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Paesi | Asia | Asia meridionale orientale | Vietnam

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Hanoi
Superficie (km²): 329310
Densità (ab/km²): 253
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://chinhphu.vn/portal/page/portal/English
Data dell'indipendenza: 2 settembre 1945
Indipendenza da: Francia
Moneta: Dong
Membership:

ADB, APEC, APT, ARF, ASEAN, CP, EAS, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, MIGA, NAM, OIF, OPCW, UN, UN Security Council (temporaneo), UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

 

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. La particolare configurazione del Viet Nam si suole indicare con l'immagine di "due panieri di riso sostenuti da un bastone " (la Catena Annamitica). Le due pianure del Tonchino e della Cocincina sono in realtà due aree di eguale peso geografico: sono le due ampie pianure del Paese, entrambe formate dai depositi alluvionali di due grandi fiumi. La prima, il Tonchino, si apre in una depressione tettonica compresa tra l'allineamento montuoso annamita e i rilievi antichi della Cina meridionale. In essa confluiscono le valli che si dipartono dai rilievi dello Yunnan, dapprima anguste, poi con ampi fondi alluvionali; quella del Fiume Rosso, che ha un andamento rettilineo e una lunghezza complessiva di 1.183 km (di cui meno di 500 in territorio vietnamita), comincia ad aprirsi dopo il passaggio detto Lao Cai (la "porta della Cina") e a circa 200 km dalla costa sbocca nella grande Pianura del Tonchino. Nel complesso questa regione si presenta come una grande conca ad anfiteatro rivolta verso il mare (Golfo del Tonchino). La parte pianeggiante, alluvionale, tutta sistemata dall'uomo, è popolatissima; i fiumi vi sono pensili e da essi deriva tutta una fitta rete di canali. La costa è bassa, pianeggiante, centrata sul delta del Fiume Rosso, a est frammentata in basse formazioni insulari. Tutt'intorno la pianura è orlata di rilievi costituiti da rocce archeozoiche sottoposte a formazioni del Paleozoico e del Mesozoico, era durante la quale si ebbe la nascita della depressione, coeva all'emersione della Catena Annamitica. Questa fa parte infatti del grande arco di corrugamenti che precedettero l'orogenesi cenozoica e che si estende dal Kunlun , attraverso lo Yunnan, sino all'Indocina; è però sostanzialmente il risultato di fratture e sollevamenti compatti di antichi massicci granitici e scistosi, con blocchi sedimentari mesozoici sovrapposti: da ciò l'assenza di forme montuose aspre. Tuttavia la catena raggiunge altitudini abbastanza pronunciate, specialmente a ovest del Tonchino, nei massicci che si elevano tra la valle del Fiume Rosso e quella del Fiume Nero, dove il Fan Si Pan tocca i 3.142 m. La catena, che nella sezione centrale rientra per lo più in territorio laotiano, si amplia verso sud in un'area interessata da grandi fratture che hanno suscitato un'intensa attività magmatica, responsabile delle formazioni basaltiche degli altopiani centrali (di Kontum) e di quelli meridionali (o dei Moi), alti in media 1.000-1.500 m, che sovrastano la Cocincina. Terra deltizia in cui si depositano gli apporti detritici del maggior fiume indocinese, anche la Cocincina corrisponde a una depressione occupata un tempo dalle acque marine; ha una superficie molto più estesa del Tonchino e in larga misura è occupata dall'area deltizia del Mekong. Verso nord è orlata da basse scarpate e morfologicamente alterna lievi intumescenze sabbiose a zone basse soggette alle periodiche inondazioni. Tuttavia, diversamente dal Tonchino, le cui pianure sono tutte intensamente modellate e controllate dall'uomo (data la pensilità dei fiumi), la Cocincina è più naturalmente stabilizzata, manca la pensilità e le piene sono meno minacciose che nel Tonchino, dato che esse trovano sfogo nel Tonle Sap, il grande lago delle pianure cambogiane. Tutto il lungo contorno costiero che congiunge il Nambo al Bacho (sono questi i veri termini vietnamiti, mentre i corrispondenti Cocincina e Tonchino sono d' origine francese) presenta una morfologia varia: ai promontori rocciosi, appendici della fascia collinare che domina la costa, si alternano piccole pianure alluvionali originate dai fiumi che scendono dalla Catena Annamitica.

Clima. Paese molto esteso in latitudine (dal Tropico del Cancro a quasi 8° latitudine nord), il Viet Nam presenta variazioni climatiche passando da sud a nord, tuttavia è in generale sottoposto al clima monsonico, con estati piovose e inverni asciutti. D'inverno però nel Tonchino si determinano depressioni cicloniche che sono causa di precipitazioni, sia pur lievi; sulle coste meridionali invece si abbattono frequentemente, d'estate, i tifoni da sud-est. La presenza del rilievo crea inoltre aree differenziate per quanto riguarda piovosità e regime termico. Ma a parte queste incidenze particolari e di portata locale, il fondamentale elemento climatico sono le due stagioni monsoniche, quella piovosa estiva e quella secca invernale, con un periodo caldo e afoso che precede la stagione delle piogge. Questa inizia tra giugno e luglio e si protrae sino ai mesi autunnali. Quasi ovunque la quantità delle precipitazioni è superiore ai 1.500 mm annui, con valori massimi sino a 4.000 mm annui sugli altopiani centrali e meridionali e minimi di 1.500 mm nel delta del Mekong. Questa zona è anche la più calda del Paese con valori che oscillano nell'arco annuale tra i 25 e i 28 °C; nel Tonchino invece in gennaio si hanno 16 °C, in luglio 29 °C, valori che si spiegano con i maggiori influssi continentali.

Flora. Il clima caldo-umido è all'origine di una foresta tropicale sempreverde che è ricca e prosperosa nel sud, mentre nel nord essa assume carattere deciduo. Dominano i bambù, le palme, gli alberi dal legno duro e pregiato. Lungo le coste meridionali si hanno formazioni di mangrovie; sui rilievi più elevati compaiono le conifere. Il manto forestale è stato comunque largamente ridotto con l'espansione della risicoltura tranne che sui rilievi, dove esso è ancora relativamente esteso. Tuttavia nel corso della recente guerra, specie negli ultimi tempi del conflitto, le foreste vietnamite hanno conosciuto una colossale distruzione (si parla di almeno 2 milioni di ha di foreste), unica nella storia della Terra, attuata con mezzi chimici (sostanze defolianti) che hanno indotto squilibri ecologici assorbibili solo in tempi lunghi; la ricostruzione del manto forestale rappresenta senza dubbio uno dei maggiori problemi economici del Paese.

Idrografia. Idrograficamente il territorio vietnamita è molto frammentato. La sua appartenenza ai bacini dei suoi due fiumi maggiori, il Fiume Rosso (Song Coi o Song Hong) e il Mekong , è molto marginale in quanto entrambi svolgono il maggior tratto del loro corso fuori del Viet Nam; specie per quanto riguarda la Cocincina, essa rientra nel bacino del Mekong solo con l'estrema parte terminale e deltizia. Il grande fiume indocinese, entrando nel Viet Nam (dove il suo corso si sviluppa per soli 220 km, su complessivi 4.500), si divide in due bracci principali, il Tien Giang e il Hau Giang, a loro volta suddivisi in rami minori: l'insieme delle bocche è chiamato Cuu Long (i "nove dragoni"). Tipico fiume a regime pluviale-monsonico, il Mekong presenta variazioni di portata imponentissime; le piene si verificano a partire dai mesi estivi (quando iniziano le piogge monsoniche) e raggiungono il loro massimo in ottobre-novembre, tuttavia l'accrescimento è abbastanza graduale e le acque si sfogano, oltre che nel Tonle Sap, in alcune aree anfibie del delta. Anche per il Fiume Rosso le piene sono spesso vigorose (la portata può variare da 700 m3/s nella stagione secca a 30.000 m3/s in quella piovosa) e non di rado rompono gli argini, allargando le pianure tonchinesi. Il Fiume Rosso ha come maggiori affluenti il Fiume Nero (Song Da) e, un po' più a monte, il Fiume Chiaro (Song Lo). Tutta la sezione territoriale dominata dalla Catena Annamitica è idrograficamente frammentata in numerosi e piccoli bacini; i più ampi sono quelli dei fiumi meridionali, tra cui il Song Be che scorre verso le pianure del Mekong e il Song Ba che attinge le acque nell'Altopiano di Kontum e sfocia sulla costa sud-orientale.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. Complessivamente l'87% della popolazione del Viet Nam è rappresentato da Vietnamiti; essi occupano le terre pianeggianti del Tonchino, delle zone costiere e della Cocincina. Sui rilievi settentrionali e centro-settentrionali vivono, in posizione marginale, i gruppi etnici minori, i Tay (1,7%), i Muong (1,3%), i Thai (1,5%), i Nung (1,1%), i Meo (0,8%) ecc., mentre nel sud un gruppo importante è quello dei Moi, insediato negli altopiani centro-meridionali. Sono tutte popolazioni che praticano l'agricoltura itinerante e rappresentano lo stadio colturale anteriore a quello prodotto dall'agricoltura fondata sulla risicoltura irrigua. Nonostante i sempre più profondi contatti con i Vietnamiti, essi hanno in generale conservato la loro peculiarità etnica, riconosciuta e rispettata anche dal governo centrale. Nel Nord in particolare sono state create delle regioni autonome che raccolgono le principali minoranze delle zone montuose. Cospicuo è anche il numero di Cinesi, entrati nel Viet Nam a seguito di un processo immigratorio iniziato in secoli lontani ma divenuto massiccio nel secolo scorso con l'imporsi delle attività commerciali indotte dall'espansione coloniale europea. I Cinesi, che a lungo svolsero una funzione economica di primo piano, sono concentrati nei centri urbani, soprattutto a Hô Chi Minh; sono tuttavia fortemente diminuiti negli anni immediatamente seguiti all'istituzione della Repubblica, giacché si stima che circa 300.000 siano fuggiti dal Viet Nam nel solo periodo 1978-79.

Sviluppo demografico. La popolazione del Viet Nam oggi assai rilevante nel 1943 era di circa 22,6 milioni di abitanti: si è avuto quindi un notevole incremento demografico che però, tra il 1960 e il 1970, si è ridotto, specie nel Nord, in seguito alle gravi perdite di vite umane, non ben calcolate ma di consistenza numerica certo assai elevata.

Insediamenti e distribuzione. La popolazione vive per gran parte in villaggi raccolti lungo i fiumi o tra le risaie, cingendosi di macchie alberate. La struttura degli abitati è più simile a quella del mondo rurale cinese che a quella indocinese; le case sono aggruppate, talora congiunte lungo le strade e non sono mai su palafitte; sono prevalentemente costruite di legno con il tetto di paglia. La struttura sociale dei villaggi è basata sui clan familiari, che si distinguono tra loro anche per le attività svolte (agricole, artigianali). Ma il villaggio vive di stretti rapporti tra i vari gruppi familiari, rapporti che valgono per tutte le attività che tornano a beneficio della comunità. Su questa base sociale si è facilmente imposta nel nord l'organizzazione collettivistica di tipo comunista, che ha raccolto i numerosi piccoli proprietari (pochi erano i grossi proprietari). Nel sud si aveva invece la situazione inversa, con predominio di veri e propri latifondi, specie nelle aree ad agricoltura di piantagione. Nel Tonchino i villaggi si susseguono nella pianura uno dopo l'altro: qui infatti si hanno le più elevate densità umane del Paese, tra le più alte anzi dell'Asia monsonica. Valori elevati si registrano anche nelle aree pianeggianti della fascia costiera del Viet Nam centrale, mentre si abbassano alquanto nella Cocincina, in relazione anche al regime fondiario in vigore sino alla fine della guerra. Sui rilievi invece si scende a valori bassi.

Urbanesimo e città. Questa distribuzione è ovviamente legata alle forme di conquista del suolo ed è frutto storico. Vi si collega perciò anche l'urbanesimo, che però in antico assumeva gli stessi caratteri che in Cina, dove la città era appunto sede del potere regale, centro simbolico e culturale più che centro animatore di vita economica. Questo è il caso di Hué , che con la sua pianta quadrata, all'interno della quale si collocava la città imperiale come nelle vecchie città cinesi, è la testimonianza più viva di tale antico urbanesimo. Essa è stata nel secolo scorso la capitale annamita, ruolo che ha presto perduto con la valorizzazione dei centri commercialmente più favoriti, come appunto Hô Chi Minh e Hanoi , entrambe sviluppatesi in epoca coloniale allo sbocco delle due principali aree del Paese ed entrambe collegate ai traffici marittimi: Hô Chi Minh si trova su un ramo del Mekong, mentre Hanoi è quasi congiunta con Haiphong, attivo porto situato su un braccio terminale del Fiume Rosso, al centro del Golfo del Tonchino. Hanoi, capitale della nuova Repubblica unificata, fu sede in antico delle dinastie che dominarono sul Tonchino (Thang Long è il suo nome originario) ed è pertanto una città storica; però il suo sviluppo è tutto recente, in rapporto alle sue funzioni economiche (è tra l'altro sede di numerose industrie) e culturali, oltre che politiche e amministrative. Hai Phong , sua città satellite, quasi interamente ricostruita, ha buone attrezzature portuali oltre a essere il massimo centro industriale del Viet Nam settentrionale. Hô Chi Minh è la più popolosa città del Viet Nam; il suo porto, fluviale, è accessibile alle navi oceaniche. Fondata nel 1859, si è sviluppata grazie alla politica coloniale, la quale ne fece un centro amministrativo, metropoli dell'intera Indocina francese. È quindi una città povera di storia, mentre più antica è la vicina Cholon, fondata dai Cinesi, centro di vita commerciale e industriale. Le due città, che formano un'unica conurbazione, hanno conosciuto durante la guerra un accrescimento impressionante, fungendo da asilo per i contadini che fuggivano le campagne insicure, e prima ancora per i profughi, cattolici e anticomunisti, provenienti dal Viet Nam del Nord. Nel Viet Nam centrale la città principale è ancor oggi Hué, cui si è affiancato il centro portuale di Da Nang valorizzato dagli Americani durante la guerra. Gli altri centri, i maggiori dei quali si trovano sulla costa allo sbocco delle valli o dei bacini interni, hanno tutti funzioni locali e sono sedi di attività commerciali e amministrative.

Aspetti economici

Testo completo:

Il Viet Nam è un Paese eminentemente agricolo, al pari degli altri Stati della Penisola Indocinese; le sue strutture economiche prima della forzata e lunghissima divisione politica presentavano una sostanziale unità, legate com'erano sia alla comune matrice di un mondo tipicamente rurale sia ai medesimi interventi operati dal regime coloniale, anche se la presenza francese era stata più marcata nel Sud del Paese.

Profilo generale. Gli effetti più rilevanti del dominio coloniale furono l'introduzione delle colture di piantagione (le principali furono quelle di Hevea , tè, caffè), la realizzazione di strade e ferrovie, la nascita delle prime industrie, il potenziamento delle attività estrattive, l'apertura del Paese al commercio estero: con ripercussioni però solo parzialmente positive per l'economia vietnamita. La massiccia importazione di manufatti, massimamente dalla Francia, provocò la crisi del fiorente artigianato locale, solo in parte rimpiazzato dalle produzioni delle nuove industrie, i cui proventi avvantaggiavano comunque gruppi finanziari esteri. Il Paese d'altronde trasse ben pochi profitti dall'agricoltura di piantagione, mentre si verificò un diffuso decadimento di quella alimentare. Contemporaneamente si venne formando, in specie nell'allora Saigon, sede dell'amministrazione francese, una classe di funzionari apertamente corrotta e totalmente subordinata agli interessi stranieri: francesi prima, statunitensi poi. Con la divisione del Paese e l'instaurarsi di due regimi politici nettamente contrapposti, anche le rispettive strutture economiche subirono radicali cambiamenti, benché tanto nel Viet Nam del Sud quando nel Viet Nam del Nord il protrarsi di una guerra di immani proporzioni impedisse ogni vero sviluppo e condizionasse alle proprie esigenze gran parte dell'attività produttiva. Nel Nord comunque sin dai primi anni dell'indipendenza furono poste le basi della trasformazione dell'economia in senso socialista. Il Viet Nam unificato si trova di fronte a problemi di estrema complessità: da un lato l'esigenza di riparare gli enormi danni bellici per avviare nuovamente un adeguato sistema produttivo, dall'altro la difficoltà di fondere due strutture economiche enormemente diverse tra di loro. Questo fatto obbliga il governo di Hanoi a procedere con grande cautela, specie per quanto riguarda la riconversione dell'economia sudvietnamita: assai arduo appare, per esempio, il ritorno alle campagne avviato subito dopo la liberazione di Saigon, poiché la nuova politica agricola implica il diffondersi delle cooperative e di uno spirito collettivistico ormai perduto. Indubbiamente le due parti del Paese restano economicamente distinte. L'apparato statale e le grandi industrie nazionali si trovano al Nord, mentre al Sud operano imprese private sotto il controllo statale. Intanto anche al Sud è stata estesa, a partire dal 1979, la collettivizzazione delle terre e nel 1983, per la prima volta, il Viet Nam è diventato autosufficiente nel consumo del riso, così come il settore industriale ha fatto segnare un incremento del 12,7% rispetto al tasso medio annuo dello 0,6% del periodo 1976-1980. Allo stesso tempo l'inflazione è scesa dall'80% del 1982 al 55% del 1983 con continua tendenza alla diminuzione, grazie anche agli accordi con l'ex URSS che hanno contribuito a incrementare gli scambi commerciali tra i due Paesi di oltre il 30%.

Agricoltura. I 2/3 della popolazione attiva sono occupati nell'agricoltura, che è tuttora per lo più praticata con tecniche estremamente arretrate, effettuandosi a mano la maggior parte del lavoro; tuttavia, in particolare nelle cooperative, istituite già negli anni Sessanta nell'allora Viet Nam del Nord e a partire dal 1976 nel resto del Paese, sono state operate rilevanti trasformazioni: la meccanizzazione delle operazioni agricole ha compiuto notevoli progressi, sono state introdotte sementi selezionate, è stato soprattutto potenziato l'impiego dei fertilizzanti chimici. Arativo e colture arborescenti coprono il 21% della superficie territoriale; prevale in modo netto la risicoltura, che tradizionalmente è praticata con la tecnica dell'inondazione stagionale dovuta alle variazioni di portata dei fiumi; grazie però alla realizzazione di opere di sbarramento e di canalizzazione esistono oggi ampi comprensori a irrigazione controllata, dove vengono ottenuti due raccolti all'anno. La pianura del Tonchino e quella della Cocincina sono le due principali aree agricole del Paese, fittamente intersecate da dighe e canali. Tra i cereali si producono riso (elemento base dell'alimentazione vietnamita, come di tutto il Sud-Est asiatico) e, in minor misura, mais, coltivato nelle zone di montagna. Altre colture alimentari di qualche importanza, praticate naturalmente sui terreni che restano all'asciutto, sono quelle della manioca, della batata, della patata e di vari prodotti orticoli, come cipolle e fagioli, nonché frutticoli quali banane, ananas, agrumi. Non mancano le colture industriali, che svolgono un discreto ruolo ai fini dell'esportazione; una certa diffusione hanno la canna da zucchero, alcune oleaginose come soia e arachidi, piante tessili quali cotone e iuta, quindi tè, caffè, tabacco.

Foreste. Nonostante le immani distruzioni operate nel corso della guerra, in particolare per l'uso dei defolianti e in genere per la "guerra chimica", il Viet Nam può contare tuttora su un considerevole patrimonio forestale, che copre quasi il 30% della superficie territoriale. Esso fornisce pregevoli essenze da ebanisteria, ma soprattutto bambù, che viene utilizzato per fabbricare abitazioni, mobili, utensili vari, carta ecc. Ben rappresentata è anche l'Hevea , che fornisce discreti quantitativi di caucciù.

Allevamento. L'allevamento è nel suo complesso un settore poco sviluppato, anche per la limitatezza delle aree a pascolo e per la scarsità dei foraggi; ciò incide in modo determinante sul numero dei bovini. Discreto è invece il numero dei suini, che sono per così dire un "complemento" del villaggio; ancor più rilevante è quello dei volatili da cortile. Nel lavoro dei campi sono ancora largamente utilizzati i bufali.

Pesca. Dati il notevole sviluppo costiero e il forte addensamento della popolazione nella fascia litoranea, la pesca, in particolare quella marittima, riveste notevole importanza nell'economia vietnamita (la pesca nelle acque interne è effettuata in prevalenza nelle risaie allagate), impegnando sovente gli abitanti di interi villaggi. I prodotti ittici entrano nel regime alimentare locale, cui assicurano un cospicuo contributo proteico, sia sotto forma di consumo diretto sia attraverso la preparazione del nuoc-mam , che è il condimento più usato nella cucina del Viet Nam e che è ottenuto dalla fermentazione del pesce.

Risorse minerarie. Il Viet Nam non appare al momento particolarmente favorito quanto a risorse del sottosuolo; anche del minerale più importante, il carbone (che concorre in misura determinante alle esportazioni del Paese), si sono estratti dai giacimenti di Thai Nguyen e Quang Ninh quantitativi non certo ingentissimo. Scarsa consistenza hanno i fosfati (presenti a Lao Cai, nel Tonchino e Long Cuong) e vari minerali metalliferi come oro, molibdeno, ferro, zinco e stagno. Sono in corso prospezioni geologiche nella piattaforma continentale; nel 1979 sono state iniziate delle perforazioni per la ricerca del petrolio nel Mar Cinese Meridionale a sud-est di Hô Chi Minh e a partire dal 1984 sono stati rinvenuti dei giacimenti sottomarini (White Tiger e Dragon, al largo del delta del Mekong, e Thanh Long e Vanguard Bank). Il carbone è in buona parte utilizzato per la produzione dell'energia elettrica, cui contribuiscono anche alcune centrali idriche.

Industria. Quanto alle industrie si stima che negli anni tra il 1965 e il 1973, nella fase cioè più drammatica del conflitto, le aziende abbiano perso circa il 70% della loro capacità produttiva; comunque già nel 1976 in taluni settori erano stati recuperati i precedenti valori. La presenza di giacimenti di carbone, di vari minerali metalliferi e la recente scoperta di giacimenti sottomarini di petrolio hanno consentito il nascere di una pur modesta industria di base; si hanno perciò stabilimenti siderurgici, metallurgici (in particolare un certo rilievo ha la metallurgia dello zinco, a Quang Yen, e quella dello stagno), meccanici (fabbriche di biciclette e altri veicoli, macchine agricole e materiale ferroviario, utensili vari, ecc., alle quali si aggiungono aziende per il montaggio di apparecchi radiofonici e televisivi, con fabbriche essenzialmente ubicate ad Hanoi, Haiphong, Hô Chi Minh), infine complessi cantieristici (a Haiphong). Discretamente rappresentata è anche l'industria chimica, che fornisce fertilizzanti azotati, acido solforico, acido cloridrico, soda caustica, fertilizzanti azotati ecc. Conservano la loro importanza i settori tradizionali e di più antica istituzione, come il tessile e quello alimentare, comprendente zuccherifici, oleifici, riserie, birrifici, conservifici del pesce, stabilimenti per la lavorazione del tè ecc. Si hanno inoltre cementifici e fabbriche di materiale da costruzione, cartiere, segherie, mobilifici, fabbriche di gomma, calzaturifici, vetrerie, manifatture di tabacchi.

Comunicazioni. La configurazione territoriale del Viet Nam, con la presenza della lunga Catena Annamitica, ha per così dire "spinto" le vie di comunicazione a seguire la costa per strutturare vere e proprie reti solo nelle grandi pianure. I sistemi ferroviario e stradale, sanati in linea di massima gli ingentissimi danni causati dalla guerra, sono in via di grande potenziamento, specie naturalmente per quanto riguarda i collegamenti tra il Nord e il Sud del Paese. Nodi principali delle comunicazioni sono Hanoi, cui fanno capo tra l'altro le linee ferroviarie che si spingono verso nord (congiungendo il Viet Nam con la Cina attraverso Lao Cai e lo Yunnan e lungo la valle del fiume delle Perle), e Hô Chi Minh, donde si dipartono a ventaglio importanti strade verso sud e verso la Cambogia. La rete stradale si sviluppa complessivamente per 106.000 km, quella ferroviaria per 2.605 km: la linea principale è naturalmente la Hanoi-Hô Chi Minh di 1.730 km (tra le due città opera inoltre un servizio diretto di pullman). Per i collegamenti internazionali il Paese può contare su vari porti modernamente attrezzati, in particolare su quelli di Haiphong, il maggiore scalo marittimo del Viet Nam, raccordato per ferrovia e superstrada con la capitale, di Da Nang e di Hô Chi Minh. Minore sviluppo hanno sinora le comunicazioni aeree, gestite dalla Hang Khong Viet Nam (Linee Aeree Vietnamite); oltre ad alcuni aeroporti minori, Da Nang, Hué, Nha Trang ecc., il Viet Nam dispone degli scali internazionali di Noi Bai, presso Hanoi e di Tan Son Nhat, presso Hô Chi Minh.

Commercio. La riunificazione del Paese ha dato nuovo impulso al commercio interno anche per la diversità di risorse tra le regioni settentrionali e quelle meridionali. Gli scambi con l'estero sono gestiti dallo Stato; il Viet Nam importa prevalentemente macchinari (specie apparecchiature agricole e per l'industria mineraria), combustibili, acciaio, fertilizzanti, prodotti chimici e farmaceutici, generi alimentari (cereali), mentre le esportazioni sono rappresentate soprattutto da petrolio grezzo, carbone, riso, caucciù, tè, pesce, legname e oggetti in bambù, articoli dell'artigianato locale. L'interscambio si svolge soprattutto con Singapore, il Giappone e le due Coree; la bilancia commerciale denuncia un costante passivo.

Storia

Testo completo:

Dalle origini all'occupazione giapponese del 1944.

 

Abitato fin dal Paleolitico, iniziò la sua ascesa culturale nel Neolitico, saldandosi più tardi con la cultura delle genti Viêt, che iniziarono l'opera di sistematica trasformazione delle zone deltizie in aree agricole regolarmente coltivate, attraverso l'insediamento di villaggi (xa), la cui popolazione lavorava collettivamente, possedeva le terre bonificate ed era unita da pratiche e culti comuni. Tra il sec. III e il II a. C. su questa civiltà già relativamente individuata si fece sensibile l'influenza cinese, che divenne poi occupazione. Il Viet Nam riuscì tuttavia a conservare una sua identità etnica e culturale e una sua caratterizzazione anche dal punto di vista economico e agricolo. La dominazione cinese costituì comunque un fattore positivo per lo sviluppo della civiltà del Viet Nam, in quanto apportò il modello politico dello stato cinese che, nonostante le sue caratteristiche conservatrici, garantiva tuttavia una grande e razionale espansione alla produttività. D'altra parte il rapporto tra Cina e Viet Nam non fu a senso unico, in quanto se il Viet Nam ricevette l'apporto della superiore cultura cinese, la Cina ricevette dal Viet Nam molte tecniche agronomiche e in particolare le tecniche per la coltivazione del riso e la lavorazione del bambù. Nel sec. X gli aristocratici del Viet Nam riuscirono a rendersi indipendenti: iniziò allora la vita di un'entità statale minacciata da periodiche invasioni cinesi che i sovrani vietnamiti cercavano di contenere facendo appello alle comunità di contadini-soldati che lavoravano la terra e costruivano i canali. Questa estesa resistenza popolare costituì la base della formazione di una coscienza unitaria vietnamita. Da questo punto di vista ebbero particolare importanza la dinastia dei Ly (1010-1225) e poi quella dei Trân (1225-1400), che elaborarono una vera tradizione strategica vietnamita, fondata soprattutto sull'utilizzazione del clima, sulla compattezza delle comunità rurali e sulla pratica generalizzata della guerriglia: in particolare Tran Hung Dao seppe mobilitare l'intero popolo in una resistenza totale, durata alcuni decenni, contro le invasioni predatorie dei Mongoli. Ma mentre resisteva ai tentativi di conquista cinesi, lo stato vietnamita si veniva gradualmente estendendo verso il Sud lungo la stretta zona costiera, abitata in epoca storica dai Cham, di religione induista e organizzati secondo un labile apparato castale. La conquista di questa zona (quello che poi sarebbe diventato il Viet Nam centrale) fu completata dalla dinastia dei Lê (1428-1788), sorta all'inizio del sec. XV da una grande vittoria sugli invasori cinesi e destinata a rivelarsi, soprattutto sotto il re Lê Thanh Tong, la più splendida delle dinastie vietnamite. La conquista del Viet Nam proseguì subito con il graduale insediamento di comunità di soldati-contadini vietnamiti nel delta del Mekong e nel Viet Nam meridionale, in un'area geografica che consentiva un'agricoltura intensiva in una certa misura affine a quella esistente da secoli nel delta del Fiume Rosso: questa espansione territoriale in aree piane e fertili consentiva di tenere controllate le tensioni sociali che altrimenti sarebbero esplose nel Nord per l'accumulazione delle terre da parte della classe dirigente e per i gravi oneri di fitti, corvées, servizio militare e tasse cui erano sottoposte le comunità contadine. Contemporaneamente questa possibilità di una “marcia verso il Sud” consentiva alle genti vietnamite di mantenere rapporti relativamente pacifici con le popolazioni (Thai, Meo, Mom), provenienti in genere dalla Cina, che si venivano insediando nella zona montana. Con il sec. XVII tuttavia le tensioni sociali vennero crescendo in concomitanza con le tendenze centrifughe degli aristocratici. Si giunse così a due dinastie contemporanee: i Trinh al Nord e gli Nguyên nel Sud. Alla fine del sec. XVIII una grande rivolta popolare appoggiata all'elemento mercantile nascente pose termine a questa frattura e riunificò il Paese sotto un regime che avrebbe potuto portare al superamento della carenza di coordinamento economico tra i villaggi e di una economia in sviluppo nel quadro di un mercato nazionale, ma ne fu impedito dalle spinte conservatrici e dagli interessi stranieri, che ormai premevano sul Viet Nam, portando alla restaurazione conservatrice sotto la dinastia degli Nguyên. Nonostante l'efficienza dell'apparato statale, soprattutto sotto il sovrano Gia-Long (1802-20), le tensioni sociali ripresero ad aggravarsi e indebolirono l'apparato statale vietnamita proprio nel momento in cui la Francia entrava nel Viet Nam con il pretesto di difendere la numerosa colonia di cattolici formatasi nel sec. XVIII per la penetrazione missionaria e considerata un pericolo sociale e ideologico dalla monarchia e dai burocrati confuciani, ma in realtà per assicurare alla marina francese un sicuro punto d'appoggio strategico e agli interessi economici francesi una base di partenza per la penetrazione sui mercati estremo-orientali. Dopo la guerra del 1858-62 il re aveva ceduto alla Francia parte del Viet Nam meridionale; altre province furono conquistate dai francesi nel 1867: nonostante l'arrendevolezza delle supreme autorità vietnamite, la resistenza popolare in queste zone, che la Francia trasformò nella colonia diretta della Cocincina, fu intensa, sostenuta anche da una parte della burocrazia confuciana locale. Per la mancata collaborazione della classe dirigente intellettuale indigena, i francesi ricorsero per appoggio alla comunità cattolica, che si trovò in tal modo in contrasto con la resistenza dei patrioti vietnamiti. La difficoltà di conquistare il Viet Nam fu ancora più chiara ai francesi quando nel 1882 la marina francese intraprese la conquista del Viet Nam settentrionale. Anche qui la resistenza popolare e il rifiuto a collaborare da parte della classe dirigente resero difficile, onerosa, incerta ogni avanzata francese, nonostante la violenza sistematicamente impiegata contro gli indigeni e nonostante la firma nel 1882 di un trattato che imponeva il protettorato francese sul Viet Nam settentrionale. Il prezzo per la conquista del Viet Nam aumentò notevolmente per la Francia dopo il 1885, quando il re fece appello alla resistenza generalizzata contro i francesi: numerosi furono i funzionari confuciani che si diedero alla macchia e cercarono di organizzare la lotta popolare. La guerriglia fu vinta dopo un decennio, ma il prezzo pagato dai francesi fu altissimo. Le motivazioni di questa resistenza si approfondirono quando – con la formazione dell'Indocina francese alla fine del sec. XIX e poi con l'azione del governatore Paul Doumer – le autorità francesi riuscirono a far “rendere” l'Indocina dal punto di vista economico, con il risultato di ridurre ulteriormente il già basso tenore di vita delle masse rurali vietnamite e di accelerare la concentrazione della terra nelle mani di pochi grandi proprietari francesi o anche vietnamiti. Fino al 1930, tuttavia, bastarono a imporre il mantenimento dell'ordine coloniale i soliti mezzi repressivi, nonostante l'organizzazione di gruppi a orientamento nazionalista come quelli suscitati senza posa da Phan Boi Chau e da Phan Chu Trinh e sostenuti soprattutto da intellettuali, ma non privi di appoggio popolare. La rivoluzione cinese del 1925-27, la crisi mondiale e le sue gravi ripercussioni in un Paese già travolto da un rapido processo d'immiserimento accelerarono il manifestarsi aperto di forme di resistenza: nel 1930 alcuni gruppi nazionalisti tentarono un colpo di mano nel Nord con l'aiuto di ausiliari vietnamiti delle truppe francesi ma furono sanguinosamente sbaragliati. Poco dopo i numerosi gruppi socialisti e comunisti che si andavano formando tra gli studenti confluirono nella formazione di un Partito comunista indocinese del quale fu fin da allora infaticabile animatore un intellettuale figlio di funzionari confuciani resistenti, Nguyên Ai Quoc, noto poi come Ho Chi Minh. L'influenza comunista era destinata ad accrescersi grandemente nel corso della seconda guerra mondiale: schierandosi contemporaneamente contro gli invasori giapponesi e contro i colonizzatori francesi (che avevano affidato al latifondista cattolico Ngô Dinh Diem una parvenza di potere), riuscirono a catalizzare la volontà di resistenza anticoloniale del popolo vietnamita e a costituire (1941) il Fronte per l'indipendenza del Viet Nam, noto come Vietminh, che soppiantò totalmente ogni altro raggruppamento anticolonialista e, con l'occupazione giapponese (1944), diede vita alle prime formazioni partigiane sotto il comando del comunista Giap. In questo senso il Partito comunista vietnamita riuscì a svolgere anche la funzione storica esercitata in tutti gli altri Paesi ex coloniali da forze di orientamento nazionalista.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 87848445
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Popolazione urbana (%): 31,03
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Lingue:

Vietnamita (ufficiale), inglese (sempre più incoraggiato come seconda lingua), francese, cinese, khmer, mon-khmer e maleo-polinesiano (lingue parlate nelle aree montane)

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Religioni:

Buddisti 9,3%, cattolici 6,7%, hoa hao 1,5%, cao dai 1,1%, protestanti 0,5%, musulmani 0,1%, nessuna 80,8% (1999)

Demografia

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Tasso di crescita: 1,10
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Tasso di natalità: 17,22
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Tasso di mortalità: 5,24

Media dell'area geografica: 6.4036362821406 (su un totale di 11 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 16,70
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Tasso di mortalità infantile maschile: 22,20
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Tasso di fecondità totale: 1,89
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Rapporto tra i sessi: 97,72
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 28,18
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Aspettativa di vita maschile: 72,33
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Aspettativa di vita femminile: 76,21

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 127

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 122,72
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 299,98
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Tasso di crescita annua: 5,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.374,01
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3.358,62
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 22
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 41
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 37
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 201
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Spesa statale per sanità (%): 4
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Spesa statale per istruzione (%): 14
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Tasso di corruzione: 31
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Debito pubblico (%/PIL): 47,71
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Tasso di inflazione : 18,13
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Tasso di disoccupazione: 4,51
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Debito estero (milioni di $): 57.840,50
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Saldo migratorio: -430692
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1270
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3250
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 13

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 28
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,40
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Diffusione contraccettivi (%): 80
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Diffusione assistenza prenatale (%): 91
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Assistenza specializzata al parto (%): 88
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Tasso di mortalità materna: 56
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 92
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 94
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 94
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 67
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 75

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 96
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 97
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 95
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 95
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 80
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 78

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 71,78
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 11,46
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 143,39
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Numero reti televisive: 67
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 35,07

Trasporti

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Aeroporti:

44

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,8

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Porti:

2