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Paesi | Americhe | Caraibi | Haiti

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Port-au-Prince
Superficie (km²): 27750
Densità (ab/km²): 335
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 1 Gennaio 1804
Indipendenza da: Francia
Moneta: Gourde
Membership:

ACP, Caricom, CDB, FAO, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, ITSO, ITU, ITUC, LAES, MIGA, NAM, OAS, OIF, OPANAL, OPCW, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, Union Latina, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. L'isola di Hispaniola costituisce il maggior nodo orografico della regione insulare delle Grandi Antille. La conformazione morfologica del territorio haitiano rispecchia chiaramente la struttura dell'intero sistema caribico: gli allineamenti montuosi sono orientati approssimativamente secondo i paralleli con una marcata tendenza a convergere verso il massiccio montuoso della Cordigliera Centrale, in territorio dominicano. Le due catene principali si spingono dal centro dell'isola verso ovest, protendendosi vistosamente verso la Sierra Maestra di Cuba e la dorsale giamaicana, quasi a sottolineare la connessione diretta. Le due lunghe penisole montuose, così originate, abbracciano un'ampia insenatura, il Golfo della Gonâve, aperta a ovest: nel cuore del golfo sorge l'Isola della Gonâve, orientata in direzione nord-ovest/sud-est e separata dall'Isola di Hispaniola da due bracci di mare, il Canal de Saint-Marc e il Canal du Sud o Canal de la Gonâve. La parte centrale del territorio haitiano si presenta come una successione di allineamenti montuosi e di depressioni più o meno vaste: le principali catene sono qui le Montagnes Noires e la Chaîne de Matheaux, disposte in direzione nord-ovest/sud-est, fra le quali si apre il bacino dell'Artibonite. Fra le Montagnes Noires e la catena settentrionale si stende il Plateau Central, mentre a nord del Massiccio de la Selle, alla base della penisola sud-occidentale, si apre l'ampio e lungo corridoio d'origine tettonica, denominato Cul-de-Sac, parzialmente sommerso dalle acque lacustri dell'Étang Saumâtre. Il territorio fu soggetto nelle passate ere geologiche a due grandi sconvolgimenti orogenetici, che diedero origine agli attuali rilievi montuosi: il corrugamento laramico nell'era mesozoica e, assai più importante per i grandiosi effetti che tuttora in buona parte sussistono, il corrugamento alpino nell'era cenozoica. Tra le formazioni rocciose prevalgono quelle calcaree, che interessano più di 2/3 del territorio; sono diffuse anche quelle vulcaniche e le intrusioni cristalline, parzialmente messe in luce dai processi erosivi. I rilievi più elevati si trovano a sud, dove superano in più punti i 2.000 m; la cima più alta è il Monte La Selle (2.680 m), che si innalza alla radice della lunga penisola sud-occidentale, terminante con l'elevato Massiccio de la Hotte (Morne Macaya, 2.347 m). Più bassi sono i rilievi della tozza penisola nord-occidentale, fronteggiata a nord dall'Isola della Tortuga (Île de la Tortue ), nota in età coloniale come base di corsari.

Clima. La posizione astronomica del territorio nella zona torrida, gli influssi della calda corrente marina nord-equatoriale e lo spirare costante degli alisei di nord-est contribuiscono a caratterizzare il clima haitiano, che è di tipo tropicale ma parzialmente temperato dall'altitudine nelle aree più elevate. Le temperature medie oscillano tra i 28-30 °C dei mesi più caldi e i 23 °C di quelli più freddi; nelle regioni montuose si rilevano però temperature assai più basse, ma raramente le medie annuali scendono al di sotto dei 10 °C; le aree più calde sono le fasce costiere, specialmente quella meridionale, riparata dagli alisei di nord-est, il bacino dell'Artibonite e la depressione di Cul-de-Sac, dove le temperature medie annue superano i 35 °C. Le precipitazioni sono distribuite in modo irregolare: le aree più piovose sono i versanti settentrionale e nord-orientale del territorio, meglio esposti agli umidi alisei di nord-est, quelle più asciutte sono l'arco costiero occidentale, la valle dell'Artibonite e il corridoio di Cul-de-Sac, dove la media annua scende a valori al di sotto dei 500 mm. Le stagioni più umide sono quelle intermedie, primavera e autunno; la più povera di precipitazioni è quella invernale per l'influsso dell'anticiclone, che in quell'epoca si spinge a latitudini meno elevate avvicinandosi sensibilmente all'Equatore. Frequenti lungo le coste sono i cicloni provenienti dalle Piccole Antille.

Flora. La distribuzione e l'intensità delle precipitazioni condizionano il tipo e l'estensione del rivestimento vegetale. Le aree meno piovose dei versanti rivolti a Mezzogiorno e le depressioni della valle dell'Artibonite e di Cul-de-Sac sono caratterizzate da formazioni di savane con macchie di cespugli, erbe grasse e graminacee; nelle aree più calde e umide è diffusa la foresta tropicale, mentre nelle zone più elevate si stende la foresta di aghifoglie, povera di sottobosco. La stretta cimosa costiera del Golfo della Gonâve, tra Gonaïves e Port-au-Prince, è interessata da fitte associazioni di mangrovie.

Idrografia. Il frazionamento del territorio montuoso non consente lo sviluppo di alcun importante corso d'acqua. Il principale è l'Artibonite, lungo 250 km, che nasce in territorio dominicano dalla Cordigliera Centrale e attraversa il territorio haitiano, scendendo a nord-ovest tra le Montagnes Noires e la Chaîne de Matheaux, finché si getta con un piccolo estuario nel Golfo della Gonâve tra le cittadine di Gonaïves e di Saint-Marc. Assai minor importanza hanno gli altri corsi d'acqua, nessuno dei quali supera gli 80 km, tranne alcuni affluenti di destra dell'Artibonite; tutti poi presentano portate assai irregolari, hanno regime tipicamente torrentizio e il loro corso è frequentemente interrotto da cascate e da rapide. Fra i bacini lacustri naturali il più esteso è l'Étang Saumâtre, nella depressione di Cul-de-Sac, che si va lentamente prosciugando.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento ed etnie. Il quadro etnico del Paese subì profonde trasformazioni dall'epoca della prima colonizzazione a oggi. La popolazione indigena primitiva, i cui discendenti sono ormai completamente scomparsi, ammontava probabilmente a circa 100.000 abitanti. Alla fine del XVII secolo ebbe inizio l'immigrazione francese, cui seguì immediatamente la tratta degli schiavi neri dalle coste africane della Guinea, trasferiti forzatamente ad Haiti per i lavori di piantagione, mentre i primitivi gruppi etnici indigeni venivano rapidamente sterminati. Haiti divenne così in breve tempo un Paese abitato essenzialmente da neri: nel 1789 i neri in condizione di schiavitù erano 465.000, i neri affrancati 28.000 e i bianchi, in massima parte Francesi, 31.000; questi ultimi, però, pochi anni più tardi abbandonarono in massa l'isola al momento dell'acquisizione da parte di Haiti dell'indipendenza (1804) prima di essere espulsi, per cui la popolazione rimase costituita quasi esclusivamente da neri e da mulatti. L'incremento demografico fu rapido: si raggiunsero 1.600.000 abitanti. all'indomani della fine della prima guerra mondiale, e 3.097.000 nel 1950, cioè alla data del primo censimento tenutosi nello Stato. Quanto all'attuale composizione etnica, prevalgono numericamente i neri, che usano chiamarsi eufemisticamente bruns e che costituiscono i ceti sociali più poveri, generalmente esclusi dalla vita politica ed economica della nazione. L'élite economica e sociale è formata dai mulatti, nati o discendenti dagli incroci tra bianchi e neri. Il rimanente 1% è costituito dai bianchi, in prevalenza Francesi e Nordamericani.

Distribuzione. La popolazione, in conseguenza delle notevoli diversità ambientali, è distribuita in modo molto ineguale. Le aree più densamente abitate sono l'arco costiero interno del Golfo della Gonâve, e la fascia costiera settentrionale, mentre sono scarsamente popolate la penisola nord-occidentale, l'arida Valle dell'Artibonite e le zone montuose più impervie dell'interno, specialmente nella regione di confine con la Repubblica Dominicana. Assai limitato è il fenomeno dell'urbanesimo per lo scarso sviluppo delle attività industriali. I centri principali sono ubicati quasi tutti lungo le coste, allo sbocco di valli o su pianure costiere, e hanno le dimensioni e l'aspetto di grossi villaggi. Unica città è Port-au-Prince , posta nella parte più interna del Golfo della Gonâve alla convergenza di alcune fra le principali vie di comunicazione e massimo centro economico, oltreché politico e culturale; fondata nel 1749, si sviluppò in modo razionale con vie rettilinee intersecantesi ad angolo retto, ma oggi è circondata da un'estesa bidonville dove si ammassa un miserabile sottoproletariato. Sul Golfo della Gonâve sorgono anche Gonaïves e Saint-Marc, centri portuali al servizio di una ricca zona agricola. Sulla costa settentrionale si trovano i due centri portuali di Port-de-Paix e di Cap-Haïtien, attivo emporio marittimo, attraverso il quale passano le esportazioni di caffè, banane, ananas e zucchero della parte settentrionale del Paese dirette verso gli Stati Uniti. Gli altri centri principali sono Hinche, nell'alto bacino dell'Artibonite, Jacmel, Les Cayes o Aux Cayes e Jérémie, lungo le coste della penisola sud-occidentale.

Aspetti economici

Testo completo:

Haiti è di gran lunga il più povero Stato dell'America Latina, anzi uno dei più poveri del mondo. Infatti, benché di recente e per lo più a opera del capitale straniero sia stato potenziato il turismo e siano state installate nell'area della capitale svariate industrie, tutto ciò non si è tradotto in alcun reale beneficio per il Paese, anzi ne sono stati accentuati gli squilibri sociali e territoriali a causa del deterioramento delle attività agricole e dell'accresciuto fenomeno dell'esodo rurale.

 

Agricoltura. L'agricoltura è in gran parte di pura sussistenza e viene praticata su una miriade di microfondi, in genere poco produttivi e minacciati dall'erosione; modestissimo è l'impiego di macchinari e fertilizzanti e anche l'irrigazione non è sufficientemente diffusa, il che rende particolarmente gravi gli effetti delle ondate di siccità che sovente colpiscono il Paese. Tra le colture di sussistenza prevalgono cereali come mais, riso e sorgo, la manioca, la patata dolce, vari ortaggi; ben più contano però i prodotti dell'agricoltura di piantagione, benché sia meno prospera che in altri Paesi centroamericani, e comunque sia in mano statunitense. Predominano il caffè, coltivato nella zona collinare interna (devastata nel 1980 dall'uragano Allen), la canna da zucchero, le banane; un certo sviluppo hanno anche le colture dell'agave sisalana, del cotone, del cacao, degli agrumi e del tabacco. Sistemi antiquati caratterizzano l'allevamento del bestiame (bovini, suini, volatili da cortile), la pesca e lo sfruttamento forestale; il carbone di legna contribuisce in gran parte al consumo di energia del Paese.

 

Risorse minerarie e industria. Le risorse minerarie consistono soprattutto nella bauxite, ma sono altresì presenti modesti quantitativi di rame, argento, oro ecc. L'industria comprende, oltre a zuccherifici, distillerie di rhum, tabacchifici, tessiture, cementifici, saponifici ecc., anche numerosi stabilimenti volti a produzioni del tutto estranee alle necessità locali, tra cui degli impianti per la costruzione di sofisticate apparecchiature elettroniche.

 

Comunicazioni e commercio. Nettamente inadeguate sono le vie di comunicazione; al breve tronco ferroviario, adibito al trasporto dello zucchero, si aggiungono circa 4.300 km di strade non sempre percorribili. La capitale è il principale sbocco marittimo, sede altresì di un aeroporto internazionale; esso svolge naturalmente la maggior parte del movimento merci e passeggeri. Il turismo rappresenta la seconda fonte di valuta dopo il caffè. Tra le merci d'esportazione prevalgono il caffè e lo zucchero; tra quelle d'importazione macchinari e mezzi di trasporto, manufatti vari, generi alimentari. Gli scambi si svolgono eminentemente con gli Stati Uniti.

Storia

Testo completo:

La storia di Haiti fino al 1697 fu comune a quella della Repubblica Dominicana: abitata da antiche tribù caribiche, l'isola fu avvistata nel suo primo viaggio, nel 1492, da Cristoforo Colombo, che la chiamò La Española, nome latinizzato, più tardi, in Hispaniola. L'isola entrò così a far parte dell'Impero spagnolo, nell'ambito amministrativo del Vicereame della Nuova Spagna (Messico). Nel 1697, con il Trattato di Rijswijk, la parte occidentale, chiamata dagli indigeni Haiti, fu ceduta dagli Spagnoli alla Francia e, in questa parte dell'isola, ebbe inizio un nuovo dominio coloniale basato sulla struttura della piantagione (zucchero, cotone, caffè). Per poter mantenere questo tipo di sfruttamento, i Francesi importarono schiavi dall'Africa, dando vita a un contesto sociale formato da tre componenti: la nobiltà padronale bianca, un ceto subalterno ma privilegiato mulatto e gli schiavi africani. La Rivoluzione francese, con le sue idee libertarie, determinò conseguenze radicali. La proclamazione dei diritti dell'uomo e la successiva abolizione della schiavitù misero l'una contro l'altra le classi sociali. Ne scaturì una guerra civile, che vide primeggiare, dopo il 1795, la comunità nera, capeggiata da P.-D. Toussaint Louverture. Questi, pur estendendo il dominio a tutta l'isola, lasciò alla Francia una sovranità puramente formale, di conseguenza Napoleone inviò nel 1802 trentamila soldati francesi che, sbarcati a Port-au-Prince, ristabilirono il regime coloniale (Toussaint, trasportato in Francia, vi morì nel 1803). La lotta di liberazione riprese, sotto la guida di J. J. Dessalines e H. Christophe, e il 1º gennaio 1804 i rivoltosi poterono proclamare l'indipendenza. Dessalines si fece riconoscere imperatore con il nome di Giacomo I.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 9993247
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Popolazione urbana (%): 53,42
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Gruppi etnici:

Neri 95%, Mulatti e Bianchi 5%

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Lingue:

Francese e Creolo (ufficiali)

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Religioni:

Cattolici 80%, Battisti 10%, Pentecostali 4%, Avventisti 1%, altri Protestanti 1%, nessuna 1%, altre 3% (circa metà della popolazione pratica il Voudou)

Demografia

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Tasso di crescita: 1,34
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Tasso di natalità: 27,57
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Tasso di mortalità: 9,24

Media dell'area geografica: 5.5238461127648 (su un totale di 13 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 44,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 52,60
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Tasso di fecondità totale: 3,55
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Rapporto tra i sessi: 98,42
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 21,51
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Aspettativa di vita maschile: 59,94
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Aspettativa di vita femminile: 62,02

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 161

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 7,39
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 12,37
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Tasso di crescita annua: 5,60
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 737,89
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.234,93
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -339
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Tasso di corruzione: 19
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 10,38
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 782,87
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Saldo migratorio: -239997
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 700
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1180
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 55

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 1,90
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Diffusione contraccettivi (%): 32
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Diffusione assistenza prenatale (%): 85
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Assistenza specializzata al parto (%): 26
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Tasso di mortalità materna: 300
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 71
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 55
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 63
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 24
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 10
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 17

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 70
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 74
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 52
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 48
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 21
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 18

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 24,09
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,00
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 41,49
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Numero reti televisive: 2
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 0,00

Trasporti

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Aeroporti:

14

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

1

Popoli

I primi abitanti conosciuti di Haiti raggiunsero l’isola intorno al 2600 a.C. a bordo di canoe a bilanciere, provenienti dal Sud America e dall’estremità meridionale delle Piccole Antille; un secondo gruppo, spesso chiamato Salanoide o degli antichi Arawak, raggiunse Hispaniola intorno al 250 a.C. (leggi il paragrafo "popolazione")

Gli Arawak (Aruachi in italiano), conosciuti anche come Arahuacos o Aruacos (da aru, ovvero fiore di manioca) sono i popoli che abitavano i Caraibi prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo. Gli Arawak appartengono alla famiglia linguistica Arawakan (la lingua arawak è a rischio di estinzione)

Tra questi popoli si distinsero:

 

  • i Taino che si erano stanziati nelle Grandi Antille (Cuba, Giamaica, Haiti, Rep. Dominicana) tra cui i Lucayan alle Bahamas e i Bimini in Florida.
  • i Nepoya e i Suppoyo nell'isola di Trinidad
  • gli Igneri, che si pensa avessero preceduto i Caribi nelle Piccole Antille (Antigua e Barbuda, St. Kitts e Nevis, Dominica, St. Lucia, St. Vincent e Grenadine, Grendada, Barbados), assieme ad altre etnie, tra cui i Lokono (autodefinizione di Arawak), che si erano stabiliti lungo le coste orientali dell'America meridionale fino ai confini dell'attuale Brasile

La gran parte della popolazione haitiana è formata di neri e mulatti

 

Territori urbani

Port-au-Prince

12 gennaio 2010 

Un sisma di grado 7 della scala Richter, il più devastante degli ultimi 200 anni in quest'area, ha colpito la Provincia Ovest (l'epicentro del terremoto è stato a 15 km dalla capitale Port-au-Prince)

 

Port-au-Prince è la capitale di Haiti, fondata dai francesi nel 1749 con il nome di L'Hopital (l'Ospedale); guarda il video di una passeggiata storica nella Port-au-Prince degli anni '40-'50 del secolo scorso; foto della capitale oggi

Tra le città più importanti di Haiti, Cap-Haïtien è l'ex capitale dell'isola (guarda le immagini e foto di vita di strada), Port-de-Paix è il maggior centro di esportazione di caffé e banane e Carrefour (Kafou in haitiano) è la terza città più grande

 

 

Prima e dopo il terremoto (12 gennaio 2010)

 

Territori rurali

Risaia

Sicurezza alimentare 

Avere la “sicurezza alimentare” significa poter disporre sempre degli alimenti necessari per condurre una vita attiva e sana; si basa su tre pilastri: disponibilità, accessibilità, e utilizzo degli alimenti

L'economia di Haiti è essenzialmente basata sull'agricoltura di sussistenza (riso, mais, patata dolce, sorgo, fagioli, ecc); l'agricoltura di mercato produce canna da zucchero, caffè, cacao, agave, ecc.

La crisi alimentare del 2008 ha duramente colpito Haiti (ed altri Paesi del pianeta), in particolare le zone rurali più vulnerabili

Attraverso un progetto di sviluppo innovativo, la FAO intende aiutare i paesi dei Caraibi a sfruttare le possibilità della liberalizzazione per migliorare la sicurezza alimentare

Flora, fauna e attività umane

FLORA

La palma Bactris plumeriana è endemica dell'isola, simbolo di stabilità, è anche icona nazionale (guarda le foto)

La Fuchsia triphilla è stata scoperta sull'isola di Hispaniola da Charles Plumier nel XVII secolo

FAUNA

Solendon

Il naso lungo di Haiti

Cotorra

L'hutia di Hispaniola, un piccolo formichiere, e il solendon, un roditore chiamato localmente anche "nez longue" (naso lungo) sono gli unici mammiferi nativi di Haiti ad essere sopravvissuti fino ai giorni nostri, ma sono in via di estinzione a causa della caccia e dell'introduzione della mangusta

La cotorra è un colorato pappagallo nativo di Haiti in via d'estinzione

Il grande coccodrillo americano (Crocodylus acutus) ha trovato rifugio ad Haiti sfuggendo al pericolo di estinzione

Giochi

Giochi in Haiti (foto). Il domino è uno dei passatempi più diffusi

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

Uno degli aspetti più particolari di Haiti è il culto vudù; questa parola risale al vecchio linguaggio dahomey (dell'attuale Benin, in Africa occidentale) e significa "spirito"

Il Carnevale di Haiti si è svolto anche nel 2008 nonostante la grave crisi che il Paese stava attraversando

Altre festività e manifestazioni in Haiti comprendono due importanti pellegrinaggi vudù e il Gede, la festa dei morti (celebrata il 1° e il 2 novembre)

Monete e banconote

Il gourde (in lingua francese), detto goud (in lingua creola) è la valuta ufficiale di Haiti, introdotta per la prima volta nel 1813

Arte tradizionale e moderna

Ad Haiti, la pittura rappresenta il mezzo di espressione più utilizzato dagli artisti ed ha origini antichissime; la pittura naif haitiana è conosciuta in tutto il mondo; i pittori espongono lungo le strade delle città

Basquiat Jean-Michel (di padre haitiano e madre portoricana) è uno dei maggiori rappresentanti della pittura haitiana e del graffitismo americano (alcune immagini dell'autore e delle sue opere)

Musiche e danze

La musica di Haiti è poco conosciuta in Italia perché la sua notorietà è offuscata dal famoso merengue della Repubblica Dominicana; si può dividere in due grandi correnti, il Compass, derivato dal merengue (guarda il video) e la Musique Racine, fusione della musica vudù e dei ritmi jazz (guarda il video)

Lo zouk (in lingua creola significa "festa") nasce da una miscela di ritmi, musiche e stili africani, caraibici ed europei; emerge nel 1982 grazie al contributo dei Kassav', gruppo caraibico fondato nel 1979 da Pierre-Edouard Décimus (ascolta il ritmo zouk). La musica zouk viene ballata in coppia

Fiabe e racconti

"Sogni amari" è un libro di Maryse Condé che racconta la storia di Rose-Aimée, una bambina di Limbé, un piccolo villaggio di Haiti, che a tredici anni inizia a lavorare per aiutare la sua famiglia e ad un certo punto prende la fuga verso la Florida su una barca di clandestini

Arcipelago mangrovia. Narrativa caraibica e intercultura” è un libro di Di Gregorio Rita, Di Sapio Anna, Martinenghi Camilla nel quale i Paesi dei Caraibi sono raccontati come luogo della memoria storica, anche tragica, di mescolamento culturale, di meticciato, e non solo come spiagge bianche, palme, ibiscus, rhum e del reggae

Gli Arawak, i primi abitanti delle isole caraibiche, esistono oggi solo nel ciclo de “I corsari delle Antille”, una raccolta di romanzi per ragazzi di Emilio Salgari (scritti tra il 1898 e il 1908): Il corsaro nero; La regina dei caraibi; Jolanda, la figlia del corsaro nero; Il figlio del corsaro rosso; Gli ultimi filibustieri

Il libro “Suite caribeana” descrive le più belle avventure caraibiche di Corto Maltese, il marinaio creato nel 1967 da Hugo Pratt (fumettista veneziano, 1927 – 1995). Con il suo fascino avventuroso e travolgente, con il suo bagaglio di ironie e disillusioni, sogni e segreti, Corto va alla ricerca di tesori misteriosi o di civiltà scomparse nel nulla. Nel libro “Lontane isole del vento” sono raccolte le avventure del marinaio nelle Piccole Antille

Cibo, alimentazione e ricette

Haiti è terra di asilo e di esilio: l’isola ha accolto i colonizzatori europei, gli schiavi africani e gli indiani. Da queste origini è nata una cucina sorprendente fatta di aromi e sapori piccanti

La cucina haitiana è costituita di piatti poveri preparati in maniera semplice, ma nello stesso tempo raffinati; generalmente accompagnati da riso, fagioli e salse piccanti a base di curry e pepe

La manioca è un tubero particolarmente utilizzato in cucina dal quale si ricava la farina di tapioca; la moussa (o musa) haitiana è fatta con tapioca bollita

La malnutrizione è uno dei problemi più gravi che affligge la società haitiana. Haiti vive una crisi umanitaria cronica che si ripercuote sulla popolazione e sulla salute dei bambini. I servizi di base (salute, igiene, educazione, accesso all’alimentazione, sicurezza) non sono più garantiti

Testimonianze

L'isola sotto il mare 

Titolo del libro di Isabel Allende (scrittrice cilena): descrive Haiti e racconta della sua storia coloniale

Gran parte degli intellettuali haitiani sono stati costretti all'esilio. Leggi l'intervista a Rodney Saint-Éloi, poeta, scrittore ed editore haitiano residente a Montreal

Ascolta la storia di un volontaria dell'UNICEF Haiti il cui ruolo è di monitorare l'efficacia degli interventi dell'UNICEF nel settore della tutela dei bambini orfani o esposti a rischio HIV/AIDS

Il diario di viaggio di Patrizio Rispo, attore napoletano noto al pubblico televisivo come uno dei principali interpreti della serie "Un posto al sole", e ambasciatore dell'Unicef Italia in visita ad Haiti

Intervista a Claudio del Punta, regista toscano del film “Haiti chérie” (Ayiti nan kem, cioè Haiti nel cuore) che narra la storia dello sfruttamento dei lavoratori haitiani nelle piantagioni di canna da zucchero della Repubblica Dominicana

Personaggi

Leggi i profili di interessanti figure storiche, uomini politici, personaggi illustri scomparsi e uomini di cultura che hanno contribuito alla storia dell'isola

Jean-Bertrand Aristide (1953) è stato Presidente di Haiti nel 1991, dal 1994 al 1996, e infine dal 2001 al 2004 (anno in cui un colpo di stato lo ha destituito)

Basquiat Jean-Michel (di padre haitiano e madre portoricana) è uno dei maggiori rappresentanti della pittura haitiana e del graffitismo americano (alcune immagini dell'autore e delle sue opere)