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Ambiente

Falesia di Bandiagara (Foto di R. Collina) - E' una formazione rocciosa che ospita uno dei più antichi popoli dell'Africa occidentale, i Dogon; è considerata dall'UNESCO, patrimonido dell'umanità

Tra le principali sfide ambientali che il Paese si trova a gestire, le più urgenti sono la desertificazione e il degrado della copertura vegetale e dei suoli, l'insabbiamento del fiume Niger, il deficit idrico, la perdita di biodiversità e il peggioramento della qualità della vita urbana

 

Paese prevalentemente rurale, il Mali sconta problemi climatici e ambientali, come le invasioni di locuste che nel 2004 distrussero in sedici Paesi dell'area, dal Marocco all'Egitto fino a Niger e Mali, circa 1,6 milioni di ettari tra coltivazioni e vegetazione, secondo un dato FAO) e la siccità dello stesso anno che ha messo a dura prova il sistema sociale ed economico

Documenti Agenzie ONU

Riserve della biosfera 

Le riserve della biosfera sono aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini, in cui, attraverso un'appropriata gestione del territorio, si associa la conservazione dell'ecosistema e la sua biodiversità con l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali

UNDP (United Nation Development Program/Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Profilo ambientale: programmi e documenti per l'ambiente, l'energia e lo sviluppo sostenibile

 

UNDP/UNEP (United Nation Development Program/United Nation Evironment Program - Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo/Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) - Poverty Environment Initiative (PEI): l'obiettivo dell'iniziativa è il miglioramento della gestione dell'ambiente e delle risorse naturali in quei paesi dove l'ambiente rappresenta l'unica fonte di sostentamento e quindi la via maestra per la riduzione della povertà. In Mali, l'iniziativa (PEI-Mali) mira a rafforzare la capacità istituzionale di articolazione delle politiche ambientali con i processi di pianificazione nazionale

 

UNESCO/MAB (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization/Man and the Biosphere Programme - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura/Programma uomo e biosfera) - Il parco nazionale Boucle du Baoulé è considerato una riserva della biosfera

 

UN/DESA/DSD (United Nations/Department of Economic and Social Affairs/Division for Sustainable Development-Nazioni Unite/Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali/Divisione per lo Sviluppo Sostenibile) - Informazioni, dati e rapporti relativi alla sostenibilità in Mali

 

Documenti di altre Organizzazioni

Stato dell'ambiente 

Rapporto nazionale sullo stato dell'ambiente 2007

Ministero dell'Ambiente - Legislazione ambientale, politiche e documenti, piani e programmi, trattati, accordi, potenzialità di investimento

 

Parks.it (il portale dei parchi italiani) - Parchi, riserve ed altre aree protette del Mali; il Delta interno del Niger (Macina) è classificata zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar

Delta interno del Niger durante la stagione delle piogge

Guide tematiche:

Cambiamento climatico

Documenti Agenzie ONU

UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) - Profilo del Paese relativamente alla convenzione; Prima comunicazione nazionale sui cambiamenti climatici (2000); Programma di azione nazionale di adattaemnto ai cambiamenti climatici (2007)

FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sui cambiamenti climatici; pubblicazioni; carte

Documenti di altre Organizzioni

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sul clima e le emissioni di CO2 in Mali

DIC-Sahel (Délégation Intercoopération au Sahel/Delegazione Intercooperazione in Sahel) - Cambiamento climatico in Mali (documento di introduzione e sviluppo della tematica attraverso studi di caso, 2008)

Guide tematiche:

Inquinamento

Bamako (capitale del Mali). L'inquinamento dell'aria è uno dei maggiori problemi delle città africane

La gestione dei rifiuti in Mali è una delle principali preoccupazioni delle amministrazioni comunali. In particolare, la città di Bamako, capitale del paese, ospita numerose discariche a cielo aperto. Una di queste è nel quartiere Djelibougou, a est della capitale, sulla riva sinistra del Niger. In Mali, i Comuni affidano la raccolta dei rifiuti a dei Groupements d’Intérêt Economique (GIE), cioè dei gruppi di interesse economico

Documenti Agenzie ONU

UNEP Chemicals (United Nations Environment Program/Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, settore per le sostanze chimiche) - L'inquinamento in Mali. Se la desertificazione è il problema più conosciuto, l'inquinamento è sicuramente quello con gli effetti più devastanti sulla salute umana e ambientale. Le cause sono molteplici: insufficienti o mancanti misure sanitarie, scarsa gestione dei rifiuti, insicurezza sul diritto alla terra, scorretto uso di fertilizzanti chimici e di pesticidi per l'agricoltura, ecc.

 

UNEP (United Nations Enviornment Program/Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) - Accordo regionale tra i paesi dell'Africa occidentale e centrale in materia di inquinamento dell'aria (2009). L'accordo riguarda 21 paesi. L'accordo si compone dei seguenti capitoli: 1. cooperazione regionale, 2. sistema dei trasporti, 3. pianificazione e gestione urbana, 4. settore industriale ed minerario, 5. incendi boschivi, incendi incontrollati e deforestazione, 6. inquinamento interno dell'aria, 7. gestione ambientale nazionale e regionale, 8. partecipazione pubblica nella gestione della qualità dell'aria, 9. sviluppo formazione/ricerca

 

Documenti di altre Organizzazioni

WaterAid (ONG internazionale che si occupa di accesso all'acqua potabile, a condizioni di vita igieniche e sanitarie dignitose) - Studio sulla qualità delle acque sotterrane in Mali eseguito dalla British Geological Survey (2002)

Guide tematiche:

Impronta Ecologica

Impronta ecologica (1961-2002) - Swiss Agency for Development and Cooperation-Global Footprint Network, Africa’s Ecological Footprint: Human Well-Being and Biological Capital, FACTBOOK, November 10, 2006

Documenti Agenzie ONU

GVU-UNU (Global Virtual University-United Nations University) - Dati (relativi al Living Planet Report, 2002) e grafici sull'impronta ecologica attraverso gli indicatori della biocapacità

Documenti di altre Organizzazioni

Global Footprint Network (Rete che promuove l’economia sostenibile utilizzando l’impronta ecologica come strumento principe per misurare la sostenibilità) - Impronta ecologica e biocapacità per persona dal 1961 al 2005

WWF (World Wildlife Fund - organizzazione internazionale per la protezione della natura) - L'organizzazione pubblica il Living Planet Report nel quale viene monitorata e analizzata la capacità del pianeta di mantenere e riprodurre la diversità biologica (il Living Planet Index misura questa capacità)

Carte tematiche:

Foreste/Deserti

Un orto ritagliato nelle sabbie

Due terzi delle supericifi del Mali sono aride o semi-aride. In particolare, la fascia saheliana (al centro del paese) è minacciata da una progressiva perdita di diversità vegetale ed animale, dall'aumento costante delle pressioni agricole sulle terre che genera impoverimento e degrado del suolo

Documenti Agenzie ONU

UNCCD (United Nation Conference to Combact Desertification/Conferenza delle Nazioni Unite per la lotta contro la desertificazione) - Stato di ratifica della Convenzione e Rapporti nazionali

FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore forestale

Documenti di altre Organizzazioni

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati su foreste, praterie e zone aride in Mali

CILSS (Comité Permanent Inter Etats de lutte contre la Sécheresse dans le Sahel/Comitato permanete interstatale di lotta contro la siccità in Sahel) - Il Comitato è stato creato nel 1973 in seguito alla grande siccità saheliana degli anni '70 del Novecento (ha sede in Burkina Faso). Attualmente comprende nove Stati: il Mali è tra i paesi membri. Tra gli obiettivi del comitato: la sicurezza alimentare, la lotta contro la desertificazione e le energie domestiche

La terra dell'albero sacro. Nel cuore del territorio mandingo, nel Mali occidentale, tagliare un albero è considerato un sacrilegio. L'albero è vita, è il luogo della parola ("l'arbre à palabre"), protegge dagli spiriti maligni. In quesa zona, nel 2008 è comparsa una compagnia cinese in possesso di un contratto che l'autorizzava al taglio degli alberi (in due mesi circa 243 tonnellate di legno erano state abbattute (Reportage di F.-X. Freland per France 24)

Acqua

Diga di Markala (1934) sul fiume Niger

Documenti Agenzie ONU

FAO/AQUASTAT - Informazioni su acqua e agricoltura in Mali

UNESCO /WWDR (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization/World Water Assessment Program - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura/Programma di valutazione delle risorse idriche mondiali) - Rapporto nazionale sulla valorizzazione della risorsa idrica (2006)

WB (World Bank/Banca Mondiale) - del Mali (2008)

Diga di Manantali sul fiume Senegal. La diga è gestita dall'OMVS (Organisation pour la Mise en Valeur du fleuve Sénégal), un organismo interstatale che ha sede in Senegal (ne fanno parte Senegal, Mali, Mauritania e Guinea, cioè i paesi interessati dal bacino idrografico del fiume Senegal). L'opera di Manantali regola circa la metà dell'approvvigionamento idrologico del bacino che si estende su circa 220.000 km2

Documenti di altre Organizzazioni

Codice dell'acqua (2002) 

L'acqua è un bene pubblico. Il suo utilizzo è concesso a tutti nel rispetto dell'interesse pubblico (art. 2)

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulle risorse idriche e gli ecosistemi d'acqua dolce in Malie

Ministero dell'Energia e dell'Acqua - Rapporto sui progressi realizzati dal Mali in seguito alla Seconda conferenza mondiale sull'acqua del 2000

Risaia nell'Office du Niger. Trapianto del riso

Office du Niger (Ente che gestisce un vasto perimetro irriguo nel Delta interno del Niger) - Il perimetro dell'Office du Niger è il più antico dell'Africa occidentale (risale agli anni '30 del Novecento) ed è uno dei più estesi. Si sviluppa all'interno del Delta interno del Niger: secondo il progetto iniziale doveva diventare il principale fornitore di cotone delle industrie tessili della Francia coloniale (ma il cotone è stato ben presto abbandonato), il granaio risicolo dell'Africa Occidentale (ma il riso sta pagando le difficoltà del libero mercato) e un luogo di innovazioni tecniche e sociali. Gli obiettivi iniziali erano di bonificare e mettere a coltura circa un milione di ettari in cinquant'anni. Grandi opere, come la diga di Markala, sono state realizzate per soddisfare questi obiettivi. Ad oggi, gli ettari coltivati sono circa 100.000

Nelle zone rurali, il rifornimento di acqua per usi domestici viene spesso fatto a partire da pozzi poco profondi

Guide tematiche:

Carte tematiche:

Biodiversita

Il Delta Interno del Niger è un'importante zona umida al centro della regione saheliana. L'area è soggetta ad aleatorietà cllimatica e a pesanti pressioni antropiche (è la sede dell'Office du Niger e delle pianificazioni agricole) che ne aumentano rischi e vulnerabilità

Documenti Agenzie ONU

CBD (Convenzione sulla Biodiversità) - Informazioni generali e documentazione su regole e strategie relative alla biodiversità

FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Agricoltura e l'Alimentazione) - Rapporti e dati statistici sulla biodiversità; pubblicazioni

Documenti di altre Organizzazioni

Ministero dell'Ambiente - Strategia nazionale sulla biodiversità: situazione generale del paese (2000)

EarthTrends (portale di informazione ambientale del World Resources Institut) - Dati sulla biodiversità e le aree protette

Guide tematiche:

Biotecnologie

Il Mali ha ratificato la Convenzione sulla biodiversità la quale riconosce il diritto di sovranità degli Stati sulle proprie riserve genetiche e subordina la raccolta di queste risorse all'accordo preliminare e alla ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche. Questi due principi fondamentali della Convenzione non vengono rispettati, a tal punto che le multinazionali utilizzano le risorse biologiche africane in totale assenza di accordo con le comunità locali. La penetrazione dei semi OGM in Africa ne è un esempio e il caso del Mali è particolarmente significativo nella direzione della conservazione della biodiversità e della produzione di sementi tradizionali, nonostante l'autorizzazione dell'Assemble Nazionale (2008) di importare, produrre ed esportare ogni tipo di OGM (che ha incontrato l'opposizione dei contadini)

Documenti Agenzie ONU

FAO (Fondo delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) - Dati ed informazioni sul settore delle biotecnologie

Documenti di altre Organizzazioni

Loi d'Orientation Agricole au Mali (sito dedicato alla Legge di orientamento agricolo del 2006) - Articolo sull'abbandono dell'agricoltura maliana di fronte agli ogm

CNOP (Coordination Nationale des Organisations Paysanne/Coordinamento nazionale delle organizzazioni contadine) - Proposte di emendamenti delle organizzazioni contadine e della società civile sul progetto di legge intitolato "sicurezza delle biotecnologie nella Repubblica del Mali"

Sviluppo umano

Documenti Agenzie ONU

UNDP (United Nations Development Programme/ Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Ufficio regionale per l'Africa occidentale e centrale; UNDP in Mali, aree d'intervento prioritarie e pubblicazioni; Statistiche aggiornate 2009, informazioni tratte dal Rapporto (2009) sullo sviluppo umano, rapporti e documenti programmatici nazionali

 

UNDG (United Nations Development Group/ Gruppo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Valutazione ed analisi condivise dalle Agenzie delle Nazioni Unite sulla situazione sociale, politica ed economica del Mali e relativo programma di assistenza delle Nazioni Unite per lo Sviluppo del Paese (UNDAF 2003-2007) con aree prioritarie, strategie d'azione e politiche settoriali per il periodo 2008-2012

 

WB (World Bank/Banca Mondiale) - Serie di documenti preliminari in merito allo Sviluppo Umano nella Regione africana

 

NEPAD (The New Partnership for Africa's Development/ Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa) / Agenzia per la pianificazione e il coordinamento dello sviluppo umano - Agenzia finalizzata al rafforzamento delle relazioni tra crescita, educazione, scienza e sviluppo tecnologico e sradicamento della povertà

 

Cooperazione Internazionale

Documenti Agenzie ONU

Commissione Europea / EuropeAID - Programma di cooperazione internazionale in Mali; strategie e priorità dell'organizzazione nel Paese (2003-2007) e (2008-2013), progetti in corso e azioni dell'Unione Europea in Mali

 

EU (Unione Europea) - Informazioni relative alla strategia di cooperazione tra governo del Mali ed Unione Europea

 

Documenti di altre Organizzazioni

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Ministero responsabile dell'implementazione della politica estera del Paese e delle relazioni del governo maliano con i governi degli stati esteri, con le organizzazioni regionali e internazionali

 

La cooperazione decentrata del Mali è un progetto dell' associazione delle municipalità del Mali la quale raggruppa circa 700 comuni del Paese e fu istituita nel 2000 allo scopo di partecipare alla salvaguardia della libera amministrazione delle collettività territoriali e all'approfondimento della democrazia locale.

 

USAID - Organizzazione istituita nel 1961 in esecuzione del Foreign Assistance Act; essa costituisce la principale agenzia del governo statunitense impegnata nell'assistenza a paesi afflitti da calamità, in condizioni di estrema povertà e in fase di transizione democratica; missione dell'USAID in Mali

 

La Federazione dei collettivi di ONG del Mali (FECONG) è un'istituzione nazionale finalizzata a contribuire allo sviluppo del Mali attraverso il rafforzamento della partecipazione dei colletivi delle ONG alla vita pubblica del Paese

Habitat

Documenti Agenzie ONU

Baraccopoli, cambiamento climatico e salute nell'Africa Subsahariana 

L'Africa subsahariana è la regione meno urbanizzata al mondo: solo il 39,1% della popolazione vive in città. Si stima, tuttavia, che la popolazione urbana di questa regione si moltiplicherà più del doppio entro il 2030 per un totale di 760 milioni di abitanti [...] Un recente articolo pubblicato dall' England Journal of Medicine afferma che l'urbanizzazione è "un rischio sanitario per alcune popolazioni particolarmente vulnerabili e questo mutamento demografico minaccia la crezione di un disastro umanitario". WHO/OMS, Volume 87, numero 12 del dicembre 2009

UN-HABITAT (United Nations Human Settlements Programme/Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani) - Attività, notizie e iniziative di ricostruzione di insediamenti umani e relative infrastrutture cui il Mali aderisce

 

Documenti di altre Organizzazioni

Ministero delle infrastrutture, delle finanze e dell'urbanismo - Documenti e informazioni utili, notizie aggiorante

 

HIC (Habitat International Coalition) - Associazione internazionale indipendente, senza scopi di lucro, composta da oltre 400 organizzazioni e individui impegnati nel settore degli insediamenti umani. La forza dell'associazione si basa sulla memebership internazionale che include movimenti sociali, organizzazioni di base e della società civile, ONG, istituzioni di ricerca e universitarie e individui singoli provenienti da oltre 80 paesi diversi. Tra i membri del HIC figura anche organizzazioni maliane

Guide tematiche:

Educazione/Istruzione

Il Mali è uno dei Paesi più poveri al mondo; nonostante gli indiscussi progressi del governo nel garantire ai bambini maliani l'accesso all'istruzione, siamo ancora lontani dal raggiungiemnto del quinto obiettivo del millennio che prevede un'educazione di qualità per tutti i bambini entro il 2015. Si stima che circa 900,000 bambini tra i 7 e i 12 anni non vada a scuola e che, gran parte di essi siano bambine. Inoltre, i bambini che vanno a scuola spesso ricevono un'istruzione povera a causa delle classi numerose, della povertà delle infrastrutture e dei materiali e, soprattutto, della mancanza di formazione per gli insegnanti. Il risultato di tale situazione è che meno di un quarto della popolazione giovane e adulta è capace di leggere e scrivere

 

Documenti Agenzie ONU

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization/Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) - Attività dell'UNESCO in Africa, news, pubblicazioni e piani educativi; la politica educativa del Mali (2010-2012); programma d'investimento per il settore dell'educazione (2010-2012)

 

IBE (Ufficio Internazionale dell'Educazione) / UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) - Profilo del sistema educativo del Mali

 

Documenti di altre Organizzazioni

Associazione delle Università Africane 

Il Mali è uno dei paesi membri dell'Associazione delle Università Africane (AAU), organizzazione apice e forum di consultazione, di scambio di informazioni e di cooperazione tra le istituzioni di educazione superiore in Africa

Ministero dell'educazione

 

Oxfam International - Rapporto (2009) relativo alle varie azioni che il governo del Mali intende intraprendere per realizzare concretamente le proprie aspirazioni verso un' "educazione per tutti" e di qualità

 

"Noi crediamo che attraverso l'istruzione di donne e ragazze sia possibile rendere migliore la sopravvivenza di intere comunità. Ragazze istruite saranno donne istruite, che hanno competenze, capacità e opportunità di svolgere un ruolo fondamentale nella governance e nel processo di demoratizzazione nazionale nonchè influenzare la propria società." Forum for African Women Educationalists (FAWE), ong panafricana impegnata in 32 paesi africani, e attiva anche in Mali, per l'empowerment di ragazze e donne attraverso l'educazione.

Guide tematiche:

Turismo responsabile

Documenti Agenzie ONU

Consiglio Internazionale dei Partners del Turismo 

Consiglio Internazionale dei Partners del Turismo - Sezione dedicata alla Missione Africa, iniziativa nata per triplicare in maniera sostenibilile le rendite derivanti dall'attività turistica entro il 2015

UNWTO (United Nations World Tourism Organization/ Organizzazione Mondiale per il Turismo delle Nazioni Unite) - Programmi e attività dell'UNWTO in Africa

STEP (Sustainable Tourism - Eliminating Poverty) - Il programma del UNWTO per il turismo sostenibile ha elaborato 7 meccanismi, cioè sette azioni da praticare per consentire alle popolazioni locali dei paesi svantaggiati di beneficiare del turismo

 

Documenti di altre Organizzazioni

 

Turismo responsabile dalla parte delle donne è un'iniziativa nata per aiutare le donne, raccontando idee e pratiche sostenibili nell'ambito del turismo quali, ad esempio i progetti attivi in Mali per il coinvolgimento e autosostentamento delle donne attraverso il turismo

Ministero del Turismo - Portale di informazione e promozione turistica del Mali

 

OMATHO - Ufficio maliano del turismo

 

Step up travel - Naviga sulla carta, scegli le destinazioni di turismo responsabile nel mondo e fai le prenotazioni del soggiorno: turismo responsabile in Mali, mete ed informazioni utili

Guide tematiche:

MDG

Stop alla povertà entro il 2015 è la promessa che 182 leader mondiali hanno fatto al Vertice Mondiale del 2000 convenendo nel raggiungimento degli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio entro il 2015. Clicca qui per leggere le notizie più recenti sugli MDG in Africa

 

Documenti Agenzie ONU

MDG in Africa 

Rivista on-line che si focalizza in maniera specifica sui progressi e sulle abilità del continente africano nel raggiungimento degli Otto Obiettivi di sviluppo del Millennio: informazioni utili, mappatura degli MDG in Africa, e lista di paesi africani vicini al raggiungimento di ciascun obiettivo

 

UN (United Nations/ Nazioni Unite) / Millennium goals - Valutazione dei progressi realizzati in Africa in merito al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (2009)

 

Raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Africa/ Gruppo direttivo per gli MDG in Africa - Istituito nel 2007, il gruppo riunisce i leader delle organizzazioni multilaterali per lo sviluppo per identificare le misure pratiche necessarie per raggiungere gli MDG e altri obiettivi sanciti e concordati a livello internazionale per l'Africa: rapporto relativo al Raggiungimento gli MDG in Africa (2008)

 

 

WB (Banca Mondiale) - Atlante degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

 

 

UNDP (United Nations Development Programme/ Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) / MDG - Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in Mali, documenti, informazioni e collegamenti utili

 

UNDG (Gruppo delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) - Rapporto 2004 sullo stato di avanzamento degli obiettivi del millennio in Mali

 

MDG Monitor - Strumento dell' UNDP che fornisce informazioni aggiornate sui progressi riguardanti il raggiungimento degli MDG si a livello globale che locale; profilo del Mali

Guerre dimenticate

Documenti Agenzie ONU

 

Nell'arena internazionale ci sono regole per disciplinare i rapporti tra gli stati, anche quando essi siano in guerra. Esiste una serie di norme che regola la condotta in guerra degli eserciti, siano essi regolari o meno, ed è chiamato Diritto Umanitario. Questo s'inquadra nel più ampio Diritto Internazionale, insieme di norme ed accordi tra Stati che definiscono, tra le altre cose, quali siano i diritti umani o chi sia un rifugiato o un profugo.

UN Peacekeeping - il Peacekeeping delle Nazioni Unite è uno strumento creato dall'Organizzazione per contribuire a creare condizioni di pace duratura laddove sia scoppiato un conflitto. Il termine non trova posto nella Carta delle Nazioni unite ed è stato coniato dal secondo segretario delle Nazioni Unite, Dag Hammaskjold all'epoca dell'attivazione delle prime missioni di Peacekeeping.Questa mappa visualizza le missioni attuali dei Caschi Blu ONU, ma il Peacekeeping è stato utilizzato anche nel passato

 

Documenti di altre organizzazioni

Department of Peace and Conflict Research Uppsala University - database dei conflitti attuali e passati per macroregione. Vengono rilevati sia i conflitti interstatali che i conflitti armati minori e le "one sided violence" cioè le violenze scatenate da gruppi etnici, clan, tribù nei confronti di minoranze, quasi sempre impossibilitate a difendersi. Scheda Paese.

 

Peacereporter - Il mondo in guerra: database dei conflitti armati in corso nell'anno. Consente di visualizzare un planisfero dei conflitti armati nell'anno in corso.

 

Guide tematiche:

Nuovi conflitti

Preziosi tesori storico-culturali dell’antica città di Timbuctu, patrimonio dell’UNESCO, e delle altre città della regione sono stati distrutti dai jihadisti (Fonte: genius.com)

In seguito alla caduta del dittatore libico Muammar Gheddafi nel 2011 (per approfondimenti vedi la scheda Nuovi conflitti in Libia) si sono “risvegliati” i gruppi tuareg nel nord del Mali. Da quando prese il potere in Libia il 1° settembre 1969 il leader libico, arruolando guerriglieri tuareg nel proprio esercito, era riuscito a garantire un certo controllo e quindi una certa “stabilità” nelle regioni occupate dai tuareg. Quindi, dopo la morte di Gheddafi, i guerrieri tuareg “liberati” dai vincoli, hanno deciso di raggiungere i gruppi tuareg del nord maliano per aiutare militarmente il Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad (MNLA). Il sopraggiungere dei guerrieri tuareg diede nuova linfa anche ai gruppi jihadisti che videro ingrossarsi le proprie file tanto da diventare una minaccia per l'intero territorio e in particolare per Timbuctu e i tesori della regione.

Documenti ONU

UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime/ Ufficio delle Nazioni Unite competente su Droga e Criminalità) - ufficio di supporto alla lotta al crimine internazionale portata avanti dai governi nazionali. Monitora costantemente le principali direttrici del traffico degli stupefacenti ed elabora dai sui principali flussi di eroina e cocaina (vedi Report 2014). UNODC presenta una pagina dedicata all'Africa ed ai programmi particolari di raccolta ed elaborazione dati rivolti al continente africano.

Documenti altre organizzazioni

 

I conflitti, spesso ignorati o dimenticati dai massa media, che infiammano tutto il mondo lasciano dietro sé una scia mortale di Mine Antiuomo che continuano a mietere vittime a distanza di anni dalla fine delle ostilità, soprattutto tra coloro che la guerra nemmeno la hanno combattuta. E-Mine promuove la messa al bando delle mine antiuomo e la messa in sicurezza dei territori minati. Scheda Paese sulle azioni intraprese da E-Mine in Mali.

CDCA (Centro Documentazione Conflitti Ambientali) - Centro di studi che raccoglie informazioni sui conflitti ambientali nel mondo. Il materiale è suddiviso per area geografica o per area tematiche: biodiversità, idrocarburi, miniere, foreste, acqua. Esplora l'atlante mondiale della giustizia ambientale

Pacific Institute - World's Water - Portale informativo sulle riserve mondiali di acqua dolce, presenta una mappa interattiva e una cronologia dei conflitti legati alla risorsa destinata a scarseggiare sempre più nei prossimi anni.

Guide tematiche:

Spese militari

Dal 2011, il nord del Mali vive una pesante situazione di conflitto (per approfondimenti vedi scheda Nuovi conflitti). Con la  risoluzione 2085 del 20 dicembre 2012, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di schierare in Mali la missione AFISMA (African International Support Mission in Mali) per un periodo iniziale di un anno al fine di ristabilire l’ordine su un territorio sempre più occupato da gruppi di jihadisti.

Il 9 gennaio 2013 il Governo di Bamako ha chiesto l’intervento militare della Francia per cacciare i jihadisti che nel dicembre 2012 arrivarono a minacciare la capitale. Il giorno successivo cominciarono i bombardamenti dell’aviazione francese nell’ambito dell’Operazione Serval. Pochi giorni dopo anche 2.400 soldati francesi e 1.750 uomini inviati dai membri della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) presero parte alle operazioni sul suolo maliano. Italia, Germania, Belgio, Canada, Danimarca, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno offerto equipaggiamento, elicotteri e aerei per trasportare le forze francesi in Mali.

Documenti Agenzie ONU

UN COMTRADE (United Nations Commodity Trade Statistics Database) – Dati sulle importazioni di armi (ad uso militare e civile) e principali partner commerciali

Documenti di altre Organizzazioni

SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) pubblica ogni anno un rapporto su armi, disarmo e sicurezza internazionale. È il rapporto più autorevole in materia. L'Istituto mette a disposizione il proprio database a copertura mondiale sulle spese militari per Paese.

Control Arms – Campagna internazionale per l’adozione presso le Nazioni Unite di un Trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT), destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani.

Archivio disarmo - Istituto di ricerca fondato nel 1982, che studia i problemi del controllo degli armamenti, della pace e della sicurezza internazionale.

Guide tematiche:

Carte tematiche:

Migrazioni

Carta degli spostamenti interni ed esterni (fonte, 2013)

Il Mali è principalmente un Paese di emigrazione. L'immigrazione di transito, ancora debole, costituisce però un elemento importante del profilo migratorio maliano in evoluzione. L’immigrazione gioca un ruolo secondario, dal momento che nel 2007, il 98,5% della popolazione presente in Mali era di nazionalità maliana e, tra l’1,5% degli stranieri, l’1,2% proveniva dalla Comunità economica degli Stati Africani dell’Ovest (CEDEAO). Infatti, secondo i dati dell’UNDP (2013-2015), il tasso netto di migrazione  è di -4, sottolineando come il maggior flusso sia di tipo emigratorio verso altri paesi dell'Africa occidentale e dell'Europa. 

I flussi migratori verso l’estero provengono principalmente dalle zone rurali (73%), sono caratterizzati da una maggioranza maschile (66%), principalmente alla ricerca di lavoro (40%) e hanno come prima destinazione la Costa d’Avorio (70%).  

Si registra anche un aumento dei ritorni nel Paese di origine di questi emigrati, soprattutto dovuto alle crisi economiche e politiche di alcuni Paesi dell’Africa centro-occidentale e dei Paesi europei.

Il Mali stia divenendo sempre di più un Paese di transito per la sua posizione geografica a metà strada fra l’Africa settentrionale e l’Africa sub-sahariana e centrale, ma anche per agli accordi di libera circolazione delle persone firmati tra il Mali e alcuni Paesi del Maghreb (Algeria e Marocco) che permettono il transito senza alcun tipo di visa o altro documento di ingresso.

Per quanto riguarda le mete, a causa dell’irrigidimento delle condizioni di ingresso in alcuni Paesi europei di tradizionale destinazione come la Francia, le scelte dei migranti maliani ricadono su nuovi Paesi quali, Sudafrica, Angola, Guinea equatoriale ma anche Stati Uniti ed Europa meridionale come Spagna e Italia.

Spostamenti interni 

Particolarmente rilevanti all'interno del paese sono i flussi migratori circolari e i movimenti pastorali. I primi costituiscono un aspetto fondamentale della mobilità della popolazione maliana. “Migratori”, perché si tratta di spostamenti di persone sia internamente che esternamente; “circolari”, perché vi sono continui scambi e ritorni tra il Mali e i Paesi limitrofi con cui condivide tali spostamenti. Questi flussi nascono dall'esigenza della popolazione rurale del Nord del Mali, zona estremamente difficile da coltivare, di trovare lavoro nelle aree urbane al di fuori del Paese. Si tratta, dunque, di lavoratori stagionali provenienti dalle parti aride del Mali diretti nelle piantagioni e miniere della Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Senegal. Le migrazioni circolari riguardano anche i movimenti pastorali di gruppi nomadi come i Tuareg, Soninké, Mauri e Peul, costretti a muoversi lungo i tradizionali tragitti Nord-Sud all'interno del Mali o in altri Paesi dell’Africa occidentale.

Per quanto riguarda la popolazione proveniente dal Mali residente in Italia, si vedano i dati Istat del 1° Gennaio 2015.

Negli ultimi anni, nuovi fattori di spinta come l’insicurezza alimentare della regione del Sahel e la siccità delle regioni settentrionali hanno contribuito ad un aumento degli spostamenti all'interno del Paese e all'esterno. Le necessità di approvviggionamento di terre e risorse che accomunano nomadi e sedentari hanno portato nel 2010 a conflitti accessi e a pressanti richieste di autonomia delle popolazioni nomadi, conosciute come “tuareg” ai quali poi si è aggiunta la ribellione nel nord del paese da parte del MNLA (Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad), la comparsa di molti gruppi come gli islamisti di Ansar Dine e il Mujao (Movimento per l’unicità e il jihad in Africa occidentale) e il colpo di stato nel 2012 che ha destituito Toumani Touré (per approfondire leggi "Mali: cultura e potere ieri e oggi" (parte I e parte II).

Documenti Agenzie ONU

International Migration Stock (Banca Mondiale) - Statistiche sull’immigrazione in Mali

CE - I Map  

Commissione Europea - I Map, mappa Interattiva sui flussi migratori nel mondo

IOM (International Organization for Migration/Organizzazione Internazionale per le migrazioni) – Programmi e attività della IOM a livello regionale e in Mali; informazioni sulle migrazioni in Africa Occidentale e Centrale e nello specifico in Mali 

Commissione Europea - Centro per l'immigrazione in Mali e accordi Ue con i Paesi dell’Africa occidentale in materia di politiche migratorie

Documenti di altre Organizzazioni

Ministero degli Affari Esteri e dell’Integrazione africana in Mali / Ministère des Maliens de l’Extérieur et de l’Intégration africaine (MMEIA)

  1. Delegazione Generale dell’Integrazione Africana / Délégation Générale de l’Intégration Africaine (DGIA)
  2. Delegazione Generale dei Maliani all’Estero / Délégation Générale Des Malien De L'extérieur (DGME) 
  3. Alto Consiglio dei Maliani all’Estero / Haut Conseil des Maliens de l’Extérieur (HCME)

Centro per la gestione e l’informazione sulle migrazioni / Centre d'information et Gestion des Migrations (CIGEM) .

Istituto per le Politiche Migratorie / Migration Policy Institute (MPI): politica migratoria della regione africana sub-sahariana e del Mali

Guide tematiche:

Profughi/Rifugiati

Le sorelle Takia e Fatimata nel campo profughi M’bera, in Mauritania (28/05/2012) REUTERS/Joe Penney http://www.reuters.com/news/picture/mali-refugees?articleId=USRTR32RG0

Dati aggiornati 

È possibile scaricare il documento relativo alla situazione di crisi del Mali sul sito dello IOM con dati fino al 2013 o consultare Opération Sahel con gli ultimi dati sulla Regione del Sahel.

In seguito alla violazione di varie leggi umanitarie internazionali, quali la cattura di 400 soldati maliani ad opera del MNLA (il Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad) e privati di accesso a servizi igienici di base, accuse di stupri di gruppo, esecuzioni extragiudiziali e impiego di bambini-soldato (rapporto 2012 di Amnesty International), il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso di intervenire in tre momenti:

  1. Risoluzione 2085 del 2012 che determina l’inizio del coinvolgimento internazionale con l’Operazione Serval;
  2. Risoluzione 2100 del 2013 che istituisce il MINUSMA
  3. Risoluzione 2164 del 2014 che segna l’inizio dell’Operazione Brkhane

Il 28 Luglio e l’11 Agosto 2013 si sono tenute le elezioni presidenziali, previste per il 2012, dove sono riusciti a partecipare anche alcuni dei rifugiati maliani del campo profughi M’bera, in Mauritania:

  1. Luglio 2013 primo turno elezioni presidenziali
  2. Agosto 2013 secondo turno elezioni presidenziali
  3. Gli esiti hanno visto come nuovo Presidente eletto Ibrahim Boubacar Keita, ex Primo Ministro del Mali.

L’attacco all’Hotel Radisson Blu  

Se da un lato la presenza di forze internazionali ha permesso di procedere verso la stabilizzazione pacifica del Nord del Mali, secondo quanto affermato dal Segretario-Generale dell’ONU Ban-Ki Moon; dall’altro, proprio questa presenza sarebbe la causa di nuovi attacchi terroristici nel Paese. Infatti, tra le diverse rivendicazioni dell’attacco all’Hotel Radisson Blu di Bamako il 20 novembre 2015, il gruppo FLM (Front de Libération du Macina) avrebbe giustificato l’assalto come “reazione alle forze di Barkhane”. L’assalto all’Hotel Radisson è il terzo colpo terroristico nel giro di pochi mesi in Mali: Le Byblos era stato colpito l’8 agosto 2015, mentre un bar-ristorante nel centro della capitale, il 7 marzo 2015.

Attualmente, oltre alla fragilità della vita dei rifugiati nei Paesi vicini, anche la situazione interna continua ad essere caratterizzata da tensioni e vulnerabilità.

Documenti Agenzie ONU

UNHCR (UN High Commissioner for Refugees / Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - UNHCR Global Appeal 2015 Update; nel sito si possono reperire informazioni recenti su rifugiati in Mali provenienti da Paesi terzi e sui rifugiati maliani in Mauritania.

IOM (International Organisation for Migration / Organizzazione internazionale per le migrazioni):

  1. Programma per rafforzare le comunità in Mauritania che ospitano rifugiati maliani.
  2. Documento sugli spostamenti dei maliani (2015)

Documenti di altre Organizzazioni

International Crisis Group -  Documento sul tentativo di accordo fra le parti coinvolte nel conflitto nel maggio 2015 (leggi anche 

Medici Senza Frontiere - Nei campi mauritani dove vivono migliaia di maliani con gravi problemi di malnutrizione e dove la denutrizione è un'importante causa di morte. 

RFI - Attualmente, oltre alla fragilità della vita dei rifugiati nei Paesi vicini, anche la situazione interna continua ad essere caratterizzata da tensioni e vulnerabilità.

Guide tematiche:

Democrazia, dittature

Moussa Traorè al potere in Mali dal 1968 al 1991 (Fonte: maliactu.net)

 Il Mali venne proclamato colonia francese nel 1904. La Francia impose la propria politica coloniale di assimilazione che diventò un ostacolo alla formazione di una classe dirigente locale.

Il Paese intraprese la strada dell’autonomia nel 1958 diventando parte della Comunità franco-africana. Nel 1959 sperimentò la fallimentare federazione con il Senegal e raggiunse definitivamente l’indipendenza nel 1960.

I problemi economici che accompagnarono l’indipendenza portarono la Repubblica del Mali a chiedere l’aiuto dell’ex potenza coloniale nel 1967. Facendo ciò, ai disagi economici si aggiunse una grave crisi politica che degenerò in un colpo di Stato militare. Il potere venne assunto dal colonnello Moussa Traorè che strinse il Mali in una dittatura dal 1968 al 1991, nonostante l'opposizione lottasse per la crescita democratica e lo sviluppo economico. 

Amadou Toumani Touré (Fonte: britannica.com)

Nel marzo 1991, le manifestazioni pacifiche organizzate nella capitale Bamako vennero represse violentemente dalla polizia del dittatore; ma un nuovo golpe militare lo depose. Il potere venne preso da Amadou Toumani Touré che avviò la stesura di una nuova costituzione, più democratica e aperta al multipartitismo. In seguito Touré vinse le elezioni nel 2002 e nel 2007 (per approfondire vedi la scheda sulla storia del Paese).

All'inizio del 2012, le proteste si susseguirono per settimane. Veniva contestata l'azione  nella regione del Azawad (nel nord del Paese) composta dal Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad (in prevalenza tuareg) e da fazioni jihadiste. Il 22 marzo 2012, un colpo di Stato - guidato dal generale Amadou Sanogo - rimosse il Governo democraticamente eletto di Touré. 

Simbolo del MNLA (Fonte: koulouba.com)

Nell'aprile 2012, il Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad (MNLA) dichiarava l’indipendenza della regione settentrionale del Mali, ma meno di due mesi dopo i gruppi jihadisti sostituirono il MNLA al potere tentando di imporre un regime basato su una visione della sharia che prevedeva punizioni corporali come le frustate o il taglio delle mani, obbligando inoltre le donne a indossare il velo e separando i ragazzi dalle ragazze nelle scuole.

Guide tematiche:

Societa civile

Documenti Agenzie ONU

 

Cos'è una Organizzazione Non Governativa? è parte della Società Civile. E questa cos'è? la FAO risponde a queste domande.

UNDESA NGO Branch (United Nations Department of Economic and Social Affairs Non Governmnental Organization Branch/Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, sezione Organizzazioni Non Governative) - database e fulcro nodale della rete di ONG che lavorano con le Nazioni Unite e/o soddisfano i parametri per ottenere lo status consultivo presso l'ONU. Attraverso la pagina di ricerca avanzata si può ottenere la lista delle ONG ordinata Paese per Paese.

 

UNODC (United Nations Office for Drugs and Crime prevention/Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del Crimine e del Narcotraffico) - NGO Database - lista delle oltre 2500 ONG attive nella prevenzione del crimine organizzato e del narcotraffico che operano principalmente tramite la diffusione della cultura della legalità e la conoscenza degli stupefacenti e dei danni da essi provocati

 

UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite per Commercio e Sviluppo) - dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa anche di cooperazione tra mondo del commercio e del profitto con il mondo della Società Civile

Documenti di altre organizzazioni

WANGO - Worldwide NGO Directory - archivio mondiale delle Organizzazioni non Governative, diviso per regione. Ospita anche il Manuale per le ONG che contiene definizioni, ambiti d'intervento e margini legali delle ONG.

 

The NGO Cafè - portale di news e biblioteca virtuale delle ONG. Contiene un meta-archivio regionale delle directory per trovare ONG nel mondo.

 

Guide tematiche:

Liberta di stampa

Documenti Agenzie ONU

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura che promuove la libertà d'informazione e stampa in quanto diritto umano fondamentale.

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization / Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura) - promuove la libertà d'informazione e stampa come un diritto umano di base

Documenti di altre Organizzazioni

RSF (Reporters sans frontiers/Reporters without border/Reporter senza forntiere) - Organizzazione internazionale di giornalisti che si bate per la libertà d'informazione nel mondo. Stila annualmente una classifica della libertà d'informazione per Paese.

Freedom House – organizzazione statunitense che si occupa di libertà e diritti. Elabora ogni anno una mappa navigabile dove riporta il livello di libertà di stampa dei Paesi del mondo. La mappa viene elaborata in base a criteri e motivazioni espressi in calce alla stessa.

Press Reference - Informazioni relative ai mezzi di comunicazione quali stampa, televisione, radio e giornali, al sistema della censura e all' ingerenza dello Stato nel sistema dei mezzi di comunicazione con riferimento alla legislazione nazionale in materia di libertà di pensiero ed espressione e di diritto di replica

Guide tematiche:

ICT, digital divide

Documenti di altre Organizzazioni

IICD (Istituto Internazionale per la Comunicazione e lo Sviluppo) - Profilo Paese relativamente alla presenza delle Tecnologie per l'Informazione e la Comunicazione (ICT), ai progetti attivati dall'organizzazione e alle conseguenze da essi prodotte

Guide tematiche:

Carte tematiche: