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Paesi | Africa | Africa settentrionale | Libia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Tripoli
Superficie (km²): 1759540
Densità (ab/km²): 3
Forma di governo: Jamahiriya, ("stato delle masse")
Sito ufficiale del Governo: http://www.pm.gov.ly/
Data dell'indipendenza: 24 Dicembre 1951
Indipendenza da: amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite
Moneta: Dinaro libico
Membership:

ABEDA, AfDB, AFESD, AMF, AMU, AU, CAEU, COMESA, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPCW, OPEC, PCA, UN, UN Security Council (temporaneo), UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. La Libia occupa la sezione centrale dell'Africa settentrionale, affacciandosi al Mediterraneo con una costa in genere rettilinea e sabbiosa, che al centro s'incurva nell'ampio Golfo della Sirte (o di Sidra); a sud il Paese si spinge sin nel cuore del Sahara, qui segnato dalle ultime propaggini dei Tassili e del Tibesti. Le due ristrette fasce costiere ai lati del golfo corrispondono grosso modo, con l'immediato retroterra, alle regioni storiche della Tripolitania (la cui prosecuzione meridionale forma il Fezzan) e della Cirenaica. In senso più ampio tuttavia la Tripolitania include anche gran parte della Sirtica - la striscia litorale del Golfo della Sirte -, mentre la Cirenaica comprende, oltre alla rimanente Sirtica, la regione costiera della Marmarica sino al confine con l'Egitto, e in pratica tutta la sezione orientale del Paese incentrata sul Deserto Libico . Il territorio ha una struttura tabulare tipicamente africana. Essa è cioè il risultato di antichi spianamenti del substrato archeozoico al quale si sono sovrapposte, su vaste superfici, formazioni sedimentarie del Mesozoico e del Cenozoico, ere durante le quali la Libia conobbe prolungate sommersioni marine. Le rocce archeozoiche compaiono in lembi limitati nella parte più meridionale del Paese, mentre le formazioni più estese sono quelle del Cenozoico. Non meno vaste sono infine le formazioni recenti, costituite essenzialmente da coltri di trasporto eolico che occupano le aree più depresse e danno origine ad ampie superfici sabbiose (dette idehan) o ciottolose (serir ). Queste ultime sono particolarmente ampie nella sezione orientale (Serir di Calanscio), in corrispondenza del Deserto Libico, mentre nella parte occidentale predominano le formazioni rocciose, alte in media 600-700 m, con vaste hamada (Hamada el Hamra o Hamada Rossa ), rilievi e scarpate residuali (Gebel es Soda, El Harug el Asued, Amsach Mellet), tra cui s'interpongono le distese sabbiose dell'Idehan di Ubari e dell'Idehan di Murzuch. Le massime elevazioni sono nell'estremo sud-est (Gebel-el-Auenat, 1.934 m), ma i più importanti rilievi, ai fini della geografia umana, sono il Gebel Nefusa e il Gebel el Achdar, che rappresentano strutturalmente il bordo sollevato dei tavolati interni e che, pur non toccando nemmeno i 1.000 m, dominano rispett ivamente la costa della Tripolitania e della Cirenaica. Il Gebel Nefusa digrada verso nord con una scarpata che scende su un'ampia pianura costiera, la Gefara, la sezione più utile dell'intera Libia, ricca di acque, di oasi e ben popolata; il Gebel-el-Achdar termina invece sulla costa con alcuni promontori rocciosi, ma costituisce anch'esso un'area ben distinta dal resto del Paese, perché climaticamente più favorita.

Clima e flora. L'aridità della Libia è spiccatissima nonostante sia affacciata al Mediterraneo; il Paese risente in minima parte, e solo lungo la costa della Tripolitania e della Cirenaica, degli effetti benefici del mare. Per gran parte dell'anno esso è sotto l'influsso dell'anticiclone sahariano che solo nei mesi invernali si attenua per lasciare il posto alle masse d'aria cicloniche d'origine atlantica secondo il meccanismo climatico proprio dell'area mediterranea. Agli scambi tra masse d'aria mediterranee e sahariane si devono i caratteristici venti libici, quelli d'origine mediterranea (gli etesii) e quelli d'origine sahariana, in particolare il ghibli , il vento furioso del deserto. L'anticiclone sahariano ha però un ruolo dominante e così le precipitazioni invernali interessano quasi esclusivamente le due facciate mediterranee che fanno ala al Golfo della Sirte. Sui rilievi della Cirenaica cadono sino a 500 mm annui di piogge, ma già sui monti della Tripolitania non si superano i 400 mm (200-300 mm a Tripoli). Nell'interno si hanno ovunque meno di 50 mm annui e a Sebha, per esempio, la media da diversi anni non supera i 15 mm. Anche per quanto riguarda le temperature si ritrovano caratteristiche sahariane, attenuate sulla costa dagli influssi marittimi, con sensibili differenze stagionali. A Tripoli in gennaio si hanno medie di 14 °C, in luglio di 30 °C. All'interno (a Sebha) le escursioni termiche sono ovviamente più marcate: gennaio registra medie di 13 °C e luglio di 32 °C con valori massimi anche di 50 °C e minimi anche al di sotto dello zero. Nella zona costiera la vegetazione è quella propria delle regioni mediterranee (lentischi, carrubi, lecci, cipressi); nell'interno si hanno distese steppiche a graminacee, tra cui l'alfa, interrotte da arbusti spinosi; nel deserto cresce la palma da dattero, tipica pianta oasica.

Idrografia. La Libia è priva di veri e propri fiumi (scarsissima portata hanno in Tripolitania l'Uadi Kaam e l'Uadi Ramba, in Cirenaica l'Uadi Derna) e molte zone sono areiche o endoreiche: numerosi sono gli stagn i (sebkha), che durante la stagione estiva si asciugano originando saline naturali (mellahe ); essi si formano nelle depressioni, come quelle caratteristiche della Cirenaica (le balte), collegate alla natura carsica del terreno, dove si disperdono le acque degli uidian alimentati dai rilievi. Ma uidian e corrispondenti falde acquifere consentono la vita di numerose oasi anche nella parte più interna del Paese: così nel Deserto Libico c'è l'oasi di Cufra, mentre nel Fezzan tutta una serie di oasi si allinea ai piedi della scarpata rocciosa prospiciente la depressione sabbiosa di Murzuch. La Gefara è comunque la sola area del Paese ricca di acque e si prospetta difatti come un'unica grande oasi

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. Il fondo più antico della popolazione libica è rappresentato da gruppi berberi che le successive invasioni di popoli arabi (Beni Hilal, Beni Sulaim ) hanno via via confinato nelle aree-rifugio del Paese, e in particolare sopra i rilievi della Tripolitania. Nel Gebel Nefusa queste antiche popolazioni, che vivono nei caratteristici kasr, hanno conservato in parte la loro identità, ma per il resto il Paese è popolato da popolazi oni arabo-berbere, con un'elevata percentuale di Arabi puri. A parte stanno le popolazioni sahariane, come i Tuareg e i Tebu. I primi popolano le oasi della Tripolitania e di gran parte del Fezzan, e cioè le zone ricche di testimonianze umane che rimandano alle più antiche popolazioni sahariane e ai Garamanti d'epoca romana; i secondi sono confinati nelle oasi più meridionali e sono notoriamente popolazioni sahariane con tracce di sangue "nero". Ai Romani si deve la prima colonizzazione delle zone costiere libiche, e con ciò il loro stabile popolamento, che conobbe poi sotto gli Arabi una nuova fioritura. La valorizzazione delle terre libiche non fu però mai piena e successivamente, sotto il dominio ottomano, il Paese conobbe una decadenza penosa. La conquista italiana rivitalizzò, sia pure nelle forme proprie del colonialismo, l'economia libica e creò solide basi al popolamento delle regioni costiere, sia attraverso l'ammodernamento dell'agricoltura, sia attraverso l'impulso commerciale dato alle città

Sviluppo demografico. Al primo censimento del 1931 vi erano in Libia 704.000 abitanti, divenuti 848.600 nel 1936. L'aumento fu però dovuto all'immigrazione italiana: in quell'anno il 13% della popolazione era infatti rappresentato da Italiani (112.600), in larga parte agricoltori. Dopo l'ultima guerra la presenza italiana diminuì; le attività petrolifere hanno però trattenuto in Libia alcuni tecnici europei e statunitensi attirando altresì rilevanti masse di manodopera da altri Paesi arabi. Nel frattempo, col miglioramento generale delle condizioni di vita, la popolazione è sensibilmente aumentata e oggi essa è di 5,6 milioni di abitanti. Le aree più popolose sono quelle intorno a Tripoli e a Bengasi. All'interno la popolazione è concentrata nelle oasi. Si hanno altresì cospicui gruppi di nomadi e seminomadi, che fanno capo però ai centri oasici, alcuni dei quali assai popolosi, come Gadames, Sebha, Gat, Murzuch , Cufra

Centri principali. Oggi nel deserto sorgono i centri petroliferi, che hanno attratto in molti casi gli abitanti delle oasi. L'organizzazione territoriale del Paese fa capo naturalmente ai centri costieri e in particolare alle due maggiori città: Tripoli, che è la più popolosa e la più vivace del Paese, anche per la sua rilevante attività portuale e industriale, e Bengasi, capoluogo storico della Cirenaica, anch'essa con funzioni portuali. Altri centri costieri importanti sono Misurata e Derna, rispettivamente in Tripolitania e Cirenaica, vitalizzate dai loro entroterra agricoli . Sulle coste del Golfo della Sirte sono sorti nuovi centri che fungono da sbocco del traffico petrolifero: tra questi il principale è Marsa Brega. Città di recente fondazione è El Beida , voluta dall'ultimo re senusita, situata sui rilievi cirenaici

Aspetti economici

Testo completo:

Il petrolio rappresenta la principale fonte di ricchezza del Paese, che oggi vanta un elevato reddito, ma che sino alla metà degli anni Cinquanta era uno dei più poveri del mondo. La Libia aveva allora un'economia tradizionalmente fondata su un'agricoltura e un allevamento molto modesti, e in pratica dipendeva dagli aiuti esteri e dalle entrate valutarie connesse alla presenza delle basi militari britanniche e statunitensi

L'era del petrolio. L'era del petrolio inizia nel 1955 con le prime prospezioni da parte delle grandi compagnie americane; nel 1959 fu scoperto il colossale giacimento di Zelten, in Tripolitania, cui fecero seguito numerosi altri rilevamenti, parte in Tripolitania e parte in Cirenaica. Vasti territori libici furono subito dati in concessione alle multinazionali petrolifere, mentre le scoperte si susseguivano a catena a opera dei tecnici della Esso, della Gulf, della Shell . La vita economica del Paese cominciò a subire profonde trasformazioni, che inevitabilmente ebbero riflessi di natura anche politica, determinando nel 1969 la caduta della monarchia. L'avvento della Repubblica assunse infatti ben presto il significato, per la Libia, di una riappropriazione delle risorse nazionali; nel 1970 era fondata la NOC (National Oil Corporation) e man mano furono rivisti i rapporti con le società petrolifere operanti nel Paese, di cui talune vennero interamente nazionalizzate, altre associate sulla base di joint ventures , sempre però a prevalente capitale libico. L'enorme afflusso valutario derivante dalla vendita del petrolio fu ampiamente destinato al miglioramento delle condizioni di vita del Paese; non si volle però unicamente operare nell'ambito di realizzazioni strettamente vincolate a ideologie e a modelli occidentali, ma furono prescelte linee d'azione volte a valorizzare, attraverso una via nazionale dell'economia, l'intero contesto panarabo. In effetti, dietro alla ricerca di una "terza via" socialista islamica, intermedia fra capitalismo e comunismo, vi è anche la presa di coscienza della Libia di essere un Paese ricchissimo di risorse naturali, ma troppo poco popolato per poter utilizzare adeguatamente le proprie risorse

Libia e mondo arabo. Questo netto divario tra possibilità economiche e reali disponibilità umane è uno dei motivi conduttori delle ripetute - anche se sempre fallite - iniziative attuate dal governo libico per stabilire più stretti legami federativi con vari Paesi: Egitto, Tunisia, Siria. La forte immigrazione di manodopera, specie egiziana e tunisina, è stata uno degli episodi più caratteristici della Libia degli anni Settanta, benché successivamente, con il deteriorarsi dei rapporti con la Tunisia e l'Egitto, migliaia di lavoratori provenienti da questi Paesi siano stati espulsi e il governo libico abbia cercato di rimpiazzarli con manodopera turca e iugoslava. Ancora più grave si è rivelata, in un'economia in rapidissima trasformazione come quella libica, la mancanza di tecnici e di personale qualificato in genere, poco o nulla avendo operato in tale senso i colonizzatori italiani, secondo una prassi peraltro tipica delle nazioni colonizzatrici; si stima comunque che oggi i lavoratori stranieri, distribuiti in tutti i settori produttivi, siano circa il 40% della popolazione attiva. Molteplici sono quindi le difficoltà incontrate dal governo per attuare una politica economica di forte sviluppo; tuttavia il governo è ben deciso a non sperperare le elevate disponibilità finanziarie, nonostante le velleità della sua, a volte minacciosa, attività panaraba abbiano indotto il Paese a ingenti spese belliche. In particolare la Libia appare nettamente impegnata a potenziare l'agricoltura lasciata in abbandono dopo la scoperta del petrolio e l'estromissione dei coloni italiani, a creare nuovi complessi industriali (sia nell'industria leggera sia in quella di base come la petrolchimica), a realizzare adeguate infrastrutture, specie viarie e portuali, a dare un sostanziale impulso ai servizi pubblici, a incrementare l'edilizia: l'esodo dalle campagne ha determinato un massiccio inurbamento, con conseguente crisi degli alloggi. Nello stesso tempo, in omaggio alla linea di condotta adottata dalla maggior parte degli Stati membri dell'OPEC mirante alla salvaguardia delle risorse petrolifere nazionali, viene attentamente controllata, anzi ridotta, l'estrazione di idrocarburi; il governo ha però attuato con i surplus monetari cospicui investimenti di capitali all'estero e ha stretto importanti accordi di cooperazione con società straniere

Difficoltà dell'agricoltura. La popolazione contadina si concentra per l'assoluta maggioranza in Tripolitania, dove più estesi sono i suoli coltivabili; tuttavia nell'intero Paese l'arativo copre appena il 3,4% della superficie nazionale. Ma le possibilità di sfruttamento sono senza dubbio maggiori; si calcola che un'altra decina di milioni di ha potrebbe essere utilizzata sia per l'agricoltura sia soprattutto per l'allevamento. Con la collaborazione della Corea la Libia sta ultimando un acquedotto che sarà in grado di portare 5 milioni di m3 d'acqua al giorno alle zone di sviluppo agricolo e alle città della costa mediterranea

Eredità coloniale. Gli Italiani, durante il loro dominio coloniale, attuarono in verità, almeno nella fascia costiera, una politica di valorizzazione delle risorse agricole del Paese; vennero istituite varie aziende moderne; furono sfruttate le falde acquifere ed estese le aree irrigue; furono conquistate all'agricoltura nuove terre consolidando le dune; vennero introdotte nuove colture e metodi razionali di coltivazione. Ancora oggi tali realizzazioni svolgono un buon ruolo nell'agricoltura libica; questa è però in larga misura rappresentata da piccoli agricoltori che operano secondo antiche tradizioni (assai solide nelle oasi e per certi aspetti insostituibili), benché nella politica economica espressa dai piani di sviluppo governativi, che mirano a conseguire l'autosufficienza alimentare, si dia valore prioritario ai grandi progetti di bonifica e d'irrigazione e alle coltivazioni intensive, in taluni casi a gestione statale, in altri a base cooperativa

Zone agricole. Dal punto di vista agricolo si riconoscono tre distinte fasce, ben marcate soprattutto in Tripolitania. Nelle piane costiere prevalgono le coltivazioni irrigue che danno vita ai suani , giardini ombreggiati da palme, dove si ricavano ortaggi e legumi. Sulle pendici dei monti che dominano la costa si ritrovano le colture asciutte con piccoli campi di cereali, oltre alla vite e all'olivo. Più internamente, sui rilievi e sui primi altopiani, c'è il predeserto, dove si coltivano l'alfa e lo sparto, utilizzati per l'estrazione della cellulosa, ma da cui si ottengono anche fibre per stuoie e cordami; nelle stesse zone pascolano ovini e caprini. Nelle aree desertiche interne sono possibili soltanto l'agricoltura oasica, con colture irrigue all'ombra delle palme da dattero, e la pastorizia nomade su vasti spazi

Prodotti agricoli. Le produzioni sono abbastanza varie. Tra i cereali il primo posto spetta al frumento e all'orzo, mentre tra le colture orticole ben rappresentati sono i pomodori, le cipolle e le patate. Pianta caratteristica delle oasi e dei suani della Gefara è la palma da dattero; negli stessi suani si coltivano il tabacco, molto pregiato, la henna , utilizzata nella preparazione delle tinture e delle materie concianti, e gli agrumi. Delle colture legnose mediterranee le più importanti sono l'olivo, diffuso in belle piantagioni soprattutto in Tripolitania, e la vite; si coltivano inoltre arachidi e ricino

Allevamento e pesca. L'allevamento è per antica tradizione fondato sul pascolo nomade di ovini e caprini; però nelle zone di pianura vicine ai centri costieri si allevano anche i bovini. Cammelli, cavalli e asini rappresentano i tradizionali animali da lavoro; volatili da cortile sono presenti in tutti i villaggi. La pesca fornisce un discreto quantitiativo di pesce: lungo le coste della Cirenaica si effettua altresì la raccolta delle spugne

Risorse minerarie. La vicinanza ai mercati europei, principali acquirenti del petrolio libico, e il basso tenore di zolfo del petrolio stesso, che risulta così particolarmente adatto alla raffinazione, sono alla base della grande rilevanza assunta dal Paese come fornitore petrolifero, anche se, schierandosi decisamente fra gli Stati più intransigenti dell'OPEC, la Libia ha ridotto la propria produzione. I giacimenti si localizzano specialmente all'interno del Golfo della Sirte, dove i terreni sedimentari mesozoici e cenozoici hanno subito solo lievi piegamenti, nei quali si sono formati i ricchi depositi di idrocarburi. Quelli sinora sfruttati (tra i maggiori si annoverano i giacimenti di Mabruch, Hofra, Zelten, Raguba, Serir) sono altresì in genere favoriti dalla scarsa distanza dai porti d'imbarco; oleodotti portano il greggio ai terminali di Es Sider, Ras Lanuf, Zuetina e soprattutto di Marsa Brega (collegato con i pozzi di Zelten) e di El Hariga presso Tobruch (raccordato con il giacimento di Serir). Le riserve di petrolio sinora accertate si aggirano sui 4.000 milioni di t; il Paese può altresì contare su giacimenti di gas naturale. Negli anni 1981-82, in fase di sovrapproduzione mondiale, la richiesta di petrolio ha registrato una caduta disastrosa, anche perché il greggio libico era troppo caro. Alla fine del 1982 la Libia ha ridotto i prezzi e aumentato la produzione per poter far fronte al debito estero giunto a un livello così preoccupante da far salire al 30% il tasso di inflazione nel 1983. Eccettuati gli idrocarburi, la Libia non presenta risorse minerarie di rilievo; sono presenti, ma in quantitativi piuttosto modesti, sale, gesso e natron (carbonato sodico), estratto nel Fezzan e utilizzato nelle concerie. Tutta di origine termica è naturalmente la produzione di energia elettrica

Industria. Quanto alle attività industriali, ben rappresentato è il settore petrolchimico, che ormai può contare su varie raffinerie e su impianti di liquefazione del gas naturale; per il resto il panorama è piuttosto ridotto, con netta prevalenza di piccole e medie aziende. Si hanno complessi alimentari, manifatture di tabacchi, concerie, stabilimenti tessili, fabbriche di tappeti, cementifici, saponifici

Comunicazioni. Imponente è stato lo sviluppo delle vie di comunicazione, pur mancando tuttora le ferrovie; il Paese può contare su circa 26.000 km di strade, in buona parte asfaltate; praticamente tutti i centri libici, incluse le principali oasi, sono accessibili agli autoveicoli. Di particolare rilievo sono la litoranea, che si sviluppa per 1.822 km dal confine tunisino a quello egiziano, e la superstrada che volge a sud toccando Sebha. Le comunicazioni con l'estero si svolgono essenzialmente mediante il porto di Tripoli, seguito da quello di Bengasi e dai citati porti petroliferi. Per quanto riguarda i servizi aerei (compagnia di bandiera è la LAA, Libyan Arab Airlines ), Tripoli e Bengasi hanno aeroporti internazionali, cui si aggiungono gli scali interni di Sebha e Misurata, ma attualmente il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha imposto l'embargo aereo al Paese

Commercio. Gli scambi con l'estero si svolgono essenzialmente con l'Italia e la Germania (continua l'embargo commerciale degli USA, in realtà aggirato da molte imprese); la bilancia commerciale è in attivo. La quasi totalità delle merci esportate è costituito dal petrolio (l'esiguo rimanente consiste in cuoio e pelli, semi d'arachide, oli vegetali); le importazioni sono soprattutto rappresentate da macchinari e mezzi di trasporto, nonché da prodotti industriali vari, ma anche, per una elevata percentuale, da generi alimentari

Storia

Testo completo:

Dall'espansione araba alla colonizzazione italiana
Sino ai tempi moderni le regioni che formano oggi lo Stato libico non hanno costituito una salda unità politica. Nel 642 la travolgente espansione araba giunse nel territorio dell'attuale Libia sopraffacendo ogni resistenza dei berberi, che si convertirono all'Islam, aderendo però, per contrasto con il dominatore, all'eresia khārigita. L'invasione hilāliana nel sec. XI fece definitivamente prevalere l'elemento demografico arabo; i berberi conservarono intatta la propria identità soltanto in ristrette zone montuose. La Tripolitania passò successivamente sotto il dominio di diverse dinastie arabo-berbere nord-africane. Dagli inizi del sec. XVI si affermò nelle regioni costiere l'influenza ottomana. Tripoli, conquistata dagli spagnoli nel 1510 e ceduta nel 1530 ai Cavalieri di Malta che la tennero fino al 1551, divenne una città-Stato dedita all'attività corsara, sotto la protezione e la dipendenza, più o meno formale, dell'Impero ottomano. Dal 1711 al 1835 la Tripolitania fu governata dalla signoria dei Caramanli. Nel 1835 il governo turco volle ristabilire la propria diretta sovranità sul Paese, cercando poi di assicurarsi l'effettivo controllo del territorio. Nell'interno della Cirenaica andò però affermandosi, a partire dal 1840, il potere della Senussia (Sanūsíyya), confraternita religiosa con centro a Giarabub. Nel 1911, dopo un'intensa penetrazione economica, l'Italia, dichiarata guerra alla Turchia (29 settembre), intraprese la conquista della Libia. Le operazioni si svolsero inizialmente con facilità, ma ben presto si manifestò una fiera resistenza. Nonostante che il 5 novembre fosse stata proclamata la sovranità italiana sulla Tripolitania e sulla Cirenaica, l'azione militare dovette protrarsi a lungo, anche dopo la conclusione della guerra italo-turca (ottobre 1912). In particolare il Fezzan fu occupato dopo il termine del conflitto e fu abbandonato già prima del 1915 in seguito alle rivolte ispirate dai senussi. La prima guerra mondiale portò comunque a un abbandono di molte delle posizioni sino allora acquisite; con il modus vivendi di Acroma (14 aprile 1917) la Senussia ottenne ampie concessioni. Nel primo dopoguerra il governo italiano attuò una politica liberale (Statuti libici del 1919, Accordo di er-Regima del 25 ottobre 1920, che attribuiva alla Senussia il governo autonomo delle oasi cirenaiche); ma con l'avvento del governatore Volpi venne energicamente ristabilito (1921-25) l'effettivo controllo su tutto il territorio tripolitano; analogamente in Cirenaica furono sconfitte le forze senussite (1923-31). Lo stesso Fezzan fu riconquistato in quegli anni (1930) ed entrò a far parte della Tripolitania meridionale. Con l'unificazione, nel 1929, del governo della Tripolitania e della Cirenaica, fu intrapreso, in particolare con il governatorato di I. Balbo (1934-40), un ampio programma di organizzazione civile e di avvaloramento economico. Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, le altalenanti campagne del Nordafrica videro succedersi offensive italo-tedesche e controffensive britanniche, che resero la Tripolitania e la Cirenaica teatro di importanti operazioni militari a seguito di cui vennero occupate dai Britannici, mentre i francesi si impossessavano del Fezzan.

 

 

Popolazione

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Popolazione totale: 6355112
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Popolazione urbana (%): 77,72
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Gruppi etnici:

Berberi e arabi 97%, altri 3 % (inclusi greci, maltesi, italiani, egiziani, pakistani, turchi, indiani, tunisini)

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Lingue:

Arabo (ufficiale), italiano, inglese

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Religioni:

Musulmani 97%, altri 3%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,93
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Tasso di natalità: 23,98
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Tasso di mortalità: 4,00

Media dell'area geografica: 5.8666666348775 (su un totale di 6 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 17,10
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Tasso di mortalità infantile maschile: 18,90
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Tasso di fecondità totale: 2,72
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Rapporto tra i sessi: 102,89
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 25,87
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Aspettativa di vita maschile: 71,70
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Aspettativa di vita femminile: 76,87

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 64

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 35,70
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 38,98
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Tasso di crescita annua: 0,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5.509,98
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 6.016,93
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 470
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Tasso di corruzione: 21
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Debito pubblico (%/PIL): -196,08
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Tasso di inflazione : 26,65
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: -20300

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione assistenza prenatale (%): 93
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 64
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 97
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 96
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 97

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 37,86
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 15,57
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 155,70
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Numero reti televisive: 12
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 17,00

Trasporti

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Aeroporti:

144

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

6

Popoli

Cenni storici 

Leggi alcuni cenni storici sulle origini dei popoli libici e di alcuni popoli nomadi del deserto del Sahara

Tebu (o Tubu)

Tra i popoli libici, come nel resto dell' Africa settentrionale, troviamo arabi e berberi cui si aggiungono gruppi provenienti dalla regione sudanese, probabilmente discendenti degli schiavi neri trasportati verso l'Occidente e riconoscibili per il colore molto scuro della pelle.

Entro i confini della Libia vivono alcuni gruppi di Tuareg e di Tebu (o Tubu), questi ultimi considerati, da alcuni etnologi, "parenti" degli etiopici.

 

Tuareg

I Tubu (gruppo costituito dai Teda e dai Daza) furono grandi carovanieri e predatori, che si spostavano tra Libia e Sudan, e in perenne conflitto con i Tuareg. Un tempo vivevano in capanne di paglia, oblunghe e rotonde, alte circa un metro e mezzo chiamate Bouchi; oggi, invece, vivono in case di muratura

 

Territori urbani

L'urbanizzazione libica si snoda lungo la costa Mediterranea: Tripoli, Bengasi, Sirte e Tobruk raccolgono il 70% della popolazione

Uno sguardo su Tripoli

La capitale della Libia è Tripoli; fondata dai fenici, fu oggetto di numerose invasioni e, nel 1911 subì anche l'occupazione italiana

Un altro sguardo su Tripoli

Bangasi (guarda la video-galleria di immagini) è una città portuale sul golfo di Sirte, una "fetta di mare" che la Libia rivendica dal 1986 come acque interne, separata dal Mar Mediterraneo dalla celebre "linea della morte" . Al centro del Golfo si colloca la città di Sirte, città natale del leader libico Gheddafi e uno dei terminali del Great Manmad River, l'acquedotto che convoglia e trasporta le acque fossili del deserto verso le principali città libiche, attraverso quattromila chilometri di condutture.

Altra città portuale di particolare importanza è Tobruk, famosa per essere stata teatro di tragiche battaglie durante la Seconda Guerra Mondiale (guarda alcune foto della città); la città è un importante porto commerciale

Territori rurali

Suani 

Sono i giardini ombreggiati da palme, dove si ricavano ortaggi e legumi

La pianura di Gefara è orientata su un asse nord-ovest — sud-est lungo il golfo di Gabes (al confine con la Tunisia). E' un territoiro abbastanza fertile (anche se non sono presenti corsi d'acqua permanenti) e quindi di fondamentale importanza per l'economia agricola del Paese (l'agricoltura è comunque un settore relativamente produttivo: solo l'1,2% del territorio è coltivato)

Cufra (o Kufra) è un'oasi nel Fezzan. Agli inizi degli anni 70, lo stato libico ha lanciato a Cufra un vasto progetto agricolo che mira a sviluppare l'agricoltura nel deserto

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Cufra, impianti d'irrigazione

Oasi 

L'oasi è un sistema territoriale che nasce da un complesso progetto di organizzazione della terra e dell'acqua dove agricoltura - in particolare palme da dattero - ed allevamento sono le principali fonti di sostentamento.

Con le sue casette bianche e color sabbia, addossate l'una all'altra, Ghadames è uno dei gioielli più belli della Libia. Qui, vicino al confine con Algeria e Tunisia, sorgeva in antichità un'oasi che faceva da ristoro per tutte le carovane di nomadi e di commercianti che attraversavano il deserto del Sahara

Il 95% del territroio libico è desertico. La superficie coltivabile è limitata e all'agricoltura non viene riservata grande importanza.

  1. Sulla fascia costiera si coltivano cereali, in particolare orzo e grano.
  2. Sulle alture che dominano la costa crescono la vite, l’olivo, gli agrumi e gli alberi da frutta.
  3. Nelle zone pre-desertiche, sparto o alfa (erba medica) vengono utilizzati per fare corde, stuoie e lavori d’intreccio. Inoltre, vengono coltivati tabacco, arachidi, patate e ricino.
  4. L’allevamento di caprini ed ovini è un'attività molto praticata

 

Flora, fauna e attività umane

Immagini... 

Esplora un orto botanico e un bioparco virtuali con flora spontanea e coltivata, fauna selvatica e domestica

Il paese appartiene al grande altopiano nordafricano che si estende dalla costa atlantica del Marocco e della Mauritania al Mar Rosso egiziano: flora e fauna presentano caratteri simili agli atri Paesi del Africa settentrionale

Neurada

LA FLORA

Tra le specie arboree si trovano giuggioli, arbusti decidui o piccoli alberi originarii della Cina meridionale e dell´Asia centrale; naturalizzati anche nel bacino del Mediterraneo, dove crescono sia coltivati che spontaneamente

La neurada, invece, è un fiore del deserto di colore rosa, e le aizoaceae di Gaussen sono una specie di cactus gialli con rami

Nelle oasi è diffusa la palma da dattero. In arabo, nakhla è la palma femmina e dhokkar la palma maschio: della palma si utilizzano tutte le parti

LA FAUNA

Otarda ubara

Tra i pochi mammiferi presenti, il fennec, la capra berbera e la gazzella bianca sono tra i più caratteristici

Tra gli uccelli migratori avvistabili in Libia, l'otarda ubara - una delle prede preferite dai cacciatori libici e stranieri - è a rischio d'estinzione

Giochi

Un semplice gioco libico: sei bastoncini di legno e..Isseren

Feste

Come per tutto il mondo islamico, il più importante periodo di festività, in Libia, è il Ramadan: il nono mese dell’anno lunare musulmano (Egira) durante il quale dall’alba al tramonto tutti devono rispettare il digiuno; il periodo del mese sacro di Ramadan si conclude con la festa detta Aid al-Fitr o piccola festa, celebrata durante il 10° giorno del mese del Pellegrinaggio, l’Aid al-Adha, o festa del sacrificio: è una celebrazione molto importante soprannominata anche Aid al-Kabir (festa grande). Si commemora il miracolo che Allah compì sostituendo il figlio di Abramo con un montone durante il sacrificio.

Un’altra importante celebrazione dell’anno lunare islamico è l’Aid-Milad-an-Nabi, in cui si commemora il giorno di nascita del profeta Maometto.

Tra le festività laiche si annovera il 2 marzo, Dichiarazione della Jamahiriya; l’11 giugno, l' eliminazione delle basi militari straniere da parte di Gheddafi; il Giorno della Rivoluzione, celebrato l'1 di settembre che prevede grandi parate, danze e spettacoli folkloristici; il 26 ottobre, la Commemorazione dei Defunti, e consiste nell'arresto di ogni normale attività, dalle corse dei traghetti al funzionamento dei telefoni pubblici; il Leilat al-Meiraj, l'ascensione del profeta, il 20 gennaio; la Giornata dell’Evacuazione dei Britannici, il 28 marzo; la Giornata dell’evacuazione degli Italiani, il 7 ottobre.

Nel mese di ottobre, in occasione della maturazione dei datteri, l’oasi di Ghadames si anima di vita e colori per uno dei più importanti eventi della Libia: il festival di Ghadames. Tre interi giorni di danze, musica e spettacoli

Reti stradali e ferroviarie

In Libia, gli italiani costruirono in meno di trent'anni (1912-1940) infrastrutture degne di nota come strade, ponti, ferrovie, porti (nonchè edifici come ospedali, palazzi, ecc.). Tra le strade, è di notevole rilevanza la via Balbia, conosciuta oggi come Strada Costiera Nazionale (collega la Tunisia all'Egitto passando per Tripoli e Bangasi). Sulla via Balbia è stato edificato dall'Italia fascista un monumento celebrativo: l'Arco dei Fileni

 

Il progetto della rete ferroviaria

Ferrovie... 

Leggi la tabella e prova a collocare sulla carta le tappe dei percorsi ferroviari. Quali sono i terriotori meglio serviti dalle linee ferroviarie? Quali problemi potrebbe presentare una simile distribuzione?

La rete ferroviaria coloniale è stata smantellata. Attualmente, la Libia è impegnata nella realizzazione di sette linee (circa 3.170 chilometri) affidato al Railway Executive Board e in collaborazione con società russe e cinesi (leggi la storia delle ferrovie in Libia, in inglese)

No. Line Length
1 Tripoli– Ras Ejdeer 191 km
2 Tripoli – Musrata 200 km
3 Musrata – Sert 264 km
4 Toproq – Emsaid 180 km
5 Sert – Benghazi 500 km
6 Benghazi – Toproq 500 km
7 Sert – Elgofra – Sebha 922 km

I principali porti sono Tripoli, Bengasi, Marsa El Brega (destinato unicamente all'imbarco di petrolio), Misurata e Tobruk. Poco conosciuto dalle rotte commerciali, il porto di Al Zawara è invece noto per essere il punto d'imbarco dei migranti provenienti dall'Africa sub-sahariana e diretti in Europa (nonchè di sbarco dopo i rimpatri dall'Italia): è una delle basi preferite dai "trafficanti di uomini e donne"

Monete e banconote

Il dinaro libico è la valuta della Libia ed è suddiviso in 1000 dirham

Arte tradizionale e moderna

Immagine delle incisioni rupestri della regione desertica del Fezzan

L'arte libica ha avuto espressioni interssanti, soprattutto per quanto riguarda le incisioni e i graffiti rupestri (guarda le immagini)

 

L'Akakus, nel deserto libico, è un grande museo a cielo aperto. Cinquant’anni fa uno studioso italiano scoprì sulle pareti rocciose una pinacoteca di incisioni e affreschi preistorici

 

Sparsi un po' ovunque sono anche i resti archeologici, a testimonianza del passaggio di Fenici e Romani, con le città di Leptis Magna e Sabratha, e dei greci, con le città appartenenti alla Pentapoi composta da Cirene, Apollonia, Tolemaide, (guarda i famosi mosaici), Bengasi e Tocra (Asinoe).

 

Castello di Beni Gdem, il più grande della Cirenaica

La presenza araba in Libia ha lasciato testimonianze artistiche nelle numerose moschee

 

L'architettura libica: berbera, sahariana e islamico- ottomana e i principali esponenti dell'arte moderna

 

La letteratura: l'influsso islamico e la letteratura post-rivoluzionaria

Musiche e danze

Danza e musica araba 

La musica araba è un fenomeno ricco e complesso nel quale orientarsi non sempre è semplice; scopri le origini della musica e della danza orientale araba, il rituale Zar e gli strumenti musicali del mondo arabo

Molto viva è la tradizione della musica e della danza popolare con diverse compagnie che si esibiscono in Libia e in altri paesi. Le trasmissioni televisive di maggior successo si occupano in genere di musica libica tradizionale. A Ghadhames e nel sud del paese sono diffuse danza e musica popolari

Festival di Ghadames, danza Tuareg

 

 

 

 

 

 

 

 

Presso i Tuareg, sono le donne ad essere i musicisti, "armate" di violini ad una corda, chiamato imzad, e una gran varietà di tamburi, tra i quali ricordiamo il

Imzad

bendir (ascolta il concerto di imzad e bendir)

Bendir

La musica popolare araba è molto diffusa, come ad esempio quella di origine andalusa, conosciuta come Malouf e Chaabi. Tra gli strumenti musicali appartenentialla cultura araba troviamo il zokra (una sorta di cornamusa), flauti, costuiti col bambù, il tamburello, l' out (una sorta di liuto) e il dabuka, un tamburo a forma di calice

Ahmed Fakroun, cantante e compositore nato a Bengasi e considerato uno dei pionieri della musica araba moderna (guarda il video)

 

 

 

Fiabe e racconti

La leggenda sull'origine della città di Ghadames

La leggenda libica di Lamia, tradita da Zeus e diventata rapitrice e divoratrice di bambini

Cibo, alimentazione e ricette

La cucina araba è molto ricca e varia, così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Ogni regione esprime nella cucina le sue tradizioni ed il suo passato...

Curiosità... 

Consulta il Glossario della cucina araba!

La cucina libica è un misto di cultura araba e mediterranea in particolare con una forte influenza italiana.
Il legame con l'Italia nasce dal periodo di colonizzazione italiana della Libia. Famoso piatto locale è il cous cous, usato come base per la carne (solitamente quella di montone ma di pollo) e le patate, assieme ai falafel

Altri piatti tipici della cucina libica

bureek

araba: innanzi tutto la Sharba, che è una zuppa libica molto speziata, e il Bazin che è una specialità costituita da una pasta dura fatta di orzo, sale e acqua; la rishta (رشته), Bureek, Hassa, Ka'k Hilu e Ka'k Maleh e Zemmeetah

Tra i dolci: Bosboosa, un dolce al semolino ed i Ghreyba, biscotti al burro e il dabla:

Il the libico è una bevanda densa servita in piccoli bicchieri, spesso accompagnata da menta o noccioline.

Testimonianze

Racconti, diari e pensieri di viaggio in Libia

Vari racconti di viaggio in Libia: dalla scoperta di antichi reperti archeologici, del deserto libico attraversando il Paese in moto

Video-racconto di viaggio in Libia: Benghasi, Cirene, Latrum, Apollonia, Gaser Libia, Tolemaide e Leptis Magna, Villa Silin, Sabrata

La Libia in camper: testimonianza, immagini e video

A passeggio per le vie della capitale: Tripoli

Personaggi

Omar al-Mukhtar

In alto, immagine di Gheddafi durante la visita in Italia in cui appuntò alla divisa la foto di Omar al-Mukhtar (in basso)

Muammar Gheddafi, da 40 anni Capo di Stato della Libia. Nel giugno del 2009 per la prima volta si reca in visita in Italia provocando sconcerto e sollevando qualche critica quando, durante la visita di stato, mostra, appuntata sulla divisa, una foto dell'eroe della resistenza libica contro le barbarie del colonialismo italiano Omar al-Mukhtar

 

 

 

Approfondimento.. 

Breve approfondimento sull'invasione della Libia da parte dei coloni italiani e sulle sorti del leader libico al- Mukhtar