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Paesi | Americhe | America centrale | Costa Rica

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: San José
Superficie (km²): 51100
Densità (ab/km²): 85
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.casapres.go.cr/
Data dell'indipendenza: 15 settembre 1821
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Colon
Membership:

BCIE, CACM, FAO, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA (osservatore), MIGA, NAM (osservatore), OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UN Security Council (temporaneo), UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. In gran parte montuosa, la Costa Rica corrisponde strutturalmente a una sezione della dorsale istmica, bordata su entrambi i versanti da pianure costiere, più ampie a nord, verso il Nicaragua. Il territorio è percorso da un vigoroso sistema di rilievi in cui si possono distinguere, da nord a sud, tre cordigliere: quelle di Guanacaste e Centrale, entrambe vulcaniche, e la Cordigliera di Talamanca. Il Paese è di recente formazione, essendosi originato nell'era cenozoica, quando emerse l'intera regione istmica. La zona interna, montuosa, della Costa Rica è costituita da rocce mesozoiche e cenozoiche che affiorano nella Cordigliera di Talamanca, mentre altrove sono ricoperte da imponenti coltri vulcaniche e sovrastate da numerosi vulcani, tra cui l'Orosí (1.487 m), il Rincón de la Vieja (1.895 m), il Miravalles (2.028 m) e il Tenorio (1.920 m) nella Cordigliera di Guanacaste, il Poás (2.704 m), il Barba (2.604 m), il Turrialba (3.329 m) e l'Irazú (3.432 m), uno dei più attivi vulcani centroamericani, nella Cordigliera Centrale. Le massime cime del Paese appartengono però alla non vulcanica Cordigliera di Talamanca, dove si innalzano i monti Chirripó (3.820 m), Terbi (3.761 m), Blanco (3.554 m) e Kámok (3.549 m). Sul lato volto al Pacifico si allungano inoltre dorsali secondarie, che formano l'ossatura della penisola di Nicoya e di quella di Osa. Tra la Cordigliera Centrale e quella di Talamanca si apre una depressione d'origine tettonica, la Meseta o Valle Central , altopiano elevato in media 1.000 m e che, per le favorevoli condizioni climatiche e la fertilità dei suoli, ha sempre rappresentato l'area più ricca e popolata del Paese, nonché un agevole passaggio tra la costa caraibica e quella pacifica. Lungo il Mar delle Antille si estende una pianura relativamente vasta, formata da alluvioni del Neozoico e che termina con coste basse e rettilinee; assai più esigue sono invece le pianure del versante pacifico, dato l'approssimarsi delle catene montuose al litorale, che risulta perciò assai accidentato (penisola di Sant'Elena, Golfo di Papagayo, penisola e Golfo di Nicoya, Baia di Coronado, penisola di Osa, Golfo Dulce ecc.); abbastanza estesa è però la piana del Tempisque (o Pampa de Guanacaste), che separa la Cordigliera di Guanacaste dai rilievi della penisola di Nicoya.

 

Clima e flora. Data la sua posizione tra gli 8° e gli 11° di latitudine nord, il Paese presenta un clima tropicale caldo e umido; apportate dall'aliseo di nord-est, le precipitazioni sono particolarmente copiose e pressoché quotidiane sul versante atlantico (Limón, per esempio, riceve oltre 4.000 mm annui), mentre su quello pacifico si alternano nel corso dell'anno una stagione più piovosa (giugno-novembre) e una più secca (dicembre-maggio) e le piogge sono complessivamente meno abbondanti (circa 1.000 mm annui a Puntarenas). Le temperature sono invece uniformemente elevate, con medie annue di 26-29 °C. Nelle aree interne però il clima è profondamente condizionato dall'altitudine; tra gli 800 e i 1.600 m si hanno le tierras templadas , che registrano temperature medie tra i 12 e i 22 °C, con piogge abbondanti ma non eccessive (1.500-2.000 mm annui) e dove le condizioni ambientali sono particolarmente adatte all'insediamento umano; oltre i 1.600 m si stendono le tierras frías , con temperature medie tra i 5 e i 14 °C e forti escursioni termiche giornaliere. In diretta relazione con le zone climatiche, il Paese offre una rilevante varietà di ambienti vegetali; la flora è inoltre particolarmente ricca perché la Costa Rica, come tutta l'area istmica, rappresenta il punto d'incontro di specie proprie dell'America Settentrionale e Meridionale.

 

Idrografia. Il sistema idrografico del Paese è formato essenzialmente da fiumi brevi (il loro sviluppo è in media di 100-150 km), ma di portata relativamente elevata per le copiose precipitazioni; i maggiori corsi d'acqua sono in parte navigabili. Essi fluiscono per lo più paralleli tra loro, scendendo dagli opposti versanti montuosi alle pianure costiere; al Mar delle Antille tributano il San Juan (che segna per un buon tratto il confine con il Nicaragua), arricchito dall'apporto del San Carlos, il Reventazón e il Sixaola, che scorre al confine con Panamá; nel Pacifico sfociano invece il Tempisque e il Río Grande de Tárcoles.

Ambiente umano

Testo completo:

La Costa Rica ha fatto registrare un fortissimo incremento demografico in questo secolo, passando dai 300.000 abitanti del 1900 agli attuali 4.023.000. Gli abitanti sono quasi interamente d'origine europea; furono infatti gli Spagnoli a popolare effettivamente il Paese, nel quale l'elemento indio fu e rimane estremamente scarso: si calcola che gli Amerindi siano lo 0,5% della popolazione, a cui vanno aggiunti il 3% di mulatti, gli uni e gli altri stanziati nelle pianure caribiche. Le fasce costiere, per le loro sfavorevoli condizioni ambientali, sono sempre state le aree meno popolate: oltre il 50% degli abitanti si concentra nell'esiguo territorio della Meseta Central , specie nella provincia di San José. La capitale è l'unica vera città del Paese, centro commerciale e industriale di rilievo, grazie soprattutto alla posizione sulla ferrovia transistmica e sulla Carretera Panamericana. Solo le altre due città di Limón e di Alajuela raggiungono i 50.000 abitanti.

Aspetti economici

Testo completo:

 

La Costa Rica, come gli altri Stati centroamericani, basa tradizionalmente la propria economia sull'attività agricola, che appare più sviluppata rispetto a quella dei Paesi vicini; in particolare la Costa Rica presenta minori squilibri interni e una più omogenea distribuzione sia delle terre sia del prodotto nazionale. Non mancano in effetti, accanto alle piccole e medie aziende agricole a conduzione diretta, che sono sempre state la caratteristica del Paese sin dall'epoca coloniale, alcune grandi piantagioni in mano a società straniere. Non meno rilevante è l'impegno posto dal governo nel diversificare le strutture produttive, potenziando il turismo e soprattutto avviando un ampio processo d'industrializzazione, facilitato da una politica che incentiva gli investimenti stranieri; l'attività manifatturiera mostra una netta prevalenza nell'ambito dell'industria leggera, ma già con intensi programmi di sviluppo dei settori energetico, metallurgico ed estrattivo.

 

Agricoltura, allevamento e pesca. Arativo e colture arborescenti occupano meno dell'11% della superficie territoriale: le colture nettamente più redditizie, condotte con tecniche moderne, sono quelle del caffè, diffuso nelle alte terre centrali, e delle banane, coltivate nelle piantagioni costiere e pressoché interamente di proprietà della United Brands (ma cedute al governo costaricano perché considerate non più sufficientemente remunerative). La contemporanea caduta dei prezzi, anche del caffè, ha causato una crisi che soltanto dal 1986 è andata attenuandosi. Seguono tra le colture industriali o avviate all'esportazione il cacao, presente anch'esso nelle pianure litoranee, la canna da zucchero, il tabacco, il cotone. Nonostante la grande estensione delle aree forestali (circa un terzo della superficie totale), assai ricche di essenze pregiate, lo sfruttamento è tuttora piuttosto limitato, rappresentato soprattutto da cedro e da balsa. Occupa invece un rilevante ruolo nell'economia nazionale il settore zootecnico, che alimenta alcune industrie e fornisce anche prodotti per l'esportazione; prevalgono i bovini, seguiti dai suini e dai volatili da cortile. Piuttosto ridotta è per contro l'attività peschereccia, che viene praticata in prevalenza nell'Oceano Pacifico; ben organizzata, ma in mano per lo più a imprese statunitensi, è solamente la pesca del tonno.

 

Risorse minerarie e industria. Le risorse minerarie sono limitate o comunque l'attività estrattiva non è molto sviluppata, malgrado il recente interessamento governativo; si ricavano solo modesti quantitativi di oro, argento, minerali di ferro, zolfo, manganese, bauxite e salmarino. Cospicui incrementi ha registrato invece il settore energetico grazie all'ingente potenziale idroelettrico delle alte terre. La Costa Rica è il più industrializzato Paese dell'America Centrale; annovera per lo più piccole e medie aziende, la cui attività si basa sulla lavorazione dei prodotti agricoli, zootecnici e forestali (zuccherifici, manifatture di tabacchi, conservifici della carne e del pesce, birrifici, mobilifici, stabilimenti tessili e dell'abbigliamento). Accanto a queste aziende, che producono beni di consumo per il mercato interno, sono sorti, a seguito di massicci interventi governativi e di aiuti statunitensi, alcuni grandi complessi (meccanici, farmaceutici, chimici) localizzati intorno a San José, cui vanno aggiunti lo stabilimento di Puntarenas per la produzione di fertilizzanti e la raffineria di petrolio di Limón, raccordata con oleodotto alla capitale.

Comunicazioni e commercio. Buone sono nell'insieme le vie di comunicazione; quelle stradali comprendono il tratto costaricano della Carretera Panamericana , che raccorda il Paese con il Nicaragua e Panamá, e un sistema viario di 37.273 km, solo in parte però transitabili durante la stagione piovosa. La rete ferroviaria, di circa 950 km, è per metà di proprietà della United Brands ; statale è tuttavia la linea più importante, che attraversa la Costa Rica passando per la capitale e riunendo i centri portuali di Limón e Puntarenas (altri attivi porti sono Golfito e Quepos, entrambi sul Pacifico e adibiti in prevalenza all'esportazione di banane). Le maggiori città sono inoltre collegate mediante linee aeree (compagnia di bandiera è la LACSA, Líneas Aéreas Costarriquenses ); la capitale è servita dall'aeroporto internazionale di Juan Santamaría. Il commercio con l'estero si svolge per circa il 30% con gli Stati Uniti, ma sono sempre più intensi gli interscambi con gli altri Paesi del Mercato Comune Centroamericano, specie con il Guatemala. La Costa Rica esporta soprattutto caffè e banane.

Storia

Testo completo:

Abitata, prima dell'arrivo degli Spagnoli, da comunità indigene non particolarmente civilizzate, nonostante i loro contatti con gli Aztechi e i Maya, l'attuale Costa Rica fu conquistata agli inizi della seconda metà del sec. XVI soprattutto per opera di Juan Vázquez de Coronado. Il territorio fu incorporato nella Capitanía General del Guatemala, a sua volta inserito nel Vicereame della Nuova Spagna (Messico). L'indipendenza del Messico coinvolse pertanto tutti i Paesi dell'America Centrale (15 settembre 1821), ma il capo del nuovo Stato messicano, Agustín Iturbide, non accettò il distacco del Centramerica e nel gennaio 1822 occupò la regione.

Poco dopo la caduta di Iturbide, i liberali centramericani, riuniti in Assemblea Costituente a Città del Guatemala il 5 giugno 1823, ribadirono la posizione autonomistica del 1821, riassunta nella formula “né con la Spagna, né con il Messico, ma con il Centramerica”. Il 1º luglio successivo nacque lo Stato repubblicano delle “Province Unite del Centramerica”, che si sciolse nel 1839, quando, dopo un periodo di lotta, i componenti dell'entità federativa (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua) si separarono. La popolazione costaricense, nella stragrande maggioranza di origine europea, sia creola (nata sul posto) sia di fresca immigrazione, era dominata da alcune famiglie di latifondisti, ma anche la piccola proprietà era diffusa; questa struttura attutiva i contrasti sociali e favoriva un regime di pacifico paternalismo. Dopo il 1860, quando si sviluppò la coltivazione del caffè, che fece entrare la Costa Rica nei mercati internazionali, i proprietari delle piantagioni scesero in lotta per motivi di concorrenza e incisero sempre più nella formazione dei governi. Ne derivò, nel 1870, l'ascesa al potere di un caudillo, Tomás Guardia, che facilitò soprattutto gli Inglesi, già presenti con vistosi investimenti nell'America Centrale, mentre lo statunitense Minor Cooper Keith iniziava lo sfruttamento delle banane, dando vita al famoso “impero” della United Fruit Company.

La penetrazione economica statunitense continuò sotto la presidenza di Cleto González Víquez (1906-10), che assegnò varie concessioni petrolifere a compagnie statunitensi, e più tardi grazie anche alla politica di Ricardo Jiménez (1910-14) e Adolfo González Flores (1914-17). Dopo la dittatura di Federico Tinoco (1917-19), che fu deposto da una rivolta, con la presidenza di Julio Acosta García (1920-24) il Paese tornò al regime democratico-liberale e per circa vent'anni i mandati presidenziali di Ricardo Jiménez, Cleto González Víquez, Ricardo Jiménez, León Cortez e Rafael Angel Calderón Guardia si compirono regolarmente.

Alla scadenza elettorale del 1948, Rafael Angel Calderón Guardia tentò, con l'appoggio della destra, di farsi designare presidente per la seconda volta; gli elettori gli preferirono il riformista Otilio Ulate, ma il Congresso, dominato dai calderonistas, si rifiutò di riconoscere il responso delle urne e ordinò l'incarcerazione di Ulate. Calderón Guardia e T. Picado, che era stato presidente dal 1944 al 1948, chiesero aiuto ai dittatori Somoza del Nicaragua e Carías Andino dell'Honduras. I democratici costaricensi insorsero sotto la guida di José María Figueres e con il sostegno morale del governo guatemalteco. Figueres portò a termine vittoriosamente la propria azione: alla testa di una Giunta provvisoria amministrò il Paese fino al novembre 1949, poi trasmise il potere a Otilio Ulate. Nel 1953, quale leader del Partito di Liberazione Nazionale, fu eletto egli stesso capo dello Stato, ma quattro anni dopo dovette lasciare il passo al leader dell'opposizione conservatrice Mario Echandi. Si alternarono poi al potere conservatori e riformisti fino alla nuova presidenza di Figueres (1970), seguita nel 1974 dall'elezione di Daniel Oduber Quiros, anch'egli del Partito di Liberazione Nazionale. Nel 1978 tornarono alla guida del Paese i conservatori, con il presidente Rodrigo Carazo Odio, esponente della Coalizione per l'Unità. Le elezioni del 1982 furono vinte invece da Luis Alberto Monge Alvarez del Partito di Liberazione Nazionale. Coinvolto nella questione del Nicaragua, Monge Alvarez tenne una linea filoamericana e antisandinista. Il successore, il socialdemocratico Òscar Arías Sánchez, insediatosi alla presidenza nel 1986, avviò una politica più prudente, di concerto con i Paesi istmici, nel tentativo di appianare le divergenze col vicino Nicaragua, da cui, ad aggravare la situazione, giungevano migliaia di profughi. Nell'anno seguente, Arías Sánchez propose un accordo per la pacificazione della regione centroamericana, legato anche all'avvio di un processo di democratizzazione, che fu siglato a Esquipulas dai presidenti degli Stati vicini (El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Honduras). Noto appunto con il nome di Piano Arías, esso si rivelò capace di promuovere un certo miglioramento nella situazione politica dell'area e valse al promotore il premio Nobel per la pace (1987).

Le agitazioni interne (1988-89), in risposta alla politica economica di austerità perseguita dal governo, aprirono una fase di instabilità, aggravata anche dal coinvolgimento di alcune autorità nel traffico di stupefacenti. Con le elezioni del febbraio 1990 la guida del Paese passò a Rafael Angel Calderón Fournier, candidato del Partito di Unità Socialcristiana (che conseguì anche la maggioranza parlamentare), mentre, nelle elezioni del 1994, la leadership era nuovamente conquistata dai socialdemocratici, il cui candidato José-Maria Figueras veniva eletto alla presidenza della Repubblica. Le elezioni presidenziali del febbraio 1998 erano vinte dal socialcristiano Miguel Angel Rodriguez, che aveva la meglio su José Miguel Corrales, del partito socialdemocratico. Esito analogo per le presidenziali dell'aprile 2002, che vedevano il candidato socialcristiano, Abel Pacheco, prevalere su quello dell'opposizione di centro-sinistra, Rolando Araya. Le elezioni presidenziali del febbraio 2006 sono state vinte da Oscar Arìas, con uno scarto minimo sul suo rivale: Otton Solis. Nell'ottobre 2007 si svolgeva un referendum con cui gli elettori approvavano un trattato di libero scambio con gli Stati Uniti.

Popolazione

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Popolazione totale: 4658887
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Popolazione urbana (%): 64,66
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Gruppi etnici:

Bianchi (inclusi i mestizo) 94%, neri 3%, amerindi 1%, cinesi 1%, altri 1%

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Lingue:

Spagnolo (ufficiale), inglese

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Religioni:

Cattolici 76,3%, evangelici 13,7%, testimoni di geova 1,3%, altri protestanti 0,7%, altre 4,8%, nessuna 3,2%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,56
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Tasso di natalità: 16,31
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Tasso di mortalità: 4,10

Media dell'area geografica: 4.9374999403954 (su un totale di 8 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 8,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 11,20
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Tasso di fecondità totale: 1,92
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Rapporto tra i sessi: 103,12
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 28,45
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Aspettativa di vita maschile: 76,51
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Aspettativa di vita femminile: 81,36

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 62

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 40,95
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 55,02
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Tasso di crescita annua: 4,20
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 8.873,64
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 11.923,30
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 6
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 26
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 68
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -2176
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Spesa statale per sanità (%): 20
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Spesa statale per istruzione (%): 24
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Tasso di corruzione: 54
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Debito pubblico (%/PIL): 30,76
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Tasso di inflazione : 4,73
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Tasso di disoccupazione: 7,66
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Debito estero (milioni di $): 10.291,50
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Saldo migratorio: 75600
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 7640
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 11860
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 1

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,30
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Diffusione contraccettivi (%): 80
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Diffusione assistenza prenatale (%): 90
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Assistenza specializzata al parto (%): 99
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Tasso di mortalità materna: 44
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 91
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 97
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 95
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 96
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 95

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 98
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 94
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 96
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 96
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 65
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 59

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 12,08
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 26,10
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 92,20
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Numero reti televisive: 20
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 42,12

Trasporti

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Aeroporti:

153

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Densità stradale (km/100 km²):

76,36

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,5

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Porti:

2

Popoli

I Ticos 

In spagnolo è comune utilizzare il diminutivo "ito/ita"per esprimere familiarità e simpatia. E' più affettuoso chiamare un amigo, (amico), "amiguito". Più di un secolo fa, i costaricani fecero l'errore di aggiungere come diminutivo affettuoso "ico", da cui il "poquito" spagnolo, (pochino), diventava "poquitico" in portoricano. Grazie ai modi gentili e amichevoli che caratterizzano i portoricani, tale diminutivo viene largamente utilizzato tanto da guadagnarsi l'appellativo di "Ticos"

All'arrivo degli spagnoli, il territorio dell'attuale Costa Rica (Costa de Oro) aveva una fisionomia etnicamente omogenea (a differenza del resto dell'America centrale), il cui territorio apparteneva alla famiglia chibcha o muisca, una popolazione indigena non molto numerosa

Guami

In Costa Rica vivono otto popoli indigeni riconosciuti, dislocati in diverse zone del paese, sono: i Cabécares, i Bribris, i Térrabas, i Bruncas, i Huetares, i Malekus, i Chorotegas e i Guaymí. Occupano territori protetti denominati dalla legislazione locale "Riserve Indigene", ma il movimento indigeno del paese preferisce definirli con il termine utilizzato dalla legislazione internazionale: "Territori Indigeni". Esistono comunità indigene anche nelle principali città e in varie località dellla Valle Centrale, dove vivono anche i Miskitos del Nicaragua e i Ngöbes di Panama

I Guaymíe, o Ngäbe, sono un popolo indigeno nomade di origine panamense stanziatosi sul confine tra Panama e Costa Rica; molti di essi si sono spostati in Costa Rica (soprattutto nella città di Costa) alla ricerca di lavoro nelle fincas (aziende agricole) di caffè. I Guaymíe sono l'unico popolo in Costa Rica a mantenere l'abito tradizionale indossato dalle donne: tipico è il ricamo dei triangoli che simboleggia i vulcani del Paese

 

Territori urbani

San José

La regione di San José è sede dell'omonima città, capitale del Paese

Atterraggio a San José 

San José è il principale centro economico e commerciale del Paese, la cui struttura è basata sullo schema urbano tipico delle città spagnole (a quadrati). Tra le chiese, la Chiesa della Merced, il tempio de El Carmen e la Chiesa de la Soledad sono tra le più importanti

Puerto Limón è la seconda città più popolosa e il porto più importante del Paese; affacciata sul mar Caraibico, ospita la più nutrita comunità afro-caraibica del Costa Rica, le cui origini risalgono alla fine dell'Ottocento. In quel periodo, infatti, arrivarono numerosi operai dalla Giamaica, reclutati per ultimare la costruzione della linea ferroviaria per la capitale San José, oggi in disuso

Alajuela si trova ai piedi del vulcano Poás; la città è celebre per aver dato i natali all'eroe nazionale Juan Santamaria

Territori rurali

PER APPROFONDIRE... 

Vuoi sapere come si vive nelle piantagioni di banane? Leggi la testimonianza di un coltivatore. Quali sono, secondo te, le sue principali preoccupazioni?

 

PER APPROFONDIRE 

Dopo aver letto la storia della banana, prova ad individuare sulla carta del Costa Rica dove si trova la gran parte delle piantagioni.

La presenza di rilievi montagnosi di recente formazione e la visibile attività sismica e vulcanica sono fattori essenziali per comprendere la diversità dei paesaggi e la fertilità dei suoli che sono stati la ricchezza del Paese (attività agricole e di allevamento). Più del 10% del territorio del Costa Rica è coltivato. Eccetto le piantagioni di banane che si trovano lungo la costa, soprattutto quella caraibica (leggi la storia della coltivazione della banana), la maggior parte delle proprietà agricole sono di piccole dimensioni

 

Il caffé 

Il caffé è una coltura molto diffusa nell'America centrale e meridionale. Il caffé è stato oggetto di un lavoro di ricerca a cura degli alunni della Classe 2^G; Scuola secondaria di primo grado “G. Sarto”; Castelfranco Veneto (Tv); A.S. 2009-2010, nell'ambito della fase di sperimentazione di Atlante on-line

La Meseta (o Valle) Central, è dominata da quattro dei più importanti vulcani del Paese che, con le loro eruzioni, hanno reso il suolo particolarmente fertile ed adatto alla coltivazione del caffè, qualitativamente uno dei migliori al mondo. La sua coltivazione venne introdotta nel 1779 dai colonizzatori spagnoli i quali iniziarono a terrazzare i versanti delle colline per realizzare le prime piantagioni.
Visto che i chicchi essiccati sono relativamente poco deperibili e quindi facilmente trasportabili, il caffè ben presto superò per importanza il cacao, il tabacco e lo zucchero, e già nel 1829 diventò la principale fonte di reddito della colonia

 

Il Costa Rica è uno dei maggiori produttori al mondo di Arabica (la produzione di Robusta è vietata per legge). Le varietà più note sono il San Marcos di Tarrazu, il Tres Rios, l'Heredia, l'Alajuela: vengono tutte coltivate con il metodo bagnato, hanno un corpo pieno e dolce ed una spiccata acidità

 

A causa dell'aumento delle temperature, le zone a bassa quota del Paese non sono piovose come una volta e quindi adatte alla coltivazione della varietà Arabica del caffè. Per questo le piantagioni sono state spostate a quote maggiori dove, tuttavia, c'è il rischio che le gelate possano provocare il loro essiccamento

 

 

Flora, fauna e attività umane

Specie a rischio 

Come altri paesi ricchi di habitat eterogenei, in Costa Rica molte sono le specie minacciate come il quetzal splendente, le tartarughe di mare, il tapiro di Baird e il lamantino delle indie occidentali; l'animale più a richio è il giaguaro

Il territorio del Costa Rica è tutelato da un vasto programma di conservazione ambientale: il 23,5% (dato del 2007) della superficie totale è protetto attraverso parchi e riserve naturali

FLORA

Heliconia

 

 

 

 

 

 

 

 

Le foreste, che coprono quasi la metà del territorio, sono ricche di alberi di balsa ed ebano, mogani e cedri. Sono state catalogate quasi 12.000 specie di piante vascolari e più di 1.400 specie di orchidee, 800 di felce, 30 di Heliconia, detta "gli ucceli del paradiso"

FAUNA

La fauna è ricca ed eterogenea, e annovera più di 200 specie di mammiferi, più di 850 specie di uccelli, dei quali 200 migratori, accanto ai tipici trogoni e tucani, quasi 200 tipi di anfibi e 220 di rettili tra i quali le famose tartarughe giganti che, ogni anno vengono a lasciare le loro uova sulle spiagge delle coste degli oceani Pacifico e Atlantico. In quasi tutte le zone del Paese è possibile ammirare colibrì (più di 30 specie), bradipi, farfalle e, spesso, serpenti e lucertole giganti

Il bradipo

 

 

 

Giochi

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

L'influenza della Chiesa Protestante nel Paese si riflette anche sulle feste popolari tradizionali

L'11 aprile è giornata nazionale: si commemora la morte di Juan Santamaria, eroe nazionale

La città di Puerto Limón attira numerosi turisti, sia locali che stranieri, in occasione del festival annuale chiamato Dia de las Culturas che si tiene il 12 ottobre, giorno in cui Cristoforo Colombo, nel 1502, sbarcò sulle coste occidentali del Costa Rica (guarda alcune immagini del Carnevale a Limon risalenti al 1985)

Nel Sud del Costa Rica, gli Indigeni Brunca celebrano ogni fine anno una singolare tradizione: la "Danza dei Diavoletti" che ricorda la dura battaglia dei Brunca contro gli invasori. Dal 2003 al 2004 il territorio dei Brunca è stato visitato per l'occasione da circa 5.000 turisti nazionali ed internazionali che hanno voluto condividere una tradizione ormai centenaria

Parata di studenti

Il 15 settembre, il Costa Rica festeggia il giorno dell'indipendenza in ricordo del giorno in cui l'indipendenza del Messico coinvolse tutti i paesi dell'America centrale, appunto il 15 settembre 1821

Il 25 luglio si celebra il "día de Guanacaste", giorno dell' annessione della provincia di Guanacaste, originariamente parte del Nicaragua

Solitamente nella regione di Gianacaste, in occasione delle festività, si svolge il tope, parata di cavalli che unisce la tradizione dei rodei e le fiere di campagna. Da segnalare che il rodeo di Costa Rica non prevede l'uccisione dei tori pertanto lo spettacolo si concentra sulla bravura del sabanero (cowboy) nell'affrontare a capo scoperto e senza sella il toro

Monete e banconote

Il Colón è la valuta della Costa Rica. Il plurale è colones; il suo simbolo è ₡. Il colón è diviso in 100 céntimosLe monete in circolazione sono da 10, 25 e 50 céntimos (raramente usate a causa dell'inflazione) e da 1, 2, 5, 10, 20, 25, 50, e 100 Colones. La moneta da 20 Colones è oramai introvabile

Monete

Colones

Nel 1997, il governo ha emesso delle nuove monete da 5, 10, 25, 50 e 100 Colones che hanno sostituito quelle vecchie. Le banconote in circolazione sono da 1.000, 2.000, 5.000 e 10.000 Colones.

 

 

 

 

 

"Tejas" è un termine che nel linguaggio comune serve ad indicare la banconota da 100 Colones (fronte/retro), mentre la banconota da 1.000 (fronte/retro) è detta "rojo" e quella da 5.000 Colones (fronte/retro) è detta "tucán"

Arte tradizionale e moderna

Il Costa Rica rappresenta un mosaico culturale prodotto dalle mescolanze di gruppi etnici, costumi e tradizioni attraverso le quali si sono integrate varie culture

Ox Carts

Il simbolo nazionale del Costa Rica è il famoso Sarchí, il carretto (ox carts) di legno decorato, utilizzato in passato per il trasporto del caffè

L'arte in Costa Rica: la produzione artistica precolombiana, l'architettura, le opere plastiche e pittoriche e l'arte giovane; la letteratura

El porton rojo

Un posto importante nella storia dell'arte costaricana è riservato al pittore e architetto Teodorico Quirós che creò una vasta ed importante opera pittorica sul paesaggio nazionale

L'artigianato locale è caratterizzato da oggetti in legno pregiato, radici del caffè, carta di banana, oro, argilla, utensili in ferro smaltato e altri materiali

Tra le opere più apprezzate ci sono: riproduzioni dell'arte precolombiana, vasellame indigeno, immagini quotidiane stampate a vivi colori su carta di banano, bigiotteria, maschere o il tipico carro dipinto

sfere di pietra

 

Rimangono numerosi ed enigmatici reperti del popolo che migliaia di anni fa abitò il Costa Rica, unici nel loro genere e non comuni a nessun'altra civiltà; si tratta di enigmi rimasti senza risposta come ad esempio le centinaia di "sfere di pietra"

Musiche e danze

quijongo

 

Le danze preferite dai Ticos appartengono ai ritmi e alle cadenze caraibiche: cumbia, lambada, marcado, merengue, salsa, soca e swing costaricano

Chirimia

 

 

 

 

 

 

La Provincia di Guanacaste è il cuore della musica popolare dei Ticos. Il chirimia (oboe) e il quijongo (un arco a corda singola con una zucca come cassa), diffuso dal popolo Chorotega, sono strumenti pre-colombiani ancora usati per accompagnare delle danze tradizionali quali la Danza del Sole e la Danza della Luna

Molte danze e musiche del Costa Rica riflettono le radici africane, pre-colombiane e spagnole. Il Paese è uno dei più meridionali esponenti della "cultura della marimba". La musica prodotta in Costa Rica con la amrimba è molto più moderata della musica di Panama e Guatemala realizzata con lo stesso strumento. Anche la chitarra è uno strumento popolare; è usata soprattutto come accompagnamento di danze popolari quali la Punto Guanacaste, una danza di coppia caratterizzata da passi pesanti, definita danza nazionale

I più familiari Tamborito Cambute e Botijuela - frenetici movimenti di gonne e volant di raso accompagnati dal lancio in aria di sciarpe, dallo sventolare dei cappelli e dai vigorosi versi degli uomini - vengono solitamente eseguiti per i turisti piuttosto che durante le feste. Le danze rappresentano spesso situazioni di innamorati (solitamente raccoglitori di caffè) con graziose ragazze in corsetti bianchi e gonne luccicanti circondate da ragazzi vestiti di bianco con cappelli da cow-boys

Ocarina

Le tradizione indigene sono ancora molto presenti. I Borucas rappresentano ancora la loro Danza de los Diablitos (danza dei diavoletti) e i Talamancas, la Danza de los Huelos. Tuttavia, tamburi e flauti, incluso il curioso dru-mugata, un'ocarina (piccolo strumento a forma di patata con bocchetta e buchi per le dita che produce note tenui) in cera d'api, sono stati sostituiti da chitarre e fisarmoniche

Il Costa Rica ha una forte tradizione di Peña, introdotta dagli esiliati cileni e argentini. Letteralmente "circolo di amici", le Peñas sono ritrovi (solitamente in luoghi come bar) durante i quali vengono condivise canzoni commoventi e scorrono fiumi di vino e di lacrime

Sulla costa caraibica, lo spirito e il ritmo della musica sono quelli afro-caraibici, con abbondanza di tamburi e banjos; il ritmo del sinkit e dellle cuadrille, una danza realizzata attorno ad un palo durante la quale, ciascun danzatore regge un nastro legato agli altri sulla cima del palo: in questo modo, danzando, i nastri colorati si intrecciano tra loro

I ritmi caraibici calypso e reggae dominano le musiche e le danze del Paese

Fiabe e racconti

Raccolta di storie e racconti satirici della scrittrice Carmen Lyra, fondatrice dell'educazione prescolare e precursore delle garanzie sociali: Cuentos de mi tía Panchita

 

 

Cibo, alimentazione e ricette

Leggi un menù del Costa Rica e scopri gli ingredienti più utilizzati, le specialità culinarie e le bevande tipiche

Palmito

I Camarones (gamberi) en salsa picante sono tra le ricette tipiche della cucina costaricana come il Lomito ( lombo) en salsa con hongos (funghi), arroz relleno con palmito (salsa di palma) e i tamalitos de papa

Gallo pinto

 

Leggi sapori, ricette e piatti popolari: dal Gallo pinto, cioè riso e fagioli neri, servito tradizionalmente a colazione all'alta cucina costaricana

 

L'ananas, il “frutto eccellente”, in Costa Rica, ha trovato il suo habitat naturale ed è uno dei frutti più diffusi

Testimonianze

Leggi il racconto di un bracciante nelle piantagioni di banane della Chiquita

Leggi la storia di un viaggio fluviale lungo 220 chilometri per raggiungere il parco del Tortuguero

Guarda una galleria fotografica di curiosità, vita, usi e costumi in Costa Rica

Personaggi

Juan Santamaria

Juan Santamaria è riconosciuto come l'eroe nazionale della Repubblica della Costa Rica

Juan Carlos Ureña è uno dei più noti cantautori del Costa Rica (guarda il video) e Manuel Obregón è il pianista più famoso

 

 

 

 

Teodorico Quirós

Teodorico Quirós, pittore ed architetto creò una vasta ed importante opera pittorica sull paesaggio nazionale che gli ha riservato un posto nella storia dell'arte costaricana

Auileo J. Echeverría, scrittore, giornalista e politico, è statao designato benemerito delle lingue patrie nell'ottobre 1953

 

Carmen Lyra, pseudonimo della prima scrittrice costaricana, Maria Isabel Carvajal. Attiva politicamente, fu tra i primi scrittori che sollevò critiche nei confronti del dominio economico delle compagnie internazionali. Fondatrice dell'educazione prescolare e precursore delle garanzie sociali; muore in esilio in Messico nel 1949