran, allora alleato, un piccolo reattore e anche l'uranio. Hanno fatto seguito lunghi anni di ricerche e di accordi fino al 2002 quando è stato scoperto il programma nucleare segreto  degli ayatollah. E' un dissidente del MEK (People's Mujahedin of Iran) - un gruppo di resistenza iraniano che gli Usa considerano un'organizzazione terroristica - a diffondere le prove del programma segreto: la costruzione a Natanz di centrifughe per arricchire l'uranio e ad Arak di un reattore ad acqua. 

Pahlavi e le spese militari 

Sulla scena internazionale Reza Pahlavi cercò di accrescere il peso politico e militare dell’Iran presentandosi al mondo come un “monarca illuminato" attraverso una forte campagna di promozione personale, intessendo relazioni cordiali con i leader stranieri e attuando una politica di prestigio mirata a rievocare il glorioso passato di Teheran, che culminò nelle celebrazioni del 1971 per i 2500 anni della monarchia persiana, e con una politica di accrescimento delle spese per l’armamento dell’esercito, finanziati dalle ingenti rendite petrolifere. 

Sul versante interno Reza Pahlavi accentrò il potere nelle mani della monarchia evidenziando il carattere dispotico del regime, esautorando il parlamento da alcune dalle proprie prerogative e servendosi della terribile polizia segreta SAVAK per tenere sotto controllo il Paese e reprimere brutalmente sul nascere ogni tipo di opposizione.

Il Trattato di non proliferazione nucleare (NPT; .pdf, in italiano) è in vigore dal 5 marzo 1970. Ad oggi, gli Stati che l’hanno ratificato sono 190 tra cui l’Iran che, essendone parte sin dagli esordi, è soggetto agli obblighi che da esso scaturiscono. La ratifica del trattato comporta tra gli altri due obblighi fondamentali: 

  1. l’impegno del Paese a ricevere le visite degli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA)
  2. e a riportare all’IAEA stessa gli aspetti rilevanti del proprio programma di arricchimento dell’uranio.

Sintesi dei termini e delle potenzialità dell'accordo sul nucleare (traduzione dall'inglese: atlante.unimondo.org). Fonte: Casa Bianca (2015). Per visualizzare l'immagine originale, clicca qui.

Il governo di Teheran è risultato non conforme a tali clausole di salvaguardia incluse nell’NPT per un lungo periodo di tempo, quindi sono scattate sanzioni di diverso tipo sia bilateralmente, tra gli Stati, che multilateralmente a livello di organizzazioni internazionali di cui il regime di Teheran è parte.

I dialoghi svolti a Vienna fra l’Iran e i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza che il Trattato riconosce come legittimamente intitolati a possedere l’arma atomica (Cina, USA, Russia, Francia e Regno Unito), più la Germania e l’Unione europea (Ue), il 14 luglio 2015 approdano ad un accordo per chiarire gli impieghi passati e presenti del programma nucleare iraniano e sottoporre a delle missioni di verifica degli ispettori dell’IAEA i siti ove sono in svolgimento attività di arricchimento dell’uranio per qualunque finalità questo avvenga.

In cambio di tale impegno, il Regime degli Ayatollah (vedi democrazia, dittature) vedrà sospendersi tutte le sanzioni che negli anni si sono stratificate e che hanno colpito l’inerme popolazione civile nonostante gli obiettivi escludano tale eventualità.

Le reazioni allo storico accordo di Vienna sono altalenanti e spaziano tra l'entusiasmo dei giovani iraniani (vedi società civile) e il timore di alcuni Paesi dell’area mediorientale che vedono cambiare uno status quo ormai stabile da anni. Le cose cambiano sia a livello economico che militare:

  1. il riversarsi in maniera illimitata dell’ "oro nero persiano" nel mercato mondiale provocherà un aumento dell'offerta e ridurrà ulteriormente il costo del greggio, in questo periodo già basso (ultimi mesi del 2015), danneggiando gli altri produttori;
  2. l’apertura al commercio mondiale dell’Iran viene visto favorevolmente sia dalla popolazione di Teheran che dalla comunità internazionale per la possibilità di aumentare il volume degli affari;
  3. la sospensione delle sanzioni preoccupa alcuni Paesi dell’area mediorientale per la potenziale minaccia che rappresenterebbe la ripresa del programma nucleare iraniano qualora eccedesse gli scopi civili dichiarati per sfociare nel tanto temuto settore militare.

L’Iran di Rohani dopo l’accordo sul nucleare raccontato da Tiziana Ciavardini (Antropologa)

Tentando di rendere accettabile agli occhi dell’opinione pubblica americana l’accordo con  l'Iran, storico nemico sul nucleare, l'amministrazione Obama ha riservato all'argomento una sezione del sito della Casa Bianca dove vengono spiegati i termini e le potenzialità dell'accordo. 

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Carte tematiche:

Migrazioni

Posto di confine tra Iran e Afganistan

Documenti Agenzie ONU

IOM (International Organization for Migration/ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) - Programmi e attività dell'IOM in Iran

ILO (International Labour Organization/ Organizzazione Internazionale per il Lavoro) - Questa organizzazione ha elaborato un database con numerose statistiche sulle migrazioni nelle diverse regioni del mondo

Documenti di altre Organizzazioni

MPI (Migration Policy Institute/ Istituto per le Politiche Migratorie) - Risorse informative sulle migrazioni in Iran

Guide tematiche:

Profughi/Rifugiati

Manifestazione degli iraniani-americani contro Rouhani fuori dal Palazzo dell’ONU di New York il 28 Settembre 2015. Reportage fotografico dell’Associated Press (fonte: www.ncr-iran.org).

Dopo il 1979 e l’instaurazione della Repubblica islamica dell’Iran (per approfondimenti vedi Democrazie e dittature), molti intellettuali e appartenenti alla classe media più colta fuggono dal Paese, generando una vera e propria diaspora che si protrae ancora oggi. Alcune fonti parlano di oltre tre milioni di esuli che si raccolgono in comunità all'estero e fanno sentire la loro voce manifestando contro il Regime islamico che reprime le libertà del loro popolio e a favore di una svolta democratica nel loro Paese di origine.

Ad oggi circa tre milioni di richiedenti asilo afghani risiedono in Iran, ma di questi solo 680 mila sono riusciti ad ottenere i documenti che garantiscono lo status di rifugiato e la relativa protezione. I rimanenti non hanno diritti e subiscono discriminazioni e lo sfruttamento da parte di datori di lavoro senza scrupoli.

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - Attività in Iran (notizie, operazioni, statistiche, finanziamenti, analisi e politiche, carte).

Documenti di altre Organizzazioni

IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre) - Centro di monitoraggio sugli spostamenti forzati interni.

Guide tematiche:

Democrazia, dittature

Proteste antigovernative a Teheran

Dopo Khomeini 

Dopo la rivoluzione iraniana del 1979 che ha destituito il dittatore filoccidentale Reza Pahlavi, a Teheran si è costituita la Repubblica Islamica dell’Iran, un regime teocratico che pone le alte cariche religiose degli ayatollah a presiedere a vita la Repubblica. 

1979. E' un anno significativo per l'Iran che passa dalla monarchia alla repubblica islamica la cui costituzione sarà fondata sulla legge coranica.

Verso la fine del 1978, lo scià Reza Pahlavi cerca di instaurare un dialogo con l’opposizione per calmare l’ondata di proteste, libera dei prigionieri politici e nomina Primo Ministro il leader del Fronte nazionale, ma è ormai troppo tardi. Dalla Francia dove sta vivendo il suo esilio, l'Ayatollah Khomeini, leader indiscusso della rivoluzione, esige solo la sua deposizione di Pahlavi; chiede perciò agli iraniani di continuare a protestare. Il 16 gennaio del 1979 lo scià abbandona l'Iran per evitare un bagno di sangue tra i suoi sostenitori e i rivoluzionari che, preso il potere, uccidono dopo dei processi sommari tutti gli appartenenti al regime imperiale. Meno di un mese dopo la fuga dello scià e dopo ben sedici anni di esilio, il primo febbraio 1979 rientra a Teheran l’Ayatollah Khomeini. In marzo, oltre venti milioni di iraniani - con il 98% dei voti - si esprimono per abbandonare la monarchia e costituire una Repubblica islamica. Con la nuova costituzione Khomeini assume la massima autorità di “Guida Suprema” e viene istituito il “Consiglio dei Guardiani” composto da sei religiosi cui è affidato il potere di veto su ogni norma ritenuta non in linea con gli assunti dell'Islam sciita. Si impone in breve tempo uno stato confessionale islamico, secondo la dottrina del clero che decreta il pieno allineamento del Paese alla Sharia, sostituendo il codice civile con la legge islamica e causando il licenziamento delle giudici donne. In pochi mesi l’Iran si trasforma in una rigida teocrazia che comanda alle donne di indossare il velo, introduce la pena di morte per l'adulterio e la bestemmia, e abolisce tutte le riforme dello scià tra cui il diritto di famiglia. Anche la libertà di stampa e di espressione vengono fortemente limitate e viene messa al bando addirittura la musica. 

Sull'euforia dell’onda rivoluzionaria e spinti dall’antiamericanismo imperante in quel periodo, il 4 novembre 1979, probabilmente con la complicità del regime islamico, centinaia di studenti iraniani entrarono a forza nell'ambasciata degli Stati Uniti a Teheran e presero in ostaggio 66 impiegati americani. Il loro rilascio sarebbe avvenuto se gli Stati Uniti avessero riconsegnato all'Iran lo  scià Reza Pahlavi, rifugiatosi negli USA dopo la destituzione, e chiesto scusa per l'ingerenza negli affari iraniani. 

Conseguenze di questo assalto furono le dimissioni del Primo Ministro iraniano Bazargan e le accuse di lassismo all’Amministrazione Carter, l'allora presidente degli Stati Uniti, provenienti dal Partito Repubblicano e soprattutto dal suo leader Ronald Reagan, che prenderà il posto di Carter nel 1981. Gli ostaggi vennero mostrati da tutte le televisioni del mondo sofferenti e con gli occhi bendati, acuendo il risentimento degli americani nei confronti di Khomeini, sostenitore dell'assalto, e di Carter che impose delle sanzioni economiche a Teheran, ma senza riuscire a risolvere i problemi.

4 novembre 1979 - Assalto degli studenti iraniani all'Ambasciata degli Stati Uniti a Teheran (Fonte: ilpost.it)

Prima della fine di novembre, 14 persone furono rilasciate. Gli altri ostaggi vennero liberati il 20 gennaio 1981 grazie a lunghi negoziati, in cambio del pagamento di un ingente somma di denaro e all'impegno americano a vendere armi all'Iran, armi quanto mai necessarie per difendersi dall'invasione delle truppe irachene (per approfondimenti vedi guerre dimenticate). Il rilascio degli ostaggi avvenne contemporaneamente all'insediamento di Ronald Reagan alla presidenza degli Stati Uniti. 

Dal 1979 in poi, la vita del Paese fu caratterizzata da una rigida e intransigente politica di restaurazione religiosa: la legge islamica regolava la vita privata e quella pubblica, usi e pratiche musulmane come l'imposizione del velo alle donne, la proibizione del consumo di alcolici, il rifiuto delle mode e dei consumi i occidentali. Nelle relazioni internazionali, il più importante cambiamento avvenne nelle relazioni con gli USA, da alleati a nemici della repubblica islamica (per approfondimenti vedi spese militari). 

Documenti Agenzie ONU

ONU in Iran - Programmi e attività delle Nazioni Unite in Iran.

Documenti di altre Organizzazioni

Parlamento dell'Iran - Sito web del Parlamento dell'Iran.

Freedom House - Profilo Paese - Breve presentazione sulla situazione politica dell'Iran.

FDI (Foundation for Democracy in Iran/ Fondazione per la democrazia in Iran) - Organizzazione che si occupa di promuovere la democrazia in Iran e di far conoscere la situazione politica del paese all'estero. Dispone di un archivio di articoli sulle maggiori problematiche che caratterizzano questo paese mediorientale.

Guide tematiche:

Societa civile

Luglio 2015. Giovani festeggiano nelle strade di Teheran l'accordo sul nucleare che sospenderà le sanzioni che colpiscono il loro Paese (Fonte: Corriere.it)

Documenti Agenzie ONU

Cos'è una ONG? 

Cos'è una Organizzazione Non Governativa? è parte della Società Civile. E questa cos'è? la FAO risponde a queste domande.

UNDESA NGO Branch (United Nations Department of Economic and Social Affairs Non Governmnental Organization Branch/Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, sezione Organizzazioni Non Governative) - database e fulcro nodale della rete di ONG che lavorano con le Nazioni Unite e/o soddisfano i parametri per ottenere lo status consultivo presso l'ONU. Attraverso la pagina di ricerca avanzata si può ottenere la lista delle ONG ordinata Paese per Paese.

UNODC (United Nations Office for Drugs and Crime prevention/Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del Crimine e del Narcotraffico) - NGO Database - lista delle oltre 2500 ONG attive nella prevenzione del crimine organizzato e del narcotraffico che operano principalmente tramite la diffusione della cultura della legalità e la conoscenza degli stupefacenti e dei danni da essi provocati

UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per Commercio e Sviluppo) - dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa anche di cooperazione tra mondo del commercio e del profitto con il mondo della Società Civile

Documenti di altre organizzazioni

WANGO - Worldwide NGO Directory - archivio mondiale delle Organizzazioni non Governative, diviso per regione. Ospita anche il Manuale per le ONG che contiene definizioni, ambiti d'intervento e margini legali delle ONG.

The NGO Cafè - portale di news e biblioteca virtuale delle ONG. Contiene un meta-archivio regionale delle directory per trovare ONG nel mondo.

Guide tematiche:

Informazione, media

Liberta di stampa

Le autorità iraniane continuano reprimere la liberà di stampa, mentre l'attenzione mondiale è su Parigi (si vedano i fatti di venerdì 13 novembre): il noto disegnatore iraniano Hadi Heidari è stato arrestato (Fonte: iranhr.net/en/).

Documenti Agenzie ONU

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura che promuove la libertà d'informazione e stampa in quanto diritto umano fondamentale.

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization / Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura) - promuove la libertà d'informazione e stampa come un diritto umano di base

Documenti di altre Organizzazioni

RSF (Reporters sans frontiers/Reporters without border/Reporter senza forntiere) - Organizzazione internazionale di giornalisti che si bate per la libertà d'informazione nel mondo. Stila annualmente una classifica della libertà d'informazione per Paese.

Freedom House – organizzazione statunitense che si occupa di libertà e diritti. Elabora ogni anno una mappa navigabile dove riporta il livello di libertà di stampa dei Paesi del mondo. La mappa viene elaborata in base a criteri e motivazioni espressi in calce alla stessa.

Press Reference - Informazioni relative ai mezzi di comunicazione quali stampa, televisione, radio e giornali, al sistema della censura e all' ingerenza dello Stato nel sistema dei mezzi di comunicazione con riferimento alla legislazione nazionale in materia di libertà di pensiero ed espressione e di diritto di replica

Guide tematiche:

ICT, digital divide

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Carte tematiche: