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Ambiente

Foresta di mangrovie nella regione di Sundarbans

 

Alluvioni in Bangladesh

Nel bacino del Gange-Brahmaputra, il Bangladesh subisce gli effetti dei diversi modelli di sfruttamento del territorio applicati dai paesi a monte, Nepal, India e Bhutan. Questi modelli incidono direttamente o indirettamente sullo sviluppo del corso del fiume e sui processi geomorfologici correlati. In particolare, le alluvioni che regolarmente investono le zone del delta hanno tra le cause la deforestazione del bacino idrico dell'Himalaia che contribuisce all'erosione dei suoli e all'insabbiamento dei fiumi. La profondità dei fiumi si riduce e questi non sono in grado, durante la stagione monsonica, di contenere il carico idrico tracimando sulle pianure

 

Il Bangladesh è un territorio dotato di suoli fertili e di una ricca rete idrografica. La pianura bengalese è interessata dalle attività agricole, una delle principali cause dell'inquinamento delle acque (pesticidi). Anche l'arsenico naturalmente presente nel terreno, la deforestazione e lo sfruttamento del suolo sono fattori determinanti di rischio ambientale. Secondo la rivista scientifica britannica “The Lancet”, nell'acqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni di persone

Documenti Agenzie ONU

 

UNEP/ROAP (United Nations Environment Programme/Regional Office for Asia and the Pacific-Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente/Ufficio regionale per l'Asia e il Pacifico) - Profilo paese e stato dell'ambiente

 

UNDP (United Nations Development Programme/Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Profilo ambientale: programmi e documenti per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile e per l'energia e il cambiamento climatico

 

Documenti di altre Organizzazioni

Sundarbans

Ministero dell'Ambiente - Legislazione, politiche, piani e programmi in materia di ambiente e protezione delle foreste

 

Parks.it (il portale dei parchi italiani) - Parchi, riserve ed altre aree protette del Bangladesh. La Legge sulla Conservazione della Natura del Bangladesh (Bangladesh Wildlife Preservation Act) risale al 1974. Le aree protette sono 14 ed altre sono in via di istituzione. Una parte della foresta di Sundarbans (dal 1999 Patrimonio dell'Umanità UNESCO) e una parte di quella di Tanguar Haor sono stati dichiarati siti Ramsar

 

Allevamento intensivo di gamberi

CDCA (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali) - Il Bangladesh è una terra ricca di fiumi, ma l'acqua potabile scarseggia. Il diboscamento incontrollato della foresta, la costruzione di dighe, la distruzione delle mangrovie (un tempo barriera naturale contro l'innalzamento delle maree) sono alcune delle azioni più pesanti subite dal territorio per la realizzazione di allevamenti di gamberi (e di pesce). Nella Shrimp region, la regione dei gamberi (a sud-ovest del Bangladesh), la crescente produzione di gamberi in allevamenti di acquicoltura ha comportato la distruzione di interi ecosistemi naturali. Del commercio del crostaceo non hanno beneficiato le comunità locali private delle loro terre e vittime di continue violazioni dei diritti umani. L’allevamento intensivo di gamberi ha portato a conflitti sociali e ambientali che vedono le comunità opporsi agli impatti derivanti dall’implementazione di questa attività produttiva

Area umida di Tanguar Haor

Guide tematiche:

Cambiamento climatico

Villaggio indondato

Il Bangladesh ha quasi 170 milioni di abitanti, ma è responsabile di una quota irrilevante di emissioni di gas serra visto che la media delle emissioni annue pro capite nel paese è intorno a 200 kg (l'Italia è a 9 tonnellate). Però è fra i paesi che più stanno già soffrendo e soffriranno a causa del cambiamento climatico

 

Storm surge (anomalo consistente innalzamento del livello del mare) in Bangladesh

Il Bangladesh è uno dei paesi al mondo più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute delle popolazioni e sui sistemi socio-economici. Le inondazioni del 1988 che hanno sommerso circa due terzi del paese e lo storm surge dell'aprile 1991 che ha ucciso circa 140.000 abitanti delle coste sono episodi sempre più spesso ricordati per evidenziare il grado di rischio al quale sono esposte le popolazioni. Cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare sono da considerarsi seriamente come fenomeni che determineranno lo sviuppo futuro del Bangladesh

 

Isola di South Talpatti o New Moore prima della scomparsa

Un esempio interessante dei rapidi cambiamenti del clima è la scomparsa dell'isola rocciosa di New Moore (per gli indiani) o isola di South Talpatti per i bengalesi, da quasi trent'anni contesa tra India e Bangladesh. La contesa è stata risolta dall'innalzamento del livello del mare che se ne è aggiudicato il controllo

Documenti Agenzie ONU

 

La gestione del cambiamento climatico è una questione etica prima che politica

UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) - Profilo del Paese relativamente alla convenzione; Prima comunicazione nazionale sui cambiamenti climatici (2002); Programma nazionale d'azione per l'adattamento ai cambiamenti climatici (2005)

 

FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sui cambiamenti climatici; pubblicazioni; carte

 

OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development/Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo) - Il cambiamento climatico in Bangladesh ha effetti particolarmente devastanti sulle zone costiere dove l'azione antropica è più pesante (diboscamento, acquacultura industriale, inquinamento idrico) e le frequenti inondazioni si trasfromano in catastrofi umanitarie; la zona della foresta di Sundarbans è sensibilemente toccata da questi fenomeni

 

Banca Mondiale - Lo studio dell'economia dell'adattamento ai cambiamenti climatici è uno strumento supplementare per capire i costi globali dell'adattamento ai cambiamenti climatici e aiutare i decisori politici ad adottare strategie sempre più efficaci da integrare nei budget e nei piani di sviluppo. In Bangladesh, il costo annuale diretto dei disastri degli ultimi dieci anni è stimato tra lo 0,5% e l'1% del PIL del paese. Si suppone che gli impatti economici dei cambiamenti climatici futuri possano essere più pesanti e invertire lo stato di avanzamento dello sviluppo

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sul clima e le emissioni di CO2 in Bangladesh

 

Ministero dell'Ambiente - Strategie e piano d'azione per lottare contro i cambiamenti climatici (2008)

Guide tematiche:

Inquinamento

Inquinamento del fiume Buriganga nei pressi di Dacca

Le acque fluviali hanno da sempre rappresentato una risorsa fondamentale, se non unica, per gran parte del paese. L'inquinamento di queste acque significava per le popolazioni un problema ambientale e sanitario gravissimo. Negli anni '70 del Novecento per risolvere la situazione vennero costruiti, in tutto il territorio, pozzi che avrebbero dovuto rifornire la popolazione di acqua potabile. Nel ventennio successivo, però, fu scoperto che molti di questi pozzi erano contaminati da arsenico, un veleno naturalmente presente nei suoli alluvionali del Bangladesh

 

In Bangladesh, l'arsenico è naturalmente presente nel suolo. Il rischio di avvelenamento è una delle principali preoccupazioni del paese. Secondo la rivista scientifica britannica “The Lancet”, nell'acqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni di persone

 

A differenza del cotone e di altre colture per l'esportazione, la iuta è una fibra tessile naturale ricavata da una canna che predilige terreni umidi e climi caldi soggetti ad inondazioni e che non richiede l'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi. Circa l'80% della produzione mondiale di iuta è concentrata nel delta del Gange a cavallo tra India e Bangladesh. Una delle produzioni più tipiche e importanti per il Bangladesh, fino agli anni Settanta la iuta costituiva una delle voci più importanti per l'economia del Paese, ma subì un crollo a causa dell'adozione della plastica come materiale da imballaggio e trasporto

Il bollettino sanitario 2009 del Bangladesh ha rivelato che l'avvelenamento da pesticidi (largamente utilizzati in agricoltura) è una delle principali cause di morte nel Paese asiatico. L'inchiesta del governo di Dacca rappresenta una novità rispetto a quella del 2008 che non prendeva nemmeno in considerazione la morte da avvelenamento come emergenza sanitaria

 

Il Bangladesh ha quasi 170 milioni di abitanti, ma è responsabile di una quota irrilevante di emissioni di gas serra visto che la media delle emissioni annue pro capite nel paese è intorno a 200 kg (l'Italia è a 9 tonnellate). Però è fra i paesi che più stanno già soffrendo e soffriranno a causa del cambiamento climatico

 

Discarica nella città di Dacca

Secondo l'indagine sulla qualità della vita nelle città del mondo (che esamina inquinamento, sistema di smaltimento rifiuti, servizi ospedalieri, focolai infettivi e potabilità dell’acqua), Dacca, la popolosissima capitale del Bangladesh con i suoi oltre dieci milioni di abitanti è costantemente minacciata dall'inquinamento dell'acqua, pericolosamente ricca di batteri e sostanze tossiche contenute nei pesticidi a uso commerciale.

Le principali municipalità del Bangladesh stanno valutando dei sistemi di recupero e riciclo dei rifiuti che potrebbero diventare delle risorse economiche per il paese. La gestione comunitaria dei rifiuti solidi urbani potrebbe essere sostenuta da un partenariato tra settore pubblico, settore privato e comunità locali

 

L'inquinamento acustico è causa di morte, in particolare l'inalazione del cadmio attraverso lo smog delle città. Numerosi bambini, bambini di strada, prostitute e autisti di risciò della città di Dacca sono sensibilmente esposti ai rischi dell'inquinamento dell'aria

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Impronta Ecologica

Documenti Agenzie ONU

 

GVU-UNU (Global Virtual University-United Nations University) - Dati (relativi al Living Planet Report, 2002) e grafici sull'impronta ecologica attraverso gli indicatori della biocapacità

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

Global Footprint Network - Rete che promuove l’economia sostenibile utilizzando l’impronta ecologica come strumento principe per misurare la sostenibilità

 

WWF (World Wildlife Fund - organizzazione internazionale per la protezione della natura) - L'organizzazione pubblica il Living Planet Report nel quale viene monitorata e analizzata la capacità del pianeta di mantenere e riprodurre la diversità biologica (il Living Planet Index misura questa capacità)

Carte tematiche:

Foreste/Deserti

Mangrovie nella foresta di Sundarbans

La copertura boschiva protetta rappresenta lo 0,70% della superficie del paese. Il Bangladesh possiede tre siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, tra cui la foresta del Sundarbans, una vasta estensione ricoperta di mangrovie situata sul delta del fiume Gange

 

La foresta di Sundarbans è una delle più grandi foreste di mangrovie al mondo situata tra Bangladesh ed India (Parco Nazionale di Sundarbans). La foresta è la casa della tigre reale del Bengala

 

Tra le cause della deforestazione e del degrado della copertura forestale si annoverano l'industrializzazione (possesso illegale delle terre), le piantagioni commerciali (gomma, acacia, eucalipto, ananas, banana, cassava e piante medicinali), la militarizzazione del territorio (realizzazione di basi aere e campi di addestramento) e le politiche forestali (silvicoltura sociale). In particolare, la silvicoltura sociale - che ha significato grossi finanziamenti provenienti da istituzioni internazionali - ha giocato un ruolo particolare e curioso nel processo di deforestazione. La pratica di piantare un'unica specie arborea è stata fatta passare come silvicoltura "sociale", "comunitaria", "partecipativa". Questa ha però causato la rapida distruzione della vegetazione nativa e dell'annessa biodiversità nelle foreste pubbliche

 

Il potenziamento dell'industria del pesce da esportazione e dell'acquacoltura commerciale (in particolare, l'allevamento dei gamberi) è uno dei processi che ha maggiormente contribuito al danneggiamento e in alcuni casi alla scomparsa delle foreste di mangrovie, naturali barriere contro l'innalzamento delle maree e la salinizzazione del suolo, rifugio della biodiversità costiera in termini di fauna acquatica.

Vandana Shiva spiega molto bene l'importante ruolo di questi alberi acquatici (Tratto da: Le guerre dell'acqua, Feltrinelli, 2004):

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Le mangrovie assorbono parte dell'energia delle onde e delle maree, proteggendo la terra retrostante; gli alberi formano anche una barriera contro il vento. La distruzione delle Mangrovie nell'Orissa ha permesso alle tempeste e ai venti ciclonici di seminare la devastazione nella regione. Nel 1991, un'ondata di marea ha causato la morte di migliaia di persone in Bangladesh a causa delle vasche per l'acquacoltura. Nel 1960 un'ondata simile non aveva neppure danneggiato i villaggi, grazie alle mangrovie che a quel tempo proteggevano l'entroterra

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Documenti Agenzie ONU

 

FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore forestale

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

Copertura forestale

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati su foreste, praterie e zone aride in Bangladesh

 

Ministero dell'Ambiente/Direzione delle Foreste -Il territorio nazionale è così ripartito: oltre il 65% territorio agricolo, 17% foresta, 8% areee urbane; acque e altri usi del suolo occupano il restante 10% circa. L'area forestale include terre demaniali classificate e non, foreste delle fattorie, giardini del te. Nel caso di foreste private, i dati rappresentano le aree coperte di alberi. Dei 2,52 milioni di ettari di foresta, la Direzione delle Foreste ne gestisce 1,52 milioni di ettari che comprendono riserve forestali, foreste protette e acquisite, foreste di mangrovie. Le foreste di villaggio (terre delle fattorie) rappresentano le risorse arboree più produttive e coprono circa 0,27 milioni di ettari

Acqua

Rete idrografica del Bangladesh

La rete idrografica del Bangladesh segna la geomorfologia del paese e la vita delle popolazioni. Sono circa 700 i fiumi che generalmente scorrono verso sud gettandosi nel Golfo del Bengala drenando gli eccessi delle precipitazioni monsoniche. I corsi d'acqua maggiori sono la fonte idrica del settore agricolo e le principali arterie per il trasporto di merci. Le inondazioni, durante la stagione monsonica, sono la causa di enormi disagi e perdite economiche, ma i depositi limosi rigenerano i suoli agricoli eccessivamente sfruttati

 

Nel 2004, il 98% della popolazione del Bangladesh aveva accesso a servizi idrici e igienici adeguati, se non fosse che il 97% delle fonti di approvvigionamento idrico (acque sotterranee) delle zone rurali, ma in larga parte anche di quelle urbane, risultava inquinato da arsenico

 

 

Installazione di uno strumento di rilevamento della qualità dell'acqua in una risaia in Bangladesh. Una ricerca del Massachusetts Institute of Technology ha mostrato come le risaie, irrigate con acqua ricca di arsenico, si comportino come una sorta di filtro naturale

In Bangladesh, l'arsenico è naturalmente presente nel suolo. Il rischio di avvelenamento è una delle principali preoccupazioni del paese. Secondo la rivista scientifica britannica “The Lancet”, nell'acqua potabile del Bangladesh sarebbe contenuto talmente tanto arsenico da poter causare il peggior avvelenamento di massa della storia, che potrebbe coinvolgere 77 milioni di persone.

 

Pozzo dal quale viene pompata l'acqua per uso domestico

Il settore dell'acqua è uno dei più esposti ai meccanismi di corruzione; il Global Corruption Report 2008, presentato da Transparency International, è dedicato al settore idrico. La corruzione nel settore dell'acqua ha conseguenze molto negative soprattutto nei paesi più vulnerabili dove l'80 per cento dei problemi di salute è collegato alla mancanza di acqua potabile e servizi igienici adeguati. In Bangladesh, la gravità è estrema, perchè questo Paese è anche afflitto da un'annosa e irrisolta emergenza arsenico

 

 

 

 

 

 

Gamberi  

Il Bangladesh vanta una tradizione secolare di coltivazione dei gamberi. Solo negli anni '70 del Novecento, su iniziativa della Banca Mondiale e di altre istituzioni internazionali, del governo e dell'industria del pesce, è stata introdotta l'acquacoltura commerciale. Il Bangladesh è oggi il quinto esportatore mondiale di gamberi di mare

Raccoglitori di gamberi in un allevamento

Il Bangladesh è una terra ricca di fiumi, ma l'acqua potabile scarseggia. Il diboscamento incontrollato della foresta, la costruzione di dighe, la distruzione delle mangroviesono alcune delle azioni più pesanti subite dal territorio per la realizzazione di allevamenti di gamberetti. Nella Shrimp region, la regione dei gamberi (a sud-ovest del Bangladesh), la crescente produzione di gamberi in allevamenti di acquicoltura ha comportato la distruzione di interi ecosistemi naturali. Del commercio del crostaceo non hanno beneficiato le comunità locali private delle loro terre e vittime di continue violazioni dei diritti umani. L’allevamento intensivo di gamberi ha portato a conflitti sociali e ambientali che vedono le comunità opporsi agli impatti derivanti dall’implementazione di questa attività produttiva

 

Il fiume Buriganga è uno dei principali corsi d'acqua nei pressi di Dhaka: è diventato uno dei maggiormente inquinati dell'intero Paese a causa della sporcizia e dei rifiuti. Gli inquinanti hanno sottratto tutto l'ossigeno tanto da decretare la morte biologica del del fiume

Documenti Agenzie ONU

 

FAO/AQUASTAT - Informazioni su acqua e agricoltura in Bangladesh

 

UNICEF (United Nations Children's Fund/Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia) - Lo spettro dell'arsenico sui pozzi del Bangladesh (video)

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulle risorse idriche e gli ecosistemi d'acqua dolce in Bangladesh

 

La pesca è una delle attività più praticate insieme all'agricoltura

Ministero dell'Acqua - Legislazione, politiche, piani e programmi relativi alla gestione della risorsa idrica

 

BWDB (Bangladesh Water Development Board) - L'ente governativo si occupa dal 1959 della gestione delle risorse idriche del Paese, in particolare di controllo delle inondazioni, drenaggio e progetti di irragazione al fine di aumentare la produttività nel settore agricolo e della pesca

Guide tematiche:

Carte tematiche:

Biodiversita

Sundarban

Il delta del Gange, tra Bangladesh e India è un'area in cui si incrociano terra, acqua e detriti portati non solo dal fiume sacro, ma anche da altri due corsi d'acqua, il Meghna e il Brahmaputra. In questa zona ricchissiam di biodiversità si trova una delle foreste di mangrovie più grandi del pianeta: Sundarbans ("magnifica foresta", in lingua bengali) dove vive la Tigre del Bengala (Panthera tigris tigris). La biodiversità della foresta di Sundarbans è minacciata dalle attività antropiche (diboscamento , allevamento industriale di gamberi, inquinamento) e dagli effetti del cambiamento climatico (inondazioni, cicloni, innalzamento delle maree) e molti sono i progetti di protezione e conservazione degli ecosistemi

 

Le isole off-shore del Bangladesh rappresentano un tesoro per la biodiversità del Paese da proteggere

Documenti Agenzie ONU

Tigre nella regione di Sundarbans

CBD (Convenzione sulla Biodiversità) - Informazioni generali e documentazione su regole e strategie relative alla biodiversità

 

FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sulla biodiversità; pubblicazioni

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulla biodiversità e le aree protette

 

WTB (Wildlife Trust of Bangladesh) - Istituzione nazionale impegnata nella salvaguardia della biodiversità del Bangladesh, uno dei paesi più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. Nel corso degli anni, il Bangladesh ha perso parte dei suoi ecosistemi terrestri ed acquatici e le forme di vita in essi contenute. Oggi molte specie vegetali ed animali sono a rischio di estinzione e in alcuni casi già estinte come pavoni, coccodrilli, lupi, bufali, antilopi nilgau (Boselaphus tragocamelus, o antilope azzurra) e rinoceronti.

Guide tematiche:

Biotecnologie

Biotecnologie in Bangladesh

Il primo programma di biotecnologie vegetali è stato avviato alla fine degli anni '70 del Novecento nel Dipartimento di Botanica dell'Università di Dacca con la coltura di un tessuto di iuta; da qui ha preso avvio la storia delle biotecnologie e della loro applicazione. Quale futuro hanno le biotecnologie in un paese come il Bangladesh?

 

Il settore delle sementi - dominato dalle multinazionali - è particolarmente toccato dalla rapida ascesa delle biotecnologie. In Bangladesh, i semi più sensibili e soggetti a modificazioni genetiche sono riso (la principale coltura cerealicola del paese) e cotone. Come nel caso dell'India, fa molto discutere l'introduzione della melanzana transgenica, detta BT brinjal

Documenti Agenzie ONU

 

FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore delle biotecnologie

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

Ministero della Scienza, dell'Informazione e della Comunicazione tecnologica - Legislazione, politiche, piani e programmi in materia di scienza e tecnologia.

 

BAPTC&B (Bangladesh Association for Plant Tissue Culture & Biotechnology) / Dipartimento di Botanica dell'Università di Dacca - L'interesse dell'associazione verte sullo sviluppo della coltura dei tessuti vegetali sia dal punto di vista teorico che applicato

 

NIB (National Institut of Biotechnology) - L'istituto funge da centro di coordinamento per la ricerca biotecnologica in Bangladesh, come pure da centro di risorse per il transfer tecnologico e per lo sviluppo delle risorse umane in settori emergenti delle biotecnologie (biotecnologia animale, vegetale, ambientale, microbica e biologia molecolare). L'istituto è l'autorità competente per stabilire i parametri di ammissione degli organismi geneticamente modificati

Habitat

Baraccopoli di Paraisopolis, una vera e propria "città" nella città, nella periferia di Sao Paolo (Brasile), costituisce un esempio chiaro delle contraddizioni del fenomeno dell'inurbamento.

"Rendere migliore la qualità della vita di ciascun essere umano è il primo e più importante obiettivo di qualsiasi politica di gestione degli insediamenti umani. Queste politiche devono contribuire in maniera rapida e continua al miglioramento della qualità della vita di ciascuno, a partire dalla soddisfazione dei bisogni primari di alimentazione, alloggio, acqua pulita, impiego, salute, educazione, formazione e sicurezza sociale senza alcuna forma di discriminazione per motivi di razza, colore, sesso, lingua, religione, ideologia, origine nazionale o sociale, in nome della libertà, della dignità e della giustizia sociale". I Principio Generale, Dichiarazione di Vancouver sugli insediamenti umani (1976)

Documenti Agenzie ONU

UN-HABITAT (United Nations Human Settlements Programme/Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Informazioni riguardanti attività e iniziative di ricostruzione di insediamenti umani e relative infrastrutture in Bangladesh

 

UN ESCAP (United Nations Economic and social Commission for Asia and the Pacific/ Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Asia e la regione del Pacifico) - Profilo della sezione responsabile della costruzione di insediamenti umani che contribuiscano alla produttività economica e siano esito di partecipazione dal punto di vista politico, che siano socialmente adeguati ed ecologicamente sostenibili

Documenti di altre Organizzazioni

Il Bangladesh, con una popolazione di circa 147.4 milioni di abitanti, è uno dei paesi più poveri al mondo. Si stima che circa 3.4 milioni di persone vivano nelle otre 5000 baraccopoli che costellano la sua capitale, Dhaka. Nel 2010, la popolazione di Dhaka contava circa 17.6 milioni di abitanti, dei quali, il 60% circa, vive nelle baraccopoli.

 

National Housing Autority - Autorità Nazionale per le attività di housing impegnata nel fornire un alloggio sicuro alle persone meno fortunate in maniera tale da disincentivare la creazione di baraccopoli e insediamenti abusivi e attivare tutta una serie di meccanismi e di reti tra le stituzioni locali a tali scopi

 

ACHR (Asian Coalition for Housing Rights) - Rete regionale di organizzazioni di comunità di base, ONG e professionisti coinvolti attivamente nel processo di sviluppo urbano delle città asiatiche; documento di ricerca riguardante le politiche abitative urbane in Bangladesh e il ruolo potenziale che potrebbe avere l'ACHR nel Paese, maggio 2007

 

SSRN - Articolo riguardante l'housing sociale, la sua applicabilità e sostenibilità in Bangladesh, Bijon B. Sarma, New York, USA-settembre 2009

 

Habitat for Humanity - Associazione che opera con l'obiettivo di eliminare la povertà abitativa nel mondo; attività in Bangladesh

 

HLRN (Housing and Lands Rights Network) - Organizzazione membro dell'HIC (Habitat International Coalition) che mira alla promozione del diritto umano ad un alloggio adeguato e alla terra e fornisce una carta tematica che rappresenta una mappatura a livello internazionale delle violazioni di tale diritto, in particolare ai casi di sfratto, espropriazione, distruzione e privazione. Memebri dell'HIC in Bangladesh

Guide tematiche:

Turismo responsabile

 

Turismo Responsabile

Lo sviluppo del turismo deve essere basato sul criterio della sostenibilità, ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali (Carta di Lanzarote, 1995).

I 18 punti della Carta sanciscono l’indiscutibile necessità di promuovere un turismo che sia occasione di sviluppo equo per le località e le popolazioni residenti, di qualità per i visitatori e di salvaguardia delle risorse culturali e naturali. A tal fine, gli strumenti consigliati sono un'attenta pianificazione, premessa di una gestione globale efficace, lo scambio d’esperienze e d’informazioni e la diffusione di nuovi modelli di comportamento.

 

Documenti Agenzie ONU

Per saperne di più... 

Ecoturismo, turismo sostenibile, turismo responsabile e turismo naturalistico: quali sono le differenze?

 

UNWTO (United Nations World Tourism Organization/ Organizzazione Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite) - Programmi e attività dell'UNWTO in Asia meridionale

 

STEP (Sustainable Tourism - Eliminating Poverty) - Il programma del UNWTO per il turismo sostenibile ha elaborato 7 meccanismi, cioè sette azioni da praticare per consentire alle popolazioni locali dei paesi svantaggiati di beneficiare del turismo

Documenti di altre Organizzazioni

Wild Asia Responsible Tourism Award 

Premio annuale finalizzato a dare riconoscimento ai servizi turistici che si distinguono per aver contribuito in maniera significativa al turismo sostenibile. Fungendo da spazio di condivisione di buone pratiche nell'ambito del turismo sostenibile tra gli operatori turistici del continente asiatico, il premio dimostra come il turismo responsabile possa divenire la strategia turistica comune a favore di comunità, ambiente e attività economiche

Logo del premio Wild Asia Responbile Tourism

Ministero dell'aviazione civile e del turismo - Sito web di informazione e promozione del turismo in Bangladesh

 

tourism Bangladesh - Progetto promosso dal Consorzio per la Cooperazione allo Sviluppo per lo sviluppo integrato e la promozione delle risorse turistiche e ricreative del Bangladesh

 

NAC Tours Bangladesh - Operatore turistico attivo dal 1989 e particolarmente impegnato nell'offerta di viaggi di ecotursimo e turismo responsabile che mirino a ridurre il più possibile gli impatti negativi provocati dalle attività turistiche sull'ambiente e incrementino i benefici a favore delle comunità locali

 

Bangladesh ecotours - Gruppo costituito da referenti locali, operatori di ecoviaggi, guide turistiche locali, ecologisti, attivisti sociali e personalità impegnate nell'ecoturismo

 

Federazione dell'ecoturismo in Bangladesh - Progetto socio-economico che mira alla promozione dell'ecoturismo in Bangladesh

 

Step up travel - Naviga sulla carta, scegli le destinazioni di turismo responsabile nel mondo e fai le prenotazioni del soggiorno: turismo responsabile in Bangladesh, mete ed informazioni utili

 

L'altra faccia del turismo

Il Bangladesh è particolarmente noto quale meta di turismo sessuale, pratica che spesso si traduce in sfruttamento e forme di schiavitù per donne e minori che divengono vere e proprie merci di scambio in un "mercato" che arricchisce le fila delinquenziali e malavitose.

 

Il Codice Mondiale di Etica del Turismo dichiara che qualsiasi forma di sfruttamento degli esseri umani - in particolare sessuale - specialmente a danno di bambine e bambini è in contrasto con gli scopi fondamentali del turismo e, anzi, costituisce negazione del turismo stesso.

Secondo l'ONU, il turismo sessuale ha conseguenze sociali e culturali sia per i paesi d'origine che per quelli di destinazione, particolarmente in quelle situazioni ove si sfruttano le diseguaglianze di sesso, età, condizione sociale ed economica delle popolazioni delle mete turistiche.

Guide tematiche:

MDG

Stop alla povertà entro il 2015 è la promessa che 182 leader mondiali hanno fatto al Vertice Mondiale del 2000 convenendo nel raggiungimento degli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015. Clicca qui per maggiori informazioni sulla Campagna del Millennio in Asia

 

Documenti Agenzie ONU

UN (United Nations/ Nazioni Unite) / Millennium goals - Rapporto (2009/10) relativo alla macroregione Asia e Pacifico: raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in un'era di incertezza globale, rapporto (2010) sui progressi, le sfide e i successi registrati nel raggiungimento degli MDG in Asia

 

End Poverty in South Asia 

blog gestito dall'Ufficio regionale dell'Asia meridionale della Banca Mondiale istituito con l'obiettivo di scambiare idee ed esperienze su come eliminare la povertà in Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka

 

WB (Banca Mondiale) - Atlante degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

 

UNDP (United Nations Development Programme/ Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) / MDG - Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Bangladesh, documenti, informazioni e collegamenti utili

La Banca mondiale stima che in Bangladesh è quasi stato raggiunto l'obiettivo relativo all'uguaglianza di genere nell'accesso alla scuola primaria

UNDG (Gruppo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Rapporto (2007) sullo stato di avanzamento degli obiettivi del millennio in Bangladesh

 

MDG Monitor - Strumento dell' UNDP che fornisce informazioni aggiornate sui progressi riguardanti il raggiungimento degli MDG si a livello globale che locale; profilo del Bangladesh

 

UNPCDC (United Nations Procurement Capacity Development Centre) - Testimonianza riguardante i progressi della comunità bengalese nel raggiungimento di uno dei target relativi al settimo obiettivo del millennio

 

ADB (Asian Development Bank)/ UNDP/ UN-ESCAP (United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific) - Il partenariato composto da queste tre organizzazioni, isituito per monitorare i progressi, sostenere la crescita di politiche ed istituzioni e sviluppare competenze nel raggiungimento degli MDG in Asia e nel Pacifico, produce annualmente un rapporto di aggiornamento in merito a settori specifici e gestisce il portale Millennium Development Goals in Asia and Pacific, creato allo scopo di fornire informazioni sulle iniziative sviluppate relativamente agli MDG in questa regione

Poster della campagna del millennio bengalese dedicato all'obiettivo 5, migliorare la salute materna

 

 

 

Campagna del Millennio - Informazioni, attività, eventi e risorse raccolte dalla campagna del millennio sugli MDG in Bangladesh; rapporto della società civile pubblicato nel 2010 in risposta al report nazionale dell'India sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

 

 

Diritti umani

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees/Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - Rapporto 2009. Non avendo ratificato la Convenzione sui rifugiati del 1951, l'attività dell'UNHCR in Bangladesh si limita all'assistenza dei rifugiati provenienti dal Myanmar.

 

OHCHR (Office of the High Commissioner for Human Rights/Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite) - Human Rights Council. Rapporto 2010 di esperti indipendenti su diritti umani, povertà estrema, accesso all'acqua potabile e alla sanità.

 

Documenti di altre Organizzazioni

Human Rights Watch - Rapporto 2011. Denuncia la persistenza di tortura ed esecuzioni extragiudiziali, corruzione e attacchi alla libertà di espressione dei media.

 

Amnesty international - Rapporto 2010. Denuncia casi di repressione del dissenso da parte della polizia, registra 64 condanne a morte e 3 esecuzioni capitali nel 2010.

 

AHRC (Asian Human Rights Commission/Commissione asiatica per i diritti umani) - Sezione Bangladesh. Aggiorna sulla situazione dei diritti umani nel paese. La Commissione Asiatica si occupa di promuovere e proteggere i diritti umani nell'area asiatica, promuove l'eguaglianza sociale e tutela le categorie a maggior rischio di discriminazione, quali donne, bambini e minoranze .

 

ICG (International Crisis Group) - Sezione paese. L'ICG è un'Organizzazione indipendente, non governativa, no-profit fondata nel 1995, che si occupa di prevenire e risolvere i conflitti.

 

ICRC (International Committee of the Red Cross/Comitato Internazionale della Croce Rossa) - Sezione Paese. In Bangladesh la Croce Rossa protegge e assiste le personne sottoposte a tensioni e violenze, visita i detenuti.

 

La Croce Rossa in Bangladesh

Diritti delle donne

donne che ricamano

Documenti Agenzie ONU

UN Women (United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women, ex UNIFEM) / UN Women South Asia Office - Fondo delle Nazioni Unite dedicato al miglioramento dei diritti delle donne e al raggiungimento dell'eguaglianza di genere.

 

CEDAW (Convention on the Elimination of all Forms of Discriminations against Women/Convenzione per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne). La CEDAW nell'Asia del Sud, scheda paese. L'utimo rapporto presentato dal paese risale al 2004. La presentazione del prossimo rapporto è prevista per il febbraio 2011.

Pesanti violazioni.. 

E' grande la percentuale di donne che subiscono violenze a causa del mancato pagamento della dote. Le aggressioni con l'acido sono tristemente conosciute in tutto il mondo.

 

Segretario Generale ONU - Database sulle violenze contro le donne. Scheda paese. Raccoglie informazioni su struttura legale, politiche, strategie e programmi, meccanismi istituzionali, servizi per le vittime e misure di contrasto alla violenza contro le donne.

 

IRINnews (Humanitatian News and Analysis) - Sezione Bangladesh. In un articolo del dicembre 2010 tratta la preoccupante crescita dei casi di molestie a donne e ragazze, e delle loro gravi conseguenze.

 

Documenti di altre Organizzazioni

ASK (Ain o Salish Kendra) - Organizzazione nazionale di supporto legale e diritti umani. Tra gli altri obiettivi promuove l'eguaglianza di genere.

 

Nijera Kori - ONG locale che si occupa di diritti umani ed in particolare anche di violenza contro le donne.

 

ASF (Acid Survivor Foundation) - ONG locale che dal 1999 lavora per eliminare la violenza con acido.

 

Amnesty International - Rapporto 2010. Scheda paese. Aggiorna la situazione in materia di violenze contro donne e bambine.

 

Human Rights Watch - World Report 2011, scheda paese. Documenta la persistenza di discriminazioni nei confronti delle donne sia nella sfera privata che in quella pubblica, sottolineando che la violenza domestica resta una realtà quotidiana.

Diritti dei popoli indigeni e delle minoranze

La terra contesa presso le Chittagong Hills Tracts

In Bangladesh la Costituzione definisce l'Islam come religione di Stato. Conseguenza di ciò è stata la divisione della popolazione in cittadini di "prima categoria", la maggioranza di fede islamica, e cittadini di "seconda categoria", le minoranze hindu, cristiane, buddiste e tribali. Di fatto tali minoranze vengono escluse dalla vita politica e sociale del paese, nonostante in generale i musulmani si dimostrino tolleranti nei confronti delle altre fedi.

Nel paese inoltre da decenni avvengono scontri tra coloni bengalesi, forze governative e popoli indigeni locali conosciuti comme Jumma.

 

Documenti Agenzie ONU

IRIN news - Articolo di aggiornamento sullo stato di implementazione dell'accordo di pace del 1997, riguardante gli scontri nelle Chittagong Hills, nel sud-est del paese, tra le undici comunità indigene conosciute come Jumma e le forze militari governative.

La questione delle Chittagong Hills Tracts  

Il conflitto è iniziato nel 1973, quando il Governo rifiutò la richiesta di maggior autonomia dei gruppi indigeni Jumma. La mancata implementazione dell'accordo di pace siglato dalle parti ha spinto le comunità indigene a creare una campagna globale per la sua implementazione.

 

CERD (UN Committee on the Elimination of Racial Discrimination/Comitato ONU per l'Eliminazione di ogni forma di Discriminazione Razziale) - Osservazioni conclusive.

 

Documenti di altre Organizzazioni

IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre) - Sezione paese. Aggiorna sulla questione delle Chittagong Hills. Documento su indigeni e minoranze religiose e la loro condizione di sfollati interni.

 

Minority Rights Group International - Articolo sulla situazione dei gruppi indigeni Jumma. Rapporto 2010 sullo stato delle minoranze e dei popoli indigeni nel mondo.

Diritti dei bambini

Bambino che corre con l'aquilone nel campo dove lavora

 

Documenti Agenzie ONU

UNICEF - Rapporto 2010 sulla condizione dei bambini in situazioni di emergenza umanitaria. Scheda paese, aggiorna sulla situazione dei bambini oggi e sulle attività dell'UNICEF nel paese.

 

UN Committee on the Rights of the Child (Comitato ONU per i diritti del bambino) - Osservazioni conclusive 2009 sul rispetto da parte dello Stato della Convenzione sui diritti del bambino.

Programma UNICEF "Living in the Urban Jungle" con bambini di strada di Dhaka e Barisal.

 

ILO (International Labour Organization), Country Office for Bangladesh (CO-Dhaka) - Libretto informativo sui 36 anni dell'ILO nel paese e i suoi sforzi per contrastare il lavoro minorile, con racconti di esperienze e buone pratiche. L'ILO è l'Agenzia dell'ONU che spinge Governi, datori di lavoro e lavoratori verso azioni comuni che promuovano condizioni decenti di lavoro.

 

WFP (World Food Programme) - Iniziativa "Food for Education".

 

Documenti di altre Organizzazioni

AGIRE onlus (Agenzia Italiana Risposta Emergenze) - Interventi in Bangladesh. AGIRE raggruppa alcune delle più importanti ONG italiane che uniscono le loro forze per rispondere tempestivamente alle emergenze umanitarie.

Malnutrizione 

In Bangladesh mezzo milione di bambini soffrono di grave malnutrizione. Il servizio pubblico di salute non riesce a far fronte alla situazione, per questo si cerca l'aiuto della comunità internazionale.

 

Terres des Hommes - Federazione internazionale, network di 11 organizzazioni nazionali che si occupano di diritti dei bambini. Rapporto 2009.

 

Save the Children - Scheda paese.

Guerre dimenticate

Documenti Agenzie ONU

 

Nell'arena internazionale ci sono regole per disciplinare i rapporti tra gli stati, anche quando essi siano in guerra. Esiste una serie di norme che regola la condotta in guerra degli eserciti, siano essi regolari o meno, ed è chiamato Diritto Umanitario. Questo s'inquadra nel più ampio Diritto Internazionale, insieme di norme ed accordi tra Stati che definiscono, tra le altre cose, quali siano i diritti umani o chi sia un rifugiato o un profugo.

UN Peacekeeping - il Peacekeeping delle Nazioni Unite è uno strumento creato dall'Organizzazione per contribuire a creare condizioni di pace duratura laddove sia scoppiato un conflitto. Il termine non trova posto nella Carta delle Nazioni unite ed è stato coniato dal secondo segretario delle Nazioni Unite, Dag Hammaskjold all'epoca dell'attivazione delle prime missioni di Peacekeeping.Questa mappa visualizza le missioni attuali dei Caschi Blu ONU, ma il Peacekeeping è stato utilizzato anche nel passato.

 

Documenti di altre organizzazioni

Department of Peace and Conflict Research Uppsala University - database dei conflitti attuali e passati per macroregione. Vengono rilevati sia i conflitti interstatali che i conflitti armati minori e le "one sided violence" cioè le violenze scatenate da gruppi etnici, clan, tribù nei confronti di minoranze, quasi sempre impossibilitate a difendersi. Scheda Paese

 

Peacereporter - Il mondo in guerra: database dei conflitti armati in corso nell'anno. Consente di visualizzare un planisfero dei conflitti armati nell'anno in corso.

 

Guide tematiche:

Nuovi conflitti

Documenti ONU

UNEP (United Nations Environment Programme/Programma Ambientale delle Nazioni Unite) - portale regionale dell'ufficio di collegamento per le iniziative di monitoraggio e gestione ambientale per l'Africa. UNEP si occupa del sostegno e della pianificazione di interventi per la cura dell'ecosistema del pianeta.

UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime/ Ufficio delle Nazioni Unite competente su Droga e Criminalità) - ufficio di supporto alla lotta al crimine internazionale portata avanti dai governi nazionali. Monitora costantemente le principali direttrici del traffico degli stupefacenti ed elabora le mappe mondiali relative: qui le mappe sui principali flussi di eroina e cocaina. UNODC è presente in numerosi Paesi: mappa globale degli uffici UNODC.

Documenti altre organizzazioni

 

I conflitti, spesso ignorati o dimenticati dai massa media, che infiammano tutto il mondo lasciano dietro sé una scia mortale di Mine Antiuomo che continuano a mietere vittime a distanza di anni dalla fine delle ostilità, soprattutto tra coloro che la guerra nemmeno la hanno combattuta. E-Mine promuove la messa al bando delle mine antiuomo e la messa in sicurezza dei territori minati (mappa in pdf). Scheda Paese sulle azioni intraprese da E-Mine.

CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali) - centro di studi che raccoglie informazioni sui conflitti ambientali nel mondo. Il materiale è suddiviso per area geografica o per area tematiche: biodiversità, idrocarburi, miniere, foreste, acqua.

Pacific Institute - World's Water - pagina informativa sulle riserve mondiali di acqua dolce, presenta una mappa interattiva e una cronologia dei conflitti legati alla risorsa destinata a scarseggiare sempre più nei prossimi anni.

American University - The Mandala Project - progetto educativo di studio per grandi tematiche trasversali portato avanti dalla American University del Massachussets - articoli-Paese nelle tematiche TED (Trade and Environment Database) e ICE (Inventory of Conflict and Environment Database)

Guide tematiche:

Migrazioni

Migranti bengalesi ritornano in patria

 

 

IOM (International Organization for Migration/ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) - Programmi e attività dell'IOM in Bangladesh

 

ILO (International Labour Organization/ Organizzazione Internazionale per il Lavoro) - Questa organizzazione ha elaborato un database con numerose statistiche sulle migrazioni nelle diverse regioni del mondo - Altre informazioni sono presenti nella scheda paese e in questo report

 

Migrazioni dal Bangladesh - articolo 1, articolo 2 - In questi due articoli si analizzano vari aspetti del fenomeno migratorio in Bangladesh.

Guide tematiche:

Profughi/Rifugiati

Campo profughi nel sud-est del Bangladesh

 

Documenti Agenzie ONU

 

UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - Attività in Bangladesh (notizie, operazioni, statistiche, finanziamenti, analisi e politiche, carte)

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre/ Centro di Monitoraggio sugli spostamenti forzati Interni) - Rapporto sulla regione Asia-Pacifico - Scheda paese con statistiche, documenti e carte

 

FMO (Migrazioni forzate on-line, informazione sugli spostamenti umani) - Articoli, risorse web ed organizzazioni che operano nel settore delle migrazioni forzate. Materiali sul Bangladesh

 

Refugees International - Organizzazione che si occupa di sensibilizzare l'opinione pubblica ed i governi sul tema dei rifugiati - Scheda paese del Bangladesh

Guide tematiche:

Democrazia, dittature

Operazioni di voto in Bangladesh

 

Documenti Agenzie ONU

 

ONU in Bangladesh - Programmi e attività delle Nazioni Unite in Bangladesh

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

Parlamento del Bangladesh - Sito del Parlamento del Bangladesh

 

Freedom House - Profilo Paese - Breve presentazione sulla situazione politica del Bangladesh

 

IDEA (International Institute for Democracy and Electoral Assistance/Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale) - Democracy Report - Analisi dettagliata del processo di democratizzazione in Bangladesh

Guide tematiche:

Societa civile

Documenti Agenzie ONU

 

Cos'è una Organizzazione Non Governativa? è parte della Società Civile. E questa cos'è? la FAO risponde a queste domande.

UNDESA NGO Branch (United Nations Department of Economic and Social Affairs Non Governmnental Organization Branch/Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, sezione Organizzazioni Non Governative) - database e fulcro nodale della rete di ONG che lavorano con le Nazioni Unite e/o soddisfano i parametri per ottenere lo status consultivo presso l'ONU. Attraverso la pagina di ricerca avanzata si può ottenere la lista delle ONG ordinata Paese per Paese.

 

 

 

UNODC (United Nations Office for Drugs and Crime prevention/Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del Crimine e del Narcotraffico) - NGO Database - lista delle oltre 2500 ONG attive nella prevenzione del crimine organizzato e del narcotraffico che operano principalmente tramite la diffusione della cultura della legalità e la conoscenza degli stupefacenti e dei danni da essi provocati

 

 

 

UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per Commercio e Sviluppo) - dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa anche di cooperazione tra mondo del commercio e del profitto con il mondo della Società Civile

 

 

Documenti di altre organizzazioni

 

WANGO - Worldwide NGO Directory - archivio mondiale delle Organizzazioni non Governative, diviso per regione. Ospita anche il Manuale per le ONG che contiene definizioni, ambiti d'intervento e margini legali delle ONG.

 

 

 

The NGO Cafè - portale di news e biblioteca virtuale delle ONG. Contiene un meta-archivio regionale delle directory per trovare ONG nel mondo.

Guide tematiche:

Liberta di stampa

Documenti Agenzie ONU

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura che promuove la libertà d'informazione e stampa in quanto diritto umano fondamentale.

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization / Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura) - promuove la libertà d'informazione e stampa come un diritto umano di base

Documenti di altre Organizzazioni

RSF (Reporters sans frontiers/Reporters without border/Reporter senza forntiere) - Organizzazione internazionale di giornalisti che si bate per la libertà d'informazione nel mondo. Stila annualmente una classifica della libertà d'informazione per Paese.

Freedom House – organizzazione statunitense che si occupa di libertà e diritti. Elabora ogni anno una mappa navigabile dove riporta il livello di libertà di stampa dei Paesi del mondo. La mappa viene elaborata in base a criteri e motivazioni espressi in calce alla stessa.

Press Reference - Informazioni relative ai mezzi di comunicazione quali stampa, televisione, radio e giornali, al sistema della censura e all' ingerenza dello Stato nel sistema dei mezzi di comunicazione con riferimento alla legislazione nazionale in materia di libertà di pensiero ed espressione e di diritto di replica

Guide tematiche: