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Ambiente
La signora di Narmada
E' un libro di Marina Forti (2004): il racconto di casi concreti in cui si intrecciano crisi ecologiche e movimenti sociali. Alcune storie descrivono gli spostamenti di un nuovo gruppo umano, i "rifugiati ambientali, da Bangkok a Narmada, in India, dalla Colombia alla Birmania, popolazioni sfollate per far posto alle dighe o perché avvelenate dagli oleodotti
L’India, con una popolazione che supera il miliardo di abitanti e alle prese con uno sviluppo economico accelerato, si trova a dover affrontare sfide ambientali gravose. A seguito di un accordo siglato nel 2006 su un piano d'azione congiunto relativo ad un ampio ventaglio di tematiche, l'Unione Europea mette esperienze e competenze a disposizione dell'India, con cui collabora per risolvere questi problemi
Il "modello di sviluppo del Kerala" ha suscitato l'interesse internazionale pe risultati ottenuti in ambito sociale e della sostenibilità ambientale fin dagli anni '70 del Novecento. Un nuovo modello si sta facendo strada nel tentativo di conciliare gli obiettivi sociali, economici e ambientali attraverso la costruzione di sinergie tra la società civile, i governi locali e il governo centrale in un'ottica partecipativa e di sviluppo comunitario
Documenti Agenzie ONU
UNEP/ROAP (United Nations Environment Programme/Regional Office for Asia and the Pacific-Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente/Ufficio regionale per l'Asia e il Pacifico) - Profilo paese e stato dell'ambiente
UNDP (United Nations Development Programme/Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Profilo ambientale: programmi e documenti per l'ambiente, l'energia e lo sviluppo sostenibile
Documenti di altre Organizzazioni
Ministero dell'Ambiente - Legislazione, politiche, piani e programmi, trattati, accordi, potenzialità di investimento in materia di ambiente, protezione della nutura e delle foreste
India Environment Portal - Portale realizzato e gestito dal Centre for Science and Environment (CSE) promosso dalla National Knowledge Commission (NKC) del Governo indiano
CEE (Centro per l'educazione ambientale) - Il centro, nato nel 1984, è il risultato di una collaborazione tra il governo e le istituzioni non governative sostenuto dal Ministero dell'Ambiente; il centro ha ereditato l'esperienza della Fondazione Nehru per lo Sviluppo (la sua organizzazione madre), la quale ha promosso l'educazione nell'ambito delle scienze, degli studi sulla natura, la salute, lo sviluppo e l'ambiente fin dal 1965
WWF (Fondo mondiale per la natura) - Inquinamento, deforestazione e commercio delle risorse naturali sono i principali problemi ambientali di un paese che sta vivendo una crescita demografica senza precedenti e una rapidissimo sviluppo economico
Parks.it (il portale dei parchi italiani) - Parchi, riserve ed altre aree protette dell'India. Tra i parchi nazionali più conosciuti - l'India vanta 95 parchi nazionali: il Great Himalayan National Park, il Dachigam National Park vicino a Srinagar, il Corbett National Park nell'Uttar Pradesh, che è anche una riserva di tigri, il Ranthambore National Park nel Rajasthan, e il Sundarbans National Park nel Bengala occidentale.
La legge nazionale sulla protezione dell'ambiente è stata approvata nel 1986
ENVIS (Environmental Information System) - E' un centro di informazione ambientale nato nel 1997 su iniziativa del MoEF (Ministero dell'Ambiente e delle Foreste) dalla trasformazione del Wildlife Institute of India. Il centro si occupa di ambienti naturali ed areee protette
Cambiamento climatico
L'India è un grande paese in via di sviluppo con una popolazione rurale di circa 700 milioni di persone che dipendono da settori particolarmente sensibili alle variazioni climatiche (agricoltura, silvicoltura, pesca) e dalle risorse naturali (acqua, biodiversità, mangrovie, zone costiere, praterie) per il loro sostentamento e sopravvivenza. La capacità di adattamento dei contadini delle terre aride, degli abitanti delle montagne, dei pescatori e dei pastori nomadi è molto ridotta. I cambiamenti climatici stanno avendo dei notevoli impatti sia sugli ecosistemi che sui sistemi socio-economici, come precisato nella Prima comunicazione nazionale sui cambiamenti climatici (2004)
In India, come in altri paesi in via di sviluppo, il cambiamento climatico potrebbe rappresentare un fattore aggiuntivo di stress sui sistemi ecologici e socio-ambientali che stanno già subendo pesanti pressioni a causa della rapida urbanizzazione, industrializzazione e dello sviluppo economico. Le zone costiere per formazione geomorfologica e densità demografica sono le più vulnerabili. Il caso dello stato dell'Orissa, sulla costa indiana orientale affacciato sul golfo del Bengala, è emblematico in quanto territorio particolarmente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici
Documenti Agenzie ONU
UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) - Profilo del Paese relativamente alla convenzione; Prima comunicazione nazionale sui cambiamenti climatici (2004)
FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sui cambiamenti climatici; pubblicazioni; carte
OECD (Organization for Economic Cooperation and Development/Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) - Quali sono le percezioni, posizioni, politiche e possibilità dell'India di fronte ai cambiamenti climatici?
Documenti di altre Organizzazioni
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sul clima e le emissioni di CO2 in Indiao
Ministero dell'Ambiente - La direzione ministeriale sui cambiamenti climatici riveste un ruolo cruciale nell'ambito della cooperazione e dei negoziati globali, nonchè nel coordinamento della Piano d'Azione Nazionale sul Cambiamento Climatico
Inquinamento
"Ognuno sia lo spazzino di se stesso" - L'esortazione è del mahatma Gandhi. Applicata agli individui come alle collettivitaà potrebbe essere un'appropriata strategia per risolvere il problema dei rifiuti
A New Delhi, la cattiva gestione dei rifiuti ha provocato alcuni casi di morte e contaminazione: rifiuti radioattivi sono stati recuperati in alcuni laboratori di riciclaggio di rottami metallici.
Nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, Bohpal vive il più grande disastro chimico della storia (quaranta tonnellate di una miscela di gas letali fuoriescono dall'impianto di produzione di pesticidi della Union Carbide a Bhopal): 25.000 morti, falde acquifere inquinate e tonnellate di rifiuti tossici ancora abbandonate sul posto (la Union Carbide risponde attraverso un centro d'informazione). Dopo 25 anni dalla strage, sette ex dirigenti indiani della Union Carbide of India Limited sono stati condannati ad una pena di due anni di carcere per "negligenza" nella fuoriuscita dell’isocianato di metile nel 1984
Documenti Agenzie ONU
UNEP (United Nations Environment Programme/Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente ) - Recycling – from E-waste to Resources (Rapporto 2009).
I rifiuti elettronici (e-waste), detti RAEE, stanno diventanto un problema grave. In India, non esiste alcuna legislazione che regoli il riciclaggio. I rifiuti elettronici sono riciclati in modo molto rudimentale e pericoloso, prima attraverso un disassemblaggio manuale e poi per mezzo di fuochi all’aperto. Operazioni utili ad isolare il rame dalle plastiche, per esempio. La maggior parte del lavoro viene fatto da bambini e ragazzi. I rischi per la salute umana e per l'ambiente sono enormi. Come riciclare in modo sostenibile le componenti dei rifiuti elettronici?
Impronta Ecologica
Documenti Agenzie ONU
GVU-UNU (Global Virtual University-United Nations University) - Dati (relativi al Living Planet Report, 2002) e grafici sull'impronta ecologica attraverso gli indicatori della biocapacità
Documenti di altre Organizzazioni
Global Footprint Network - Rete che promuove l’economia sostenibile utilizzando l’impronta ecologica come strumento principe per misurare la sostenibilità
WWF (World Wildlife Fund - organizzazione internazionale per la protezione della natura) - L'organizzazione pubblica il Living Planet Report nel quale viene monitorata e analizzata la capacità del pianeta di mantenere e riprodurre la diversità biologica (il Living Planet Index misura questa capacità)
Foreste/Deserti
La regione dell'Himachal Pradesh si trova ai piedi dell'Himalaya. Qui il 67% del territorio è coperto di foreste e vi si trovano alberi come il fico, il pino, la quercia e i cedri deodara, detti anche cedri dell'Himalaya
Il deserto di Thar, detto anche Gran Deserto Indiano, copre una estensione di circa 200.000 km2 nel territorio indiano e può essere classificato come un "bassopiano arido".
La deforestazione è uno dei principali problemi ambientali. Il Chipko Movement è un movimento sociale ed ecologico che pratica il metodo di Gandhi, la satyagraha e l'azione non violenta lottando per la salvaguardia delle foreste indiane. Il Chipko Movement è un interessante esempio di mobilitazione di piccole comunità che intraprendono delle iniziative per progeggere le loro foreste al di fuori della strutture legislative e governative formali
Il rapido incremento demografico esercita notevoli pressioni sui sistemi forestali e sulle pratiche di diboscamento; ma è la conversione di superficie forestale ad altri usi una delle principali cause della deforestazione
Nelle foreste tropicali delle isole Nicobare e delle isole Andamane sono presenti specie floristiche e faunistiche endemiche
Documenti Agenzie ONU
FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore forestale
Documenti di altre Organizzazioni
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati su foreste, praterie e zone aride in India
Ministero dell'Ambiente - Legislazione, politiche, piani e programmi, trattati, accordi, potenzialità di investimento in materia di ambiente, protezione della nutura e delle foreste
Forest Survey of India (Ministero dell'Ambiente) - E' la principale organizzazione nazionale responsabile del monitoraggio e della valutazione delle risorse forestali del paese; creata nel 1981, il Forest Survey of India è succeduto al "Preinvestment Survey of Forest Resources" (PISFR), un progetto avviato nel 1965 dal Governo indiano e promosso dalla FAO e dall'UNDP
India Environment Portal - Portale realizzato e gestito dal Centre for Science and Environment (CSE) promosso dalla National Knowledge Commission (NKC) del Governo indiano
Durante la dominazione inglese sono stati fatti alcuni tentativi di introdurre delle norme che proibissero le coltivazioni itineranti e le piantagioni di teak. Dal 1865 al 1894, furono istituite delle riserve, ma al fine di proteggere le risorse per i bisogni imperiali. Dal XVIII secolo, furono impiegati dei sistemi scientifici di gestione delle foreste per rigenerarle e renderle sostenibili. Tra il 1926 e il 1947, il Punjab e l'Uttar Pradesh subirono una violenta desertificazione su larga scala e a partire dagli anni '30, le popolazioni cominiciarono a manifestare un certo interesse per la conservazione della natura, di particolari habitat e di specie faunistiche a rischio di estinzione. Furono create delle aree di conservazione che in gran parte divennero gli attuali parchi nazionali. La politica forestale del 1952 stabilì il mantenimento di circa un terzo del territorio indiano a foresta. In seguito, con lo sviluppo economico, l'atteggiamento verso le foreste mutò e per tutti gli anni '70 divennero oggetto di interessi economici e commerciali. Il Governo indiano investì poco sulla protezione delle foreste fino agli anni '80 quando entrò in vigore il Forest Conservation Act (1980)
Acqua
Il Gange, insieme all'Indo e al Brahmaputra, è il fiume che ha dato origine alla pianura indo-gangetica. Il Governo indiano sta progettando di costruire una serie di dighe sull'alto Gange che avranno però una serie di conseguenze sia ambientali che per i diritti e le tradizioni della popolazione
Il fiume Narmada ha origine sull'altopiano di Amarkantak e scorre verso ovest attraverso foreste e terreni agricoli fino a raggiungere il Mare Arabico. Nell'aprile del 1987, il governo ha approvato la costruzione di due dighe principali del Progetto Valle Narmada e gli stati di Madhya Pradesh e Gujarat sono stati autorizzati a "sviluppare" il fiume Narmada e la sua vallata. La realizzazione e gestione del progetto sono state affidate all'Autorità di Sviluppo della Valle del Narmada
La costruzione delle dighe ha causato sfratti ed allontanamenti dei residenti con disastrose conseguenze economiche e sociali. Le popolazioni locali, guidate da organizzazioni come il Narmada Bachao Andolan (NBA), si sono battute e si battono tuttora contro una forma di sviluppo che non fa altro che rovinare le loro esistenze
In Tamil Nadu, la cosiddetta "rivoluzione blu" ha introdotto l'allevamento intensivo dei gamberetti. Le conseguenze sull'ambiente sono state l'infiltrazione di acqua salata nelle falde e la distruzione della foresta di mangrovie (a livello mondiale circa il 38% delle foreste di mangrovia è stato distrutto a causa dell'allevamento di gamberi) che offriva una difesa naturale contro gli uragani e l'erosione marina
L'accesso all'acqua potabile e a strutture igenico-sanitarie adeguate rimane uno dei problemi più gravosi per un paese che ha superato il miliardo di abitanti
Nel distretto di Jaipur, 50 villaggi sono colpiti da un’improvvisa secchezza delle falde acquifere che causa problemi di approvvigionamento idrico per uso domestico e per l’agricoltura. Gli abitanti della zona accusano lo stabilimento della Coca-Cola di Kaladera di essere la causa dell’accaduto
Documenti Agenzie ONU
FAO/AQUASTAT - Informazioni su acqua e agricoltura in India
UN-HABITAT (Agenzia delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Water for asian cities è un programma dimostrativo pilota, sviluppato nello stato rurale Madhya Pradesh, che ha il fine di aprire la strada a politiche pubbliche, riforme e investimenti nell'ambito dell'accesso all'acqua potabile, promuovendo inoltre educazione sanitaria ed igiene
Documenti di altre Organizzazioni
Ministero delle Risorse Idriche - Nel 2002 è stato approvato il documento relativo alla politica nazionale dell'acqua
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulle risorse idriche e gli ecosistemi d'acqua dolce in India
India Water Portal - Portale di informazione sulla risorsa idrica in India
Biodiversita
Vandana Shiva
Fisica quantistica ed economista, dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India. È considerata la teorica più nota di una nuova scienza: l'ecologia sociale. In "Il bene comune della terra" (2006) - "Earth Democracy" è il titolo originale dell'opera -, vengono messi in luce i progetti di lotta contro la privatizzazione delle risorse naturali, i brevetti sul vivente e l'impiego di organismi geneticamente modificati in agricoltura e nella produzione alimentare riconducendoli a un progetto politico, economico e culturale più grande, di democratizzazione della globalità (ascolta l'intervista)
Tre le minacce della biodiversità, l'introduzione e lo sviluppo degli organismi geneticamente modificati, in particolare nel settore agricolo, sono tra i principali responsabili. Regolamentati dalla legge, gli OGM hanno suscitato le reazioni delle popolazioni contadine e della società civile (interessanti i casi del cotone e della melanzana)
Navdanya ("nove semi") è un'iniziativa a sfondo ambientalista lanciata nel 1987 da Vandana Shiva sulla base di un'antica tradizione indiana. Si tratta di un complesso progetto di varie banche dei semi OGM free che vorrebbe mettere in comunicazione varie comunità contadine rurali dell'India
Documenti Agenzie ONU
CBD (Convenzione sulla Biodiversità) - Informazioni generali e documentazione su regole e strategie relative alla biodiversità
FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sulla biodiversità; pubblicazioni
Documenti di altre Organizzazioni
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulla biodiversità e le aree protette
National Biodiveristy Authority - L'Autorità è stata istituita nel 2003 dal Governo indiano nell'ambito dell'implementazione della Convenzione sulla Biodiversità
India Biodiversity Portal - Portale di informazione sulla biodiversità in India
Biotecnologie
Il settore delle biotecnologie in India è in costante crescita e pesa per il 2% su quello mondiale, stimato 2,8 miliardi di dollari nel biennio 2007/2008 con una crescita media annuale del 30%
In India, gli Indian Institutes of Technology (IITs) sono un gruppo di quindici istituti autonomi di ingegneria e tecnologia dichiarati dal Parlamento indiano Istituti di Importanza Nazionale: gran parte dei ricercatori, tecnici e manger del settore biotecnologico e delle nanotecnologie escono da questi istituti
Tre le minacce della biodiversità, l'introduzione e lo sviluppo degli organismi geneticamente modificati, in particolare nel settore agricolo, sono tra i principali responsabili. Regolamentati dalla legge, gli OGM hanno suscitato le reazioni delle popolazioni contadine e della società civile (interessanti i casi del cotone e della melanzana)
In India, dove lavora da oltre cinquant'anni, la Monsanto - la più grande multinazionale delle sementi - esercita un enorme potere, in particolare nel settore agricolo. Mais, girasole e cotone sono le coltivazioni maggiormente interessate dall'utilizzo di sementi transgeniche
Documenti Agenzie ONU
FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore delle biotecnologie
Documenti di altre Organizzazioni
Bangalore INDIA BIO 2010
"Biotech for a better tomorrow" è il titolo della decima edizione della più importante fiera delle biotecnologie in India
Ministero della Scienza e delle Tecnologie/Dipartimento di Biotecnologie - Il dipartimento è nato nel 1986 sulla spinta dell'incremento della ricerca indiana in ambito biologico e biotecnologico; significative sono le ricerche con applicazioni in campo agricolo, zootecnico, sanitario, ambientale ed industriale
RIS (Research and Information System for Developing Countries) - Stato e sviluppo delle biotecnologie in India: una visione analitica (2002)
Habitat
"Rendere migliore la qualità della vita di ciascun essere umano è il primo e più importante obiettivo di qualsiasi politica di gestione degli insediamenti umani. Queste politiche devono contribuire in maniera rapida e continua al miglioramento della qualità della vita di ciascuno, a partire dalla soddisfazione dei bisogni primari di alimentazione, alloggio, acqua pulita, impiego, salute, educazione, formazione e sicurezza sociale senza alcuna forma di discriminazione per motivi di razza, colore, sesso, lingua, religione, ideologia, origine nazionale o sociale, in nome della libertà, della dignità e della giustizia sociale". I Principio Generale, Dichiarazione di Vancouver sugli insediamenti umani (1976)
Documenti Agenzie ONU
UN-HABITAT (United Nations Human Settlements Programme/Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Informazioni riguardanti attività e iniziative di ricostruzione di insediamenti umani e relative infrastrutture in India
UN-HABITAT - Understanding Slums, casi studio utilizzati per la redazione del rapporto globale (2003) sugli insediamenti umani: i casi di Ahmedabad, Mumbai e Kolkata in India
UN ESCAP (United Nations Economic and social Commission for Asia and the Pacific/ Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Asia e la regione del Pacifico) - Profilo della sezione responsabile della costruzione di insediamenti umani che contribuiscano alla produttività economica e siano esito di partecipazione dal punto di vista politico, che siano socialmente adeguati ed ecologicamente sostenibili
Documenti di altre Organizzazioni
Ministero per l'housing e la riduzione della povertà urbana - Ministero responsabile dell'implementazione delle politiche e delle strategie nazionali in materia di housing e di diminuzione della povertà nelle città
SAAG (South Asia Analysis Group) - Articolo riguardante le questioni della povertà e delle baraccopoli in India e dell'impatto del mutato panorama economico, aprile 2006
Habitat for Humanity - Associazione che opera con l'obiettivo di eliminare la povertà abitativa nel mondo; attività in India
Shack-Slum Dwellers International /India - Organizzazione Non Governativa che si occupa di gestire reti tra popolazioni urbane in condizioni di povertà e gli abitanti delle baraccopoli organizzati in federazioni
ACHR (Asian Coalition for Housing Rights) - Rete regionale di organizzazioni di comunità di base, ONG e professionisti coinvolti attivamente nel processo di sviluppo urbano delle città asiatiche; informazioni utili riguardanti l'implementazione del programma ACCA (Asian Coalition for Community Action) in India
HLRN (Housing and Lands Rights Network) - Organizzazione membro dell'HIC (Habitat International Coalition) che mira alla promozione del diritto umano ad un alloggio adeguato e alla terra e fornisce una carta tematica che rappresenta una mappatura a livello internazionale delle violazioni di tale diritto, in particolare ai casi di sfratto, espropriazione, distruzione e privazione. Memebri dell'HIC in India
Turismo responsabile
Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali (Carta di Lanzarote, 1995).
I 18 punti della Carta sanciscono l’indiscutibile necessità di promuovere un turismo che sia occasione di sviluppo equo per le località e le popolazioni residenti, di qualità per i visitatori e di salvaguardia delle risorse culturali e naturali. A tal fine, gli strumenti consigliati sono un'attenta pianificazione, premessa di una gestione globale efficace, lo scambio d’esperienze e d’informazioni e la diffusione di nuovi modelli di comportamento.
Documenti Agenzie ONU
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Ecoturismo, turismo sostenibile, turismo responsabile e turismo naturalistico: quali sono le differenze?
UNWTO (United Nations World Tourism Organization/ Organizzazione Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite) - Programmi e attività dell'UNWTO in Asia meridionale
STEP (Sustainable Tourism - Eliminating Poverty) - Il programma del UNWTO per il turismo sostenibile ha elaborato 7 meccanismi, cioè sette azioni da praticare per consentire alle popolazioni locali dei paesi svantaggiati di beneficiare del turismo
UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization / Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, le Scienze e la Cultura) - Breve profilo delle attività di turismo ed ecoturismo offerte nella regione indiana di Ladakh e nello stato montagnoso di Sikkim
Documenti di altre Organizzazioni
Wild Asia Responsible Tourism Award
Premio annuale finalizzato a dare riconoscimento ai servizi turistici che si distinguono per aver contribuito in maniera significativa al turismo sostenibile. Fungendo da spazio di condivisione di buone pratiche nell'ambito del turismo sostenibile tra gli operatori turistici del continente asiatico, il premio dimostra come il turismo responsabile possa divenire la strategia turistica comune a favore di comunità, ambiente e attività economiche
Ministero del turismo - Ufficio governativo responsabile dell'implementazione delle politiche e strategie anzionali in materia di turismo
Tourism of india - Sito web di informazione relativamente alle attività e i servizi turistici dell'India, alle principali mete e destinazioni nel Paese
EcoIndia - Organizzazione impegnata in attività di ecoturismo in India nelle aree del Paese coperte da foreste (circa il 23% del territorio)
Ecotourism India - Sito di informazione relativmaente a tutte le attività e destinazioni di ecoturismo in India
ESOI (Società per l'ecoturismo in india) - Organizzazione non governativa che mira alla promozione di pratiche sostenibili e responsabili dal punto di vista ambientale per l'industria turistica
MPEDB (Madhya Pradesh Ecotourism Development Board) - Istituito nel 2005, il MPEDB è un'organo che mira al raggiungimento di una gestione sostenibile delle risorse forestali attraverso attività di ecoturismo
Step up travel - Naviga sulla carta, scegli le destinazioni di turismo responsabile nel mondo e fai le prenotazioni del soggiorno: turismo responsabile in India, mete ed informazioni utili
MDG
Documenti Agenzie ONU
The Missing MDG
L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio Mancante è un'iniziativa di One Young World (forum globale dei giovani) che prevede una petizione ai capi di stato dei Paesi memebri delle Nazioni Unite e ai leader religiosi affinchè riconoscano che gli MDG possono essere completamente realizzati solo con la collaborazione e il dialogo tra le confessioni religiose. Tale iniziativa si basa sul dato secondo il quale le i paesi protagonisti di conflitti religiosi, come l'India, progrediscono molto lentamente al raggiungimento degli 8 obiettivi
UN (United Nations/ Nazioni Unite) / Millennium goals - Rapporto (2009/10) relativo alla macroregione Asia e Pacifico: raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in un'era di incertezza globale, rapporto (2010) sui progressi, le sfide e i successi registrati nel raggiungimento degli MDG in Asia
WB (Banca Mondiale) - Atlante degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
UNDP (United Nations Development Programme/ Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) / MDG - Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in India, documenti, informazioni e collegamenti utili; rapporto nazionale (2009)
End Poverty in South Asia
blog gestito dall'Ufficio regionale dell'Asia meridionale della Banca Mondiale istituito con l'obiettivo di scambiare idee ed esperienze su come eliminare la povertà in Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka
MDG Monitor - Strumento dell' UNDP che fornisce informazioni aggiornate sui progressi riguardanti il raggiungimento degli MDG si a livello globale che locale; profilo dell' India
ADB (Asian Development Bank)/ UNDP/ UN-ESCAP (United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific) - Il partenariato composto da queste tre organizzazioni, isituito per monitorare i progressi, sostenere la crescita di politiche ed istituzioni e sviluppare competenze nel raggiungimento degli MDG in Asia e nel Pacifico, produce annualmente un rapporto di aggiornamento in merito a settori specifici e gestisce il portale Millennium Development Goals in Asia and Pacific, creato allo scopo di fornire informazioni sulle iniziative sviluppate relativamente agli MDG in questa regione
Campagna del Millennio - Informazioni, attività, eventi e risorse raccolte dalla campagna del millennio sugli MDG in India; rapporto della società civile pubblicato nel 2010 in risposta al report nazionale dell'India sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio
Documenti di altre Organizzazioni
CBGA (Centre for Budget and Governance Accountability) - Prospettiva di genere in merito agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in India (2010)
Diritti umani
Documenti Agenzie ONU
UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - Rapporto del 2009 sul traffico di esseri umani in India a scopo di sfruttamento lavorativo e sessuale; pubblicato dal Dipartimento di Stato USA.
UN-HABITAT (Agenzia delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Water for asian cities è un programma dimostrativo pilota, sviluppato nello stato rurale Madhya Pradesh, che ha il fine di aprire la strada a politiche pubbliche, riforme e investimenti nell'ambito dell'accesso all'acqua potabile, promuovendo inoltre educazione sanitaria ed igiene.
Documenti di altre Organizzazioni
Amnesty International - Il rapporto del 2009 evidenzia diffuse violazioni dei diritti umani, da parte di gruppi armati e forze dell'ordine, ai danni delle diverse minoranze presenti nel paese, delle donne e dei bambini; violenze a sfondo religioso e un quadro generale di impunità.
NCHR (Commissione Nazionale per i Diritti Umani) - Istituita nel 1993, la Commissione individua problematiche relative a diritti umani, diritti delle donne, dei bambini e delle minoranze; raccoglie denunce, documenta violazioni, promuove ricerche e piani d'azione.
Uguali diritti in società ineguale. Questa è la sintesi delle conseguenze che derivano dall'adozione di un approccio basato sui diritti in India: politiche sociali rivolte al settore educativo, lavorativo ed alimentare si scontrano con un quadro generale discriminatorio e diffuse pratiche di malamministrazione e corruttela. Articolo pubblicato dall'Economist.
Diritti delle donne
Documenti Agenzie ONU
Segretario Generale ONU - Il database sulle violenze contro le donne raccoglie informazioni sulla struttura legale del paese, con particolare riferimento alla legge sulla proibizione della dote nuziale.
UNIFEM (Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo delle donne) - La campagna Safe Dehli for Women, in collaborazione con la ONG Jagori e l'Agenzia delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, intende creare una città sicura e accessibile per le donne, coinvolgendo autorità locali e comunità nell'implementazione di misure pratiche riguardanti pianificazione urbana, ordine pubblico e mezzi di trasporto.
Documenti di altre Organizzazioni
Le donne mancanti: lo squilibrio demografico in India - Questo studio analizza il fenomeno della discrepanza numerica di genere, sfavorevole alle donne, analizzando molteplici fattori economici e culturali, tra i quali l'infanticidio femminile, pratica molto diffusa nel paese; studio pubblicato da Jura Gentium.
Action Aid - La campagna Hungerfree Women in India è diretta alla sensibilizzazione del governo in tema di accesso alle risorse e diritto alla terra da parte delle donne Dalit.
Diritti dei popoli indigeni e delle minoranze
Documenti Agenzie ONU
UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - All'interno del rapporto State of World's Minorities del 2009, la sezione dedicata all'India riporta le tensioni e gli scontri avvenuti tra le diverse minoranze religiose presenti nel paese. Si evidenziano, inoltre, le discriminazioni basate sull'appartenenza a caste differenti; pubblicato dal Minority Rights Group International.
Documenti di altre Organizzazioni
Parlamento Europeo - Risoluzione del 2007 sulla situazione dei diritti umani dei Dalit in India. Contiene raccomandazioni destinate al governo indiano, per l'implementazione di sistemi di prevenzione e denuncia delle discriminazioni, e ai paesi dell'Unione Europea, per lo sviluppo di un dialogo con il partner asiatico sul tema della discriminazione.
IDSN (International Dalit Solidarity Network) - Network di organizzazioni della società civile fornisce una scheda paese molto approfondita sulle diverse forme di discriminazione presenti in India: lavoro forzato, prostituzione forzata, partecipazione politica e non implementzione della legislazione.
Diritti dei bambini
Documenti Agenzie ONU
UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - Nel rapporto Educazione sotto Attacco 2010 si documentano innumerevoli casi di violenze, omicidi e rapimenti nei confronti di bambini, in gran parte nelle regioni di conflitto con i Naxaliti, gruppo armato maoista. Il sistema educativo è in crisi: molte scuole vengono convertite in basi per forze armate e sono oggetto di attentati; la percentuale di bambini che frequentano la scuola è calata drasticamente.
UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) - Rapporto del 2008 sulle peggiori forme di lavoro minorile, fornisce dati su questo fenomeno ed evidenzia gli sforzi congiunti di istituzioni, organizzazioni internazionali e società civile nell'attuare politiche di contrasto. Pubblicato dal Dipartimento di Stato USA.
Documenti di altre Organizzazioni
Care India - Questa ONG indiana si occupa prevalentemente di diritti dei bambini, nell' ambito dell' accesso alla salute e all'istruzione, supportando programmi statali in modo da raggiungere le fasce più deboli della popolazione.
CINI (Children in need India) - Programmi di protezione da abusi e sfruttamento, di educazione, assistenza sanitaria e nutrizione vegono offerti da questa Organizzazione Non Governativa.
Akshaya Patra - Fondazione che si occupa di liberare i bambini indiani dalla fame e di dare loro accesso all'istruzione.
Economia
Documenti Agenzie ONU
Economia informale
L'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) ha recentemente pubblicato, insieme all'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), un rapporto sull'incidenza che la globalizzazione ha sulle economie dei Paesi in via di sviluppo, prevalentemente basate sul settore produttivo informale, cioè non regolarizzato.
IMF (Fondo Monetario Internazionale) - sezione dedicata all'India, con numerosi documenti di analisi finanziaria e di sviluppo, report di meeting, statistiche IMF, rassegna stampa, approfondimenti e commenti
WB (Banca Mondiale) – sezione dedicata all'India, con la country overview e sottosezioni con dati statistici, news, pubblicazioni e progetti
WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) - sezione dedicata all'India, con documenti di analisi tariffaria, policies e dispute commerciali e il caso di studio sulle negoziazioni in campo agricolo
IFC (International Finance Corporation – Gruppo WB) - overview dell'India e rapporto Doing Business 2010, con dati statisitici e comparazioni tra gli indicatori del Paese e quelli regionali e degli altri paesi OCSE
Documenti di altre Organizzazioni
OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) - documenti, statistiche, policies, analisi paese, report annuali, atti di convegni, relativi all'India
Ministero delle Finanze dell'India
Banca Centrale dell'India
Camera di commercio dell'India
The Economic Times - quotidiano economico e finanziario online
Un recente rapporto dell'Economist mostra come l'innovazione sia un fattore chiave per le economie emergenti.
TWN - Third World Network, ha recentemente pubblicato uno studio sulle conseguenze e i costi dell'attuale crisi economico-finanziaria in India.
Commercio Equo
Documenti Agenzie ONU
Paesi in via di sviluppo
P.v.s. é un acronimo comunemente usato nel linguaggio dell'ONU e delle relazioni internazionali per indicare i cd. Paesi in via di sviluppo. A questo termine corrisponde la formulazione inglese "developing countries".
E' importante sottolineare come, ad oggi, il tema del commercio equo e sostenibile non venga affrontato in maniera sistematica dalle Nazioni Unite. All'interno del sistema ONU non esite un'agenzia specializzata sul fair trade. L'ONU al contrario sembra abbracciare la visione dell'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), che distingue non tanto tra libero mercato e commercio equo, quanto piuttosto tra assenza o presenza di barriere protezionistiche al commercio internazionale. La locuzione fair trade, quindi, nel sistema ONU sta ad indicare un sistema di regole che rendano il rapporto fra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati più bilanciato in termini di accesso al mercato internazionale.
Le 10 regole
Le associazioni di commercio equo che aderiscono al WFTO (World Fair Trade Organization) adottano 10 regole standard nello svolgimento dei loro programmi
Che cos'è?
Il commercio equo e solidale è una partnership commerciale fondata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, che cerca di stabilire una maggiore equità nel mercato internazionale. Contribuisce a uno sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali e assicurando i diritti dei produttori e dei lavoratori svantaggiati del Sud del mondo
Documenti di altre Organizzazioni
Altromercato (maggiore organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e la seconda a livello mondiale) - in India sono presenti differenti esperienze produttive di commercio equo, tra cui ASHA Handicraft, Godavari Delta Women Association e tante altre ancora
Fairtrade Foundation (una delle maggiori fondazioni mondiali per il commercio equo) - scheda dell'associazione Chamraj Tea Estate, che opera nel sud dell'India nella produzione di tè. Questa associazione è stata oggetto di un servizio a cura del quaotidiano inglese The Guardian
WFTO Asia -network di organizzazioni di commercio equo in Asia, nodo del network internazionale WFTO (World Fair Trade Organization)
WFTO promuove una campagna per la tracciabilità dei prodotti e dei metodi di produzione (Geo Fair Trade Project). L'India ha aderito a questa campagna con l'associazione FTAK (Fair Trade Alliance Kerala).
Fair Trade Foundation ha prodotto un interessante rapporto sul commercio equo come soluzione all'attuale crisi del mercato alimentare globale.
Fair Trade Forum India - network nazionale per il commercio equo, con elenco delle organizzazioni partepianti, news, progetti ed eventi
Debito estero
Microcredito, microfinanza
Lavoro
Documenti Agenzie ONU
L'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) ha un ufficio regionale per l'Asia e il Pacifico, che si occupa di temi come il lavoro minorile, la creazione di posti di lavoro, la sicurezza e la salute nei posti di lavoro, la libertà di organizzazione sindacale, l'economia informale, i cosiddetti green jobs.
Convenzioni OIL
L'India non ha ratificato le convenzioni OIL sul lavoro minorile e quelle sulla libertà sindacale.
A Nuova Delhi é presente un ufficio sub-regionale dell'OIL, che promuove programmi e progetti in India.
Il Governo indiano e le associazioni di categoria indiane (lavoratori e imprenditori) hanno recentemente adottato il Piano OIL per un decent work in India.
L'OIL e l'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) hanno recentemente pubblicato un rapporto sulla comune lotta al lavoro minorile in India.
La Green Jobs Initiative é un'iniziativa congiunta dell'OIL e l'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente), volta a promuovere la creazione di posti di lavoro che rispettino l'ambiente e garantiscono condizioni accettabili di lavoro. Anche il progetto sull'energia pulita, promosso dall'UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), va nella direzione della creazione di posti di lavoro "verdi" (green jobs).
L'OIL promuove anche un progetto per l'eguaglianza fra uomini e donne nel mondo del lavoro.
Un rapporto OIL del 2008 esamina le maggiori sfide del marcato del lavoro indiano.
Documenti di altre Organizzazioni
Il Ministero del Lavoro indiano promuove una campagna per l'eliminazione del lavoro minorile.
Il governo indiano ha adottato una strategia per combattere il lavoro minorile.
Secondo un articolo de l'Internazionale, l'industria indiana di fiammiferi impiega bambini di 5 anni.
Guerre dimenticate
I conflitti in India
L'India - la più grande democrazia del mondo - è per molti versi un modello di stato multietnico e multiculturale. Non tutte le dispute tra governo centrale e popoli che vivono in regioni marginali, però, vengono risolte in modo pacifico. In questo momento il Governo Indiano è impegnato in tre conflitti: contro le minoranze mussulmane in Kashmir, contro le minoranze etniche nel nord-est del paese (Assam, Bodoland), e contro la guerriglia naxalita.
Documenti Agenzie ONU
UNMOGIP (United Nations Military Observation Group in India and Pakistan/ Missione di Osservatori Militari delle Nazioni Unite in India e Pakistan) - Missione di peacekeeping delle Nazioni Unite istituita nel 1949 per vigilare sul cessate il fuoco tra India e Pakistan nella regione del Jammu e Kashmir
Documenti di altre organizzazioni
Le guerre dimenticate dell'India - Blog dedicato al conflitto tra governo Indiano e guerriglia Naxalita. Offre documenti, analisi, contributi video e link sull'argomento
Il conflitto del Naxal - Blog sulla guerriglia Naxalita che documenta le violenze commesse sia dai guerriglieri che dall'esercito indiano
Spiegare il conflitto in Kashmir - Guida interattiva del quotidiano inglese Guardian sul conflitto in Jammu-Kashmir
Backround sul conflitto in Jammu-Kashmir - Breve analisi su questo conflitto "a bassa intensità"
Violenze in Assam e nel Bodoland - In questo articolo vengono descritti gli scontri violenti tra mussulmani e cristiani nel nord-est dell'India
Il processo di pace in Assam - Saggio che descrive dei negoziati di pace tra Governo Indiano e Fronte Unito per la Liberazione dell'Assam (ULFA)
Department of Peace and Conflict Research Uppsala University - database dei conflitti attuali e passati per macroregione. Vengono rilevati sia i conflitti interstatali che i conflitti armati minori e le "one sided violence" cioè le violenze scatenate da gruppi etnici, clan, tribù nei confronti di minoranze, quasi sempre impossibilitate a difendersi. Scheda Paese
Peacereporter - Il mondo in guerra: database dei conflitti armati in corso nell'anno. Consente di visualizzare un planisfero dei conflitti armati nell'anno in corso.
Nuovi conflitti
Documenti ONU
UNEP (United Nations Environment Programme/Programma Ambientale delle Nazioni Unite) - portale regionale dell'ufficio di collegamento per le iniziative di monitoraggio e gestione ambientale per l'Africa. UNEP si occupa del sostegno e della pianificazione di interventi per la cura dell'ecosistema del pianeta.
UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime/ Ufficio delle Nazioni Unite competente su Droga e Criminalità) - ufficio di supporto alla lotta al crimine internazionale portata avanti dai governi nazionali. Monitora costantemente le principali direttrici del traffico degli stupefacenti ed elabora le mappe mondiali relative: qui le mappe sui principali flussi di eroina e cocaina. UNODC è presente in numerosi Paesi: mappa globale degli uffici UNODC.
Documenti altre organizzazioni
I conflitti, spesso ignorati o dimenticati dai massa media, che infiammano tutto il mondo lasciano dietro sé una scia mortale di Mine Antiuomo che continuano a mietere vittime a distanza di anni dalla fine delle ostilità, soprattutto tra coloro che la guerra nemmeno la hanno combattuta. E-Mine promuove la messa al bando delle mine antiuomo e la messa in sicurezza dei territori minati (mappa in pdf). Scheda Paese sulle azioni intraprese da E-Mine.
CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali) - centro di studi che raccoglie informazioni sui conflitti ambientali nel mondo. Il materiale è suddiviso per area geografica o per area tematiche: biodiversità, idrocarburi, miniere, foreste, acqua.
Pacific Institute - World's Water - pagina informativa sulle riserve mondiali di acqua dolce, presenta una mappa interattiva e una cronologia dei conflitti legati alla risorsa destinata a scarseggiare sempre più nei prossimi anni.
American University - The Mandala Project - progetto educativo di studio per grandi tematiche trasversali portato avanti dalla American University del Massachussets - articoli-Paese nelle tematiche TED (Trade and Environment Database) e ICE (Inventory of Conflict and Environment Database)
Migrazioni
IOM (International Organization for Migration/ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) - Programmi e attività dell'IOM in India
ILO (International Labour Organization/ Organizzazione Internazionale per il Lavoro) - Questa organizzazione ha elaborato un database con numerose statistiche sulle migrazioni nelle diverse regioni del mondo - Altre informazioni sono presenti in questo report
Immigrazione femminile in India - In questo saggio si analizzano le dinamiche del flusso migratorio di donne verso l'India
Profughi/Rifugiati
Documenti Agenzie ONU
UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - Attività in India (notizie, operazioni, statistiche, finanziamenti, analisi e politiche, carte)
Documenti di altre Organizzazioni
IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre/ Centro di Monitoraggio sugli spostamenti forzati Interni) - Rapporto sulla regione Asia-Pacifico - Scheda paese con statistiche, documenti e carte
FMO (Migrazioni forzate on-line, informazione sugli spostamenti umani) - Articoli, risorse web ed organizzazioni che operano nel settore delle migrazioni forzate. Materiali sull'India
Rifugiati in India - Breve analisi sui diversi gruppi di rifugiati presenti in India
Democrazia, dittature
- Ambiente
- Sviluppo
- Guerra e Pace
- Politica
- Informazione e Media
Ambiente
Foresta di mangrovie nella regione di Sundarbans
Alluvioni in Bangladesh
Nel bacino del Gange-Brahmaputra, il Bangladesh subisce gli effetti dei diversi modelli di sfruttamento del territorio applicati dai paesi a monte, Nepal, India e Bhutan. Questi modelli incidono direttamente o indirettamente sullo sviluppo del corso del fiume e sui processi geomorfologici correlati. In particolare, le alluvioni che regolarmente investono le zone del delta hanno tra le cause la deforestazione del bacino idrico dell'Himalaia che contribuisce all'erosione dei suoli e all'insabbiamento dei fiumi. La profondità dei fiumi si riduce e questi non sono in grado, durante la stagione monsonica, di contenere il carico idrico tracimando sulle pianure
Il Bangladesh è un territorio dotato di suoli fertili e di una ricca rete idrografica. La pianura bengalese è interessata dalle attività agricole, una delle principali cause dell'inquinamento delle acque (pesticidi). Anche l'arsenico naturalmente presente nel terreno, la deforestazione e lo sfruttamento del suolo sono fattori determinanti di rischio ambientale. Secondo la rivista scientifica britannica “The Lancet”, nell'acqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni di persone
Documenti Agenzie ONU
UNEP/ROAP (United Nations Environment Programme/Regional Office for Asia and the Pacific-Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente/Ufficio regionale per l'Asia e il Pacifico) - Profilo paese e stato dell'ambiente
UNDP (United Nations Development Programme/Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Profilo ambientale: programmi e documenti per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile e per l'energia e il cambiamento climatico
Documenti di altre Organizzazioni
Sundarbans
Ministero dell'Ambiente - Legislazione, politiche, piani e programmi in materia di ambiente e protezione delle foreste
Parks.it (il portale dei parchi italiani) - Parchi, riserve ed altre aree protette del Bangladesh. La Legge sulla Conservazione della Natura del Bangladesh (Bangladesh Wildlife Preservation Act) risale al 1974. Le aree protette sono 14 ed altre sono in via di istituzione. Una parte della foresta di Sundarbans (dal 1999 Patrimonio dell'Umanità UNESCO) e una parte di quella di Tanguar Haor sono stati dichiarati siti Ramsar
Allevamento intensivo di gamberi
CDCA (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali) - Il Bangladesh è una terra ricca di fiumi, ma l'acqua potabile scarseggia. Il diboscamento incontrollato della foresta, la costruzione di dighe, la distruzione delle mangrovie (un tempo barriera naturale contro l'innalzamento delle maree) sono alcune delle azioni più pesanti subite dal territorio per la realizzazione di allevamenti di gamberi (e di pesce). Nella Shrimp region, la regione dei gamberi (a sud-ovest del Bangladesh), la crescente produzione di gamberi in allevamenti di acquicoltura ha comportato la distruzione di interi ecosistemi naturali. Del commercio del crostaceo non hanno beneficiato le comunità locali private delle loro terre e vittime di continue violazioni dei diritti umani. L’allevamento intensivo di gamberi ha portato a conflitti sociali e ambientali che vedono le comunità opporsi agli impatti derivanti dall’implementazione di questa attività produttiva
Area umida di Tanguar Haor
Guide tematiche:
Carte tematiche:
- Agro-carburanti
- Consumo d'energia elettrica
- Fornitura di Energia Primaria
- Fornitura di energia rinnovabile
Cambiamento climatico
Villaggio indondato
Il Bangladesh ha quasi 170 milioni di abitanti, ma è responsabile di una quota irrilevante di emissioni di gas serra visto che la media delle emissioni annue pro capite nel paese è intorno a 200 kg (l'Italia è a 9 tonnellate). Però è fra i paesi che più stanno già soffrendo e soffriranno a causa del cambiamento climatico
Storm surge (anomalo consistente innalzamento del livello del mare) in Bangladesh
Il Bangladesh è uno dei paesi al mondo più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute delle popolazioni e sui sistemi socio-economici. Le inondazioni del 1988 che hanno sommerso circa due terzi del paese e lo storm surge dell'aprile 1991 che ha ucciso circa 140.000 abitanti delle coste sono episodi sempre più spesso ricordati per evidenziare il grado di rischio al quale sono esposte le popolazioni. Cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare sono da considerarsi seriamente come fenomeni che determineranno lo sviuppo futuro del Bangladesh
Isola di South Talpatti o New Moore prima della scomparsa
Un esempio interessante dei rapidi cambiamenti del clima è la scomparsa dell'isola rocciosa di New Moore (per gli indiani) o isola di South Talpatti per i bengalesi, da quasi trent'anni contesa tra India e Bangladesh. La contesa è stata risolta dall'innalzamento del livello del mare che se ne è aggiudicato il controllo
Documenti Agenzie ONU
La gestione del cambiamento climatico è una questione etica prima che politica
UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) - Profilo del Paese relativamente alla convenzione; Prima comunicazione nazionale sui cambiamenti climatici (2002); Programma nazionale d'azione per l'adattamento ai cambiamenti climatici (2005)
FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sui cambiamenti climatici; pubblicazioni; carte
OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development/Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo) - Il cambiamento climatico in Bangladesh ha effetti particolarmente devastanti sulle zone costiere dove l'azione antropica è più pesante (diboscamento, acquacultura industriale, inquinamento idrico) e le frequenti inondazioni si trasfromano in catastrofi umanitarie; la zona della foresta di Sundarbans è sensibilemente toccata da questi fenomeni
Banca Mondiale - Lo studio dell'economia dell'adattamento ai cambiamenti climatici è uno strumento supplementare per capire i costi globali dell'adattamento ai cambiamenti climatici e aiutare i decisori politici ad adottare strategie sempre più efficaci da integrare nei budget e nei piani di sviluppo. In Bangladesh, il costo annuale diretto dei disastri degli ultimi dieci anni è stimato tra lo 0,5% e l'1% del PIL del paese. Si suppone che gli impatti economici dei cambiamenti climatici futuri possano essere più pesanti e invertire lo stato di avanzamento dello sviluppo
Documenti di altre Organizzazioni
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sul clima e le emissioni di CO2 in Bangladesh
Ministero dell'Ambiente - Strategie e piano d'azione per lottare contro i cambiamenti climatici (2008)
Guide tematiche:
Carte tematiche:
Inquinamento
Inquinamento del fiume Buriganga nei pressi di Dacca
Le acque fluviali hanno da sempre rappresentato una risorsa fondamentale, se non unica, per gran parte del paese. L'inquinamento di queste acque significava per le popolazioni un problema ambientale e sanitario gravissimo. Negli anni '70 del Novecento per risolvere la situazione vennero costruiti, in tutto il territorio, pozzi che avrebbero dovuto rifornire la popolazione di acqua potabile. Nel ventennio successivo, però, fu scoperto che molti di questi pozzi erano contaminati da arsenico, un veleno naturalmente presente nei suoli alluvionali del Bangladesh
In Bangladesh, l'arsenico è naturalmente presente nel suolo. Il rischio di avvelenamento è una delle principali preoccupazioni del paese. Secondo la rivista scientifica britannica “The Lancet”, nell'acqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni di persone
A differenza del cotone e di altre colture per l'esportazione, la iuta è una fibra tessile naturale ricavata da una canna che predilige terreni umidi e climi caldi soggetti ad inondazioni e che non richiede l'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi. Circa l'80% della produzione mondiale di iuta è concentrata nel delta del Gange a cavallo tra India e Bangladesh. Una delle produzioni più tipiche e importanti per il Bangladesh, fino agli anni Settanta la iuta costituiva una delle voci più importanti per l'economia del Paese, ma subì un crollo a causa dell'adozione della plastica come materiale da imballaggio e trasporto
Il bollettino sanitario 2009 del Bangladesh ha rivelato che l'avvelenamento da pesticidi (largamente utilizzati in agricoltura) è una delle principali cause di morte nel Paese asiatico. L'inchiesta del governo di Dacca rappresenta una novità rispetto a quella del 2008 che non prendeva nemmeno in considerazione la morte da avvelenamento come emergenza sanitaria
Il Bangladesh ha quasi 170 milioni di abitanti, ma è responsabile di una quota irrilevante di emissioni di gas serra visto che la media delle emissioni annue pro capite nel paese è intorno a 200 kg (l'Italia è a 9 tonnellate). Però è fra i paesi che più stanno già soffrendo e soffriranno a causa del cambiamento climatico
Discarica nella città di Dacca
Secondo l'indagine sulla qualità della vita nelle città del mondo (che esamina inquinamento, sistema di smaltimento rifiuti, servizi ospedalieri, focolai infettivi e potabilità dell’acqua), Dacca, la popolosissima capitale del Bangladesh con i suoi oltre dieci milioni di abitanti è costantemente minacciata dall'inquinamento dell'acqua, pericolosamente ricca di batteri e sostanze tossiche contenute nei pesticidi a uso commerciale.
Le principali municipalità del Bangladesh stanno valutando dei sistemi di recupero e riciclo dei rifiuti che potrebbero diventare delle risorse economiche per il paese. La gestione comunitaria dei rifiuti solidi urbani potrebbe essere sostenuta da un partenariato tra settore pubblico, settore privato e comunità locali
L'inquinamento acustico è causa di morte, in particolare l'inalazione del cadmio attraverso lo smog delle città. Numerosi bambini, bambini di strada, prostitute e autisti di risciò della città di Dacca sono sensibilmente esposti ai rischi dell'inquinamento dell'aria
Guide tematiche:
Carte tematiche:
Impronta Ecologica
Documenti Agenzie ONU
GVU-UNU (Global Virtual University-United Nations University) - Dati (relativi al Living Planet Report, 2002) e grafici sull'impronta ecologica attraverso gli indicatori della biocapacità
Documenti di altre Organizzazioni
Global Footprint Network - Rete che promuove l’economia sostenibile utilizzando l’impronta ecologica come strumento principe per misurare la sostenibilità
WWF (World Wildlife Fund - organizzazione internazionale per la protezione della natura) - L'organizzazione pubblica il Living Planet Report nel quale viene monitorata e analizzata la capacità del pianeta di mantenere e riprodurre la diversità biologica (il Living Planet Index misura questa capacità)
Carte tematiche:
Foreste/Deserti
Mangrovie nella foresta di Sundarbans
La copertura boschiva protetta rappresenta lo 0,70% della superficie del paese. Il Bangladesh possiede tre siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, tra cui la foresta del Sundarbans, una vasta estensione ricoperta di mangrovie situata sul delta del fiume Gange
La foresta di Sundarbans è una delle più grandi foreste di mangrovie al mondo situata tra Bangladesh ed India (Parco Nazionale di Sundarbans). La foresta è la casa della tigre reale del Bengala
Tra le cause della deforestazione e del degrado della copertura forestale si annoverano l'industrializzazione (possesso illegale delle terre), le piantagioni commerciali (gomma, acacia, eucalipto, ananas, banana, cassava e piante medicinali), la militarizzazione del territorio (realizzazione di basi aere e campi di addestramento) e le politiche forestali (silvicoltura sociale). In particolare, la silvicoltura sociale - che ha significato grossi finanziamenti provenienti da istituzioni internazionali - ha giocato un ruolo particolare e curioso nel processo di deforestazione. La pratica di piantare un'unica specie arborea è stata fatta passare come silvicoltura "sociale", "comunitaria", "partecipativa". Questa ha però causato la rapida distruzione della vegetazione nativa e dell'annessa biodiversità nelle foreste pubbliche
Il potenziamento dell'industria del pesce da esportazione e dell'acquacoltura commerciale (in particolare, l'allevamento dei gamberi) è uno dei processi che ha maggiormente contribuito al danneggiamento e in alcuni casi alla scomparsa delle foreste di mangrovie, naturali barriere contro l'innalzamento delle maree e la salinizzazione del suolo, rifugio della biodiversità costiera in termini di fauna acquatica.
Vandana Shiva spiega molto bene l'importante ruolo di questi alberi acquatici (Tratto da: Le guerre dell'acqua, Feltrinelli, 2004):
"
Le mangrovie assorbono parte dell'energia delle onde e delle maree, proteggendo la terra retrostante; gli alberi formano anche una barriera contro il vento. La distruzione delle Mangrovie nell'Orissa ha permesso alle tempeste e ai venti ciclonici di seminare la devastazione nella regione. Nel 1991, un'ondata di marea ha causato la morte di migliaia di persone in Bangladesh a causa delle vasche per l'acquacoltura. Nel 1960 un'ondata simile non aveva neppure danneggiato i villaggi, grazie alle mangrovie che a quel tempo proteggevano l'entroterra
"
Documenti Agenzie ONU
FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore forestale
Documenti di altre Organizzazioni
Copertura forestale
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati su foreste, praterie e zone aride in Bangladesh
Ministero dell'Ambiente/Direzione delle Foreste -Il territorio nazionale è così ripartito: oltre il 65% territorio agricolo, 17% foresta, 8% areee urbane; acque e altri usi del suolo occupano il restante 10% circa. L'area forestale include terre demaniali classificate e non, foreste delle fattorie, giardini del te. Nel caso di foreste private, i dati rappresentano le aree coperte di alberi. Dei 2,52 milioni di ettari di foresta, la Direzione delle Foreste ne gestisce 1,52 milioni di ettari che comprendono riserve forestali, foreste protette e acquisite, foreste di mangrovie. Le foreste di villaggio (terre delle fattorie) rappresentano le risorse arboree più produttive e coprono circa 0,27 milioni di ettari
Guide tematiche:
Acqua
Rete idrografica del Bangladesh
La rete idrografica del Bangladesh segna la geomorfologia del paese e la vita delle popolazioni. Sono circa 700 i fiumi che generalmente scorrono verso sud gettandosi nel Golfo del Bengala drenando gli eccessi delle precipitazioni monsoniche. I corsi d'acqua maggiori sono la fonte idrica del settore agricolo e le principali arterie per il trasporto di merci. Le inondazioni, durante la stagione monsonica, sono la causa di enormi disagi e perdite economiche, ma i depositi limosi rigenerano i suoli agricoli eccessivamente sfruttati
Nel 2004, il 98% della popolazione del Bangladesh aveva accesso a servizi idrici e igienici adeguati, se non fosse che il 97% delle fonti di approvvigionamento idrico (acque sotterranee) delle zone rurali, ma in larga parte anche di quelle urbane, risultava inquinato da arsenico
Installazione di uno strumento di rilevamento della qualità dell'acqua in una risaia in Bangladesh. Una ricerca del Massachusetts Institute of Technology ha mostrato come le risaie, irrigate con acqua ricca di arsenico, si comportino come una sorta di filtro naturale
In Bangladesh, l'arsenico è naturalmente presente nel suolo. Il rischio di avvelenamento è una delle principali preoccupazioni del paese. Secondo la rivista scientifica britannica “The Lancet”, nell'acqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni di persone.
Pozzo dal quale viene pompata l'acqua per uso domestico
Il settore dell'acqua è uno dei più esposti ai meccanismi di corruzione; il Global Corruption Report 2008, presentato da Transparency International, è dedicato al settore idrico. La corruzione nel settore dell'acqua ha conseguenze molto negative soprattutto nei paesi più vulnerabili dove l'80 per cento dei problemi di salute è collegato alla mancanza di acqua potabile e servizi igienici adeguati. In Bangladesh, la gravità è estrema, perchè questo Paese è anche afflitto da un'annosa e irrisolta emergenza arsenico
Gamberi
Il Bangladesh vanta una tradizione secolare di coltivazione dei gamberi. Solo negli anni '70 del Novecento, su iniziativa della Banca Mondiale e di altre istituzioni internazionali, del governo e dell'industria del pesce, è stata introdotta l'acquacoltura commerciale. Il Bangladesh è oggi il quinto esportatore mondiale di gamberi di mare
Raccoglitori di gamberi in un allevamento
Il Bangladesh è una terra ricca di fiumi, ma l'acqua potabile scarseggia. Il diboscamento incontrollato della foresta, la costruzione di dighe, la distruzione delle mangroviesono alcune delle azioni più pesanti subite dal territorio per la realizzazione di allevamenti di gamberetti. Nella Shrimp region, la regione dei gamberi (a sud-ovest del Bangladesh), la crescente produzione di gamberi in allevamenti di acquicoltura ha comportato la distruzione di interi ecosistemi naturali. Del commercio del crostaceo non hanno beneficiato le comunità locali private delle loro terre e vittime di continue violazioni dei diritti umani. L’allevamento intensivo di gamberi ha portato a conflitti sociali e ambientali che vedono le comunità opporsi agli impatti derivanti dall’implementazione di questa attività produttiva
Il fiume Buriganga è uno dei principali corsi d'acqua nei pressi di Dhaka: è diventato uno dei maggiormente inquinati dell'intero Paese a causa della sporcizia e dei rifiuti. Gli inquinanti hanno sottratto tutto l'ossigeno tanto da decretare la morte biologica del del fiume
Documenti Agenzie ONU
FAO/AQUASTAT - Informazioni su acqua e agricoltura in Bangladesh
UNICEF (United Nations Children's Fund/Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) - Lo spettro dell'arsenico sui pozzi del Bangladesh (video)
Documenti di altre Organizzazioni
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulle risorse idriche e gli ecosistemi d'acqua dolce in Bangladesh
La pesca è una delle attività più praticate insieme all'agricoltura
Ministero dell'Acqua - Legislazione, politiche, piani e programmi relativi alla gestione della risorsa idrica
BWDB (Bangladesh Water Development Board) - L'ente governativo si occupa dal 1959 della gestione delle risorse idriche del Paese, in particolare di controllo delle inondazioni, drenaggio e progetti di irragazione al fine di aumentare la produttività nel settore agricolo e della pesca
Guide tematiche:
Carte tematiche:
Biodiversita
Sundarban
Il delta del Gange, tra Bangladesh e India è un'area in cui si incrociano terra, acqua e detriti portati non solo dal fiume sacro, ma anche da altri due corsi d'acqua, il Meghna e il Brahmaputra. In questa zona ricchissiam di biodiversità si trova una delle foreste di mangrovie più grandi del pianeta: Sundarbans ("magnifica foresta", in lingua bengali) dove vive la Tigre del Bengala (Panthera tigris tigris). La biodiversità della foresta di Sundarbans è minacciata dalle attività antropiche (diboscamento , allevamento industriale di gamberi, inquinamento) e dagli effetti del cambiamento climatico (inondazioni, cicloni, innalzamento delle maree) e molti sono i progetti di protezione e conservazione degli ecosistemi
Le isole off-shore del Bangladesh rappresentano un tesoro per la biodiversità del Paese da proteggere
Documenti Agenzie ONU
Tigre nella regione di Sundarbans
CBD (Convenzione sulla Biodiversità) - Informazioni generali e documentazione su regole e strategie relative alla biodiversità
FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sulla biodiversità; pubblicazioni
Documenti di altre Organizzazioni
EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulla biodiversità e le aree protette
WTB (Wildlife Trust of Bangladesh) - Istituzione nazionale impegnata nella salvaguardia della biodiversità del Bangladesh, uno dei paesi più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. Nel corso degli anni, il Bangladesh ha perso parte dei suoi ecosistemi terrestri ed acquatici e le forme di vita in essi contenute. Oggi molte specie vegetali ed animali sono a rischio di estinzione e in alcuni casi già estinte come pavoni, coccodrilli, lupi, bufali, antilopi nilgau (Boselaphus tragocamelus, o antilope azzurra) e rinoceronti.
Guide tematiche:
Biotecnologie
Biotecnologie in Bangladesh
Il primo programma di biotecnologie vegetali è stato avviato alla fine degli anni '70 del Novecento nel Dipartimento di Botanica dell'Università di Dacca con la coltura di un tessuto di iuta; da qui ha preso avvio la storia delle biotecnologie e della loro applicazione. Quale futuro hanno le biotecnologie in un paese come il Bangladesh?
Il settore delle sementi - dominato dalle multinazionali - è particolarmente toccato dalla rapida ascesa delle biotecnologie. In Bangladesh, i semi più sensibili e soggetti a modificazioni genetiche sono riso (la principale coltura cerealicola del paese) e cotone. Come nel caso dell'India, fa molto discutere l'introduzione della melanzana transgenica, detta BT brinjal
Documenti Agenzie ONU
FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore delle biotecnologie
Documenti di altre Organizzazioni
Ministero della Scienza, dell'Informazione e della Comunicazione tecnologica - Legislazione, politiche, piani e programmi in materia di scienza e tecnologia.
BAPTC&B (Bangladesh Association for Plant Tissue Culture & Biotechnology) / Dipartimento di Botanica dell'Università di Dacca - L'interesse dell'associazione verte sullo sviluppo della coltura dei tessuti vegetali sia dal punto di vista teorico che applicato
NIB (National Institut of Biotechnology) - L'istituto funge da centro di coordinamento per la ricerca biotecnologica in Bangladesh, come pure da centro di risorse per il transfer tecnologico e per lo sviluppo delle risorse umane in settori emergenti delle biotecnologie (biotecnologia animale, vegetale, ambientale, microbica e biologia molecolare). L'istituto è l'autorità competente per stabilire i parametri di ammissione degli organismi geneticamente modificati
Guide tematiche:
MDG
Documenti Agenzie ONU
Documenti di altre Organizzazioni
Carte tematiche:
Guerre dimenticate
Documenti Agenzie ONU
Nell'arena internazionale ci sono regole per disciplinare i rapporti tra gli stati, anche quando essi siano in guerra. Esiste una serie di norme che regola la condotta in guerra degli eserciti, siano essi regolari o meno, ed è chiamato Diritto Umanitario. Questo s'inquadra nel più ampio Diritto Internazionale, insieme di norme ed accordi tra Stati che definiscono, tra le altre cose, quali siano i diritti umani o chi sia un rifugiato o un profugo.
UN Peacekeeping - il Peacekeeping delle Nazioni Unite è uno strumento creato dall'Organizzazione per contribuire a creare condizioni di pace duratura laddove sia scoppiato un conflitto. Il termine non trova posto nella Carta delle Nazioni unite ed è stato coniato dal secondo segretario delle Nazioni Unite, Dag Hammaskjold all'epoca dell'attivazione delle prime missioni di Peacekeeping.Questa mappa visualizza le missioni attuali dei Caschi Blu ONU, ma il Peacekeeping è stato utilizzato anche nel passato.
Documenti di altre organizzazioni
Department of Peace and Conflict Research Uppsala University - database dei conflitti attuali e passati per macroregione. Vengono rilevati sia i conflitti interstatali che i conflitti armati minori e le "one sided violence" cioè le violenze scatenate da gruppi etnici, clan, tribù nei confronti di minoranze, quasi sempre impossibilitate a difendersi. Scheda Paese
Peacereporter - Il mondo in guerra: database dei conflitti armati in corso nell'anno. Consente di visualizzare un planisfero dei conflitti armati nell'anno in corso.
Guide tematiche:
Nuovi conflitti
Documenti ONU
UNEP (United Nations Environment Programme/Programma Ambientale delle Nazioni Unite) - portale regionale dell'ufficio di collegamento per le iniziative di monitoraggio e gestione ambientale per l'Africa. UNEP si occupa del sostegno e della pianificazione di interventi per la cura dell'ecosistema del pianeta.
UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime/ Ufficio delle Nazioni Unite competente su Droga e Criminalità) - ufficio di supporto alla lotta al crimine internazionale portata avanti dai governi nazionali. Monitora costantemente le principali direttrici del traffico degli stupefacenti ed elabora le mappe mondiali relative: qui le mappe sui principali flussi di eroina e cocaina. UNODC è presente in numerosi Paesi: mappa globale degli uffici UNODC.
Documenti altre organizzazioni
I conflitti, spesso ignorati o dimenticati dai massa media, che infiammano tutto il mondo lasciano dietro sé una scia mortale di Mine Antiuomo che continuano a mietere vittime a distanza di anni dalla fine delle ostilità, soprattutto tra coloro che la guerra nemmeno la hanno combattuta. E-Mine promuove la messa al bando delle mine antiuomo e la messa in sicurezza dei territori minati (mappa in pdf). Scheda Paese sulle azioni intraprese da E-Mine.
CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali) - centro di studi che raccoglie informazioni sui conflitti ambientali nel mondo. Il materiale è suddiviso per area geografica o per area tematiche: biodiversità, idrocarburi, miniere, foreste, acqua.
Pacific Institute - World's Water - pagina informativa sulle riserve mondiali di acqua dolce, presenta una mappa interattiva e una cronologia dei conflitti legati alla risorsa destinata a scarseggiare sempre più nei prossimi anni.
American University - The Mandala Project - progetto educativo di studio per grandi tematiche trasversali portato avanti dalla American University del Massachussets - articoli-Paese nelle tematiche TED (Trade and Environment Database) e ICE (Inventory of Conflict and Environment Database)
Guide tematiche:
Democrazia, dittature
Operazioni di voto in Bangladesh
Documenti Agenzie ONU
ONU in India - Programmi e attività delle Nazioni Unite in India
Documenti di altre Organizzazioni
Parlamento dell'India - Sito del Parlamento indiano
Freedom House - Profilo Paese - Breve presentazione sulla situazione politica dell'India
Democrazia in India - In questi tre testi (testo 1, testo 2, testo 3) si analizzano le caratteristiche principali del sistema politico dell'India
Societa civile
Documenti Agenzie ONU
Cos'è una Organizzazione Non Governativa? è parte della Società Civile. E questa cos'è? la FAO risponde a queste domande.
UNDESA NGO Branch (United Nations Department of Economic and Social Affairs Non Governmnental Organization Branch/Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, sezione Organizzazioni Non Governative) - database e fulcro nodale della rete di ONG che lavorano con le Nazioni Unite e/o soddisfano i parametri per ottenere lo status consultivo presso l'ONU. Attraverso la pagina di ricerca avanzata si può ottenere la lista delle ONG ordinata Paese per Paese.
UNODC (United Nations Office for Drugs and Crime prevention/Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del Crimine e del Narcotraffico) - NGO Database - lista delle oltre 2500 ONG attive nella prevenzione del crimine organizzato e del narcotraffico che operano principalmente tramite la diffusione della cultura della legalità e la conoscenza degli stupefacenti e dei danni da essi provocati
UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per Commercio e Sviluppo) - dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa anche di cooperazione tra mondo del commercio e del profitto con il mondo della Società Civile
Documenti di altre organizzazioni
WANGO - Worldwide NGO Directory - archivio mondiale delle Organizzazioni non Governative, diviso per regione. Ospita anche il Manuale per le ONG che contiene definizioni, ambiti d'intervento e margini legali delle ONG.
The NGO Cafè - portale di news e biblioteca virtuale delle ONG. Contiene un meta-archivio regionale delle directory per trovare ONG nel mondo.
Liberta di stampa
Documenti Agenzie ONU
UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization / Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura) - promuove la libertà d'informazione e stampa come un diritto umano di base
Documenti di altre Organizzazioni
RSF (Reporters sans frontiers/Reporters without border/Reporter senza forntiere) - Organizzazione internazionale di giornalisti che si bate per la libertà d'informazione nel mondo. Stila annualmente una classifica della libertà d'informazione per Paese.
Freedom House – organizzazione statunitense che si occupa di libertà e diritti. Elabora ogni anno una mappa navigabile dove riporta il livello di libertà di stampa dei Paesi del mondo. La mappa viene elaborata in base a criteri e motivazioni espressi in calce alla stessa.
Press Reference - Informazioni relative ai mezzi di comunicazione quali stampa, televisione, radio e giornali, al sistema della censura e all' ingerenza dello Stato nel sistema dei mezzi di comunicazione con riferimento alla legislazione nazionale in materia di libertà di pensiero ed espressione e di diritto di replica




